Filosofi(e)Semiotiche

ISSN: 2531-9434

Open Access Scientific Journal (double-blind peer review)

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Filosofi(e)Semiotiche, ISSN 2531-9434

Numero corrente

Vol. 4, N. 1 (Luglio 2017)

La lingua come luogo, il luogo come lingua. Per una teoria della cittadinanza “accessibile”

Editor: Donata Chiricò (Università della Calabria)

SOMMARIO

ARTICOLI

1. L'architettura nei videogames è solo nei codici? Ambra Benvenuto

2. Parole parole parole. Dell'inaccessibile cecità di coloro che sentono e parlano Donata Chiricò

3. I luoghi del soggetto: Aristotele e Benjamin Valeria Dattilo

4. Comunicazione e didattica tra affordance e testualità Giorgio Lo Feudo

5. La lingua fuori luogo e la sua accessibilità, ovvero: del luogo poetico Out of Place Language and Its Accessibility, namely the poetic Place Valerio Marconi

6. Grandi stazioni come case di sogno della collettività Antonio Mastrogiacomo

7. Facciamo un po' di strada assieme Giovanni Mazzuca

8. ‘Lingua’, luoghi, nonluoghi: un inconscio fuori luogo? Appunti sulla sostanza hjelmsleviana e la χώρα platonica Vittorio Ricci

 

L'Associazione Scientifico-Culturale "Il Sileno" edita una rivista specialistica on-line denominata "Filosofi(e)Semiotiche", ISSN 2531-9434, che ospita saggi di Filosofia del Linguaggio e Semiotica generale e specifiche. La qualità scientifica degli articoli è garantita da una procedura anonima di referaggio "doppio cieco" (double blind peer review). I contributi potranno essere volontari o su invito. Per questi ultimi, scritti da studiosi di elevata competenza, non avrà luogo il referaggio e verranno indicati come Invited articles. La rivista, infatti, ha un Comitato Scientifico coordinato dal Prof. Giorgio Lo Feudo, professore aggregato di Filosofia del Linguaggio. Filosofi(e)Semiotiche pubblica due numeri l'anno, raccolti in un volume.

Licenza Creative Commons Gli articoli pubblicati su questo giornale sono distribuiti con Licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Italia. Agli autori non sono richiesti contributi economici.

Comitato scientifico

  • Donata Chiricò, Ricercatrice/Professore aggregato di Filosofia del Linguaggio
  • Felice Cimatti, Associato, abilitato ordinario di Filosofia del Linguaggio
  • Anna De Marco, Associato di Linguistica
  • Emanuele Fadda, Associato di Filosofia del Linguaggio
  • Giorgio Lo Feudo, Ricercatore/Professore aggregato di Filosofia del Linguaggio – Coordinatore
  • Marco Mazzeo, Associato di Filosofia del Linguaggio
  • Maria Pia Pozzato, Associato di Filosofia del Linguaggio
  • Massimo Prampolini, già Associato di Filosofia del Linguaggio
  • Claudia Stancati, Associato di Filosofia del Linguaggio


Comitato Direttivo

  • Francesco De Pascale (Direttore Responsabile)
  • Giorgio Lo Feudo (Coordinatore Scientifico)
  • Valeria Dattilo (Caporedattore, Dottore di Ricerca in Filosofia del Linguaggio)




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Norme Editoriali

L’articolo proposto dovrà essere suddiviso in due file: un file anonimo con il testo e un altro file contenente il nome dell’autore, l’eventuale afferenza universitaria e l’indirizzo e-mail di riferimento per le comunicazioni da parte della redazione. La segreteria di "Filosofi(e)Semiotiche" assegnerà un numero progressivo al file contenente l’articolo anonimo, corrispondente al numero assegnato al file contenente le informazioni sull’autore. Il file con l’articolo sarà inviato ai referee, la cui valutazione sarà resa nota all’autore dalla segreteria della rivista. Al termine del processo di referaggio il nome dell’autore verrà apposto anche sulla copia anonima.

Tutti i contributi saranno inviati in formato digitale all’indirizzo filosofiesemiotiche.ilsileno@gmail.com Il file dovrà avere estensione .doc o .rtf. Saranno accettati articoli in lingua italiana, inglese, francese, tedesca, spagnola, russa.

I testi dovranno rispettare i seguenti parametri di lunghezza: 40000 battute (spazi inclusi) per gli articoli (compresa la bibliografia); 20000 battute (spazi inclusi) per le interviste e le rassegne; 10000 battute (spazi inclusi) per le recensioni.

Gli abstract di circa 200 parole, inviati a corredo degli articoli, dovranno essere scritti in lingua inglese e trasmessi separatamente.

I testi saranno redatti in Times New Roman corpo 12, interlinea 1 con capoversi.

Il titolo dell’articolo sarà posto a sinistra, in corpo 14 grassetto.

Sotto il titolo dell’articolo saranno indicati: l’autore (corpo 12 tondo, posto immediatamente sotto il titolo), l’istituto o università di afferenza e un indirizzo di posta elettronica (corpo 10 tondo), separati di due righe dall’inizio del testo.

I paragrafi saranno numerati in cifre arabe e i sottoparagrafi seguiranno la numerazione araba regolati dal punto (es. 1. - 1.1. - 1.2.3. ecc.). I titoli di paragrafi e sottoparagrafi saranno in corpo 12 grassetto, separati di due righe rispetto alla fine del paragrafo precedente.

Se fosse necessario utilizzare nell’articolo altri tipi di carattere, il font utilizzato dovrà essere copiato e inviato insieme al testo.

Il corsivo dovrà essere utilizzato soltanto per sottolineare o mettere in evidenza termini e/o brevi periodi di particolare rilievo, così come per le parole-chiave.

Eventuali note saranno poste a piè di pagina (corpo 10 tondo).

I riferimenti bibliografici interni al testo avranno la seguente forma: (COGNOME anno).

Le citazioni saranno comprese tra virgolette basse, seguite dal riferimento bibliografico (COGNOME anno: pagine).

Gli esempi o le citazioni che superano le due righe di lunghezza saranno separate dal testo da una linea bianca, prima e dopo, rientrati a sinistra e a destra di 1 cm, in corpo 11 tondo. Gli esempi saranno numerati in cifre arabe tra parentesi, es: (1), (2). Per le citazioni, invece, il riferimento bibliografico seguirà immediatamente il testo nella forma che segue: (COGNOME anno: pagine). Occorre indicare, inoltre, l’eventuale traduzione dell’autore (trad. mia).

I riferimenti bibliografici alla fine dell’articolo avranno la seguente forma: Libri: COGNOME, Nome (anno), [a cura di,] Titolo del libro, Città, Casa editrice. Articoli: COGNOME, Nome (anno), «Titolo dell’articolo» in Titolo della rivista, n. xx, pp. yy-zz oppure in COGNOME, Nome (anno), [a cura di,] Titolo del libro, Città, Casa editrice, pp. yy-zz. Articoli online: COGNOME, Nome (anno), «Titolo dell’articolo» in Titolo della rivista, n. xx, pp. yy-zz, http://ilsileno.it/filosofiesemiotiche

Eventuali immagini, grafici, tabelle dovranno essere inviate (oltre che nel testo del contributo) in un file separato rispetto a quello del contributo, numerate in numeri arabi (es: f.1 f.2, t.1 t.2) e indicando la corretta posizione nel testo. Per la definizione ottimale delle immagini, si preferiscono le seguenti dimensioni: estensione .jpg e 300 dpi.

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Comitato di redazione

Direttore Responsabile (Editor-in-Chief): Francesco De Pascale

  • Valeria Dattilo (Dottore di Ricerca) - Redattore Capo
  • Giuseppe Palazzo




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Call for papers

Filosofi(e)Semiotiche pubblica due numeri l'anno, raccolti in un volume.

Filosofi(e)Semiotiche, Vol. 4, n. 2 (Dicembre 2017)

Call for papers

La dimensione pragmatica nella comunicazione interculturale

Editor: Anna De Marco (Università della Calabria)

Scadenza presentazione contributi: 10 novembre 2017

Notifica approvazione contributi: 30 novembre 2017

Pubblicazione: 27 dicembre 2017

Le interazioni sociali (siano esse verbali e non verbali) sono sempre guidate dal rispetto delle norme culturali che determinano l’efficacia della comunicazione. La lingua è infatti “an essential instrument and component of culture, whose reflection in linguistic structure is pervasive and quite significant” (Langacker, 1999:16) e le categorie complesse sono strutturate da domini esperienziali che possono dirsi propri di ogni cultura (Lakoff, 1987: 95).

Il tema proposto in questo numero di Filosofi(e)Semiotiche riguarda proprio il rapporto tra lingua e cultura affrontato nell’ottica della comunicazione interculturale. Negli studi di pragmatica, la pragmatica interculturale e contrastiva sono due prospettive di ricerca al centro delle riflessioni e degli studi sull’agire linguistico nel contatto fra parlanti di lingue diverse. In particolare, la pragmatica contrastiva (cross-cultural pragmatics) riguarda il confronto tra le norme che regolano l’uso della lingua in sistemi culturali differenti, mentre la pragmatica interculturale si interessa dello studio delle interazioni tra nativi e non nativi di una determinata lingua in un precipuo sistema culturale. Lo studio del significato del parlante e dell’ascoltatore, parte di azioni congiunte di continua creazione nell’uso della lingua nelle interazioni sociali, è al centro delle ricerche che affrontano il territorio di confine in cui i comportamenti linguistici (verbali e non verbali) si interfacciano con le norme (socio)culturali. Tale interfaccia è senz’altro complessa poiché ha a che fare con le percezioni sociali dell’agire linguistico che spesso conduce a conflitti e realizzazioni “infelici” della comunicazione fra parlanti di culture diverse.

Il fulcro dell’attività comunicativa che permette agli individui di “fare qualcosa” con la lingua in un determinato contesto sociale e a realizzare quella competenza di azione comunicativa interculturale è ben presente nei modelli linguistici e pedagogici dell’insegnamento/apprendimento delle lingue (Mariani, 2015). Queste tematiche rappresentano dei possibili spazi di riflessione a cui è dedicata questa call. Tuttavia, ricerche teoriche ed applicate che, da prospettive diverse e connesse ad altre discipline (filosofia, semiotica, psicologia, scienze sociali e cognitive, linguistica applicata), indagano aspetti della comunicazione interculturale e cross-culturale saranno accolte fra i contributi di questo numero della rivista.

Aspetti sociali e linguistici della pragmatica interculturale e contrastiva

Linguistica acquisizionale e pragmatica interculturale (apprendimento, insegnamento di L1, L2)

Sociopragmatica (fenomeni di politeness, incomprensioni interculturali)

Dimensioni culturali del discorso

Comunicazione mediata dal computer

Pragmatica classica (teoria degli atti linguistici, Grice e le implicature conversazionali, presupposizioni)

Recenti prospettive della pragmatica (teoria della pertinenza, approcci socio-cognitivi)

Interfacce della pragmatica (sintassi, semantica, morfologia, prosodia)

Pragmatica sperimentale

Filosofi(e)Semiotiche, Vol. 4, n. 2 (December 2017)

Call for papers

The pragmatic dimension in the intercultural communication

Editor: Anna De Marco (Università della Calabria)

Submission Deadline: November 10, 2017

Notification of acceptance: November 30, 2017

Publication date: December 27, 2017

Social interactions (whether verbal or non-verbal) are always guided by respect of cultural norms which determine the effectiveness of communication. In fact, the language is «an essential instrument and component of culture, whose reflection in linguistic structure is pervasive and quite significant»(Langacker, 1999: 16) and the complex categories are structured by experiential domains which can be considered of every culture (Lakoff, 1987: 95).

The theme proposed in this issue of Filosofi(e)Semiotiche concerns the relationship between language and culture in the context of the intercultural communication. In pragmatics studies, intercultural and contrastive pragmatics are two research perspectives at the center of reflections and studies about linguistic action in the contact among speakers of different languages. In particular, contrastive pragmatics (cross-cultural pragmatics) deals with the comparison among the rules governing the use of language in different cultural systems, while the intercultural pragmatics deals with the study of the interactions among native and non-native of a specific language in a leading cultural system. The study of the meaning of the speaker and the listener, part of joint efforts of continuous creation in the use of language in social interactions, is at the center of the researches which address the border territory in which linguistic (nonverbal and verbal) behaviors interfere with the (social) cultural standards. This interface is certainly complex as it concerns the social perceptions of the linguistic activity, which often leads to “unhappy” conflicts and realizations of communication among speakers of different cultures.

The focus of communicative activity which allows individuals to “do something” with their language in a given social context and to realize that competence of intercultural communication, is well present in the linguistic and pedagogical models of language teaching and learning (Mariani, 2015). These themes represent the possible areas of reflection to which this call is dedicated. However, theoretical and applied research which, from different perspectives and related to other disciplines (philosophy, semiotics, psychology, social and cognitive sciences, applied linguistics), investigate aspects of intercultural and cross-cultural communication will be welcomed among the contributions of this issue.

