Torniamo all’Opera! – I Parte

La Vie De Boheme – Dal racconto di un “Addetto ai lavori”

Regia di Emanuele Gamba e Natale Filice, l’orchestra del Conservatorio diretta dal Maestro Fabrizio Da Ros, adattamento scenico di Patrizia De Luca. Il cast composto nel modo seguente: Mimì Francesca De Blasi, Rodolfo Andrea Tanzillo, Marcello Fabio Capitanucci, Schaunard Luca Bruno, Colline Antonio Fratto, Alcindoro Fabio Napoletani, Musetta Maria Pia Martucci e Marianna Esposito Voce narrante.

Il Teatro Rendano di Cosenza ritorna a splendere il 24 Ottobre 2021! Dopo tanto tempo, il buio della sala, simbolo di abbandono, diventa nuovamente il segno di attesa dell’inizio della magia artistica, rispettando tutte le misure anti – Covid19 prevista, nel progetto della produzione di “Torniamo all’Opera – I parte”

Il teatro! Il mondo della finzione che cela la realtà perché le emozioni portate sul palco sono autentiche, derivanti dalle storie vissute. L’entusiasmo è alle stelle quando, pensando a tutto questo, il giorno dello spettacolo, saluto i collaboratori alla porta centrale del Teatro e poi cammino lungo la platea, con la borsa pesante sulle spalle, contenente lo spartito piano e voce della Bohème di Giacomo Puccini, insieme al testo dell’intero spettacolo; una borsa, contente oggetti di scena, e due cestini, entrambi ricchi di altri oggetti utili per la scena e per i cantanti – attori. Arrivata al centro della platea, giro a destra – ops, un vassoio sta per cadere, meglio inclinare un po’ il cestino, senza rompere le tazze che vi sono sotto – ecco, giunta a destinazione: il tavolo dell’attrezzeria dietro le quinte di destra, accessibile solo agli “addetti ai lavori”, cioè a me, di mia responsabilità. Proprio su quel tavolo, a poco a poco, svuoto tutto il necessario, associandolo agli oggetti già presenti portati nei giorni precedenti. Ebbene sì, per sicurezza avevo portato con me attrezzeria in aggiunta a quella prevista, in modo tale che avrei potuto effettuare repentine sostituzione qualora qualcosa sarebbe andato in frantumi. I cantanti sarebbero arrivati da lì a poco ed io cominciai a cercare i registi per sistemare le ultime cose, passando attraverso le quinte, superando i camerini e arrivando ad uno dei palchi, il numero 13, avente il cartello “Riservato Regia”, posizionato da me sulla porta il giorno prima. Gli scenari di luce realizzati con la tecnologia mi avevano colpito sin da subito! Era possibile creare qualsiasi cosa ed era fondamentale il buio totale nella sala affinché prendesse vita la vecchia e semplice soffitta, il Caffè Momus, la Dogana: ogni quadro aveva l’atmosfera giusta.

Una volta arrivati i cantanti, li raggiunsi nei camerini, sentendoli riscaldare le proprie voci e poi vederli uscire con addosso i costumi dell’opera attesa. Ma partiamo dall’inizio.

Vidi uscire dal suo camerino il Direttore d’orchestra, intento ad accennare i movimenti della sua bacchetta, pronto a guidare i musicisti e a dar vita alle note della musica pucciniana. Durante tutta la settimana, avevo avuto modo di assistere alla bravura del Maestro e dell’orchestra, sentendo la musica che, come una melodia mistica, si librava nell’aria, portando l’ascoltatore quasi a chiedersi da dove uscisse quel suono tanto melodioso che accompagnava voci altrettanto melodiose. Al momento giusto, avrei indicato loro quando posizionarsi e l’emozione della prima nota dell’orchestra sarebbe germogliata dal primo movimento di quella bacchetta, cosi sottile ma così emotivamente potente.

Mi cambiai anche io, un vestito comodo che mi avrebbe permesso di muovermi dietro le quinte per favorire ogni necessità e indicare eventuali uscite ed entrante, nonché sistemare e dare gli attrezzi giusti per la scena ai cantanti e alle comparse.

Eccolo, il momento tanto atteso, quando il teatro cominciava a riempirsi, quando le persone, a poco a poco, prendevano posto tra le poltrone della platea oppure tra i palchetti mentre con la mia voce invitavo i presenti a mantenere la mascherina, un oggetto tanto odiato ma che ben si accettava se permetteva di seguire uno spettacolo simile. L’orchestra si posizionò subito nel golfo mistico e il direttore del conservatorio “Stanislao Giacomantonio di Cosenza” salutò il pubblico presente e pensai alle sue parole di sostegno del giorno precedente, prima della prova generale “Dobbiamo essere una squadra per il raggiungimento di un obiettivo comune e voi tutti, anche coloro che sono dietro le quinte, siete La Squadra!”. Si, sapevo che avrei dovuto dare il massimo affinché tutto potesse svolgersi nel migliore dei modi, poiché ero parte di quella squadra.

