Nuovi prototipi di respiratori polmonari: un gesto di speranza sociale

“Credo negli essere umani 
Che hanno il coraggio…
Coraggio di essere umani”

 

Queste sono le parole del brano “Esseri umani” dell’artista Marco Mengoni, che ben si allineano all’argomento dell’intervista, siglata dalla Rivista divulgativa Il Sileno Onlus.

I protagonisti dell’evento sono due ingegneri, due semplici “esseri umani”,  che hanno realizzato presso l’Università della Calabria un prodotto straordinario. Il progetto di cui fanno parte coinvolge tutti i Dipartimenti dell’ateneo bruzio, prende il nome di UNICAL VS COVID19 e « mette in campo tutte le competenze dell’Ateneo – riporta il sito web ufficiale dedicato all’iniziativa, www.unicalvscovid.it/ – soprattutto mediante percorsi interdisciplinari di azione e di ricerca, dando la forza della concretezza a quell’incontro tra differenti discipline che da tempo il mondo accademico auspica, per affrontare un’emergenza la cui complessità impone l’unione di sguardi differenti». Continuando: «UNICAL VS COVID19 è il primo vero esempio di cosa è la Terza Missione per l’Università».

La disponibilità verso il prossimo rende i due protagonisti, come tutti coloro che si impegnano nel sociale, fuori dall’ordinario.

In particolare, abbiamo intervistato l’ingegnere Elio Curcio e l’ingegnere Pietro Magarò, i quali hanno accettato la “sfida” nella creazione di un prodotto innovativo destinato ai pazienti affetti dalla patologia Covid-19. Si tratta di un nuovo prototipo per il monitoraggio e il supporto alla ventilazione polmonare di questi pazienti, che è stato presentato durante la nostra diretta su Instagram.

Il dispositivo, compatto nella struttura, presenta un pallone Ambu[ref]Il pallone autoespandibile (noto come Ambu, dall’acronimo Auxiliary Manual Breathing Unit).[/ref], generalmente compresso manualmente per erogare ossigeno al paziente, collegato direttamente ad un macchinario, che effettua la compressione in maniera automatica, muovendosi dall’alto verso il basso.

Tale movimento è possibile grazie alla presenza di un motore e di due piatti, uno rigido ed uno basculante, che insieme permettono di sfruttare la maggiore percentuale possibile del volume del pallone Ambu. L’interfaccia del macchinario è di semplice comprensione, poiché vi è un monitor che mostra i parametri respiratori che possono essere impostati da quattro manopole, in relazione al rapporto tra inspirazione/espirazione, il numero di respirazioni al minuto, il volume d’aria e il tempo di recupero tra l’inspirazione e l’espirazione.

Questi parametri, infatti, vengono determinati e modificati in base alla situazione diagnostica del paziente, secondo le indicazioni del medico, adattandosi alle varie necessità.

Oltre ai vantaggi evidenziati dalla descrizione di cui sopra, un altro aspetto positivo consiste nella possibilità di realizzare questo prototipo mediante componenti di assemblaggio facilmente reperibili, soprattutto ad un basso costo. Pertanto, una struttura sanitaria carente di ventilatori polmonari potrebbe riproporre tale dispositivo in un quantitativo necessario.

L’intervista si conclude con un messaggio di speranza dei due ingegneri che sottolineano l’importanza dei gesti, soprattutto in questo periodo, come dimostrazione del non essere “soli”, nonostante nelle giornate quotidiane possa sembrare il contrario. Contro ogni distanza, ci sarà sempre qualcuno che combatterà per il bene della società.

Patrizia De Luca

 


Ecco l’intervista integrale agli Ingg. Elio Curcio e Pietro Magarò, andata in onda, in diretta, venerdì 22 maggio 2020, sul nostro profilo Instagram @rivistailsileno.

Informazioni su Patrizia De Luca

Dopo il raggiungimento del diploma scientifico, ha conseguito la Laurea in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche, con tesi sperimentale in biologia cellulare, e l'abilitazione all'esercizio della professione di farmacista. Inoltre, ha conseguito il master di II livello in Economia e gestione dei servizi sanitari presso l'Università di Roma "La Sapienza". Grazie alla passione per la docenza, si occupa di tutoraggio presso centri studi e doposcuola privati ed è discente al Dipartimento di Didattica della Musica presso il Conservatorio Stanislao Giacomantonio di Cosenza.
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