Social and linguistic aspects of intercultural and contrastive pragmatics

Acquisitional linguistics and intercultural pragmatics (learning, L1, L2 teaching)

Sociopragmatics (phenomena of politeness, intercultural misunderstanding)

Cultural dimension of speech

Computer-mediated communication

Classical Pragmatics (theory of linguistic acts, Grice and conversational implications, assumptions)

Recent perspectives of pragmatics (relevance theory, social and cognitive approaches)

Pragmatics interfaces (syntax, semantics, morphology, prosody)

Experimental Pragmatics

Filosofi(e)Semiotiche, Vol. 4, n. 2 (Décembre 2017)

Appel à Contribution

La dimension pragmatique de la communication interculturelle

Éditeur : Anna De Marco (Université de Calabre)

Date d’échéance de présentation des contributions : 10 Novembre 2017

Notification d’approbation : 20 Novembre 2017

Publication : 27 Décembre 2017

Les interactions sociales (verbales ou non verbales) sont toujours guidées par le respect des normes culturelles qui déterminent l'efficacité de la communication. La langue est en effet « an essential instrument and component of culture, whose reflection in linguistic structure is pervasive and quite significant » (Langacker, 1999: 16) et les catégories complexes sont structurées comme des domaines expérimentaux qui peuvent être dits spécifiques à chaque culture (Lakoff, 1987: 95).

Le thème proposé dans ce numéro de Filosofi(e)Semiotiche concerne la relation entre langue et culture traitée dans le contexte de la communication interculturelle. Dans les études pragmatiques, la pragmatique interculturelle et contrastive sont deux points de vue de la recherche au cœur des réflexions et des études sur l’action linguistique dans le contact entre les locuteurs de langues différentes. En particulier, la contrastive pragmatique (cross-cultural pragmatics) se rapporte à la comparaison entre les règles qui régissent l’utilisation de la langue dans différents systèmes culturels, alors que la pragmatique interculturelle concerne l’étude des interactions entre les locuteurs natifs et non natifs d’une langue particulière dans un système culturel de premier plan. L'étude du sens de l’orateur et l'auditeur, une partie des actions communes de création continue dans l’utilisation du langage dans les interactions sociales, est l’objet de recherches qui portent sur le territoire frontalier où le comportements linguistiques (verbaux et non verbaux) interfèrent avec les normes (sociales) culturelles. Cette interface est certainement complexe, car il a à voir avec les perceptions sociales de l’action linguistique qui conduit souvent à des conflits et à des réalisations « malheureux » de la communication entre locuteurs de différentes cultures.

Le centre de l’activité communicative qui permet aux individus de « faire quelque chose » avec la langue dans un déterminé contexte social et de réaliser la compétence de l’action communicative interculturelle est clairement présente dans les modèles linguistiques et pédagogiques de l'enseignement / apprentissage des langues (Mariani, 2015). Ces thèmes représentent des espaces possibles de réflexion auxquels cet appel est dédié. Cependant, des recherches théoriques et appliquées, qui à partir de perspectives différentes et liées à d’autres disciplines (philosophie, sémiologie, psychologie, sciences sociales et cognitives, linguistique appliquée), enquêtent sur les aspects de la communication interculturelle et cross-culturelle seront acceptées entre les contributions de ce numéro.

Aspects sociaux et linguistiques de la pragmatique interculturelle et contrastive ;

Linguistique acquisitionnelle et pragmatique interculturelle (apprentissage, enseignement de L1, L2) ;

Sociopragmatique (phénomènes de politeness, malentendus interculturels) ;

Dimensions culturels du discours ;

Communication médiatisée par computer ;

Pragmatique classique (théorie des actes linguistiques, Grice et implications conversationnelles, hypothèses) ;

Perspectives récentes de la pragmatique (théorie de la pertinence, approches sociaux-cognitives) ;

Interfaces pragmatiques (syntaxe, sémantique, morphologie, prosodie) ;

Pragmatique expérimentale

Filosofi(e)Semiotiche, Vol. 4, n. 1 (Luglio 2017)

Call for papers

La lingua come luogo, il luogo come lingua. Per una teoria della cittadinanza “accessibile” (PUBBLICATA E SCADUTA)

Editor: Donata Chiricò (Università della Calabria)

Scadenza presentazione contributi: 17 giugno 2017 (prorogata al 30 giugno 2017)

Notifica approvazione contributi: 7 luglio 2017

Pubblicazione: 31 luglio 2017

Le società contemporanee sono caratterizzate da una pervasiva presenza di forme di comunicazione “globali” (McLuhan, 1962, 1968). Questa condizione implica un surplus di democrazia e libertà e, da questo punto di vista, può contribuire all’inclusione sociale e politica. In effetti, masse sempre crescenti di uomini e donne hanno instaurato con l’informazione e la comunicazione un’aspettativa di “accessibilità” che nella storia non ha precedenti. Allo stesso tempo, bisogna sottolineare che il ritmo con il quale le nostre società e le forme di comunicazione-relazione sono diventate “globali”, non corrisponde a quello con cui esse si stanno mostrando “accessibili”, ovvero almeno in grado di garantire il rispetto del principio giuridico di pari opportunità.

È noto che per suo tramite le società contemporanee sono esplicitamente chiamate a provvedere alla rimozione degli ostacoli che si frappongono alla partecipazione economica, politica e sociale di un qualsiasi individuo per ragioni connesse al genere, razza e origine etnica, disabilità, età, orientamento sessuale, religione e convinzioni personali e opinioni politiche. In effetti, per quanto riguarda l’Italia, i diritti a cui quel principio fa riferimento sono di fatto garantiti dalla Costituzione (art. 3). Tuttavia, essi si collocano nell’ambito di quei diritti non perfettamente esigibili. Si tratta, infatti, di diritti che, proprio perché chiamano in causa la nozione stessa di uguaglianza, sono specificamente esposti al rischio di inadempimento da parte di chi dovrebbe attuarli. Del resto, “accessibilità” è termine la cui difficoltà ad entrare nei dizionari, soprattutto nella sua accezione politico-culturale, è pari solo alla difficoltà ad affermarsi che storicamente hanno avuto ed hanno le questioni che pone. Giustamente considerato un «sapere dagli oggetti e metodi in evoluzione» (Diodati M., Accessibilità. Guida Completa, Apogeo, 2007, p. 3), esso tuttavia avanza equipaggiato di linee guida, raccomandazioni, norme nazionali e sovranazionali, agenzie, uffici. Eppure, tutto questo dispiegamento di forze insospettisce più che rassicurare. Sembra piuttosto il sintomo di una modernità mancata, di un illuminismo mai pienamente realizzato.

Se infine teniamo conto che ogni luogo è una lingua in quanto con quest’ultima condivide l’uso di segni, il carattere storico-sociale e a tratti “totale”, il rapporto con la natura e la sua irreggimentazione, la sua radicata relazione con il sacro e le forme del potere, si tratta di interpretare e pensare diversamente la progettazione di qualsiasi spazio, la sua qualità percettiva ed ergonomica, la sua capacità di riconoscere ed esprimere le differenze. Un tale punto di vista può, ad esempio, risultare di grande utilità, prima di tutto nel caso di luoghi fisici e virtuali deputati alla trasmissione e condivisione del sapere: città, scuole, università, biblioteche, musei, teatri, sale concerti, cinema, rete. Non meno importante risulta nel caso di luoghi che potremmo dire a frequentazione non specificamente volontaria: ospedali, istituti penitenziari. Altrettanto si può dire di quei cosiddetti non luoghi (Augé, 1992) i quali, attraversati e non abitati, hanno finito per introiettare la cattiva o la mancata accessibilità dei luoghi antropologici. Questi ultimi, proprio in quanto identitari, relazionali, storici, non sono neutri e non possono esserlo. Esattamente come le lingue. Incarnano strutture di potere, metafisiche del corpo, vere e proprie ontologie.

Parole chiave/Temario

Abitabilità, architetture accessibili, arte,  barriere architettoniche, cittadinanza, comprensibilità, diritto all’informazione, diritto all’istruzione, disabilità, ergonomia, inclusione, intelligibilità, leggibilità, knowledge management, lingua, linguaggio, luogo, navigabilità, parità, praticabilità, qualità percettiva degli spazi, realtà aumentata, realtà virtuale, uguaglianza, usabilità, semplificazione, visitabilità, web design.

Sono accettati articoli in italiano, inglese e francese. Tutti i contributi inviati devono essere preparati dall’autore per la valutazione in forma anonima. Pertanto è necessario che il nome, l’eventuale appartenenza ad una istituzione e il titolo dell’articolo siano indicati in un file diverso da quello che contiene il testo. Il contributo deve essere inviato in formato elettronico .doc o .rtf a filosofiesemiotiche.ilsileno@gmail.com.

Note per gli autori

Lunghezza massima contributi: 40000 battute (spazi inclusi) per gli articoli (compresa la bibliografia); 20000 battute (spazi inclusi) per le interviste e le rassegne; 10000 battute (spazi inclusi) per le recensioni.

Call for papers

"Language as place, place as language". For a theory of "accessible" citizenship

Editor: Donata Chiricò (University of Calabria)

Submission Deadline: June 17, 2017

Notification of acceptance: July 7, 2017

Publication date: July 31, 2017

Contemporary societies are characterized by a widespread presence of "global" forms of communication (McLuhan, 1962, 1968). This condition implies a surplus of democracy and freedom and, from this point of view, it can contribute to social and political inclusion. Indeed, an increasing number of men and women have put in place, through information and communication, an expectation of "accessibility" that is unprecedented in history. At the same time, it must be stressed that the rate at which our societies and the forms of communication-relationship have become "global", does not correspond to the rate at which they are revealing themselves "accessible", or at least able to guarantee respect for the principle of equal opportunities.

It is known that, through this principle, contemporary societies are explicitly called upon to eliminate obstacles to the economic, political and social participation of any individual on the grounds of sex, race and ethnic origin, disability, age, sexual orientation, religion and belief, and political opinion. As far as Italy is concerned, the rights to which this principle refers are guaranteed by the Constitution (Article 3). However, these principles are part of those non-enforceable rights. Indeed, these are the rights which, questioning the very notion of equality, are particularly exposed to the risk of non-fulfilment on the part of those who should implement them. Moreover, "accessibility" is a term whose difficulty in entering dictionaries, especially in its political and cultural meaning, is matched only by the difficulty of asserting that historically these rights have been questioned and have raised questions. Rightly regarded as a “Knowledge from objects and evolving methods "sapere dagli oggetti e metodi in evoluzione» (Diodati M., Accessibilità. Guida Completa, Apogeo, 2007, p. 3), this, however, advances with guidelines, recommendations, national and supranational norms, agencies and offices. Yet, all this unfolding of forces rather than reassuring, arouses suspicion. This seems rather a symptom of a lack of modernity, an enlightenment never fully realized.

Finally, if we consider that each place is a language because they have in common the use of signs, the historical and social, and sometimes “total” nature, the connection with nature and its strict discipline, its rooted relationship with the sacred and the forms of power, it means interpreting and thinking differently about the design of any space, its perceptual and ergonomic qualities, its ability to recognize and express differences. Such a point of view may, for example, be very useful, especially in the case of physical and virtual places dedicated to the transmission and sharing of knowledge: cities, schools, universities, libraries, museums, theatres, concert halls, cinemas, network. Not least, is the case of places that we might consider non-specifically of voluntary attendance: hospitals, prisons. The same can be said of these so-called non-places (Augé, 1992) that are crossed and uninhabited, have ended up introjecting the bad or the lack of accessibility of anthropological places. The latter, being identity-making, relational, historical, are not neutral and cannot be neutral. Exactly like languages. They embody the structures of power, metaphysics of the body, real ontologies.

Keywords

Habitability, accessible architectures, art, architectural barriers, citizenship, comprehensibility, right to information, right to education, disability, ergonomics, inclusion, intelligibility, clarity, knowledge management, language, location, navigability, parity, practicality, perceptual quality of spaces, augmented reality, virtual reality, equality, usability, simplification, visitability, web design.

Articles are accepted in English, Italian and French. All entries submitted must be prepared by the author for anonymous evaluation. Therefore it is necessary that the author’s name, his/her possible membership to an institution, and the title of the article are reported in a different file from the one containing the text. The contribution must be sent in electronic format. Doc or. RTF to filosofiesemiotiche.ilsileno@gmail.com.

Notes for authors

Maximum length of contributions: 40,000 characters (including spaces) for items (including bibliography); 20,000 characters (including spaces) for interviews and exhibitions; 10,000 characters (including spaces) for reviews.

 

Appel à Contribution

"La Langue en tant que lieu, le lieu en tant que langue". Pour une théorie de la citoyenneté "accessible"

Éditeur : Donata Chiricò (Université de Calabre)

Date d’échéance de présentation des contributions : 17 Juin 2017

Notification d’approbation : 7 Juillet 2017

Publication : 31 Juillet 2017 

Les sociétés contemporaines sont caractérisées par une présence généralisée de formes de communication «globales» (McLuhan, 1962, 1968). Cette condition implique un surplus de démocratie et de liberté et, de ce point de vue, elle peut contribuer à l’inclusion sociale et politique. En effet, un nombre croissant d'hommes et de femmes ont mis en place par l'information et la communication une attente de «l'accessibilité» qui est sans précédent dans l'histoire. En même temps, il faut souligner que le rythme avec lequel nos sociétés et les formes de communication et relation sont devenues «globales», ne correspond pas au rythme avec lequel ces dernières se montrent «accessibles», ou au moins en mesure de garantir le respect du principe d'égalité des chances.

