Call Volume 9, n. 1, 2022

Tra etica e semiotica. Segni e natura nell’era dell’Antropocene

 

Editors:

Valeria Dattilo (Dipartimento di Architettura, Università degli Studi “G. d’Annunzio” Chieti-Pescara);

Francesco De Pascale (Dipartimento di Culture e Società, Università degli Studi di Palermo);

 

Scadenza presentazione contributi: 20 giugno 2022;

Notifica approvazione contributi: 10 luglio 2022;

Pubblicazione: 30 luglio 2022;

I contributi dovranno essere inviati all’indirizzo e-mail filosofiesemiotiche.ilsileno@gmail.com.

 

 

L’Antropocene, a differenza delle altre epoche precedenti, è comunemente riconosciuta come l’era in cui l’impatto degli esseri umani è più incisivo nel determinare le dinamiche del clima e del pianeta in cui viviamo. Il premio Nobel per la chimica Paul Crutzen (2005) ha sostenuto, per esempio, che, da un punto di vista geologico, l’era in cui viviamo presenta modificazioni legate all’azione umana in grado di permanere per milioni di anni, dando un’impronta irreversibile alle trasformazioni dell’ambiente terrestre. Il dibattito sul concetto di Antropocene, negli ultimi anni, ha subito una battuta d’arresto nelle scienze geologiche per i limiti stratigrafici e temporali imposti all’interno delle discipline e per l’individuazione dei cosiddetti “marcatori geologici” ed è divenuto, invece, sempre più vivo nelle scienze umane e sociali e nelle Environmental Humanities, coinvolgendo anche geografi, filosofi, antropologi e sociologi.

La stessa espressione “era dell’Antropocene” è stata ripresa dal filosofo francese Michel Serres (2009), per ripensare il rapporto esseri umani-natura, intendendo per natura non solo oggetto, spazio da dominare e manipolare, ma “soggetto di diritto”, come afferma nella sua opera, Le contrat naturel (1990): “tanto la natura dà all’uomo, tanto il secondo deve rendere alla prima, diventa soggetto di diritto” (Serres, 1990, p. 18). Serres ha dato, inoltre, un importante contributo, al dibattito tra etica e Antropocene.

Il carattere espressamente interdisciplinare che caratterizza il dibattito contemporaneo sull’Antropocene ci porta, dunque, ad affrontare questo tema verso un dialogo proficuo fra la visione filosofica e quella scientifica, senza che le due visioni si annullino a vicenda.

Ed è con questo spirito che guardiamo a questa Call.

Oltre ai numerosi tentativi di fornire una lettura naturalistica, filosofica, sociologica del problema, con questa Call proponiamo una lettura semiotica del problema con un imprescindibile riferimento alla natura umana, oltre che alla natura in generale.

Questa caratterizzazione del problema è solo apparentemente ossimorica, ma in realtà ha come obiettivo quello di evitare qualsiasi tipo di riduzionismo, come quello di antropizzare la natura.

Con la presente Call intendiamo, dunque, evidenziare alcuni aspetti dell’Antropocene al fine di suggerire un ripensamento del rapporto tra natura umana e ambiente circostante; ciò permetterà di specificare come l’etica e la semiotica possano essere impiegate in un lavoro di ripensamento di queste due categorie, e, in generale, del legame tra linguaggio e natura, che comporta inevitabilmente la necessità di rivedere i nostri modi di “fare mondo”.

 

Bibliografia di riferimento

 

Crutzen, P.J., (2005), Benvenuti nell’Antropocene!, Mondadori, Milano.

De Pascale, F., Dattilo, V. (2015), La semiosi dell’Antropocene. Riflessioni tra geoetica e semiotica a partire dal triangolo di Peirce, Filosofi(e)Semiotiche, 2, 1, pp. 90-98.

De Pascale, F., Dattilo, V. (2019), La sémiosis de l’Anthropocène: pour une réinterprétation de la relation entre l’homme et la nature par le biais de la géoéthique, Rivista Geografica Italiana, 2, 23-40.

De Pascale, F., Dattilo, V. (2021), The Geoethical Semiosis of the Anthropocene: The Peircean Triad for a Reconceptualization of the Relationship between Human Beings and Environment, Annals of the American Association of Geographers, 111, 3, 647-654. DOI: 10.1080/24694452.2020.1843994;

Eco, U., (1987), Trattato di Semiotica Generale, Bompiani, Milano.

Farinelli, F., (2004), Geografia. Un’introduzione ai modelli del mondo, Einaudi, Torino.

Latour, B., (2015), Face à Gaïa. Huit conférences sur le nouveau régime climatique, La Decouverte, Paris.

Peirce, C.S., (1958), Collected Papers of Charles Sanders Peirce, vols. 1–6, 1931–1935, Charles Hartshorne and Paul Weiss, eds., vols. 7–8, Arthur W. Burks, ed., Harvard University Press, Cambridge, MA.

