Norme editoriali

Il contributo proposto dovrà essere suddiviso in due file: un file anonimo con il testo e un altro file contenente il nome dell’autore e l’indirizzo e-mail di riferimento per le comunicazioni da parte della redazione.

Il comitato di redazione di d.a.t. [divulgazioneaudiotestuale] gira la proposta ai referee del comitato scientifico la cui valutazione sarà resa nota all’autore dalla redazione. Al termine del processo di valutazione il nome dell’autore verrà apposto anche sulla copia anonima. 

Per agevolare il processo di revisione, si invita cortesemente a presentare contributi conformi alle norme editoriali. Gli articoli che non le rispettano non potranno essere avviati alla valutazione.

I contributi possono essere inviati in formato digitale all’indirizzo divulgazioneaudiotestuale[@]gmail.com

Il file dovrà avere estensione .doc o .docx
NON SI ACCETTANO FILE .pdf


Sono accettati articoli in lingua italiana ma anche in inglese, francese, spagnolo e tedesco.

 

  1. Redazione del testo e layout di pagina 

I testi dovranno rispettare i seguenti parametri di lunghezza: entro le 40000 battute (spazi inclusi) per gli articoli (compresa la bibliografia); entro le 20000 battute (spazi inclusi) per gli artefatti e relativa documentazione.

Gli abstract di circa 200 parole e le 5 parole chiave, inviati a corredo degli articoli, dovranno essere scritti in lingua inglese e italiana e trasmessi separatamente.

Si rediga il testo in carattere Times New Roman, corpo 12, con interlinea 1,5; le note in carattere Times New Roman, corpo 10, anch’esse con interlinea 1,5.

Il numero di nota, in apice, deve essere inserito prima del segno di punteggiatura (punto, virgola, punto e virgola, ecc.).

Il testo deve essere giustificato, ossia allineato sia sul lato destro che su quello sinistro, con i seguenti margini: superiore 2,5 cm, inferiore: 2 cm, destro: 2 cm, sinistro 2 cm.

Sulla prima pagina dello scritto dovrà essere riportato il titolo, centrato, in carattere Times New Roman, formato 12, grassetto. Immediatamente sotto al titolo dovrà essere indicato il nome dell’autore, centrato, in carattere Times New Roman, formato 12.

Il testo dovrà presentarsi diviso in paragrafi, numerati progressivamente con cifre arabe puntate (1.,2.,3., ecc.) e recanti un titolo riportato in grassetto.

 

1.1 Uso del corsivo

Si riportino in corsivo le espressioni in lingua diversa dall’italiano non entrate nell’uso comune e i titoli delle opere (es. Il barbiere di Siviglia).

 

1.2 Uso di maiuscole e minuscole
Quando la maiuscola non è necessaria, si preferisce il minuscolo (ad es. nomi comuni, cariche, toponimi e denominazioni generiche). I titoli di libri, articoli, riviste e composizioni musicali, in qualsiasi lingua, si scrivono come testi correnti, senza uso sistematico delle maiuscole. Le denominazioni di istituzioni, invece, prevedono la maiuscola nelle parole principali. Nei titoli, nei nomi di periodici e nelle denominazioni istituzionali in lingua inglese si usa la maiuscola per tutte le parole, tranne articoli, preposizioni e congiunzioni coordinative; l’ultima parola del titolo va comunque in maiuscolo.

 

1.3 d eufonica

Da usare sempre quando c’è l’incontro tra stessa vocale (“ed Enrico”), da eliminare quando precede una vocale diversa (“e ora”).

