{"id":15,"date":"2022-11-28T10:58:47","date_gmt":"2022-11-28T10:58:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ilsileno.it\/philosophiesofcommunication\/?page_id=15"},"modified":"2026-03-08T18:54:10","modified_gmt":"2026-03-08T18:54:10","slug":"call-for-volume-proposals","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.ilsileno.it\/philosophiesofcommunication\/call-for-volume-proposals\/","title":{"rendered":"Call for Volume Proposals"},"content":{"rendered":"<p><strong>Call for Book Chapters<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0Vol. 4, n. 1 (2026)<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Corpi precari, mondi porosi. Genere ed ecologie politiche della vulnerabilit\u00e0<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Curatrici\/Curatori<\/strong>:<\/p>\n<p>Emanuela Diodati, Universit\u00e0 Roma Tre;<\/p>\n<p>Camilla Gastaldi, Universit\u00e0 Roma Tre;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Scadenza presentazione contributi<\/strong>: 15 settembre 2026;<br \/>\n<strong>Notifica approvazione contributi<\/strong>: 15 ottobre 2026;<br \/>\n<strong>Pubblicazione<\/strong>: novembre \/ dicembre 2026;<\/p>\n<p><em><strong>I contributi devono essere inviati ai seguenti indirizzi email:<\/strong> \u00a0<a href=\"mailto:philosophiesofcommunication@gmail.com\">philosophiesofcommunication@gmail.com<\/a><\/em>, emanuela.diodati@uniroma3.it, camilla.gastaldi@uniroma3.it<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le crisi ecologiche contemporanee interrogano radicalmente il paradigma moderno fondato su dualismi stabili \u2013 natura\/cultura, soggetto\/oggetto, mente\/corpo \u2013 che hanno reso pensabile l\u2019appropriazione del vivente e la gerarchizzazione delle forme di vita (Descola 2020; Latour 2022). Come evidenziato da Moore (2017), tali dispositivi epistemologici si intrecciano con le logiche estrattive del capitalismo, producendo ordini politici che distribuiscono in modo asimmetrico esposizione, precariet\u00e0 e possibilit\u00e0 di riproduzione della vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questo scenario, la vulnerabilit\u00e0 emerge come categoria centrale e controversa. Nei regimi giuridici e nelle governance contemporanee, essa viene frequentemente codificata come attributo individuale, identificando \u201csoggetti vulnerabili\u201d da proteggere e amministrare. Tale operazione, pur consentendo l\u2019accesso a misure di tutela, tende a trasformare condizioni strutturali di esposizione in caratteristiche identitarie, producendo effetti di depoliticizzazione e fissazione vittimizzante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una tradizione critica \u2013 da Judith Butler (2004; 2009) alla political ecology femminista \u2013 invita invece a ripensare la vulnerabilit\u00e0 come condizione ontologica dell\u2019esistenza incarnata. La precariet\u00e0 non \u00e8 una deviazione dalla norma dell\u2019autonomia, ma espressione della nostra costitutiva interdipendenza: siamo sempre esposti agli altri, agli ambienti, alle infrastrutture materiali che rendono possibile la vita. Tuttavia, questa precariet\u00e0 condivisa viene organizzata politicamente: dispositivi istituzionali, regimi economici e gerarchie di genere trasformano l\u2019interdipendenza in vulnerabilit\u00e0 differenziale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 proprio qui che la questione di genere diventa centrale. Una lunga tradizione ecofemminista ha mostrato come la razionalit\u00e0 moderna abbia intrecciato la femminilizzazione della natura con la marginalizzazione delle donne (Griffin 2016; Merchant 2016). Il dominio sull\u2019ambiente e la subordinazione dei corpi femminilizzati emergono come processi paralleli, sostenuti da una logica che associa passivit\u00e0, disponibilit\u00e0 e riproducibilit\u00e0 tanto alla materia quanto al femminile. Come sottolinea Shiva (1988), le pratiche di cura e sostenibilit\u00e0 non derivano da un\u2019essenza biologica, ma da posizioni storiche e politiche situate, spesso costruite nell\u2019esclusione dai luoghi del potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In dialogo con queste prospettive, l\u2019idrofemminismo (Alaimo 2016; Neimanis 2017) consente di radicalizzare la riflessione sulla vulnerabilit\u00e0 come condizione ecologica. La nozione di transcorporeit\u00e0 (Alaimo 2016) mostra come i corpi siano processi porosi, attraversati da flussi ambientali, sociali ed economici. L\u2019acqua, intesa non come metafora ma come condizione materiale dell\u2019esistenza condivisa (Neimanis 2017), rende visibile la dimensione relazionale dell\u2019incarnazione: non esistono corpi isolati, ma corpi immersi in reti ecologiche che ne rendono possibile la vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questa prospettiva, la vulnerabilit\u00e0 non \u00e8 segno di debolezza n\u00e9 sinonimo di subordinazione. \u00c8 la forma attraverso cui si manifesta l\u2019interdipendenza materiale dei corpi in un mondo organizzato politicamente. Riappropriarsi della vulnerabilit\u00e0 significa sottrarla alla sua riduzione amministrativa e vittimizzante, per riconoscerla come categoria critica capace di illuminare le modalit\u00e0 attraverso cui genere ed ecologie