B/N: Il volto interiore della fotografia in bianco e nero | Serena Piraino

Accenni di reale in cui dilaga una squisita presenza di fiaba. Eccola la fotografia di Serena Piraino. Un bianconero che cattura evocando; ritma le forme mixandole con la semplicità del nostro esserci e il pathos d’ombre, risonanze e percezioni prodotte nelle sfuggenti ore del quotidiano.

Il risultato è un’opportunità espressiva impareggiabile come lo spazio che lascia all’interpreta zione emotiva dello spettatore: un privilegiato, insieme all’occhio dell’Artista, di quel particolare frame di vita narrato e astratto, in eterno, dal fluire del tempo.

Così, la fotografia in bianconero è una sottrazione che arricchisce. Dove i bianchi sono una carezza di luce sui profili lasciando ai gradienti del grigio drammaticità e sostanza.

Una sostanza che è linguaggio. Materia, carattere, composizione, atmosfera, un’anima che rimane coinvolta nell’intrico di tutto ciò e viene a sedurci, con un invito d’immersione profonda, intellettuale e visiva, per concederci un viaggio dentro altre storie e luoghi improvvisamente familiari. Eccolo, allora, l’essenziale nella fotografia della Piraino: trasmettere un senso di familiarità, di appartenenza, di compartecipazione d’eventi; incurante delle distanze geografiche od ideologiche, testimoniando e denudando la realtà dai suoi orpelli, per consegnarla agli sguardi come nuova ed irrinunciabilmente vera.

 

“Vivere a stretto contatto col mondo non aiuta a cogliere i suoi significati ma ad allontanarli. La fotografia, invece, specchia le nostre sensazioni nella realtà e dona un volto alla nostra interiorità” [ref]Roberto Roma in “S. Piraino, Luoghi e storie (s)conosciute, Agrigento, MME, 2018″[/ref] .

E in quell’interiorità una foto fa breccia. Giacché la riuscita di un’ottima istantanea in bianco e nero ha un effetto, sia per il foto-artista sia per il destinatario, squisitamente catartico: come se, in sé stessa, l’anima liberasse un pianto abbracciando una prolungata sensazione d’armonia col tutto in un silenzio viscerale di assoluta comprensione.


Mirko Morello G.C.

 


 

Ritratto fotografico dell’Artista Serena Piraino

Pillola Biografica:

Nata a Cosenza nel 2001, la Piraino cerca, a tutt’oggi, l’obiettivo portante della vita consapevole, però, che soltanto la sua fotocamera conosce gli elementi chiave che danno animo alla sua anima.

Bibliografia di riferimento:

  • Piraino, Luoghi e storie (s)conosciute, Agrigento, MME, 2018 (versione digitale gratuita consultabile qui)

Informazioni su Mirko Morello Gallo Cassarino

Dopo svariati tentativi d'emergere con l'editoria tradizionale è diventato un fiero sostenitore del self publishing e dell'editoria digitale (Magazine Morello Edition) che gli ha permesso, a tutto tondo, di dar sfogo alla sua maestria creativa e di aiutare altri giovani artisti a far emergere la propria voce. Ha raccolto la propria attività poetica nel volume "Per incontrarsi nel tempo". Il meglio della sua produzione in prosa è esperibile ne "Il baule del migrante": ampia opera poliedrica compo-sta da 29 racconti brevi, varie illustrazioni digitali e 3 volumi di poesie eteronime.

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