Peirce, C.S., (1903), The Ethics of Terminology, Einaudi, Torino, pp. 113-119.

Serres, M., (1990), Le Contrat naturel, François Bourin, Paris.

Serres, M., (2009), Temps des crises, Le Pommier, Paris.

 

Between ethics and semiotics. Signs and nature in the Anthropocene era

 

Editors:

Valeria Dattilo (Department of Architecture, Università degli Studi “G. d’Annunzio” Chieti-Pescara);

Francesco De Pascale (Department of Culture and Society, Università degli Studi di Palermo);

 

Submission Deadline: 20 June 2022;

Notification of Acceptance: 10 July 2022;

Publication Date: 30 July 2022;

Contributions must be sent to the e-mail address filosofiesemiotiche.ilsileno@gmail.com.

 

The Anthropocene, unlike other previous eras, is commonly recognized as the era in which the impact of human beings is most incisive in determining the dynamics of the climate and the planet in which we live. The Nobel Prize in Chemistry Paul Crutzen (2005) argued, for example, that, from a geological point of view, the era in which we live presents modifications linked to human action capable of lasting for millions of years, giving a irreversible imprint on the transformations of the terrestrial environment. The debate on the concept of Anthropocene, in recent years has suffered a setback in the geological sciences due to the stratigraphic and temporal limits imposed within the disciplines and for the identification of the so-called “geological markers” and has become, instead, always more alive in the human and social sciences and in the Environmental Humanities, also involving geographers, philosophers, anthropologists and sociologists.

The same expression “era of the Anthropocene” was taken up by the French philosopher Michel Serres (2009), to rethink the relationship between human beings and nature, meaning by nature not only an object, a space to be dominated and manipulated, but a “subject of law”, as he states in his masterpiece, Le contrat naturel (1990): «much nature gives man, man must give that much back to nature, now a legal subject» (Serres, 1990, p. 18). Serres also made an important contribution to the debate between ethics and the Anthropocene.

The expressly interdisciplinary approach that characterizes the contemporary debate on the Anthropocene, leads us, therefore, to address this issue towards a fruitful dialogue between the philosophical and the scientific views, without the two visions canceling each other out.

And it is with this spirit that we present this Call.

In addition to the numerous attempts to provide a naturalistic, philosophical, sociological reading of the issue, with this Call we propose a semiotic reading of the question with an essential reference to human nature, as well as to nature in general.

This characterization of the problem is only apparently oxymorical, but in reality it aims to avoid any kind of reductionism, such as that of anthropizing nature.

With this Call we intend, therefore, to highlight some aspects of the Anthropocene in order to suggest a rethinking of the relationship between human nature and the surrounding environment; this will allow us to specify how ethics and semiotics can be used in a rethinking of these two categories, and, in general, of the link between language and nature, which inevitably involves the need to review our ways of “making world”.

 

References

Crutzen, P.J., (2005), Benvenuti nell’Antropocene!, Mondadori, Milano.

De Pascale, F., Dattilo, V. (2015), La semiosi dell’Antropocene. Riflessioni tra geoetica e semiotica a partire dal triangolo di Peirce, Filosofi(e)Semiotiche, 2, 1, pp. 90-98.

De Pascale, F., Dattilo, V. (2019), La sémiosis de l’Anthropocène: pour une réinterprétation de la relation entre l’homme et la nature par le biais de la géoéthique, Rivista Geografica Italiana, 2, 23-40.

De Pascale, F., Dattilo, V. (2021), The Geoethical Semiosis of the Anthropocene: The Peircean Triad for a Reconceptualization of the Relationship between Human Beings and Environment, Annals of the American Association of Geographers, 111, 3, 647-654. DOI: 10.1080/24694452.2020.1843994;

Eco, U., (1987), Trattato di Semiotica Generale, Bompiani, Milano.

Farinelli, F., (2004), Geografia. Un’introduzione ai modelli del mondo, Einaudi, Torino.

Latour, B., (2015), Face à Gaïa. Huit conférences sur le nouveau régime climatique, La Decouverte, Paris.

Peirce, C.S., (1958), Collected Papers of Charles Sanders Peirce, vols. 1–6, 1931–1935, Charles Hartshorne and Paul Weiss, eds., vols. 7–8, Arthur W. Burks, ed., Harvard University Press, Cambridge, MA.

Peirce, C.S., (1903), The Ethics of Terminology, Einaudi, Torino, pp. 113-119.

Serres, M., (1990), Le Contrat naturel, François Bourin, Paris.

Serres, M., (2009), Temps des crises, Le Pommier, Paris.