si intrecciano nella produzione della soggettivit\u00e0 e nella distribuzione della precariet\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A partire da queste premesse, il volume invita a esplorare la vulnerabilit\u00e0 come categoria ontologica, politica e simbolica, sottraendola tanto alla naturalizzazione quanto alla riduzione amministrativa. La vulnerabilit\u00e0 non \u00e8 qui intesa come deficit individuale, ma come condizione relazionale che rende visibile l\u2019interdipendenza tra corpi, ambienti e strutture sociali, nonch\u00e9 i dispositivi che ne organizzano la distribuzione differenziale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questa prospettiva, ecofemminismo e idrofemminismo non sono assunti come quadri teorici prescrittivi, ma come sensibilit\u00e0 epistemologiche che aiutano a interrogare la vulnerabilit\u00e0 alla luce della porosit\u00e0 dei corpi, dell\u2019interconnessione materiale e della critica ai dualismi moderni. Attraverso categorie quali interdipendenza, relazionalit\u00e0 e attraversamento, diventa possibile leggere la vulnerabilit\u00e0 non come segno di passivit\u00e0, ma come condizione costitutiva dell\u2019incarnazione e della co-esistenza ecologica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il volume accoglie contributi teorici ed empirici che analizzino pratiche, discorsi e configurazioni della vulnerabilit\u00e0 come condizioni situate e condivise, prodotte all\u2019intersezione tra genere ed ecologie politiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Saranno presi in considerazione contributi che affrontino, tra gli altri, i seguenti ambiti:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li>vulnerabilit\u00e0 come categoria ontologica e politica, con attenzione alla distinzione tra precariet\u00e0 condivisa e precarit\u00e0 differenziale;<\/li>\n<li>processi di produzione istituzionale e normativa della vulnerabilit\u00e0 in contesti giuridici, ambientali e migratori;<\/li>\n<li>genere ed ecologie politiche, con riferimento alla critica dei dualismi moderni e alle genealogie ecofemministe;<\/li>\n<li>relazionalit\u00e0 materiale, porosit\u00e0 e transcorporeit\u00e0, anche alla luce delle riflessioni idrofemministe;<\/li>\n<li>genere, mobilit\u00e0 e migrazioni, con particolare attenzione ai processi attraverso cui confini e territori ridefiniscono l\u2019interdipendenza;<\/li>\n<li>pratiche di resistenza e riappropriazione della vulnerabilit\u00e0 come categoria critica e trasformativa.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019obiettivo \u00e8 aprire uno spazio di riflessione capace di mantenere centrale la questione di genere, articolandola all\u2019interno di un quadro ecologico e politico che riconosca la vulnerabilit\u00e0 non come deficit, ma come condizione relazionale da comprendere, criticare e ri-significare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Call for Book Chapters<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0Vol. 4, n. 1 (2026)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>Precarious Bodies, Porous Worlds. Gender and Political Ecologies of Vulnerability<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b>Editors:<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Emanuela Diodati, University Roma Tre;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Camilla Gastaldi, University Roma Tre;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Submission deadline:<\/strong>\u00a0September 15, 2026;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Notification of acceptance:<\/strong>\u00a0October 15, 2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Publication date:<\/strong>\u00a0November \/ December 2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><strong>Contributions should be sent to the following email addresses:<\/strong><\/em> \u00a0<a href=\"mailto:philosophiesofcommunication@gmail.com\">philosophiesofcommunication@gmail.com<\/a>, emanuela.diodati@uniroma3.it, camilla.gastaldi@uniroma3.it;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">The contemporary ecological crises radically challenge the modern paradigm founded on stable dualisms\u2014nature\/culture, subject\/object, mind\/body\u2014which have made it possible to render the living appropriable and the hierarchization of life forms (Descola 2020; Latour 2022). As Moore (2017) highlights, these epistemological dispositifs are intertwined with the extractive logics of capitalism, producing political orders that asymmetrically distribute exposure, precarity, and the possibility of reproducing life.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In this scenario, vulnerability emerges as a central and contested category. Within contemporary legal regimes and governance frameworks, it is frequently codified as an individual attribute, identifying \u201cvulnerable subjects\u201d to be protected and administered. While this operation enables access to protective measures, it also tends to transform structural conditions of exposure into identity traits, producing effects of depoliticization and victimizing fixation.