Il “Gazzettino di Wonbaraccopoli” e “L’Attesa”: giornalismo nei campi di prigionia della Grande Guerra nel nuovo saggio di Giuseppe Ferraro.

Sono nomi emblematici, scelti per raccontare una realtà disumana da umanizzare, quelli in capo ai fogli di giornale circolanti nel campo di prigionia di Dunaszerdahely, allora in territorio ungherese, ai tempi della Grande Guerra. Il “Gazzettino di Wonbaraccopoli” e “L’Attesa”, forme di una resistenza silente a una condizione di vita vissuta aspettando la libertà, sono stati oggetto di un interessante studio storico operato da Giuseppe Ferraro in un saggio edito da Pubblisfera, che le raccoglie e commenta, in quanto testimonianza singolare di un conflitto che non si combatte soltanto in… Continua a leggere

A Lamezia nasce “Glicine”, rivista di libri, arti, culture

No, non capita sempre che fra le pagine di una rivista culturale ci sia spazio per parlare della nascita di un’altra rivista culturale… Ma “Il Sileno” fa anche di questi miracoli e anzi si vanta di saper riconoscere il talento di una proposta, quando è valida. É il caso di “Glicine”, rivista di libri, arti e culture, nata insieme all’omonima associazione culturale recentemente creata da Daniela Lucia, Antonio Pagliuso e Valentina Dattilo. Radicata fra Pianopoli e Lamezia Terme, la realtà di “Glicine” si è dimostrata tuttavia capace di abbracciare con… Continua a leggere

Cosa resta del Covid: il primo impatto sulla produzione letteraria. Intervista a Daniela Rabia.

Chi di noi durante la quarantena non ha tenuto un diario, o quantomeno preso appunti, tartassato di note una pagina, per dare modo a quelle giornate apparentemente vuote di lasciare un segno, una traccia nel tempo? La Storia dimostra che è un istinto connaturato nell’uomo quello di scrivere quando sembra che le cose sfuggano di mano: se non siamo capaci di controllarle, cerchiamo istintivamente di analizzarle, anche a far sì che qualcuno dopo di noi possa avvalersi in situazioni analoghe delle nostre riflessioni, per capire, ricordare, sapere di non essere… Continua a leggere

La svolta digitale della promozione editoriale: intervista alla blogger letteraria Ippolita Luzzo

Spesso per non morire ci si trasforma, e ciò rappresenta da sempre un’enorme risorsa dal punto di vista evolutivo, nonché un assioma valido, dal punto di vista fenomenologico, a tutti i livelli, anche se toccano dinamiche esclusivamente umane. Accade soprattutto nei momenti di crisi, e nella storia dell’editoria italiana, in realtà, ce ne sono già state diverse. Ma quella che stiamo attraversando è indubbiamente la più difficile a memoria d’uomo. Per questo, con subitanea prontezza, una trasformazione importante è già oggettivamente in atto, ed è sotto gli occhi di tutti:… Continua a leggere

Scrivere un libro ai tempi del Covid –19

È vero, la solitudine può aprire nuovi mondi e, a lungo andare, solleticare la creatività. Ma scrivere libri, nella nostra epoca, era già un must. Inutile negarlo. Ora, dopo una reclusione di mesi, con l’unico conforto dei mezzi di comunicazione di massa e del frigorifero pieno, ci sarebbe da scommettere che un italiano su dieci, volendo essere cauti, abbia già una nuova proposta editoriale da piazzare sul mercato “quando tutto sarà finito”, specie nelle aree meno colpite, come la mia. Pure è cosa nota che il mondo dell’editoria, quotidianamente preso… Continua a leggere

La monografia “Didone e altre Ombre” e il verso 689 nel IV Canto dell’Eneide: luce nuova su un mistero millenario

Un verso oscuro e affascinante, un’appassionata di Letteratura Classica con una formazione scientifica alle spalle, lunghe sere d’inverno passate davanti al camino, con un pc sulle gambe, tanti libri intorno e un’enorme voglia di trovare prove nuove per spiegare un antichissimo mistero: questi sono gli ingredienti base che hanno portato alla nascita del volume monografico “Didone e altre Ombre. Le morti violente nell’Eneide di Virgilio: uno studio focalizzato sul verso 689 del IV Canto”. L’opera è appena uscita per Il Sileno Edizioni, nella nuova sezione Literary Criticism, grazie alla passione e… Continua a leggere

Il Walden di Thoreau e le Letterature lontane dal mondo

“Andai nei boschi perché desideravo affrontare solo i fatti essenziali della vita, senza scoprire, giunto alla morte, di non aver vissuto” Chi non ricorda queste parole, rese famose, in forma di citazione e in una traduzione più libera, dal personaggio del professor Keating nel celebre film “L’attimo fuggente”? Ebbene, sono tratte da “Walden. Vita nei boschi” di Henry David Thoreau, un libro molto meno recente di quanto si potrebbe pensare, che in questo momento di allontanamento dalla vita sociale, dal lavoro nelle sue forme abituali e dal traffico della civiltà,… Continua a leggere