 

1.4 Date

Le date vanno scritte in forma estesa (es. 16 giugno 2012). Nei periodi che attraversano secoli o millenni si usa il “ponte” (es. 1901-02), anche in presenza dello zero. Fanno eccezione alcuni casi consolidati (Gruppo ’63, Guerra ’15-’18, crisi del ’29) e le date nelle tabelle, che possono essere abbreviate. I secoli si indicano in minuscolo, con numero romano, seguito dalla parola secolo per esteso (o sec.). I secoli espressi con numeri cardinali si scrivono in lettere (Quattrocento). I periodi storici hanno l’iniziale maiuscola; nei nomi composti solo la prima parola è in maiuscolo. Le decadi si scrivono in lettere e con iniziale maiuscola (anni Dieci). Per le date approssimative si usa ca senza punto. Avanti Cristo e dopo Cristo si abbreviano in a.C. e d.C., senza spazi.

 

  1. Citazioni all’interno del testo

Le citazioni brevi (fino a 2-3 righe) devono essere riportate tra virgolette basse (« »), utilizzando le virgolette alte (“ “) per citazioni nella citazione.

Le virgolette semplici (‘ ’) sono usate, invece, per dare particolare rilievo a una parola.

Si usino i tre punti contenuti in parentesi quadre ([…]) per indicare le parole omesse all’interno della citazione. Si riportino anche le eventuali integrazioni al testo in parentesi quadre. Le citazioni devono essere seguite da una nota a piè di pagina il cui numero segue sempre il segno di interpunzione, ove presente.

Gli esempi o le citazioni che superano le tre righe di lunghezza saranno separati dal testo da una linea bianca, prima e dopo, rientrati a sinistra e a destra di 1 cm, in corpo 10 tondo.

 

  1. Citazioni bibliografiche 

Si scriva il nome dell’autore dell’opera citata in maiuscoletto riportando il nome e cognome per esteso. Si riporti il titolo dell’opera in corsivo, seguito dall’editore, dal luogo e dall’anno di pubblicazione.

L’indicazione del/i numero/i di pagina/e deve essere preceduta da abbreviazioni (“p.” per una pagina o “pp.” per due o più pagine); ove necessario, si usi l’abbreviazione “ss.”

Es. Stefano Baia Curioni, Mercanti all’opera. Storie di casa Ricordi, Il Saggiatore, Milano, 2011, p. 56.

Se il contributo citato è pubblicato in una curatela, si inseriscano anche i dati relativi al volume, indicando, accanto a nome e cognome per esteso del curatore, la dicitura “a cura di” inserita tra parentesi.

Es. Maria De Luca, Comunicazione ed educazione musicale, in Fabio Severino (a cura di), Comunicare la cultura, Franco Angeli, Milano, 2007, pp. 97-106.

Se il contributo citato è pubblicato in una rivista, si riporti il nome e il cognome dell’autore per esteso e in maiuscoletto, il titolo dell’articolo in corsivo, il titolo della rivista in tondo tra virgolette « » preceduto da “in”, seguito dal numero di volume, annata o fascicolo e dall’indicazione del numero o fascicolo.

Es. Sally R. Sommer, Loïe Fuller, in «Drama Review», vol. 19, n. 1, 1975, pp. 53-67.

Per la citazione di curatele, si riporti il nome e cognome per esteso del curatore, seguito dal titolo in corsivo del volume, dall’editore, dal luogo e dall’anno di pubblicazione.

Es. Andrea Estero (a cura di), La cultura musicale degli italiani, Angelo Guerini e Associati, Milano, 2021.

Per la citazione di un contributo in dizionario o enciclopedia, indicare il nome e cognome dell’autore della voce (se presente) per esteso e in maiuscoletto, il titolo della voce in corsivo, la denominazione del dizionario o enciclopedia in corsivo, preceduta da “in”, seguito dal numero di volume, dall’editore, dal luogo e dall’anno di pubblicazione.

Es. Andrea Malnati, Zingarelli, Niccolò Antonio, in Dizionario Biografico degli italiani, vol. 100, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, Roma, 2020.

Per la citazione di documenti reperibili su Internet, si riportino, oltre al nome e cognome dell’autore per esteso, al titolo del contributo in corsivo, all’anno di pubblicazione e alla/e pagina/e, anche l’URL dell’indirizzo web di riferimento, preceduto dalla dicitura “disponibile all’indirizzo”.