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A critical tradition\u2014from Judith Butler (2004; 2009) to feminist political ecology\u2014invites us instead to rethink vulnerability as an ontological condition of embodied existence. Precarity is not a deviation from the norm of autonomy, but an expression of our constitutive interdependence: we are always exposed to others, to environments, to the material infrastructures that make life possible. However, this shared precarity is politically organized: institutional dispositifs, economic regimes, and gender hierarchies transform interdependence into differential vulnerability.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">It is precisely here that the question of gender becomes central. A long ecofeminist tradition has shown how modern rationality has intertwined the feminization of nature with the marginalization of women (Griffin 2016; Merchant 2016). Environmental domination and the subordination of feminized bodies emerge as parallel processes, sustained by a logic that associates passivity, availability, and reproducibility with both matter and the feminine. As Shiva (1988) emphasizes, practices of care and sustainability do not derive from a biological essence, but from historically and politically situated positions, often constructed through exclusion from sites of power.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In critical exchange with these perspectives, hydrofeminism (Alaimo 2016; Neimanis 2017) makes it possible to radicalize reflection on vulnerability as an ecological condition. The notion of transcorporeality (Alaimo 2016) shows how bodies are porous processes, traversed by environmental, social, and economic flows. Water, understood not as a metaphor but as a material condition of shared existence (Neimanis 2017), renders visible the relational dimension of embodiment: there are no isolated bodies, but bodies immersed in ecological networks that make their lives possible. From this standpoint, vulnerability is neither a sign of weakness nor synonymous with subordination. It is the form through which the material interdependence of bodies manifests in a politically organized world. Reclaiming vulnerability means removing it from its administrative and victimizing reduction, in order to recognize it as a critical category capable of illuminating the ways in which gender and ecologies intertwine in the production of subjectivity and in the distribution of precarity.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Starting from these premises, the volume invites an exploration of vulnerability as an ontological, political, and symbolic category, removing it from both naturalization and administrative reduction. Vulnerability is not understood here as an individual deficit, but as a relational condition that makes visible the interdependence among bodies, environments, and social structures, as well as the dispositifs that organize its differential distribution.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In this perspective, ecofeminism and hydrofeminism are not assumed as prescriptive theoretical frameworks, but as epistemological sensibilities that help interrogate vulnerability considering bodily porosity, material interconnectedness, and the critique of modern dualisms. Through categories such as interdependence, relationality, and permeability, vulnerability can be read not as a sign of passivity, but as a constitutive condition of embodiment and ecological co-existence.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">The volume welcomes theoretical and empirical contributions that analyses practices, discourses, and configurations of vulnerability as situated and shared conditions produced at the intersection of gender and political ecologies.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Contributions addressing, among others, the following areas will be considered:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li>vulnerability as an ontological and political category, with attention to the distinction between shared precarity and differential precarity;<\/li>\n<li>institutional and normative processes in the production of vulnerability in legal, environmental, and migratory contexts;<\/li>\n<li>gender and political ecologies, with reference to the critique of modern dualisms and ecofeminist genealogies;<\/li>\n<li>material relationality, porosity, and transcorporeality, including considering hydrofeminist reflections;<\/li>\n<li>gender, mobility, and migration, with particular attention to the processes through which borders and territories redefine interdependence;<\/li>\n<li>practices of resistance and reappropriation of vulnerability as a critical and transformative category.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\">The aim is to open a space for reflection capable of keeping the question of gender at its center, articulating it within an ecological and political framework that recognizes vulnerability not as a deficit, but as a relational condition to be understood, critiqued, and resignified.