Il est connu qu’à travers ce principe les sociétés contemporaines sont explicitement invitées à éliminer les obstacles à la participation économique, politique et sociale de tout individu fondés sur le sexe, la race et l'origine ethnique, l’handicap, l’âge, l’orientation sexuelle, la religion et la croyance, et l’opinion politique. En effet, en ce qui concerne l'Italie, les droits auxquels ce principe fait référence sont garantis par la Constitution (art. 3). Toutefois, ces principes font partie de ces droits non entièrement contraignants. En effet, il s’agit des droits qui, mettant en cause la notion même d'égalité, sont particulièrement exposés au risque de ne pas être appliqués de la part de ceux qui devraient les mettre en œuvre. En outre, «l'accessibilité» est un terme dont la difficulté à entrer dans les dictionnaires, en particulier dans sa signification politique et culturelle, n'a d'égal que la difficulté d’affirmer que, historiquement, ces droits ont été remis en cause et ont soulevé des questions. Considéré à juste titre une «connaissance des objets et des méthodes en évolution» sapere dagli oggetti e metodi in evoluzione» (Diodati M., Accessibilità. Guida Completa, Apogeo, 2007, p. 3), ceci, néanmoins, avance avec des lignes directrices, des recommandations, des normes nationales et supranationales, des agences, des bureaux. Pourtant, tout ce déploiement de forces plutôt que de rassurer, suscitent la suspicion. Cela semble plutôt un symptôme d'un manque de modernité, un siècle des lumières jamais pleinement réalisé.

Enfin, si l'on considère que chaque lieu est une langue car ils ont en commun l'usage des signes, la nature historique et sociale, et parfois «totale», la relation avec la nature et sa discipline stricte, sa relation enracinée avec le sacré et les formes du pouvoir, il s’agit d'interpréter et de penser différemment la conception de tout espace, ses qualités perceptuelles et ergonomiques, sa capacité à reconnaître et à exprimer les différences. Un tel point de vue peut, par exemple, être très utile, surtout dans le cas des lieux physiques et virtuels dédiés à la transmission et au partage des connaissances: les villes, les écoles, les universités, les bibliothèques, les musées, les théâtres, les salles de concert, cinémas, réseau. Tout aussi important, le cas des lieux que nous pourrions considéré comme étant à fréquentation non spécifiquement volontaire: les hôpitaux, les prisons. On peut en dire autant de ces soi-disant non-lieux (Augé, 1992) qui sont traversés et inhabités, qui ont fini par intérioriser la mauvaise accessibilité ou le manque d’accessibilité des lieux anthropologiques. Ces derniers, étant identitaires, relationnelles, historiques, ne sont pas neutres et ne peuvent l’être. Exactement comme les langues. Elles incarnent les structures du pouvoir, la métaphysique du corps, véritables ontologies.

Mots-clés

Habitabilité, architectures accessibles, art, barrières architecturales, citoyenneté, compréhensibilité, droit à l'information, droit à l'éducation,  handicap, ergonomie, inclusion, intelligibilité, clarté, gestion des connaissances, langue, language, emplacement, navigabilité, parité, praticité, qualité de perception des espaces, réalité augmentée, réalité virtuelle, égalité, convivialité, simplification, visitabilité, web design.

Les articles sont acceptés en italien, en anglais et en français. Toutes les contributions envoyées pour l’évaluation doivent être préparées par l’auteur sous forme anonyme. Il est donc nécessaire que le nom, l’éventuelle appartenance à une institution et le titre de l’article soient indiqués dans un dossier différent de celui qui contient le texte.La contribution doit être envoyée sous forme électronique .doc ou .rtf  a filosofiesemiotiche.ilsileno@gmail.com.

Notes pour les auteurs

Longueur maximum des contributions

40000 signes (espaces y compris) pour les articles (y compris la bibliographie) ;

20000 signes (espaces y compris) pour les interview et les revues ;

10000 signes (espaces y compris) pour les recensions.

CALL FOR PAPERS PRECEDENTI E SCADUTE

Filosofi(e)Semiotiche, Vol. 3, n. 2 (Dicembre 2016)

Call for papers

Semiotica del testo. Stato dell'arte e prospettive (PUBBLICATA E SCADUTA)

Editor:  Maria Pia Pozzato

Scadenza presentazione contributi: 10 novembre 2016

Notifica approvazione contributi: 30 novembre 2016

Pubblicazione: 27 dicembre 2016

Da sempre le scienze umane si sono confrontate con l’analisi dei testi: la storia con i documenti, la psicoanalisi con i discorsi dei pazienti, l’antropologia con i miti e i rituali sociali, la critica d’arte con le opere letterarie e pittoriche, per citare solo i casi più ovvi. In molti ambiti, per ottenere interpretazioni più verificabili inter-soggettivamente, si è sentita l’esigenza di andare oltre l’esercizio esegetico puro, anche se talvolta sostanziato da brillanti intuizioni e da vasta cultura. In ambito artistico l’idea di analizzare i testi utilizzando una metodologia condivisa è stata fortemente osteggiata: contro i principi del nascente strutturalismo letterario si è creata una forte opposizione (si pensi a Erich Auerbach in Europa, o a Northrop Frye negli Stati Uniti) all’idea che l’analisi del testo tarpasse le ali alla infinitezza della circolazione simbolica.

Nei decenni successivi, sino ai nostri giorni, abbiamo assistito a una parabola paradossalmente ascendente e discendente dell’approccio semio-linguistico all’analisi testuale: ascendente perché i metodi messi a punto sia in ambito saussuriano-greimasiano (semiotica generativa), sia in ambito peirceano-echiano (semiotica interpretativa) sono entrati di prepotenza in molte professioni, come strumenti operativi nella messa a punto di campagne pubblicitarie, strategie politiche, progettazione web, analisi e produzione televisiva, ecc.; discendente in quanto, a livello teorico, è parso che la forte spinta degli anni Sessanta-Ottanta fosse andata scemando in una serie di “post” (post greimasismo, post strutturalismo, post semiotica tout-court), mal coordinati fra loro.

Quello che si potrebbe, e dovrebbe fare, è di conciliare di fatto questi due fenomeni trovando nelle pratiche di analisi sia le ragioni di un indubbio successo operativo sia le ragioni di una necessità di progressione, di discussione, di nuovo coordinamento nelle pratiche di analisi stesse. Vediamo quindi, con riferimenti bibliografici assolutamente di massima, alcuni spunti. Questo numero si propone di raccogliere le analisi di una serie testi intesi nella accezione allargata che da tempo si dà a questo termine (cfr. G. Marrone, L’invenzione del testo, 2010; F. Rastier, Arti e scienze del testo 2003; La misura e la grana, 2013) :

- Testi letterari e poetici, nei confronti dei quali la semiotica si è tutt’altro che arresa proseguendo negli ultimi decenni nella messa punto di strumenti innovativi sul solco di quelli tradizionali fondati da R. Jakobson, J. Lotman, R. Barthes (Cfr. J. Geninasca La parola letteraria, 2000; D. Bertrand, Basi di semiotica letteraria, 2000; D. Barbieri, Nel corso del testo, 2004 ; T. Lancioni, Immagini narrate, 2009; D. Panosetti, Semiotica del testo letterario, 2015)

- Testi “sociali”, intesi come spazi, forme di vita, pratiche collettive (F. Marsciani, Tracciati di etnosemiotica, 2007; M.P.Pozzato, Foto di matrimonio e altri saggi, 2012; A. Giannitrapani, Introduzione alla semiotica dello spazio, 2013)

- Testi dedicati al mondo dei consumi, quindi pubblicità commerciali (J.M. Floch Identità visive 1995; G. Marrone, Il discorso di marca 2010), pubblicità di impegno per le cause sociali (P. Peverini, Social guerrilla, 2014) ma anche spazi dei consumi (I. Pezzini e P. Cervelli, a cura, Scene del consumo, 2007).

- Testi mediali: televisione, internet, cinema (R. Eugeni, Semiotica del cinema, 2013; La condizione postmediale, 2015; G. Cosenza, Introduzione alla semiotica dei nuovi media, 2014)

- Testi artistici di tipo visivo e audiovisivo (O. Calabrese, Come si legge un’opera d’arte, 2007; L. Corrain, Il velo dell’arte, 2016; L. Spaziante, Icone pop, 2016)

Negli ultimi anni si è molto riflettuto sul concetto-cardine di “narratività” (P. Violi, AM. Lorusso, C. Paolucci, a cura, Narratività, 2012; G. Ferraro, Teorie della narrazione, 2015) o su tematiche culturali specifiche, come ad esempio la comunicazione del cibo (su cui esiste una ricchissima bibliografia della scuola palermitana). Non si è inteso tuttavia promuovere in questa sede né un tema specifico di tipo culturale né un tema specifico di tipo metodologico ma proprio un confronto “sul campo” tramite una serie di analisi testuali all’interno delle quali avanzare proposte teoriche innovative e/o critiche a strumenti metodologici ritenuti non più produttivi. Questo nella convinzione che misurandosi con un testo vi sia, come diceva Umberto Eco, un limite collettivo (U. Eco, I limiti dell’interpretazione, 1995) che fa da sponda a derive interpretative e da spazio comune di confronto.

 

Sono accettati articoli in italiano, inglese e francese. Tutti i contributi inviati devono essere preparati dall’autore per la valutazione in forma anonima. Pertanto è necessario che il nome, l’eventuale appartenenza ad una istituzione e il titolo dell’articolo siano indicati in un file diverso da quello che contiene il testo. Il contributo deve essere inviato in formato elettronico .doc o .rtf a filosofiesemiotiche.ilsileno@gmail.com

Note per gli autori

Lunghezza massima contributi: 40000 battute (spazi inclusi) per gli articoli (compresa la bibliografia); 20000 battute (spazi inclusi) per le interviste e le rassegne; 10000 battute (spazi inclusi) per le recensioni.

 

Call for papers

Text semiotics. State of the arts and perspectives

Editor:  Maria Pia Pozzato

Submission deadline: October 30, 2016

Notification of acceptance: November 25, 2016

Publication date: December 27, 2016

Humans science has always been dealing with text analysis: history with documents, psychoanalysis with patients, anthropology with myths and social ritual, art critics with literary and pictorial arts, and these are only a few examples. In many fields, in order to gain more verifiable inter-subjectively interpretation, it has been needed the need to go further the pure exegetic exercise, sometimes made of brilliant intuitions by ample culture. In the artistic sphere the idea of analyzing text by using a shared methodology has been deeply opposed: against the principles of literary structuralism raised a high antithesis (for example Eric Auerbach in Europe, or Northrop Frye in the United States) to the idea that text analysis could clip wings to the vast symbolic circulation.

In the following decades until nowadays, we have been witness of a trend paradoxically raising and falling semiotics-linguistic approach to the text analysis: raising because the methods used both in saussurian-greimasian field (generative semiotics), and in peirceian-echian (semiotics interpretative) has been prevaricating in many careers, as operational tools in advertising campaign, politics plan of action, planning internet, television analysis and production, ect.; descendant because, theoretically, seems that the big push of the ‘70s and ‘80s has been decrease in a series of “post” (post greimasism, post structuralism, post semiotics tout-court), not well intercoordinated.

What is necessary is to organize these two events finding in to the analysis practices both reasons of uncontested operative success and reasons of a necessity of progression, debate, new coordination of the practices itself. Let’s see trough a literature review some starting points.

The main goal of this issue is to collect analyses of some text, referred to as (G.Marrone, L’invenzione del testo, 2010; F.Rastier, Arti e scienze del testo 2003; La misura e la grana, 2013);

-Literary and poetical text, about which semiotics did not have an accommodating attitude, proceeding instead in the last decades in construct innovative tools on the previous ones given by R.Jakobson, J.Lotman, R.Barthes(J.Geninasca La parola letteraria, 2000; D.Bertrand, Basi di semiotica letteraria, 2000; D.Barbieri, Nel corso del testo, 2004; T.Lancioni, immagini narrate, 2009; D. Panosetti, Semiotica del testo letterario, 2015)

-“Social” text, thought as space, vital forms, collective pratices(F.Marsciani, Tracciati di etnosemiotica, 2007; M.P.Pozzato, Foto di matrimonio e altri saggi, 2012; A. Giannitrapani, Introduzione alla semiotica dellon spazio, 2013)

-Text devoted to consumptions, advertising as well (J.M.Floch Identità visive1995; G.Marrone, il discorso di marca 2010), advertising for social purpose (P.Peverini, Social guerrilla, 2014) also space of consumer (I.Pezzini e Cervelli, a cura, Scene del consumo, 2007)

-Medial text: television, internet, cinema (R.Eugeni, Semiotica del cinema, 2013; Lw condizione post-medioevale, 2015; G.Cosenza, Introduzione alla semiotica dei nuovi media, 2014)

-Visual and audiovisual artistic text (O.Calabrese, Come si legge un’opera d’arte, 2007; L. Corrain, Il velo dell’arte, 2016; L.Sapiente, Icone pop, 2016)

Last years had been full of discussions about the fundamental principles idea of “narratività”(P. Violi, Am.Lorusso, C. Paolucci, Narratività, 2012; G. Ferraro, Teorie della narrazione, 2015) or about specific cultural topics, such as food communication (see the exhaustive bibliography of Palermo’s semiotics group).

