Ouverture 1812: facciamo il botto con le polveri pesanti

“Sia fatta la luce, disse la voce dell’Onnipotente il primo giorno.
E luce avrebbero voluto creare tramite dinamite e libertà”

 

Il 5 novembre del 1605 avrebbe dovuto essere il grande giorno: la Camera dei Lord sarebbe dovuta esplodere sotto il fuoco di trentasei barili di polvere da sparo.

Questo non avverrà mai!!!

Dei congiurati (Robert Catesby, Guy Fawkes, Tom Wintour, Jack Wright e Thomas Percy), Guy Fawkes verrà trovato in possesso di quei barili, la notte del 4 novembre; arrestato, torturato per due giorni, crollerà il 7 novembre, rivelando l’identità propria e quella degli altri congiurati. Da qui ha inizio la leggenda di Guy Fawkes, l’uomo che diede origine alla celebrazione della notte del 5 novembre in cui i bambini sono soliti bruciare uno spaventapasseri recante la maschera del suddetto, per festeggiare la salvezza del regno.

La musicologa Elisabetta Salatino

Chi non ricorda il film V per Vendetta, basato sull’omonimo racconto storico e sul fumetto di Alan Moore diretto dalle sorelle Wachowski? Rimembrate la scena iconica dell’esplosione dell’edificio dell’Old Bailey? La notte in cui V conosce Evey, la invita ad un concerto ed esegue il suo primo attentato?

Ricorda ricorda il cinque di novembre,
Il tradimento e la trama degli spari.
Non conosco alcun motivo per cui la ragione della polvere da sparo debba mai essere dimenticata.

Nell’aria, poco prima, come quiete prima della grande tempesta, entra l’Ouverture 1812 di Pëtr Il’ič Čajkovskij, e nella grande esecuzione operistica l’esplosione chimica, condita da strabilianti fuochi d’artificio, distrugge il palazzo di giustizia.

Ebbene, nel 1882 si celebrava a Mosca il 70° anno dalla vittoria su Napoleone del 1812, nella Cattedrale di Cristo Salvatore. Con largo anticipo fu chiesto a Čajkovskij di scrivere una partitura che esaltasse le gesta dell’esercito russo. Nasceva così Ouverture 1812.

Battle of Moscow, 7th September 1812, 1822, by Louis-François Lejeune

Pochi sanno che questa opera di Pëtr Il’ič Čajkovskij merita un ascolto in versione originale per una serie di motivi:

1) Il grande Čajkovskij ha inserito delle parti per i pezzi d’artiglieria nella partitura! Si, proprio così, non piccoli colpi di pistola. Parliamo di cannoni, quelli veri. Sin dalla prima esecuzione l’impatto sul pubblico fu clamoroso, in quanto la composizione riusciva a riprodurre gli eventi della battaglia in maniera estremamente realistica.

2) l’Overture 1812 è composta in modo tale da “raccontare” con le note, alternando vari temi musicali, il momento di svolta dell’epopea napoleonica, la campagna di Russia.

3)La partitura originale dell’Ouverture 1812 comincia con un inno ortodosso russo suonato da pochi strumenti, o intonato da un coro. Più in là irrompe l’orchestra, inizialmente cupa e via via più concitata, man mano che si entra nel vivo della battaglia. Seguono sezioni in cui si alternano ritmi di marce, la Marsigliese ed una danza russa, che poco prima del finale prevarrà a pieno organico sostenuto dal suono delle campane, a simboleggiare la vittoria russa sull’esercito francese. Il finale è invece un allegro vivace su cui si innestano i famosi undici colpi di cannone.

Qui di seguito propongo una versione dell’Ouverture eseguita dal vivo e con i Cannoni

BUON ANNO E BUON ASCOLTO!!!

Elisabetta Salatino

 

 

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