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Call for Book Chapters<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0Vol. 4, n. 1 (2026)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>Cuerpos precarios, mundos porosos. G\u00e9nero y ecolog\u00edas pol\u00edticas de la vulnerabilidad<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" data-start=\"0\" data-end=\"9\"><strong>Editores:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" data-start=\"11\" data-end=\"50\">Emanuela Diodati, Universidad Roma Tre;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" data-start=\"52\" data-end=\"91\">Camilla Gastaldi, Universidad Roma Tre;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" data-start=\"94\" data-end=\"142\"><strong>Fecha l\u00edmite de env\u00edo:<\/strong>\u00a015 de septiembre de 2026;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" data-start=\"144\" data-end=\"193\"><strong>Notificaci\u00f3n de aceptaci\u00f3n<\/strong>: 15 de octubre de 2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" data-start=\"195\" data-end=\"246\"><strong>Fecha de publicaci\u00f3n:<\/strong>\u00a0noviembre \/ diciembre de 2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" data-start=\"248\" data-end=\"424\" data-is-last-node=\"\" data-is-only-node=\"\"><em><strong>Las contribuciones deben enviarse a las siguientes direcciones de correo electr\u00f3nico:<\/strong><\/em> \u00a0<a href=\"mailto:philosophiesofcommunication@gmail.com\">philosophiesofcommunication@gmail.com<\/a>,\u00a0<a class=\"decorated-link cursor-pointer\" rel=\"noopener\" data-start=\"365\" data-end=\"393\">emanuela.diodati@uniroma3.it<\/a>,\u00a0<a class=\"decorated-link cursor-pointer\" rel=\"noopener\" data-start=\"395\" data-end=\"423\">camilla.gastaldi@uniroma3.it<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Las crisis ecol\u00f3gicas contempor\u00e1neas cuestionan radicalmente el paradigma moderno fundado en dualismos estables \u2014naturaleza\/cultura, sujeto\/objeto, mente\/cuerpo\u2014 que han hecho pensable la apropiaci\u00f3n de lo viviente y la jerarquizaci\u00f3n de las formas de vida (Descola 2020; Latour 2022). Como ha se\u00f1alado Moore (2017), estos dispositivos epistemol\u00f3gicos se entrelazan con las l\u00f3gicas extractivas del capitalismo, produciendo \u00f3rdenes pol\u00edticos que distribuyen de manera asim\u00e9trica la exposici\u00f3n, la precariedad y las posibilidades de reproducci\u00f3n de la vida.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">En este escenario, la vulnerabilidad emerge como una categor\u00eda central y controvertida. En los reg\u00edmenes jur\u00eddicos y en las formas contempor\u00e1neas de gobernanza, con frecuencia se codifica como un atributo individual, identificando \u201csujetos vulnerables\u201d que deben ser protegidos y administrados. Esta operaci\u00f3n, aunque permite el acceso a medidas de tutela, tiende a transformar condiciones estructurales de exposici\u00f3n en caracter\u00edsticas identitarias, produciendo efectos de despolitizaci\u00f3n y fijaci\u00f3n victimista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una tradici\u00f3n cr\u00edtica \u2014desde Judith Butler (2004; 2009) hasta la ecolog\u00eda pol\u00edtica feminista\u2014 invita, en cambio, a repensar la vulnerabilidad como condici\u00f3n ontol\u00f3gica de la existencia encarnada. La precariedad no es una desviaci\u00f3n de la norma de la autonom\u00eda, sino la expresi\u00f3n de nuestra interdependencia constitutiva: estamos siempre expuestos a los otros, a los entornos y a las infraestructuras materiales que hacen posible la vida. Sin embargo, esta precariedad compartida est\u00e1 organizada pol\u00edticamente: los dispositivos institucionales, los reg\u00edmenes econ\u00f3micos y las jerarqu\u00edas de g\u00e9nero transforman la interdependencia en vulnerabilidad diferencial.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Es precisamente aqu\u00ed donde la cuesti\u00f3n de g\u00e9nero se vuelve central. Una larga tradici\u00f3n ecofeminista ha mostrado c\u00f3mo la racionalidad moderna ha entrelazado la feminizaci\u00f3n de la naturaleza con la marginaci\u00f3n de las mujeres (Griffin 2016; Merchant 2016). La dominaci\u00f3n del ambiente y la subordinaci\u00f3n de los cuerpos feminizados emergen como procesos paralelos, sostenidos por una l\u00f3gica que asocia pasividad, disponibilidad y reproducibilidad tanto a la materia como a lo femenino. Como subraya Shiva (1988), las pr\u00e1cticas de cuidado y sostenibilidad no derivan de una esencia biol\u00f3gica, sino de posiciones hist\u00f3ricas y pol\u00edticas situadas, a menudo construidas en la exclusi\u00f3n de los espacios de poder.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">En di\u00e1logo con estas perspectivas, el hidrofeminismo (Alaimo 2016; Neimanis 2017) permite radicalizar la reflexi\u00f3n sobre la vulnerabilidad como condici\u00f3n ecol\u00f3gica. La noci\u00f3n de transcorporeidad (Alaimo 2016) muestra c\u00f3mo los cuerpos son procesos porosos, atravesados por flujos ambientales, sociales y econ\u00f3micos. El agua, entendida no como met\u00e1fora sino como condici\u00f3n material de la existencia compartida (Neimanis 2017), hace visible la dimensi\u00f3n relacional de la encarnaci\u00f3n: no existen cuerpos aislados, sino cuerpos inmersos en redes ecol\u00f3gicas que hacen posible la vida.