It was not a purpose of this section to promote neither a specific cultural topic nor a methodologicalspecific type but a real debate through a series of textual analyses in which offer innovating and critic theoretical proposes to methodological tools not considered productive anymore. Umberto Eco said that we challenge ourselves with a text there can be a common boundary (U.Eco, I limiti dell’interpretazione, 1995) which gives a shared collective debate.

 

Articles are accepted in English, Italian and French. All entries submitted must be prepared by the author for anonymous evaluation. Therefore it is necessary that the author’s name, his/her possible membership to an institution, and the title of the article are reported in a different file from the one containing the text. The contribution must be sent in electronic format. Doc or. RTF to filosofiesemiotiche.ilsileno@gmail.com

Notes for authors

Maximum length of contributions: 40,000 characters (including spaces) for items (including bibliography); 20,000 characters (including spaces) for interviews and exhibitions; 10,000 characters (including spaces) for reviews.

Call for papers/ Appel à communications

Sémiotique du texte. État de l’art et prospectives.

Éditeur : Maria Pia Pozzato

Date d’échéance de présentation des contributions : 30 Octobre 2016

Notification d’approbation : 25 Novembre 2016

Publication : 27 Décembre 2016

Depuis toujours les sciences humaines se sont confrontées avec l’analyse des textes : l’histoire avec les documents, la psychanalyse avec les discours des patients, l’anthropologie avec les mythes et les rituals sociaux, la critique d’art avec les œuvres littéraires et picturales, pour citer les cas les plus évidents. Dans de nombreux domaines, pour obtenir des interprétations plus vérifiables inter-subjectivement, on a senti l’exigence d’aller au-delà de l’exercice exégétique pur, même si parfois soutenu par de brillantes intuitions et par une vaste culture. Dans le domaine de l’art l’idée d’analyser les textes en utilisant une méthodologie commune a été fortement contrecarrée : contre les principes du structuralisme littéraire naissant une forte opposition a contrasté (il suffit de penser à Erich Auerbach en Europe, ou à Northrop Frye aux États-Unis) l’idée que l’analyse du texte puisse limiter l’infinitude de la circulation symbolique. Depuis les décennies successives, jusqu’à nos jours, nous avons assisté à une parabole paradoxalement ascendante et descendante de l’approche sémiolinguistique à l’analyse textuelle : ascendante parce que les méthodes mises au point dans le domaine saussurien-greimasien (sémiotique générative) aussi bien que dans le domaine peircien-ecoien (sémiotique interprétative) sont entrées de force dans de nombreuses professions, en tant qu’instruments opératifs dans la mise au point de campagnes publicitaires, strategies politiques, conceptions web, analyses et productions télévisuelles, etc. ; descendante car, au niveau théorique, il semble que la forte impulsion des années Soixante- Quatre-vingts ait diminué à travers une série de "post" (post greimasisme, post structuralisme, post sémiotique tout-court ), mal coordonnés entre eux.

Ce qui pourrait, et devrait se faire, est concilier de fait ces deux phénomènes en trouvant dans les pratiques d’analyse les raisons d’un succès opératif incontestable et les raisons d’une nécessité de progression, de discussion, de nouvelle coordination dans les pratiques d’analyse même. Voyons donc, selon des references bibliographiques dans les grandes lignes, certaines idées.

Ce numéro se propose de recueillir les analyses d’une série textes considérés dans l’acception étendue que l’on donne depuis longtemps à ce terme (cf. G. Marrone, L’invention du texte, 2010 ; F. Rastier, Arts et sciences du texte, 2003 ; La mesure et le grain, 2013) :

- Textes littéraires et poétiques, par rapport auxquels la sémiotique ne s’est absolument pas rendue en continuant dans les dernières décennies dans la mise au point d’instruments innovateurs dans le sillage de ceux fondés par R. Jakobson, J. Lotman, R. Barthes (Cfr. J. Geninasca La parola letteraria, 2000; D. Bertrand, Basi di semiotica letteraria, 2000; D. Barbieri, Nel corso del testo, 2004 ; T. Lancioni, Immagini narrate, 2009; D. Panosetti, Semiotica del testo letterario, 2015)

- Textes “sociaux”, considérés comme espaces, formes de vie, pratiques collectives (F. Marsciani, Tracciati di etnosemiotica, 2007; M.P.Pozzato, Foto di matrimonio e altri saggi, 2012; A. Giannitrapani, Introduzione alla semiotica dello spazio, 2013)

- Textes dédiés au monde des biens de consommation, c’est-à- dire publicités commerciales (J.M. Floch Identità visive 1995; G. Marrone, Il discorso di marca 2010), publicités engagées pour les causes sociales (P. Peverini, Social guerrilla, 2014) mais aussi espaces des biens de consommation (I. Pezzini e P. Cervelli, a cura, Scene del consumo, 2007).

- Textes médiatiques: télévision, internet, cinéma (R. Eugeni, Semiotica del cinema, 2013; La condizione postmediale, 2015; G. Cosenza, Introduzione alla semiotica dei nuovi media, 2014)

- Textes artistiques de type visuel et audiovisuel (O. Calabrese, Come si legge un’opera d’arte, 2007; L. Corrain, Il velo dell’arte, 2016; L. Spaziante, Icone pop, 2016)

Au cours des dernières années, on a beaucoup réfléchi sur le concept principal de la narrativité (P. Violi, AM. Lorusso, C. Paolucci, a cura, Narratività, 2012; G. Ferraro, Teorie della narrazione, 2015) ou sur les thématiques culturelles spécifiques, comme par exemple la communication de la nourriture (sur laquelle il existe une très riche bibliographie de l’école palermitaine). Toutefois, l’intention de notre propos n’est pas de promouvoir un thème spécifique de type culturel ni un thème spécifique de type méthodologique mais précisément une confrontation "sur le terrain" à travers une série d’analyses textuelles à l’intérieur desquelles il est possible de présenter des propositions théoriques innovatrices et/ou critiques contre des instruments méthodologiques considérés comme de moins en moins productifs. Ceci avec la conviction que en se mesurant à un texte, comme le disait Umberto Eco, il y a une limite collective (U. Eco, I limiti dell’interpretazione, 1995) qui donne naissance à des dérives interprétatives et qui offre un espace commun de confrontation.

Les articles sont acceptés en italien, en anglais et en français. Toutes les contributions envoyées pour l’évaluation doivent être préparées par l’auteur sous forme anonyme. Il est donc nécessaire que le nom, l’éventuelle appartenance à une institution et le titre de l’article soient indiqués dans un dossier différent de celui qui contient le texte.La contribution doit être envoyée sous forme électronique .doc ou .rtf  a filosofiesemiotiche.ilsileno@gmail.com

Notes pour les auteurs

Longueur maximum des contributions

40000 signes (espaces y compris) pour les articles (y compris la bibliographie) ;

20000 signes (espaces y compris) pour les interview et les revues ;

10000 signes (espaces y compris) pour les recensions.

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Call for papers (Vol. 3, n. 1, Luglio 2016) (PUBBLICATA E SCADUTA)

Riflessioni sulla scrittura.

Editor: Massimo Prampolini

Scadenza presentazione contributi: 15 giugno 2016

Notifica approvazione contributi: 30 giugno 2016

Pubblicazione: 31 Luglio 2016

Scrittura: 1.rappresentazione del linguaggio mediante segni e codici grafici – scrittura latina, araba, unciale, alfabetica, ideogrammatica. 2. Complesso di tecniche di comunicazione e rappresentazione di stati di cose e pensieri – scrittura a mano, a macchina, digitale. 3. Attività di registrazione, corpo di registrazioni. 4. Mezzo d’espressione realizzato con intento artistico – scrittura poetica, in prosa. 5. Stile di registrazione e d’espressione scritta – scrittura semplice, barocca, scientifica, amministrativa. 6. Opera o testo scritto. 7. (giur.) atto, contratto, documento scritto che impegna le parti contraenti – scrittura privata, le scritture sono depositate in tribunale, abbiamo fatto una scrittura. 8. (rag.) registrazione su libri contabili, partita di banco. 9. (relig.) Parola di Dio - Scritture sacre, personalizz. come dicono le scritture, la Scrittura dice.

Dedichiamo alla scrittura il prossimo numero de “Il Sileno.Filosofi(e)Semiotiche” per almeno due ragioni.

La prima si evidenzia leggendo la voce di dizionario sopra riportata. L’ampiezza dei riferimenti fa del termine scrittura una parola che attraversa molteplici attività e saperi. Paleontologia, archeologia, antropologia, linguistica, estetica, teoria e storia del testo e della letteratura, enigmistica, psicologia, grafologia, sociologia, filosofia sono ambiti disciplinari che hanno accumulato nel tempo sull’argomento della scrittura una saggistica pressoché illimitata. Di fatto, in tema di scrittura, ognuna di queste discipline è in relazione di complementarità con le altre. Nessuna basta a se stessa, e le indagini spesso si collocano in spazi interstiziali, formalmente poco identificati: Michel Serres avrebbe detto “nelle terre di mezzo”, in ambiti di cui chi ricerca deve difendere innanzi tutto il diritto alla territorialità, al riconoscimento. Siamo nella No Man’s Land, dove le discipline s’attraversano, i paradigmi non commensurabili devono trovare metri di confronto. Metri, misure … scritture.

La seconda ragione si riassume nella parola attualità. La scrittura è una memoria sviluppata dagli umani per conservare e trasferire messaggi nel tempo e nello spazio. Consideriamo le tecniche mnemoniche: i bastoni da messaggio, i quipu, le pittografie rupestri, alcuni sistemi di misurazione di beni, di estensioni coltivate, di durate. A torto tali “notazioni per oggetti” sono considerate forme di scrittura impropria o marginale. Sintetizza Roland Barthes: “La civiltà nasce con i contabili e con i notai”. Allo stato attuale delle conoscenze le forme più remote di contabilità (bullae, cretule) risalgono almeno al IX millennio a.C. Da allora, i progressi della scrittura hanno segnato altrettanti radicali cambiamenti nell’intelligenza individuale e sociale del Sapiens. Se la lingua è istituzione, la scrittura è una delle condizioni costitutive della sua natura istituzionale.

Venendo al presente. Negli ultimi decenni siamo stati travolti da trasformazioni politiche, tecniche, sociali straordinarie. Siamo tecnologia vivente, e la nostra intrinseca tecnonatura ci trascina verso nuove forme di vita, nuove forme d’identità. Raccoglitori, cacciatori, agricoltori, manufattori artigianali e industriali, e ora digitanti, scriventi compulsivi: non c’è alimento, abito, lavoro, trasferimento, affetto, pausa, libertà che non siano preceduti, accompagnati, inguainati da digitazioni scrittorie. E allora: forse non è casuale che la trasformazione della nostra forma di vita corra intrecciata alle trasformazioni della nostra più studiata, come della più irriflessa, attività di digitanti. E forse merita riflettere sulle condizioni che caratterizzano questa mutazione della scrittura, il suo pervasivo potenziamento.

Sono accettati articoli in italiano, inglese e francese. Tutti i contributi inviati devono essere preparati dall’autore per la valutazione in forma anonima. Pertanto è necessario che il nome, l’eventuale appartenenza ad una istituzione e il titolo dell’articolo siano indicati in un file diverso da quello che contiene il testo. Il contributo deve essere inviato in formato elettronico .doc o .rtf a filosofiesemiotiche.ilsileno@gmail.com

Note per gli autori

Lunghezza massima contributi: 40000 battute (spazi inclusi) per gli articoli (compresa la bibliografia); 20000 battute (spazi inclusi) per le interviste e le rassegne; 10000 battute (spazi inclusi) per le recensioni.

Call for papers

Reflections on writing.

Editor: Massimo Prampolini

Submission deadline: June 15, 2016

Notification of acceptance: June 30, 2016

Publication date: July 31, 2016

Writing: 1. Language representation across signs and graphic codex- latin writing, arabic, uncial, alphabetic, ideogramatic. 2. Group of communication techniques and representation of state of affairs and thoughts- handwriting, typewriting. 3. Activity records 4. Modality of expression obtained with artistic ends.- prose and poetic writings. 5. registration and expressive writing style, simple writing, Baroque, scientific and administrative. 6. Play or writing text.7. (jur.) acts, contracts, documents, agreements between two different parts.8. (rag) records on book-keeping and bank-account. 9. (relig.) As the Good Lord says., Sacred Scripture.

Here we have two main reasons because publishing this issue in “Il Sileno.Filosofi(e)Semiotiche”.

We can see the first reason, reading up above, that the wideness of references makes the act of writing itself a word that go through many activity and acknowledgement. Paleontology, archeology, anthropology, linguistic, theory and history of the text and literature, aesthetics, psychology, graphology, sociology, philosophy are all ranges which have a boundless literaly essays and every single discipline is complementary to the other. None can work on its own, on the contrary studies are located in restricted spaces, not well identified as the Good Lord says: Michel Serres would say “ nelle terre di mezzo”, in specific areas of interest, in which research has to defend its right to territoriality and identification. We are in No Man’s Land, where one discipline passes through the others, where Praduigms have to find a comparison criteria. Meter, measurement…writings.

The second reason is Modernity. Writing is a memory, a record developed by human beings to save and transfer messages throughtout time and space. Let’s consider mnemonic techniques: a walking stick message, quipu, cave art, some kind of measuring goods, coltivate extencions, lasting. Wrongdoing, these “notazioni per oggetti”, notation objects are considered inappropriate or secondary modality of writing. Roland Barthes says: “Civilization is born thanks to accountants and notarys”. The oldest record of accounting go back to IX millennium a.C. From this period improvements of writing have marked very drastic changes for individual and social intellect of Sapiens. If Language is an institution, writing is a fundamental condition of its institutional character.