 

Entre éthique et sémiotique. Signes et nature à l’ère de l’Anthropocène

Dirigé par :

Valeria Dattilo (Département d’Architecture, Università degli Studi “G. d’Annunzio” Chieti-Pescara);

Francesco De Pascale (Département de Cultures et Société, Università degli Studi di Palermo);

 

Date limite de soumission des contributions : 20 Juin 2022 ;

Notification de l’approbation de la contribution : 10 Juillet 2022 ;

Publication : 30 Juillet 2022  ;

Les contributions doivent être envoyées à l’adresse électronique filosofiesemiotiche.ilsileno@gmail.com.

 

L’Anthropocène, contrairement à d’autres époques précédentes, est communément reconnu comme l’ère où l’impact des êtres humains est le plus incisif pour déterminer la dynamique du climat et de la planète dans laquelle nous vivons. Le prix Nobel de chimie Paul Crutzen (2005) soutenait par exemple que, d’un point de vue géologique, l’ère dans laquelle nous vivons présente des modifications liées à l’action humaine pouvant durer des millions d’années, laissant une empreinte irréversible sur les transformations du milieu terrestre. Le débat sur le concept d’Anthropocène, ces dernières années a subi un revers dans les sciences géologiques en raison des limites stratigraphiques et temporelles imposées au sein des disciplines et pour l’identification des soi-disant “marqueurs géologiques” et est devenu, au contraire, toujours plus vivant dans les sciences humaines et sociales et dans les Humanités de l’Environnement, impliquant également géographes, philosophes, anthropologues et sociologues.

La même expression « ère de l’Anthropocène » a été reprise par le philosophe français Michel Serres (2009), pour repenser la relation entre l’homme et la nature, signifiant par nature non seulement un objet, un espace à dominer et à manipuler, mais un « sujet de droit », comme il l’énonce dans son chef-d’œuvre, Le contrat naturel (1990) : « autant la nature donne à l’homme, autant celui-ci doit rendre à celle-là, devenue sujet de droit » (Serres, 1990, p. 18). Serres a également apporté une contribution importante au débat entre l’éthique et l’Anthropocène.

Le caractère expressément interdisciplinaire qui caractérise le débat contemporain sur l’Anthropocène nous conduit donc à aborder cette question vers un dialogue fécond entre les visions philosophique et scientifique, sans que les deux visions ne s’annulent.

Et c’est avec cet esprit que nous regardons cet Appel.

En plus des nombreuses tentatives pour fournir une lecture naturaliste, philosophique, sociologique du problème, nous proposons avec cet Appel une lecture sémiotique du problème avec une référence essentielle à la nature humaine, ainsi qu’à la nature en général.

Cette caractérisation du problème n’est qu’apparemment oxymorique, mais en réalité elle vise à éviter toute forme de réductionnisme, comme celui de la nature anthropisante.

Avec cet Appel, nous entendons donc surligner quelques aspects de l’Anthropocène afin de proposer une refonte de la relation entre la nature humaine et l’environnement qui l’entoure ; cela nous permettra de préciser comment l’éthique et la sémiotique peuvent être utilisées pour repenser ces deux catégories, et, en général, le lien entre langage et nature, ce qui implique inévitablement la nécessité de revoir nos manières de « faire monde ».

 

Bibliographie de référence 

Crutzen, P.J., (2005), Benvenuti nell’Antropocene!, Mondadori, Milano.

De Pascale, F., Dattilo, V. (2015), La semiosi dell’Antropocene. Riflessioni tra geoetica e semiotica a partire dal triangolo di Peirce, Filosofi(e)Semiotiche, 2, 1, pp. 90-98.

De Pascale, F., Dattilo, V. (2019), La sémiosis de l’Anthropocène: pour une réinterprétation de la relation entre l’homme et la nature par le biais de la géoéthique, Rivista Geografica Italiana, 2, 23-40.

De Pascale, F., Dattilo, V. (2021), The Geoethical Semiosis of the Anthropocene: The Peircean Triad for a Reconceptualization of the Relationship between Human Beings and Environment, Annals of the American Association of Geographers, 111, 3, 647-654. DOI: 10.1080/24694452.2020.1843994;

Eco, U., (1987), Trattato di Semiotica Generale, Bompiani, Milano.

Farinelli, F., (2004), Geografia. Un’introduzione ai modelli del mondo, Einaudi, Torino.

Latour, B., (2015), Face à Gaïa. Huit conférences sur le nouveau régime climatique, La Decouverte, Paris.

Peirce, C.S., (1958), Collected Papers of Charles Sanders Peirce, vols. 1–6, 1931–1935, Charles Hartshorne and Paul Weiss, eds., vols. 7–8, Arthur W. Burks, ed., Harvard University Press, Cambridge, MA.

Peirce, C.S., (1903), The Ethics of Terminology, Einaudi, Torino, pp. 113-119.

Serres, M., (1990), Le Contrat naturel, François Bourin, Paris.

Serres, M., (2009), Temps des crises, Le Pommier, Paris.

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