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Desde esta perspectiva, la vulnerabilidad no es signo de debilidad ni sin\u00f3nimo de subordinaci\u00f3n. Es la forma a trav\u00e9s de la cual se manifiesta la interdependencia material de los cuerpos en un mundo organizado pol\u00edticamente. Reapropiarse de la vulnerabilidad significa sustraerla a su reducci\u00f3n administrativa y victimista para reconocerla como una categor\u00eda cr\u00edtica capaz de iluminar las maneras en que g\u00e9nero y ecolog\u00edas se entrelazan en la producci\u00f3n de la subjetividad y en la distribuci\u00f3n de la precariedad.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A partir de estas premisas, el volumen invita a explorar la vulnerabilidad como categor\u00eda ontol\u00f3gica, pol\u00edtica y simb\u00f3lica, sustra\u00edda tanto a su naturalizaci\u00f3n como a su reducci\u00f3n administrativa. La vulnerabilidad no se entiende aqu\u00ed como un d\u00e9ficit individual, sino como una condici\u00f3n relacional que hace visible la interdependencia entre cuerpos, ambientes y estructuras sociales, as\u00ed como los dispositivos que organizan su distribuci\u00f3n diferencial.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">En esta perspectiva, el ecofeminismo y el hidrofeminismo no se asumen como marcos te\u00f3ricos prescriptivos, sino como sensibilidades epistemol\u00f3gicas que ayudan a interrogar la vulnerabilidad a la luz de la porosidad de los cuerpos, de la interconexi\u00f3n material y de la cr\u00edtica a los dualismos modernos. A trav\u00e9s de categor\u00edas como interdependencia, relacionalidad y atravesamiento, se vuelve posible leer la vulnerabilidad no como signo de pasividad, sino como condici\u00f3n constitutiva de la encarnaci\u00f3n y de la coexistencia ecol\u00f3gica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">El volumen acoge contribuciones te\u00f3ricas y emp\u00edricas que analicen pr\u00e1cticas, discursos y configuraciones de la vulnerabilidad como condiciones situadas y compartidas, producidas en la intersecci\u00f3n entre g\u00e9nero y ecolog\u00edas pol\u00edticas.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se considerar\u00e1n contribuciones que aborden, entre otros, los siguientes \u00e1mbitos:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li>vulnerabilidad como categor\u00eda ontol\u00f3gica y pol\u00edtica, con atenci\u00f3n a la distinci\u00f3n entre precariedad compartida y precariedad diferencial;<\/li>\n<li>procesos de producci\u00f3n institucional y normativa de la vulnerabilidad en contextos jur\u00eddicos, ambientales y migratorios;<\/li>\n<li>g\u00e9nero y ecolog\u00edas pol\u00edticas, con referencia a la cr\u00edtica de los dualismos modernos y a las genealog\u00edas ecofeministas;<\/li>\n<li>relacionalidad material, porosidad y transcorporeidad, tambi\u00e9n a la luz de las reflexiones hidrofeministas;<\/li>\n<li>g\u00e9nero, movilidad y migraciones, con especial atenci\u00f3n a los procesos a trav\u00e9s de los cuales fronteras y territorios redefinen la interdependencia;<\/li>\n<li>pr\u00e1cticas de resistencia y reapropiaci\u00f3n de la vulnerabilidad como categor\u00eda cr\u00edtica y transformadora.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\">El objetivo es abrir un espacio de reflexi\u00f3n capaz de mantener central la cuesti\u00f3n de g\u00e9nero, articul\u00e1ndola dentro de un marco ecol\u00f3gico y pol\u00edtico que reconozca la vulnerabilidad no como d\u00e9ficit, sino como condici\u00f3n relacional que debe ser comprendida, criticada y resignificada.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Call for Book Chapters<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0Vol. 4, n. 1 (2026)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>Corps pr\u00e9caires, mondes poreux. Genre et \u00e9cologies politiques de la vuln\u00e9rabilit\u00e9<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" data-start=\"0\" data-end=\"10\"><strong>\u00c9diteurs :<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" data-start=\"12\" data-end=\"51\">Emanuela Diodati, Universit\u00e9 Roma Tre ;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" data-start=\"53\" data-end=\"92\">Camilla Gastaldi, Universit\u00e9 Roma Tre ;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" data-start=\"95\" data-end=\"142\"><strong>Date limite de soumission :<\/strong>\u00a015 septembre 2026 ;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" data-start=\"144\" data-end=\"188\"><strong>Notification d\u2019acceptation :<\/strong>\u00a015 octobre 2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" data-start=\"190\" data-end=\"236\"><strong>Date de publication :<\/strong>\u00a0novembre \/ d\u00e9cembre 2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" data-start=\"238\" data-end=\"407\" data-is-last-node=\"\" data-is-only-node=\"\"><em><strong>Les contributions doivent \u00eatre envoy\u00e9es aux adresses \u00e9lectroniques suivantes :<\/strong><\/em> \u00a0<a href=\"mailto:philosophiesofcommunication@gmail.com\">philosophiesofcommunication@gmail.com<\/a>,\u00a0<a class=\"decorated-link cursor-pointer\" rel=\"noopener\" data-start=\"348\" data-end=\"376\">emanuela.diodati@uniroma3.it<\/a>,\u00a0<a class=\"decorated-link