Considering nowadays. In the last decades we have been overwhelmed by political, techniques, social amazing transformations. All of these changes bring us to new kinds of identity and lifestyle. Picker, hunters, farmers, artisans are now very compulsive digital writers: every single job, outfit, transfer, feeling and freedom now go with digital composition. It is not a coincidence that man’s life is combined with all these changes. We should now focus, meditade on the conditions of this writing alteration, its pervading building-up.

Articles are accepted in English, Italian and French. All entries submitted must be prepared by the author for anonymous evaluation. Therefore it is necessary that the author’s name, his/her possible membership to an institution, and the title of the article are reported in a different file from the one containing the text. The contribution must be sent in electronic format. Doc or. RTF to filosofiesemiotiche.ilsileno@gmail.com

Notes for authors

Maximum length of contributions: 40,000 characters (including spaces) for items (including bibliography); 20,000 characters (including spaces) for interviews and exhibitions; 10,000 characters (including spaces) for reviews.

Call for papers/ Appel à communications

Réflexions sur l’écriture

Éditeur: Massimo Prampolini

Date d’échéance de présentation des contributions : 15 Juin 2016

Notification d’approbation : 30 Juin 2016

Publication : 31 Juillet 2016

Écriture : 1. Représentation du langage au moyen de signes et de codes graphiques – écriture latine, arabe, alphabétique, idéogrammatique. 2. Ensemble de techniques de communication et représentation d’états de choses et de pensées – écriture à la main, à la machine, digitale. 3. Activité d’enregistrement, corps d’enregistrements. 4. Moyen d’expression réalisé avec intention artistique – écriture poétique, en prose. 5. Style d’enregistrement et d’expression écrite – écriture simple, baroque, scientifique, administrative. 6. Œuvre ou texte écrit. 7. (jur.) acte, contrat, document écrit qui engage les parties contractantes – écriture privée, les écritures sont déposées au tribunal, nous avons fait un écrit. 8. (compt.) enregistrement sur livres comptables, crédits clients. 9. (relig.) La Parole de Dieu – Saintes Écritures, personalis. comme disent les écritures, l’Écriture dit.

Nous dédions à l’écriture le prochain numéro du “Il Sileno.Filosofi(e)Semiotiche” pour au moins deux raisons.

La première apparaît évidente si on lit l’entrée du dictionnaire précédemment indiquée. L’ampleur des références fait du terme écriture un mot qui croise de multiples activités et de nombreux savoirs. Paléontologie, archéologie, linguistique, esthétique, théorie et histoire du texte et de la littérature, énigmes, psychologie, graphologie, sociologie, philosophie sont des domaines de disciplines qui ont accumulé dans le temps sur le sujet de l’écriture un nombre d’essais plutôt illimité. En fait, en thème d’écriture, chacune de ces disciplines est en relation de complémentarité avec les autres. Aucune ne se suffit à elle-même, et les enquêtes se trouvent souvent dans des espaces interstitiels, formellement peu identifiés : Michel Serres aurait dit « dans les terres du milieu », dans des domaines dans lesquels ceux qui font de la recherche doivent avant tout défendre le droit à la territorialité , à la reconnaissance. Nous sommes dans le No Man’s Land, où les disciplines se croisent, les paradigmes non mesurables doivent trouver des mètres de confrontation. Mètres, mesures, … écritures.

La seconde raison se résume dans le mot actualité. L’écriture est une mémoire développée par les humains pour conserver et transférer des messages dans le temps et l’espace. Considérons les techniques mnémoniques : les bâtons de messages, les quipu, les pictographies rupestres, certains systèmes de mesure des biens, d’extensions cultivées, de durées. À tort de telles « notations pour objets » sont considérées comme des formes d’écriture impropre ou marginale. Roland Barthes synthétise : « la civilisation naît avec les comptables et les notaires ». Dans l’état actuel des connaissances les formes les plus anciennes de comptabilité (bullae, cretule) remontent au moins au IX millénaire av. J.-C. Depuis, les progrès de l’écriture ont marqué d’autres changements radicaux dans l’intelligence individuelle et sociale du Sapiens. Si la langue est institution, l’écriture est une des conditions constitutives de sa nature institutionnelle.

Revenons au présent. Au cours des dernières décennies nous avons été renversés par des transformations politiques, techniques, sociales extraordinaires. Nous sommes de la technologie vivante, et notre technonature intrinsèque nous pousse vers de nouvelles formes de vie, de nouvelles formes d’identité. Cueilleurs, chasseurs, agriculteurs, producteurs artisans et industriels, et maintenant numériques, tapeurs compulsifs : il n’y a pas d’aliment, de vêtement, de travail, de transfert, d’affection, de pause, de liberté qui ne soient précédés, accompagnés, recouverts d’ inscriptions digitales. Et alors : ce n’est peut- être pas un hasard si la transformation de notre forme de vie se mêle aux transformations de notre plus étudiée, ainsi que plus irréfléchie activité de rédacteurs digitaux. Et peut-être convient-il de réfléchir sur les conditions qui caractérisent cette mutation de l’écriture, son renforcement omniprésent.

Les articles sont acceptés en italien, en anglais et en français. Toutes les contributions envoyées pour l’évaluation doivent être préparées par l’auteur sous forme anonyme. Il est donc nécessaire que le nom, l’éventuelle appartenance à une institution et le titre de l’article soient indiqués dans un dossier différent de celui qui contient le texte.La contribution doit être envoyée sous forme électronique .doc ou .rtf a filosofiesemiotiche.ilsileno@gmail.com

Notes pour les auteurs

Longueur maximum des contributions

40000 signes (espaces y compris) pour les articles (y compris la bibliographie) ;

20000 signes (espaces y compris) pour les interview et les revues ;

10000 signes (espaces y compris) pour les recensions.

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Call for Papers (Vol. 2, n. 2, Dicembre 2015) (PUBBLICATA E SCADUTA)

SEGNO, REALTÀ, REFERENTE 

Editor: Luca Peloso (Università dell'Insubria)

Scadenza presentazione contributi: 14 dicembre 2015

Notifica approvazione contributi: 23 dicembre 2015

Pubblicazione: 31 dicembre 2015

In una delle sue Poesie disperse Montale descrive il semiologo come un “mago / che in un giro totale / abbraccia tutti i segni del visibile, / del toccabile, udibile, fiutabile / e gustabile”. Con ironia, il poeta coglie un aspetto essenziale dell'attività propria di chi lavora coi segni: dare vita a pratiche –  oltre che a teorie – in grado di interpretare e 'contenere' la realtà nella sua interezza.

L'altra faccia di questa attività tuttavia vanifica, secondo alcuni, la sua aspirazione ad essere esauriente, 'totale': il fatto di muovere dalla sfera dei sensi, che per la semiologia e la semiotica è sinonimo di rigore scientifico, appare infatti ai detrattori come volontà di negare legittimazione scientifica a qualsiasi discorso sulla trascendenza, a tutto vantaggio di un'immanenza rigida, limitata agli aspetti sensibili dell'esistenza umana. Quest'accusa, benchè riposi sull'irrefutabile constatazione per cui il semiologo e il metafisico spesso diffidano l'uno dell'altro, dimentica però che grandi interpreti del pensiero filosofico-teologico, da Agostino a Florenskij, hanno offerto vere e proprie teorie dei segni e dei simboli. Insomma, la riflessione sul rapporto tra segni e realtà attraversa da secoli le correnti, le ideologie e persino le religioni e le fedi, dimostrandosi più importante degli esiti particolari delle singole dispute (si pensi alla portata del dibattito sull'alternativa nominalismo/realismo, o alla posta in gioco delle critiche wittgensteiniane a Russell sul rapporto tra linguaggio e mondo).

Non appena si constata la dimensione attuale e insieme 'eterna' (eterna in quanto perennemente attuale) che il nesso segni-realtà porta con sé, diventa ineludibile la questione del referente, vale a dire l'entità extralinguistica in quanto designata da un'espressione linguistica: se è vero che il linguaggio – in qualità di sistema di segni – pone l'uomo in una relazione mediata con la natura, il designato, che gli studiosi hanno reso indissolubile dal significante e dal significato, ha un'esistenza concreta oppure no?  E ancora: questo problema concerne le premesse di ogni scienza segnica, oppure non è decisivo, in quanto il suo presupposto dev'essere il dato e non lo statuto epistemologico di quest'ultimo? In altri termini, fino a che punto può spingersi la teoria semiologica? E la pratica?

Sono domande che vanno oltre lo specialismo, l'estrazione culturale o le affiliazioni accademiche: basti citare, a questo proposito, Gramsci, che nei Quaderni del Carcere pone la questione dell' “oggettività esterna del reale” in relazione al metodo scientifico e agli organi di senso – a riprova del fatto che la riflessione intorno a temi propri della filosofia del linguaggio, della linguistica e della semiologia/semiotica s'impone come necessaria e universale, al di là di prospettive incompatibili come possono essere, ad esempio, il materialismo storico e la teologia, lo strutturalismo e la psicologia analitica: il problema del rapporto tra i segni, la realtà e il referente è in definitiva rilanciato da ogni riflessione (purché rigorosa) sul mondo e sull'uomo.

Questa terza call aspira dunque a raccogliere contributi concernenti il rapporto tra segni e realtà, tra segno linguistico e referente extralinguistico, nella misura in cui i due concetti o entità (realtà e referente) si richiamano e s'intersecano; viceversa, benché la matrice sia perlopiù semiotico-linguistica, non intende porsi particolari vincoli di carattere disciplinare o 'storico': sono  perciò incoraggiati gli scritti relativi tanto a dibattiti in corso, quanto a figure del pensiero antico, medievale o moderno che hanno attraversato i temi della realtà e del referente nel corso dei loro studi.

Gli ambiti proposti sono i seguenti:

Semiotica

Semiologia

Linguistica

Filosofia del Linguaggio

Filosofia analitica

Filosofia della religione

Epistemologia

Teoria della comunicazione e dell'interpretazione

Pragmatica e Retorica

Filosofia trascendentale

Call for Papers 

SIGN, REALITY, REFERENT

Editor: Luca Peloso (University of Insubria)

Submission deadline: December 14, 2015

Notification of acceptance: December 23, 2015

Issue publication: December 31, 2015.

Eugenio Montale once wrote in a poem that the semiologist is a magician whose activity embrasses  all “visible, touchable, audible, smellable and tastable signs”. Ironically, the Italian Poet grasps a fundamental aspect of semiotic studies: the creation of practices and theories that are able to interpret and encompass reality.

According to some scholars, in doing so Semiology fails in its purpose of completeness: keeping to senses would be the consequence of banning trascendence from science, in favor of an immanence where nothing out of five senses is considered. This charge, although it is strengthened by distrust between semiologists and metaphysicians, doesn't consider the theories on signs and symbols written by theologians like, for instance, Saint Augustin or Pavel Florenskij. In short, reflection on the relationship between signs and reality is more important than the outcome of any philosophical disputation about it (just think of the debate on nominalism/realism, or the dispute between Wittgenstein and Russell about language and world).

When we realize the importance of this argument, the question of reference becomes inescapable: that is, the matter of extra-linguistic entity, meant as what is designate by a linguistic expression. Given that language – as a system of signs – put man in a mediate relationship with nature, does this entity actually exist? Does this problem concern the Science of Signs, or else it's not crucial for its basis, since its theoretical potential? In other words, how far can we go with theory? And with practice?

These questions go beyond cultural influences and fashions: in this regard just mention Antonio Gramsci, that in his Prison Notebooks faces the problem of the objectivity related to scientific method and sense organs. This proves that reflection on key issues in Philosophy of Language, Linguistics and Semiotics (or Semiology) is absolutely necessary, regardless of different perspectives like Historical Materialism and Theology, or Structuralism and Analytical Psychology. Ultimately, the question concerning the relationship between reality and referent is involved in any investigation on humans and world.

In conclusion, this call aims to include a multiplicity of contributions about linguistic signs, reality and referent, insofar as they are thematically linked. We invite the submission of papers both on current debates and on ancient, medieval or modern philosophers who studied that issues.

The disciplines that we indicate are:

Semiotics

Semiology

Linguistics

Philosophy of Language

Analytic Philosophy

Philosophy of Religion

Epistemology

Communication and Interpretation Theory

Pragmatics and Rhetoric

Transcendental Philosophy

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Call /Appel à communications 

SIGNE, RÉALITÉ, RÉFÉRENT

Éditeur: Luca Peloso (Université de l'Insubrie)

Date d’échéance de présentation des contributions: 14 Décembre 2015

Notification d’approbation: 23 Décembre 2015

Publication: 31 Décembre 2015

Dans une de ses “Poesie disperse” Montale décrit le sémiologue comme un “magicien/qui dans un tour complet/embrasse tous les signes du visible, / du touchable, audible, flairable/ et goûtable.” Avec ironie, le poète saisit un aspect essentiel de l’activité même de celui qui travaille avec les signes : engendrer des pratiques – ainsi que des  théories – capables d’interpréter et de ‘contenir ‘ la réalité dans sa totalité (intégralité).