Il Maestro collaboratore diede il segnale dell’apertura del sipario, pronto a seguire le esigenze musicali dei cantanti e dell’orchestra, mentre un secondo Maestro collaboratore seguiva attentamente ogni nota cantata sul palco. Gli aiuti, dunque, cosi preziosi, non mancavano!

Ed eccoli nella loro bellezza! I cantanti erano pronti a dar vita ai personaggi: Rodolfo, poeta tormentato, con la penna dalla piuma rossa e posato suoi fogli accartocciati, come segno di idee incompiute non piaciute, poiché avrebbe trovato “la poesia nell’amore”. Marcello, il migliore amico che tutti vorrebbero avere, sempre con il sorriso, pronto ad utilizzare il suo pennello con la tela piena di colori e ad ammettere un amore mai dimenticato. Mimì, con il suo chignon e lo scialle scuro, con la candela, il “lume spento”, e la chiave, galeotta di un nuovo amore. Colline, elegante nella sua semplicità, pronto a manifestare il suo disappunto da filosofo per la tristezza dell’assenza dei beni di prima necessità. Schaunard, con il suo cappotto e cappello, che con allegria e destrezza portava ai suoi amici un cestino contenente bicchieri, fiasco di vino, cibo celati da un semplice panno. Improvvisamente, sorprendendo gli spettatori, un altro personaggio prendeva vita, una narratrice che guidava il pubblico, a volte in maniera spumeggiante e poi in modo drammatico, nel viaggio di questa storia d’amore dal finale straziante.

I quadri si susseguivano nella scaletta progettata. Ecco l’entrata dei camerieri, dal papillon dorato su abiti neri, con il sorriso ed entusiasmo, pronti a fornire il loro sostegno anche nel cambio dei piazzati tra un quadro e un altro… un mio sostegno fondamentale! Il mio sguardo osservava il posizionamento corretto di ogni attrezzo e i giusti movimenti delle comparse, mentre entrava velocemente Musetta, dal vestito ampio e dai capelli lunghi rossi, seguita dal simpatico “vecchio” Alcindoro, disperato nel provare ad accontentare ogni desiderio della sua amata.

                            

 

La storia proseguiva, le voci possenti ricoprivano l’intero teatro, impregnandolo di emozioni come l’amore tra Rodolfo e Mimì, il dolce cercarsi e ritrovarsi di Marcello e Musetta fino alla disperazione dell’ultimo quadro, in cui la morte di Mimì fu la causa delle mie lacrime sin dalle prime prove in teatro.

Si può ben immaginare che lo spettacolo fu un vero successo, confermato dagli applausi e le grida di approvazione del pubblico quando ogni cantante fece il suo inchino per ringraziare gli apprezzamenti che sembravano non volersi fermare. Tutta la squadra salì sul palco, me compresa, che guardavo ovunque, emozionandomi di essere lì, a contemplare un teatro con tutti i posti occupati, pieno di mani che battevano calorosamente. Mi sentì piena di orgoglio perché la paura di non farcela, di non essere all’altezza non mi aveva fermato ma avevo affrontato la mia battaglia, riuscendo ad arrivare lì dove mi sembrava impossibile, grazie anche alla possibilità che il conservatorio e i Maestri mi avevano dato.

Il giorno dopo, ascoltando il servizio al telegiornale della regione, pensai che avevo iniziato un ulteriore passo importante per un viaggio nel mondo artistico, teatrale, un viaggio che avrei fatto in modo di poter continuare!

Ecco, tutto questo e non solo è il Teatro!

L’ispirazione è un risveglio, una fuga da tutte le facoltà umane, e si manifesta in tutte le grandi conquiste artistiche.”

Giacomo Puccini

Informazioni su Patrizia De Luca

Dopo il raggiungimento del diploma scientifico, ha conseguito la Laurea in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche, con tesi sperimentale in biologia cellulare, e l'abilitazione all'esercizio della professione di farmacista. Inoltre, ha conseguito il master di II livello in Economia e gestione dei servizi sanitari presso l'Università di Roma "La Sapienza". Grazie alla passione per la docenza, si occupa di tutoraggio presso centri studi e doposcuola privati ed è discente al Dipartimento di Didattica della Musica presso il Conservatorio Stanislao Giacomantonio di Cosenza.
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