cursor-pointer\" rel=\"noopener\" data-start=\"378\" data-end=\"406\">camilla.gastaldi@uniroma3.it<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Les crises \u00e9cologiques contemporaines interrogent radicalement le paradigme moderne fond\u00e9 sur des dualismes stables \u2013 nature\/culture, sujet\/objet, esprit\/corps \u2013 qui ont rendu pensable l\u2019appropriation du vivant et la hi\u00e9rarchisation des formes de vie (Descola 2020; Latour 2022). Comme l\u2019a montr\u00e9 Moore (2017), ces dispositifs \u00e9pist\u00e9mologiques s\u2019entrelacent avec les logiques extractivistes du capitalisme, produisant des ordres politiques qui distribuent de mani\u00e8re asym\u00e9trique l\u2019exposition, la pr\u00e9carit\u00e9 et les possibilit\u00e9s de reproduction de la vie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dans ce contexte, la vuln\u00e9rabilit\u00e9 \u00e9merge comme une cat\u00e9gorie centrale et controvers\u00e9e. Dans les r\u00e9gimes juridiques et les formes contemporaines de gouvernance, elle est fr\u00e9quemment codifi\u00e9e comme un attribut individuel, identifiant des \u00ab sujets vuln\u00e9rables \u00bb \u00e0 prot\u00e9ger et \u00e0 administrer. Si cette op\u00e9ration permet l\u2019acc\u00e8s \u00e0 des mesures de protection, elle tend \u00e9galement \u00e0 transformer des conditions structurelles d\u2019exposition en caract\u00e9ristiques identitaires, produisant des effets de d\u00e9politisation et de fixation victimaire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Une tradition critique \u2013 de Judith Butler (2004 ; 2009) \u00e0 l\u2019\u00e9cologie politique f\u00e9ministe \u2013 invite au contraire \u00e0 repenser la vuln\u00e9rabilit\u00e9 comme condition ontologique de l\u2019existence incarn\u00e9e. La pr\u00e9carit\u00e9 n\u2019est pas une d\u00e9viation par rapport \u00e0 la norme de l\u2019autonomie, mais l\u2019expression de notre interd\u00e9pendance constitutive : nous sommes toujours expos\u00e9\u00b7es aux autres, aux environnements et aux infrastructures mat\u00e9rielles qui rendent la vie possible. Toutefois, cette pr\u00e9carit\u00e9 partag\u00e9e est politiquement organis\u00e9e : dispositifs institutionnels, r\u00e9gimes \u00e9conomiques et hi\u00e9rarchies de genre transforment l\u2019interd\u00e9pendance en vuln\u00e9rabilit\u00e9 diff\u00e9rentielle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">C\u2019est pr\u00e9cis\u00e9ment ici que la question du genre devient centrale. Une longue tradition \u00e9cof\u00e9ministe a montr\u00e9 comment la rationalit\u00e9 moderne a articul\u00e9 la f\u00e9minisation de la nature avec la marginalisation des femmes (Griffin 2016 ; Merchant 2016). La domination de l\u2019environnement et la subordination des corps f\u00e9minis\u00e9s apparaissent comme des processus parall\u00e8les, soutenus par une logique qui associe passivit\u00e9, disponibilit\u00e9 et reproductibilit\u00e9 tant \u00e0 la mati\u00e8re qu\u2019au f\u00e9minin. Comme le souligne Shiva (1988), les pratiques de soin et de soutenabilit\u00e9 ne d\u00e9rivent pas d\u2019une essence biologique, mais de positions historiques et politiques situ\u00e9es, souvent construites dans l\u2019exclusion des lieux de pouvoir.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">En dialogue avec ces perspectives, l\u2019hydrof\u00e9minisme (Alaimo 2016 ; Neimanis 2017) permet de radicaliser la r\u00e9flexion sur la vuln\u00e9rabilit\u00e9 en tant que condition \u00e9cologique. La notion de transcorpor\u00e9it\u00e9 (Alaimo 2016) montre que les corps sont des processus poreux, travers\u00e9s par des flux environnementaux, sociaux et \u00e9conomiques. L\u2019eau, comprise non comme m\u00e9taphore mais comme condition mat\u00e9rielle de l\u2019existence partag\u00e9e (Neimanis 2017), rend visible la dimension relationnelle de l\u2019incarnation : il n\u2019existe pas de corps isol\u00e9s, mais des corps immerg\u00e9s dans des r\u00e9seaux \u00e9cologiques qui rendent leur vie possible.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dans cette perspective, la vuln\u00e9rabilit\u00e9 n\u2019est ni un signe de faiblesse ni un synonyme de subordination. Elle est la forme par laquelle se manifeste l\u2019interd\u00e9pendance mat\u00e9rielle des corps dans un monde politiquement organis\u00e9. Se r\u00e9approprier la vuln\u00e9rabilit\u00e9 signifie la soustraire \u00e0 sa r\u00e9duction administrative et victimaire, pour la reconna\u00eetre comme une cat\u00e9gorie critique capable d\u2019\u00e9clairer les modalit\u00e9s selon lesquelles genre et \u00e9cologies s\u2019entrelacent dans la production de la subjectivit\u00e9 et dans la distribution de la pr\u00e9carit\u00e9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c0 partir de ces pr\u00e9misses, le volume invite \u00e0 explorer la vuln\u00e9rabilit\u00e9 comme cat\u00e9gorie ontologique, politique et symbolique, en la soustrayant tant \u00e0 la naturalisation qu\u2019\u00e0 la r\u00e9duction administrative. La vuln\u00e9rabilit\u00e9 n\u2019est pas ici entendue comme un d\u00e9ficit individuel, mais comme une condition relationnelle qui rend visible l\u2019interd\u00e9pendance entre corps, environnements et structures sociales, ainsi que les dispositifs qui en organisent la distribution diff\u00e9rentielle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dans cette perspective, l\u2019\u00e9cof\u00e9minisme et l\u2019hydrof\u00e9minisme ne sont pas envisag\u00e9s comme des cadres th\u00e9oriques prescriptifs, mais comme des sensibilit\u00e9s \u00e9pist\u00e9mologiques permettant d\u2019interroger la vuln\u00e9rabilit\u00e9 \u00e0 la lumi\u00e8re de la porosit\u00e9 des corps, de l\u2019interconnexion mat\u00e9rielle et de la critique des dualismes modernes. \u00c0 travers des cat\u00e9gories telles que l\u2019interd\u00e9pendance et la relationnalit\u00e9, il devient possible de lire la vuln\u00e9rabilit\u00e9 non comme un signe de passivit\u00e9, mais comme condition constitutive de l\u2019incarnation et de la coexistence \u00e9cologique.