L’autre visage de cette activité réduit toutefois à néant, selon certains, son aspiration à être exhaustive, ‘totale’ : le fait de s’éloigner de la sphère des sens, ce qui pour la sémiologie et la sémiotique est synonyme de rigueur scientifique, apparaît en fait aux détracteurs comme une volonté de nier la légitimation scientifique à tout discours sur la transcendance, au profit d’une immanence rigide, limitée aux aspects sensibles de l’existence humaine. Cette accusation, bien qu’elle repose sur l’irréfutable constatation pour laquelle le sémiologue et le métaphysicien se méfient l’un de l’autre, oublie cependant que les grands interprètes de la pensée philosophique et théologique, de Agostino à Florenskij, ont offert de véritables théories des signes et des symboles. Bref, la réflexion sur le rapport entre signes et réalité traverse depuis des siècles les courants, les idéologies et même les religions et les fois, apparaissant plus importante que les résultats particuliers des simples discutions (il suffit de penser à l’envergure du débat sur l’alternative nominalisme/réalisme, ou à l’enjeu des critiques wittgensteiniennes à Russel sur le rapport entre langage et monde).

Dès que l’on constate la dimension actuelle et en même temps ‘éternelle’ (éternelle en tant que perpétuellement actuelle) que le lien signes-réalité porte en soi, la question du référent devient inéluctable, c’est-à-dire l’entité extralinguistique en tant que désignée par une expression linguistique : s’il est vrai que le langage – en qualité de système de signes- place l’homme dans une relation conciliée avec la nature, le désigné, que les savants ont rendu indissoluble du signifiant et du signifié, a-t-il une existence concrète ou pas ? et encore : ce problème concerne-t-il les prémisses de chaque science ségnique, ou bien cela n’est pas décisif, car son fondement doit être le fait et non pas le statut épistémologique de ce dernier? En d’autres termes, jusqu’où peut aller la théorie sémiologique? Et la pratique?

Ce sont des questions qui vont au-delà de la spécialisation, de l’extraction culturelle ou des affiliations académiques: il suffit de  citer, à ce propos, Gramsci, qui dans les Cahiers de Prison pose la question de « l’objectivité externe du réel » par rapport à la méthode scientifique et aux organes des sens – à démonstration du fait que la réflexion sur les thèmes mêmes de la philosophie du langage de la linguistique et de la sémiologie/sémiotique s’impose comme nécessaire et universelle, au-delà des perspectives incompatibles comme, par exemple, le matérialisme historique et la théologie, le structuralisme et la psychologie analytique : le problème du rapport entre les signes, la réalité et le référent est en réalité relancé par chaque réflexion (pourvu qu’elle soit rigoureuse) sur le monde et sur l’homme.

Ce troisième appel à communications aspire donc à recueillir des contributions concernant le rapport entre signes et réalité, entre signe linguistique et référent extralinguistique, dans la mesure où les deux concepts ou entités (réalité et référent) se rappellent l’un l’autre et se croisent ; vice-versa, bien que la matrice soit surtout sémiotique-linguistique, il n’a pas l’intention d’ imposer certaines contraintes de caractère disciplinaire ou ‘historique’: pour cette raison, il encourage des lettres relatives aussi bien aux débats en cours qu’ aux figures de la pensée antique, médiévale ou moderne qui ont traversé les thèmes de la réalité et du référent au cours de leurs études.

Les domaines proposés sont les suivants :

Sémiotique

Sémiologie

Linguistique

Philosophie du langage

Philosophie analytique

Philosophie de la religion

Epistémologie

Théorie de la communication et de l’interprétation

Pragmatique et Rhétorique

Philosophie transcendantale

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Call for Papers (Vol. 2, n. 1, Luglio 2015)

La dialettica tra linguaggio e lingue: natura e cultura (PUBBLICATA E SCADUTA) 

Editor: Valeria Dattilo

Scadenza presentazione contributi: 31 Maggio 2015

Notifica approvazione: Giugno 2015

Pubblicazione: Luglio 2015

La call aspira ad evidenziare il vivo legame fra l’uomo e la società, chiamando in causa diversi studi e approcci sul linguaggio e le lingue, al fine di superare una certa logica dicotomica e riduzionista (basti pensare al dialogo tra Noam Chomsky e Michel Foucault a Eindhoven, nel novembre del 1971, sulla “natura umana”) partendo dallo studio dei segni.

Lo studio dei segni reca un contributo alla grande riflessione sul linguaggio, che è fruttuosa solo se ha per oggetto l’analisi di quei fatti naturali e storici che sono le lingue. Gli approcci attraverso cui si possono individuare le caratteristiche delle lingue sono molti. A questo proposito è sufficiente richiamare il pensiero del linguista ginevrino Ferdinand de Saussure, fondatore della linguistica novecentesca, a cui si ispirano, consapevolmente o inconsapevolmente, molti degli approcci contemporanei. I termini di questo binomio – linguaggio e lingue – potrebbero avere, dunque, come base la linguistica saussuriana, al fine di comprendere meglio la struttura della lingua intesa come sistema di segni, come langue nell’accezione saussuriana.

I punti di contatto tra linguaggio e lingue possono essere definiti seguendo svariate angolazioni. Fra queste ci sono le osservazioni di uno dei più grandi prosecutori della Scuola di Ferdinand de Saussure: Emile Benveniste. Come sostiene Benveniste la società è possibile solo grazie alla lingua, e grazie alla lingua è possibile l’individuo. Individuo e società sono, cioè, fondati nella lingua. La ragione di ciò – afferma Benveniste – risiede nel fatto che il linguaggio rappresenta la facoltà di simbolizzare, intesa come la facoltà di rappresentare la realtà con un segno e di capire il segno come rappresentante il reale, stabilendo così un rapporto di significazione tra qualcosa e qualcos’altro.

Da ciò emerge che il linguaggio umano produce segni che si sostituiscono alla realtà, organizzando il pensiero e rendendo possibile il linguaggio verbale. Tale sistema di simboli pone l’uomo in una relazione mediata (e non immediata) con la natura e, mediante il linguaggio, l’uomo pone la società.

Per quanto riguarda il linguaggio inteso come facoltà, viene subito in mente Chomsky e la sua teoria secondo il quale le lingue sarebbero effimere epifanie o maschere variopinte di quell’unica realtà che è la facoltà di linguaggio.

Questi pochi esempi sono solo un suggerimento per affrontare il tema in questione, mostrando aspetti essenziali del rapporto tra facoltà e lingue, natura e cultura.

In conclusione, la call che il secondo numero de “Il Sileno Filosofi(e)Semiotiche” intende lanciare mira a mettere in evidenza l’intera realtà del linguaggio a partire, appunto, dal rapporto tra facoltà di linguaggio e lingue.

Gli ambiti disciplinari che indichiamo sono tanti, in modo da affrontare il tema nell’ambito di diverse discipline: filosofico, sociologico, linguistico, biologico, antropologico, semiotico.

Filosofia del linguaggio

Linguistica

Semiotica

Filosofia della storia

Filosofia della mente

Antropologia

Sociologia

Scienze cognitive

Semiologia

Teoria della comunicazione

Scienze biologiche e ambientali

Etologia

Sono accettati articoli in italiano, inglese, francese e spagnolo. Tutti i contributi inviati devono essere preparati dall’autore per la valutazione in forma anonima. E’ necessario, quindi, che il nome, l’afferenza ad una istituzione e il titolo del contributo siano indicati in un file diverso da quello che contiene il testo. Il contributo deve essere inviato in formato elettronico .doc o .rtf a filosofiesemiotiche.ilsileno@gmail.com.

 

Note per gli autori

Lunghezza massima contributi:

40.000 battute (spazi inclusi) per gli articoli (compresa la bibliografia); 20.000 battute (spazi inclusi) per le interviste e le rassegne; 10.000 battute (spazi inclusi) per le recensioni.

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Call for Papers, July 2015

The dialectic between language and languages: nature and culture

 

Editor: Valeria Dattilo

Submission deadline: 31.05.2015

Notification of acceptance: June 2015

Issue publication: July 2015

This call aspires to show the relationship between man and society, calling into question different studies and approaches on language and languages, with the aim of to overcome this dichotomy (just think of the dialogue between Noam Chomsky and Michel Foucault to Eindhoven, in November 1971, about “human nature”), starting from the study of signs.

The study of signs bears a great contribution to the reflection of language, that is productive only if it has as its object the analysis of those natural and historical facts that are languages. Approaches through which we can identify the characteristics of the languages are many. In this regard it is sufficient to call the thought of the Genevan linguist Ferdinand de Saussure, founder of the twentieth-century linguistics, that inspired, consciously or unconsciously, many of the contemporary approaches. The terms of this binomial – language and languages – could have, therefore, as the base the linguistic of Saussure with the aim of better understand the structure of language as a system of signs, as langue to use an expression of Saussure.

The points of contact between language and languages can be defined using different angulations. Between these, there are the observations of one of the largest prosecutors of the School of Ferdinand de Saussure: Emile Benveniste. As claimed by Benveniste the society is only possible thanks to the language, and the individual is possible thanks to the language. Individual and society are, therefore, justified in the language. The reason for this - says Benveniste - is the fact that the language is the faculty to symbolize, meant as the faculty of represent reality with a sign and understand the sign as a representative of real, thus establishing a relationship of meaning between something and something else.

This indicates that a human language produces signs that replace the reality, organizing thought and making possible the verbal language. This system of symbols puts man in a relationship mediated (not immediate) with nature and, through language, the man puts the society.

As for the language as faculty, immediately comes to mind Chomsky and his theory who considers the languages mayflies epiphanies or colorful masks of that one reality that is the faculty of language.

In conclusion, the call that the second issue of “Il Sileno Filosofi(e)Semiotiche” intends to launch aims to highlight the entire reality of language starting, precisely, from the relationship between the faculty of language and languages.

The disciplines that we indicate are so many, in order to address the issue in many different disciplines: philosophical, sociological, linguistic, biological, anthropological, semiotic.

Philosophy of Language

Linguistics

Semiotics

Philosophy of History

Philosophy of Mind

Anthropology

Sociology

Cognitive Sciences

Semiology

Communication Theory

Biological and Environmental Sciences

Ethology

Articles are accepted in English, Italian, French and Spanish. All entries submitted must be prepared by the author for anonymous evaluation. Therefore it is necessary that the author’s name, his/her possible membership to an institution, and the title of the article are reported in a different file from the one containing the text. The contribution must be sent in electronic format .doc or. rtf to filosofiesemiotiche.ilsileno@gmail.com.

Notes for authors

Maximum length of contributions: 40,000 characters (including spaces) for items (including bibliography); 20,000 characters (including spaces) for interviews and exhibitions; 10,000 characters (including spaces) for reviews.

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Call for Papers /Appel à communications,

Juillet 2015

La dialectique entre le langage et les langues: nature et culture

 

Éditeur: Valeria Dattilo

Date d’échéance de présentation des contributions: 31 mai 2015

Notification d’approbation: Juin 2015

Publication: Juillet 2015

L'appel met en évidence les liens étroits entre l'homme et la société, mettant en cause plusieurs études et approches sur la langue et les langues, afin de surmonter une certaine logique dichotomique et réductrice (il suffit de penser au dialogue entre Noam Chomsky et Michel Foucault Eindhoven, au mois de Novembre 1971, sur la «nature humaine») à partir de l'étude des signes.

L'étude des signes porte une grande contribution à la réflexion sur la langue, qui est fructueuse si elle se rapporte à l'analyse de ces faits naturels et historiques qui sont les langues. Les approches par lesquels nous pouvons identifier les caractéristiques des langues sont nombreux. À cet égard, il suffit de rappeler la pensée du linguiste genevois Ferdinand de Saussure, fondateur de la linguistique du XXème siècle, auquel beaucoup d’approches contemporaines s’inspirent, consciemment ou inconsciemment. Les termes de ce partenariat - Langage et langues - pourraient avoir, par conséquent, que la linguistique de Saussure, afin de mieux comprendre la structure de la langue comme un système de signes, comme la langue dans le sens du terme de Saussure.

Les points de contact entre la langue et les langues peuvent être définis en utilisant une variété de points de vue. Parmi ceux-ci, il y a les observations de l'un des plus grands procureurs de l’école de Ferdinand de Saussure: Emile Benveniste. Selon Benveniste la société est possible grâce à la langue, et la langue est possible grâce à l'individu. C’est-à-dire que l’individu et la société sont fondés sur la langue. La raison de cela - dit Benveniste - réside dans le fait que la langue est la capacité de symboliser, entendue comme le droit de représenter la réalité avec un signe et comprendre le signe en tant que représentant de la réalité, établissant ainsi une relation de sens entre quelque chose et autre chose.

Par conséquent, le langage humain produit des signes qui remplacent la réalité, en organisant la pensée et en rendant possible le langage verbal. Ce système de symboles met l'homme dans une relation médiate (non instantanée) avec la nature et, par le langage, l'homme met la société.

Quant à la langue entendue comme faculté, vient immédiatement à l'esprit Chomsky et sa théorie selon laquelle les langues seraient épiphanies éphémères ou masques colorés de cette seule réalité qui est la faculté de langage.

Ces exemples ne sont qu'une suggestion pour résoudre le problème en question, en montrant les aspects essentiels de la relation entre la faculté et les langues, la nature et la culture.

En conclusion, l'appel que le deuxième numéro de “Il Sileno / Filosofi(e)Semiotiche" a l'intention de lancer vise à mettre en évidence toute la réalité de la langue comme, en fait, la relation entre la faculté de langage et les langues.