Es. Mario Piatti, Atelierista musicale per l’infanzia: una proposta per la formazione, in Musicheria, 2018, pp. 1-5, disponibile all’indirizzo https://www.musicheria.net/

Nel caso di ripetezione della citazione di un’opera indicata nella nota precedente, variata in qualche elemento – per esempio con l’aggiunta dei numeri di pagina –, si utilizzi ivi (in corsivo) seguita dall’eventuale pagina di riferimento.

Si usi ibidem (in corsivo) quando la citazione è invece ripetuta in maniera identica.

Per fare riferimento a un’opera già citata precedentemente, si utilizzi l’abbreviazione “cit.” (non in corsivo e senza essere preceduto da una virgola) dopo il cognome dell’autore in maiuscoletto e il titolo dell’opera abbreviato, con inserimento di eventuale/i pagina/e di riferimento.

Es. Piatti, Atelierista musicale per l’infanzia cit., p. 6.

Nel caso pluralità di autori o curatori, seguire le norme sopraindicate, separando i nomi con la congiunzione “e” (se due) oppure con una virgola (se più di due):

Es.  Leonardo Santos Amâncio Cabral, Lucia De Anna, Enicéia Gonçalves Mendes, Indicatori di buone prassi per l’inclusione degli studenti universitari con disabilità in Italia, in «Revista Diálogos e Perspectivas em Educação Especial», vol. 2, n. 2, 2015, pp. 53-68.

Es. Mariateresa Lietti e Amalia Lavinia Rizzo (a cura di), Musica e DSA. La didattica inclusiva dalla scuola dell’infanzia al Conservatorio, Milano, Rugginenti, 2014.

 

3.1 Esempi musicali

Gli esempi musicali, preparati ex novo, si consegnano come file immagine (estensione .jpg) con risoluzione di almeno 300 dpi. Ogni esempio presenta una didascalia, redatta secondo le norme indicate per Figure, grafici e tabelle. Si utilizza, in questo caso, la dicitura “esempio musicale” scritta in maiuscoletto.

Es. Esempio 1 – Incipit della cantata Agitato mio pensiero

 

3.2 Film     
La citazione dei film comprende il nome del regista, il titolo, il paese di produzione e l’anno. Se opportuno, si possono aggiungere informazioni su soggetto o sceneggiatura; nei crediti va indicata anche la casa di produzione.
Esempi M. Antonioni, L’eclisse, Italia, 1962.      
Nelle didascalie si usa la formula: Scena da Titolo, regia di Nome Cognome, Paese, anno. Esempio Scena da L’eclisse, regia di M. Antonioni, Italia, 1962.

 

3.3 Opere teatrali

Dopo il titolo si indicano atto e scena in numeri romani.
Esempio C. Goldoni, La locandiera, atto II, scena III, Marsilio, Venezia 1993.

 

3.4 Didascalie delle opere d’arte

La didascalia riporta autore, titolo, anno, tecnica e luogo di conservazione; se necessario, si aggiungono ulteriori precisazioni. 
Esempio: Michelangelo Merisi da Caravaggio, La vocazione di San Matteo, 1599–1600, olio su tela (Roma, San Luigi dei Francesi).

 

  1. Figure, grafici e tabelle

Le immagini, i grafici e le tabelle si inseriscono nel corpo del testo, con apposita didascalia.

Per la definizione ottimale delle immagini, si preferiscono le seguenti dimensioni: estensione .jpg.

Le didascalie si riportano in corpo 10, e si numerano in ordine progressivo con la dicitura, scritta in maiuscolo, “figura”, se trattasi di un’immagine, “grafico” o “tabella”. Segue una linea breve e il testo della didascalia, che deve riportare anche i dati relativi alla fonte e all’autore.

Es. Figura 1 – Lo strumentario Orff

 


Scadenze:

        per il numero di aprile: deadline fissata al 20 febbraio;

        per il numero di ottobre: deadline fissata al 20 agosto.

d.a.t. [divulgazioneaudiotestuale]
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