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le volume accueille des contributions th\u00e9oriques et empiriques analysant pratiques, discours et configurations de la vuln\u00e9rabilit\u00e9 comme conditions situ\u00e9es et partag\u00e9es, produites \u00e0 l\u2019intersection du genre et des \u00e9cologies politiques.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Seront notamment pris en consid\u00e9ration des travaux portant sur les axes suivants :<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li>la vuln\u00e9rabilit\u00e9 comme cat\u00e9gorie ontologique et politique, avec une attention particuli\u00e8re \u00e0 la distinction entre pr\u00e9carit\u00e9 partag\u00e9e et pr\u00e9carit\u00e9 diff\u00e9rentielle ;<\/li>\n<li>les processus de production institutionnelle et normative de la vuln\u00e9rabilit\u00e9 dans les contextes juridiques, environnementaux et migratoires ;<\/li>\n<li>genre et \u00e9cologies politiques, en r\u00e9f\u00e9rence \u00e0 la critique des dualismes modernes et aux g\u00e9n\u00e9alogies \u00e9cof\u00e9ministes ;<\/li>\n<li>relationalit\u00e9 mat\u00e9rielle, porosit\u00e9 et transcorpor\u00e9it\u00e9, y compris \u00e0 la lumi\u00e8re des r\u00e9flexions hydrof\u00e9ministes ;<\/li>\n<li>genre, mobilit\u00e9 et migrations, avec une attention particuli\u00e8re aux processus par lesquels fronti\u00e8res et territoires red\u00e9finissent l\u2019interd\u00e9pendance ;<\/li>\n<li>pratiques de r\u00e9sistance et de r\u00e9appropriation de la vuln\u00e9rabilit\u00e9 comme cat\u00e9gorie critique et transformative.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019objectif est d\u2019ouvrir un espace de r\u00e9flexion capable de maintenir centrale la question du genre, en l\u2019articulant au sein d\u2019un cadre \u00e9cologique et politique qui reconnaisse la vuln\u00e9rabilit\u00e9 non comme un d\u00e9ficit, mais comme une condition relationnelle \u00e0 comprendre, \u00e0 critiquer et \u00e0 re-signifier.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Call for Book Chapters<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u00a0Vol. 2, n. 1 (2024)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Reputazione, comunicazione e <em>governance<\/em> nelle organizzazioni: alle radici della creazione del valore<\/strong><\/p>\n<p>Editor: Antonio Principe (Universit\u00e0 di Teramo)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La collana scientifica \u201c<em>Philosophies of Communication<\/em>\u201d invita i ricercatori e gli studiosi a contribuire al suo prossimo numero dedicato al tema \u201cReputazione, comunicazione e <em>governance <\/em>nelle organizzazioni: alle radici della creazione del valore\u201d. Questo numero si propone di approfondire il ruolo strategico della comunicazione nella costruzione e nel mantenimento della reputazione delle organizzazioni, un fattore chiave per il successo e la sostenibilit\u00e0 delle stesse in un ambiente socio-economico complesso e dinamico. Difatti, in un contesto globale sempre pi\u00f9 multiforme e interconnesso, tali dimensioni sono diventate elementi cruciali per il successo e la sostenibilit\u00e0 delle organizzazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo numero intende offrire una piattaforma per una riflessione approfondita e interdisciplinare su come le pratiche di <em>governance<\/em>, e a queste collegate, influenzino la reputazione organizzativa e su come la comunicazione, unitamente ai processi e agli output informativi collegati, possano essere strategicamente utilizzati per creare e sostenere valore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La comunicazione, sia essa informativa o narrativo-simbolica, \u00e8 un elemento fondamentale per la gestione delle relazioni con gli <em>stakeholder<\/em> e per la creazione di valore (inteso sotto un profilo multidimensionale). Lo scopo di questo numero \u00e8 di esplorare le teorie e le pratiche che sottendono la comunicazione, con particolare attenzione all\u2019impatto valoriale che essa produce sulle organizzazioni e sul loro livello reputazionale. Pertanto, sono fortemente stimolati contributi che esplorano le fondamenta etiche, teoretiche ed applicative che sottendono queste dinamiche, offrendo nuove prospettive e approcci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In tale ambito, gli autori sono invitati a presentare ricerche originali e innovative che analizzino la comunicazione nelle organizzazioni da diverse prospettive, incluse le dinamiche