Les disciplines que nous indiquons sont si nombreux, afin d'aborder la question dans de nombreuses disciplines différentes: philosophie, sociologie, linguistique, biologie, anthropologie, sémiotique.

Philosophie du langage

Linguistique

Sémiotique

Philosophie de l'histoire

Philosophie de l'esprit

Anthropologie

Sociologie

Sciences cognitives

Sémiologie

Théorie des communications

Sciences de la vie et de l'environnement

Éthologie

Les articles sont acceptés en italien, en anglais et en français. Toutes les contributions envoyées pour l’évaluation doivent être préparées par l’auteur sous forme anonyme. Il est donc nécessaire que le nom, l’éventuelle appartenance à une institution et le titre de l’article soient indiqués dans un dossier différent de celui qui contient le texte. La contribution doit être envoyée sous forme électronique .doc ou .rtf  à l’adresse e-mail: filosofiesemiotiche.ilsileno@gmail.com.

 

Notes pour les auteurs

Longueur maximum des contributions

40.000 signes (espaces y compris) pour les articles (y compris la bibliographie) ; 20.000 signes (espaces y compris) pour les interview et les revues ; 10.000 signes (espaces y compris) pour les recensions.

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Call for Papers (Vol. 1, n. 1, Dicembre 2014) (PUBBLICATA E SCADUTA)

Segni in azione: sguardi, gesti, parole

Editor: Giorgio Lo Feudo

 

Scadenza presentazione contributi: 31 Ottobre 2014

Notifica approvazione: 21 Novembre 2014

Pubblicazione: Dicembre 2014

La coppia segno/azione costituisce da sempre un caposaldo teorico della filosofia del linguaggio, della epistemologia, dell’ontologia e della semiotica generale. Ragionando sommariamente su tale connubio viene subito in mente il titolo della più famosa opera di J.L. Austin “How to do things with words”, nella quale è palesemente esibita quella primaria concezione teorica che considera il significato linguistico uno strumento concreto per agire e incidere costruttivamente sul mondo. Sovviene altresì alla mente con analoga rapidità Wittgenstein e la sua seconda più famosa riflessione teorica sulla natura del significato, la quale, com’è noto, è incentrata sulla nozione di gioco linguistico, di uso e sulla necessità di seguire una regola. L’elenco degli esempi sarebbe oltremodo lungo e crescerebbe ancor più se lo redigessimo tenendo conto anche dei tre criteri cognitivi e comunicativi che accompagnano la traccia: “sguardi, gesti, parole”. Per quanto riguarda lo sguardo, L.S. Vygotskij considerò quello inintenzionale del bambino (ma anche il gesto, il protrarsi verso un oggetto, ecc.) l’elemento delineante il contesto transindividuale che, implicitamente semiotico, consente di trasformare quello sguardo (o quel gesto) casuale in indicazione comunicativa. J.S.Bruner assegnò allo sguardo una notevole importanza laddove lo intese come una primaria modalità di convergenza comunicativa basata sulla presenza reciproca e sulla condivisione e comprensione delle cose.

Ovviamente anche i gesti imporrebbero la stesura di un ricchissimo elenco di studi. Sono infatti tantissimi gli studiosi secondo i quali essi non sono altro che gli anticipatori fisici di ogni modalità comunicativa e conoscitiva astratta e simbolica. Sulle parole, infine, è meglio tacere; la sfilza di ricerche e teorie che le intendono sia come azione che come semplici portatrici di significato, riempirebbe un arco di tempo plurisecolare. A questo proposito è sufficiente pensare, oltre i già nominati Austin e Wittgenstein, ai numerosi filosofi, linguisti e semiologi accomunati dalla concezione del cosiddetto significato incarnato –embodied cognition-.

Dai pochi esempi tratteggiati emerge un chiaro riferimento all’assunto che vede l’esistenza di una realtà (fenomenica, dinamica, ecc.) conoscibile o comunque in qualche modo avvicinabile tramite i segni. Ciò non vuole, tuttavia, togliere spazio a quell’insieme di riflessioni e teorie che prescindono da ogni esplicito ancoraggio al referente e trattano la coppia segno/azione da un punto di vista esclusivamente semiotico e linguistico.

In conclusione, la call che il primo numero de “Il Sileno/filosofi(e)semiotiche” intende lanciare aspira ad assommare in sé una molteplicità di temi, problemi e soprattutto approcci filosofici e semiotici a partire, appunto, dal rapporto tra segno e azione.

L’auspicio è che tale tematica possa suscitare l’interesse di studiosi e ricercatori di varia e composita estrazione teorico-disciplinare.

Gli articoli da presentare dovranno rientrare nel seguente elenco teorico-disciplinare:

Filosofia del linguaggio

Ontologia

Epistemologia

Pragmatica

Linguistica e retorica

Semiotica e semiotica del testo

Semantica

Teoria del gesto

Embodied cognition

Psicologia e neuroscienze

Sono accettati articoli in italiano, inglese e francese. Tutti i contributi inviati devono essere preparati dall’autore per la valutazione in forma anonima. Pertanto è necessario che il nome, l’eventuale appartenenza ad una istituzione e il titolo dell’articolo siano indicati in un file diverso da quello che contiene il testo.

Il contributo deve essere inviato in formato elettronico .doc o .rtf  a

filosofiesemiotiche.ilsileno@gmail.com

Note per gli autori

Lunghezza massima contributi:

40000 battute (spazi inclusi) per gli articoli (compresa la bibliografia); 20000 battute (spazi inclusi) per le interviste e le rassegne; 10000 battute (spazi inclusi) per le recensioni.

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Call for Papers, December 2014

Signs in action: looks, gestures, words

Editor: Giorgio Lo Feudo

Submission deadline: October 31, 2014

Notification of acceptance: November 21, 2014

Issue publication: December 2014

The word pair sign / action has always been a theoretical cornerstone of philosophy of language, epistemology, ontology and general semiotics. If we just think about this combination we are reminded straightaway of JL Austin’s most famous work, How to do things with words, in which that primary theoretical approach that considers the linguistic meaning as a concrete tool to act and to influence the world constructively is clearly exhibited. We are also immediately reminded of the later Wittgenstein and his most famous theoretical reflection on the nature of meaning, which is notoriously based on the notion of language game, of language use and on the need to follow rules. The list of examples would grow much longer if we also took into account the three cognitive and communicative criteria which accompany the track: “looks, gestures, words". Regarding the gaze, L.S. Vygotsky considered children’s unintentional gaze(but also their gestures, for example their stretching themeselves towards an object, etc...)as the element outlining the transindividual context that, being implicitly semiotic, can transform the accidental glance (or gesture) into a communicative indication. J.S.Bruner gave great importance to the gaze when he designated it as a primary mode of communicative convergence based on co-presence and on the sharing and understanding of things. Of course, gestures would also require the reference to a long list of studies, as they are considered by many scholars as nothing less than the physical forerunners of every communicative and cognitive method, both abstract and symbolic. As for words, both when they are meant as actions and as simple carriers of meaning, the amount of research and theories on the subject is so huge, that it is not even worth trying to list them. It is sufficient to think of the many philosophers , linguists and semioticians, besides the already mentioned Austin and Wittgenstein, united by the concept of embodied cognition . In the few examples mentioned above, we can see a clear reference to the assumption that a reality exists (phenomenical, dynamic, etc.)which can be known, or anyway somehow grasped through signs. However, this does not involve undermining that set of ideas and theories that leave aside any explicit allusion to the referent and treat the binomial pair sign / action from an exclusively semiotic and linguistic point of view. In conclusion, the first issue of Il Sileno/filosofi(e) semiotiche intends to launch a call for papers that aspires to include a multiplicity of issues, problems, and especially philosophical and semiotic approaches, starting from the relation between sign and action. The hope is that this issue can arouse the interest of scholars and researchers of various and composite   theoretical and disciplinary backgrounds .

The items to be submitted must be within the following list of theoretical and disciplinary fields:

Philosophy of Language

Ontology

Epistemology

Pragmatics

Linguistics and Rhetoric

Semiotics and semiotics of the text

Semantics

Theory of gesture

Embodied cognition

Psychology and Neuroscience

Articles are accepted in English, Italian and French. All entries submitted must be prepared by the author for anonymous evaluation. Therefore it is necessary that the author’s name, his/her possible membership to an institution, and the title of the article are reported in a different file from the one containing the text. The contribution must be sent in electronic format. Doc or. RTF  to

filosofiesemiotiche.ilsileno@gmail.com

Notes for authors

Maximum length of contributions: 40,000 characters (including spaces) for items (including bibliography); 20,000 characters (including spaces) for interviews and exhibitions; 10,000 characters (including spaces) for reviews.

 

 

Call for Papers / Appel à communications, Décembre 2014

Signes en action : regards, gestes, mots

Éditeur: Giorgio Lo Feudo

Date d’échéance de présentation des contributions: 31 octobre 2014

Notification d’approbation: 21 novembre 2014

Publication: Décembre 2014

Le couple signe/action constitue depuis toujours un bastion théorique de la philosophie du langage, de l’épistémologie, de l’ontologie et de la sémiotique générale. En raisonnant sommairement sur une telle union on pense immédiatement au titre de la célèbre œuvre de J.L Austin « How to do things with words », dans laquelle l’auteur exhibe clairement cette conception théorique primaire qui considère le sens linguistique comme un instrument concret pour agir et pour avoir, de façon constructive, des répercussions sur le monde . On pense aussi immédiatement au deuxième  Wittgenstein et à sa deuxième plus célèbre réflexion théorique sur la nature de la signification, laquelle , comme on sait , est concentrée sur la notion de jeu linguistique, d’utilisation et sur la nécessité de suivre une règle. La liste des exemples serait bien trop longue et augmenterait encore plus si l’on tenait compte des trois critères cognitifs et communicatifs qui accompagnent la piste : « regards, gestes, mots ». En ce qui concerne les regards, L.S. Vygotskij considérait celui non intentionnel de l’enfant (mais le geste aussi, le prolongement vers un objet, etc. ) l’élément délinéant le contexte transindividuel , qui, implicitement sémiotique, permet de transformer ce regard (ou ce geste) aléatoire en indication communicative. J.S. Bruner attribuait une remarquable importance au regard là où il le voyait comme une modalité primaire de convergence communicative basée sur la présence réciproque et sur le partage et la compréhension des choses à partir, précisément, du regard. Évidemment les geste eux-mêmes imposeraient l’élaboration d’une très longue liste d’études. En effet, nombreux sont les chercheurs pour lesquels les gestes ne sont que les anticipateurs physiques de toute modalité communicative et cognitive abstraite et symbolique. Pour les mots, enfin, il convient de se taire ; le grand nombre de recherches et de théories qui les concernent aussi bien comme action que comme simple porteurs de signification, remplirait un arc de temps séculaire. À ce propos il suffit de penser, outre les Austin et Wittgenstein déjà cités, aux nombreux philosophes, linguistes et sémiologues liés par la conception de la cognition incarnée - embodied cognition. Les quelques exemples soulignés démontrent une claire référence à la supposition qui considère l’existence d’une réalité (phénoménique, dynamique, etc.) connaissable et en quelque sorte quand meme approchable grâce aux signes . Ceci ne met pas en marge l’importance de l’ensemble des réflexions et des théories indépendamment de tout ancrage explicite au référent et traite le couple signe/action d’un point de vue exclusivement sémiotique et linguistique. En conclusion, ce que le premier numéro de « Il Sileno/filosofi (e) semiotiche » prétend lancer est un appel de soumissions qui aspire à regrouper en soi une multiplicité de thèmes, de problèmes et surtout d’ approches philosophiques et sémiotiques à partir, précisément, du rapport entre le signe et l’action.

Le souhait est que telle thématique puisse susciter l’intérêt des chercheurs et des savants d’extraction théorico-disciplinaire différente et hétérogène.

Les articles à présenter devront rentrer dans la liste:

Philosophie du langage

Ontologie

Épistémologie

Pragmatique

Linguistique et rhétorique

Sémiotique et sémiotique du texte

Sémantique

Théorie du geste

Embodied cognition (cognition incarnée)

Psychologie et neuroscience

Les articles sont acceptés en italien, en anglais et en français. Toutes les contributions envoyées pour l’évaluation doivent être préparées par l’auteur sous forme anonyme. Il est donc nécessaire que le nom, l’éventuelle appartenance à une institution et le titre de l’article soient indiqués dans un dossier différent de celui qui contient le texte.

La contribution doit être envoyée sous forme électronique .doc ou .rtf  a

filosofiesemiotiche.ilsileno@gmail.com

Notes pour les auteurs

Longueur maximum des contributions

40000 signes (espaces y compris) pour les articles (y compris la bibliographie) ;

20000 signes (espaces y compris) pour les interview et les revues ;

10000 signes (espaces y compris) pour les recensions.

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L'Associazione Scientifico-Culturale "Il Sileno" edita una rivista specialistica on-line denominata "Filosofi(e)Semiotiche", ISSN 2531-9434, che ospita saggi di Filosofia del Linguaggio e Semiotica generale e specifiche. La qualità scientifica degli articoli è garantita da una procedura anonima di referaggio "doppio cieco" (double blind peer review). I contributi potranno essere volontari o su invito. Per questi ultimi, scritti da studiosi di elevata competenza, non avrà luogo il referaggio e verranno indicati come Invited articles. La rivista, infatti, ha un Comitato Scientifico coordinato dal Prof. Giorgio Lo Feudo, professore aggregato di Filosofia del Linguaggio. Filosofi(e)Semiotiche pubblica due numeri l'anno, raccolti in un volume.

Licenza Creative Commons Gli articoli pubblicati su questo giornale sono distribuiti con Licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Italia. Agli autori non sono richiesti contributi economici.

Codice Etico

"Filosofi(e)Semiotiche" è una rivista scientifica Open Access.


1) Doveri del direttore, del coordinatore del comitato scientifico, dei curatori dei singoli fascicoli, del Comitato Scientifico e del Comitato di Redazione

• Al direttore, di concerto col coordinatore del comitato scientifico (d’ora in poi “coordinatore”), spetta la decisione ultima di pubblicare gli articoli sottoposti alla Rivista.
• Il direttore, avuto l'assenso del coordinatore, può chiedere il supporto dei curatori dei singoli fascicoli e/o dei membri del Comitato Scientifico.
• Il direttore, il coordinatore, i curatori dei singoli fascicoli e i revisori, sono tenuti a valutare i manoscritti per il loro contenuto scientifico, senza distinzione di razza, sesso, orientamento sessuale, credo religioso, origine etnica, cittadinanza, orientamento scientifico o politico degli autori.
• Il direttore, il coordinatore, i curatori dei singoli fascicoli, il Comitato Scientifico e il Comitato di Redazione sono tenuti a non divulgare alcuna informazione sui manoscritti ricevuti a soggetti diversi dagli autori e revisori.
• Nel caso in cui il direttore, coadiuvato dal coordinatore, rilevi o riceva segnalazioni in merito ad errori, imprecisioni o conflitto di interessi in un articolo pubblicato, ne dà tempestiva comunicazione all’autore e intraprende le azioni necessarie per chiarire la questione e, in caso di necessità, ritirare l’articolo e/o pubblicare una rettifica.


2) Doveri dei revisori


• I revisori assistono il direttore, il coordinatore e i curatori dei singoli fascicoli nelle decisioni editoriali e possono eventualmente indicare all’autore correzioni e accorgimenti atti a migliorare il manoscritto.
• I manoscritti ricevuti per la revisione non devono essere mostrati o discussi con chiunque non sia previamente autorizzato dal direttore e dal coordinatore.
• I revisori devono esprimere le proprie opinioni in modo chiaro e con il supporto di opportune argomentazioni.
• I revisori non devono accettare manoscritti nei quali abbiano conflitti di interesse derivanti da rapporti di collaborazione o di altro tipo con gli autori.


3) Doveri degli autori


• Gli autori devono garantire l'originalità delle loro opere e, qualora venga utilizzato il lavoro e/o le parole di altri autori, accettarsi che queste siano opportunamente citate.
• Gli autori di articoli basati su ricerca originali devono presentare un resoconto accurato della ricerca svolta.
• L’autore che presenta l'articolo deve garantire che tutti gli eventuali coautori siano inclusi nel manoscritto, che abbiano visto e approvato la versione definitiva trasmessa alla rivista per la pubblicazione.
• Qualora un autore riscontri errori significativi o inesattezze nel suo articolo pubblicato ha il dovere di comunicarlo tempestivamente al direttore e al coordinatore scientifico della Rivista e cooperare con gli stessi al fine di ritrattare o correggere il manoscritto.


4) Conflitto d’interessi


• Il direttore e il coordinatore del comitato scientifico della Rivista sono preposti a gestire nel miglior modo possibile, in particolare tramite il sistema dei revisori anonimi in doppio cieco, eventuali conflitti d’interessi; agli autori può essere richiesta una dichiarazione a tal riguardo.

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Archivio numeri

Filosofi(e)Semiotiche, rivista scientifica Open Access, pubblica due numeri l'anno, raccolti in un volume.

Numero corrente

Vol. 4, N. 1 (Luglio 2017)

La lingua come luogo, il luogo come lingua. Per una teoria della cittadinanza “accessibile”

Editor: Donata Chiricò (Università della Calabria)

SOMMARIO

ARTICOLI

1. L'architettura nei videogames è solo nei codici? Ambra Benvenuto

2. Parole parole parole. Dell'inaccessibile cecità di coloro che sentono e parlano Donata Chiricò

3. I luoghi del soggetto: Aristotele e Benjamin Valeria Dattilo

4. Comunicazione e didattica tra affordance e testualità Giorgio Lo Feudo

5. La lingua fuori luogo e la sua accessibilità, ovvero: del luogo poetico Out of Place Language and Its Accessibility, namely the poetic Place Valerio Marconi

6. Grandi stazioni come case di sogno della collettività Antonio Mastrogiacomo

7. Facciamo un po' di strada assieme Giovanni Mazzuca

8. ‘Lingua’, luoghi, nonluoghi: un inconscio fuori luogo? Appunti sulla sostanza hjelmsleviana e la χώρα platonica Vittorio Ricci

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Vol. 3, N. 2 (Dicembre 2016)

SEMIOTICA DEL TESTO. STATO DELL'ARTE E PROSPETTIVE

Editor: Maria Pia Pozzato (Università di Bologna)

SOMMARIO

ARTICOLI

Prefazione al numero Maria Pia Pozzato

1. Il percorso e le api. Analisi di un segmento poetico di Andrea Raos Daniele Barbieri

2. L’Apparizione a Maria Maddalena tra testo letterario e testo pittorico. I Noli me tangere dell’Imitatore di Andrea Mantegna e di Sandro Botticelli Marta Battisti

3. La prospettiva semiotica nell’analisi di uno spazio di consumo. Il caso della boutique effimera di Chanel Marianna Boero

4. Una situazione semiotica aperta: il rapporto tra le teorie di Eco e le pratiche artistiche contemporanee Valeria Dattilo

5. La Venere che non ti aspetti. Analisi di un’immagine fotografica di Beatrice Vio Emanuele Fadda

6. Il sentiero nel bosco e il percorso generativo Guido Ferraro

7. Incipit ed equilibri testuali: alcune tipologie a confronto Giorgio Lo Feudo

8. “Como una luna en el agua”. Forma e ritmo semantico nel capitolo 7 di Rayuela di Julio Cortázar Daniela Panosetti

9. Shaun Tan, L’Approdo. Il soggetto, il reale e la semiotica Marta Pellegrini

10. La semiotica letteraria dal formalismo alla socio semiotica Maria Pia Pozzato

RECENSIONI

11. Il narratore, strattonato tra Baricco e Benjamin Ambra Benvenuto

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VOL. 3, N. 1 (Luglio 2016)

RIFLESSIONI SULLA SCRITTURA

Editor: Massimo Prampolini

SOMMARIO

ARTICOLI

1. Astrazione e scrittura Massimo Prampolini

2.  Per una semiotica delle pratiche di scrittura: gli amuleti etiopici Matteo Baraldo

3. Una penna ed un foglio: le relazioni interpersonali in età evolutiva attraverso le rappresentazioni grafiche Fabiola Bonora

4. Semiotica della scrittura Cosimo Caputo

5. Toccare la parola. Barthes sul «senso ottuso» Giuseppe D'Acunto

6. La parola di Dio e le parole del giuramento nelle Sacre Scritture: dall’antichità a oggi Valeria Dattilo

7. Una scrittura a-linguistica? Qualche riflessione a partire da Peirce Emanuele Fadda

8. #hashtag: scrivere nell’epoca dei social media Riccardo Finocchi, Michela Paglia

9. Dal gesto alla parola: Roland Barthes tra iscrizione, archiscrittura e oralità Giorgio Lo Feudo

10. La Parola di Dio e la semiotica della Scrittura in Edith Stein Valerio Marconi

11. Quattro tesi per la scrittura. Dai pregiudizi della linguistica a quelli delle neuroscienze Antonio Perri

12. Scrittura e rappresentazione della lingua: immagine o modello? Matteo Servilio

13. Gli effetti dei nuovi media sulla scrittura giornalistica contemporanea: analisi linguistica comparativa di un corpus di articoli de “La Repubblica” Simona Tagliaferri, Anna De Marco

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VOL. 2, N. 2 (Dicembre 2015)

SEGNO, REALTÀ, REFERENTE

Editor: Luca Peloso (Università dell’Insubria)

SOMMARIO

ARTICOLI

1. La forza performativa della parola sacra. Un caso emblematico: il giuramento Valeria Dattilo

2.  L’enigma degli “oggetti” nel Tractatus logico-philosophicus Alfonso Di Prospero

3. Nomi e Cose, ovvero Segni e Oggetti. La Corriera stravagante della denotazione Romeo Galassi

4. Il pasto nudo della metafisica: matematica e narrazione in Meillassoux e Florenskij Marina Guerrisi

5. La realtà come traduzione. Percezione e senso delle cose Giorgio Lo Feudo

6. Dire la Realtà: possibilità di una semiologia e di una fenomenologia della mistica Valerio Marconi

7. “Semi patemici” - Linguaggio e percezione delle emozioni Giuseppe Palazzo

8. Scienze del segno e amore per la realtà. Ovvero, Pasolini e la semiotica Luca Peloso

9. “I ENTERED WHERE I KNEW NOT”. Semiotic approaches to Saint John of the Cross’ poetry Alberto Quero

10. Nomi vs cose nel Cratilo di Platone Vittorio Ricci

11. Metamorfosi della merce e struttura del segno in Jean Baudrillard G. Battista Vaccaro

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VOL. 2, N. 1 (Luglio 2015)

LA DIALETTICA TRA LINGUAGGIO E LINGUE: NATURA E CULTURA

Editor: Valeria Dattilo (Università della Calabria)

SOMMARIO

ARTICOLI

1. Ecart, valeur(s) et configurations magmatiques du sens. Saussure et Castoriadis entre sémiologie et philosophie de l’esprit Antonino Bondì

2. Io parlo: il linguaggio e il problema dell’origine a partire da Saussure Valeria Dattilo

3. Weltanschauung sémiotique, l’exemple d’un objet complexe Sebastián Mariano Giorgi

4. Lingua e linguaggio. Alcune brevi riflessioni sulla “natura” simbolica dell’essere umano Giorgio Lo Feudo

5. Una riflessione a partire dal film “Il sale della terra”. Sebastiao Salgado fotografo tra natura e         cultura, linguaggio e cambiamento sociale Marta Pellegrini

6. Con Lévi-Strauss oltre Lévi-Strauss. Linguaggio, lingua e pensiero simbolico nell'antropologia sociale di Alan Barnard Luca Peloso

7. Humanitas et universitas: il binomio finale dei Fondamenti hjelmsleviani Vittorio Ricci

8. L’intelligenza linguistica del mondo Gianmaria Tarasi

INTERSEZIONI

9. La semiosi dell’Antropocene. Riflessioni tra geoetica e semiotica a partire dal triangolo di Peirce Francesco De Pascale, Valeria Dattilo

RECENSIONI

10. Valentina Chepiga, Estanislao Sofia (a cura di), Archives et manuscrits de linguistes, Louvain-la-neuve, Academia L’Harmattan (Sciences du langage: carrefours et points de vue n° 13), 2014, 190 pp. ISBN 978-2-8061-0151-8. Lorenzo Cigana

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VOL. 1, N. 1 (Dicembre 2014)

SEGNI IN AZIONE: SGUARDI, GESTI, PAROLE

Editor: Giorgio Lo Feudo (Università della Calabria)

SOMMARIO

ARTICOLI

1. Dal segno arbitrario al tatto. Condillac e l’origine naturale del linguaggio umano Giorgio Coratelli

2. Parlare come ascoltarsi. L’estesiologia dello spirito di Plessner Giuseppe D’Acunto

3. Il ruolo performativo del giuramento: i suoi effetti in relazione alla violenza e alla natura aggressiva dei sapiens Valeria Dattilo

4. La logica del gesto: un confronto tra la picture-theory di Wittgenstein e il concetto di comunicazione analogica in Bateson Alfonso Di Prospero

5. I segni della danza tra azione, testo e significazione Giorgio Lo Feudo

6. Improvvisazione e incorporazione. Note tra enattivismo e sociosemiotica a partire dalla Conduction di Butch Morris Gabriele Marino, Vincenzo Santarcangelo

7. Mimesi e Diegesi. Narrazione e azione nel testo Giuseppe Palazzo

8. Cose da non fare con le parole. Il dibattito tra Alexis Burgess e David Foster Wallace a proposito di descrittivismo e prescrittivismo Luca Peloso

9. Aporetic description. Inverse descriptions patterns in “The Sleeping Beauty’s airplane”, by Gabriel García Márquez Alberto Quero

10. Wittgenstein: gesto e infinito Emanuele Rainone 

11. Comunicazione corporea nei non vedenti: funzione e ruolo nei processi di acquisizione linguistica Valentina Saccà

12. La semantica cognitiva e la teoria coerentista e corrispondentista della verità Gianmaria Tarasi

INTERSEZIONI

13. Le azioni nella danza: “La madre di tutte le arti” Elisabetta Aiello

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Contatti

Indirizzo e-mail: filosofiesemiotiche.ilsileno@gmail.com;

Contatti: c/o Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università della Calabria. Ponte Pietro Bucci-Cubo 18c (VI piano), 87036 Arcavacata di Rende (CS)-





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