di <em>governance<\/em>, il coinvolgimento degli <em>stakeholder<\/em>, le strategie e i processi di comunicazione mirati a migliorare la reputazione delle organizzazioni, gli output dei processi comunicativi incluse le informative di diversa natura. Sono, altres\u00ec, incoraggiati studi intersettoriali, con contaminazioni riflessive scientifiche di tipo economico, economico-aziendale, semiotico-filosofico, sociologico e psicologico, tra le altre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La <em>call for book chapters<\/em> \u00e8 aperta a una variet\u00e0 di approcci metodologici, inclusi studi di caso, ricerche quantitative e qualitative, come pure analisi teoriche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel dettaglio, i temi oggetto di questo numero potranno riguardare, tra gli altri e in maniera non limitata, i seguenti:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li>Framework teorici per comprendere il ruolo della comunicazione nella reputazione delle organizzazioni.<\/li>\n<li>Studi empirici sull\u2019impatto della comunicazione sulla reputazione delle organizzazioni e sulla creazione di valore.<\/li>\n<li>Casi di studio di strategie efficaci di governo della comunicazione in vari settori.<\/li>\n<li>Il rapporto tra <em>stakeholder engagement<\/em> e <em>governance<\/em> nel contesto della comunicazione.<\/li>\n<li>Il ruolo della comunicazione narrativa e simbolica nella costruzione e nel mantenimento della reputazione delle organizzazioni.<\/li>\n<li>Le sfide e le opportunit\u00e0 della comunicazione online e offline nella gestione della reputazione nelle organizzazioni.<\/li>\n<li>Considerazioni etiche e importanza della trasparenza nella comunicazione delle organizzazioni.<\/li>\n<li>Analisi filosofiche delle pratiche di <em>governance<\/em> delle organizzazioni e dinamiche comunicative-reputazionali.<\/li>\n<li>Il ruolo della comunicazione etica nella gestione della reputazione delle organizzazioni.<\/li>\n<li>Strategie comunicative per la gestione della crisi e la costruzione della fiducia nelle organizzazioni.<\/li>\n<li>Studi empirici su casi di successo e fallimento nella gestione della reputazione nelle organizzazioni.<\/li>\n<li>Approcci interdisciplinari alla creazione di valore nelle organizzazioni attraverso la comunicazione.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Bibliografia di riferimento<\/strong><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li>Ajayi, O. A., &amp; Mmutle, T. (2021). Corporate reputation through strategic communication of corporate social responsibility.<em>Corporate Communications: An International Journal<\/em>,\u00a0<em>26<\/em>(5), 1-15.<\/li>\n<li>Ali, H., Yin, J., Manzoor, F., &amp; An, M. (2023). The impact of corporate social responsibility on firm reputation and organizational citizenship behavior: The mediation of organic organizational cultures.<em>Frontiers in psychology<\/em>,\u00a0<em>13<\/em>, 1100448.<\/li>\n<li>Baldarelli, M. G., &amp; Gigli, S. (2014). Exploring the drivers of corporate reputation integrated with a corporate responsibility perspective: Some reflections in theory and in praxis.<em>Journal of Management &amp; Governance<\/em>,\u00a0<em>18<\/em>, 589-613.<\/li>\n<li>Bitektine, A., Hill, K., Song, F., &amp; Vandenberghe, C. (2020). Organizational legitimacy, reputation, and status: Insights from micro-level measurement.<em>Academy of Management Discoveries<\/em>,\u00a0<em>6<\/em>(1), 107-136.<\/li>\n<li>Corradini, I., &amp; Nardelli, E. (2016).<em>La reputazione aziendale. Aspetti sociali, di misurazione e di gestione<\/em>. FrancoAngeli.<\/li>\n<li>Cuomo, M., Tortora, D., &amp; Metallo, G. (2013). Misurare il contributo della comunicazione alla corporate reputation per la creazione di valore.<em>SINERGIE<\/em>,\u00a0<em>90<\/em>, 167-190.<\/li>\n<li>Doorley, J., &amp; Garcia, H. F. (2015).<em>Reputation management: The key to successful public relations and corporate communication<\/em>. Routledge.<\/li>\n<li>Freeman, R. E. (2023). Stakeholder management: framework and philosophy. In<em> Edward Freeman\u2019s Selected Works on Stakeholder Theory and Business Ethics<\/em>\u00a0(pp. 61-88). Cham: Springer International Publishing.<\/li>\n<li>Kerr, A., Barry, M., &amp; Kelleher, J. D. (2020). Expectations of artificial intelligence and the performativity of ethics: Implications for communication governance.<em>Big Data &amp; Society<\/em>,\u00a0<em>7<\/em>(1), 2053951720915939.<\/li>\n<li>Marsen, S. (2020). Navigating crisis: The role of communication in organizational crisis.<em>International Journal of Business Communication<\/em>,\u00a0<em>57<\/em>(2), 163-175.<\/li>\n<li>Petroni, S. (2020). How to construct corporate identity and reputation. Is the \u2018about us\u2019 page a micro-genre?.<em>Lingue e Linguaggi<\/em>,\u00a0<em>40<\/em>, 267-290.<\/li>\n<li>R\u00f6dder, S. (2020). Organisation matters: towards an organisational sociology of science communication.<em>Journal of Communication Management<\/em>,\u00a0<em>24<\/em>(3), 169-188.<\/li>\n<li>Romenti, S. (2008). Corporate governance e reputazione: dallo stakeholder relationship management allo stakeholder engagement.<em>Impresa Progetto-Electronic Journal of Management<\/em>, (2).<\/li>\n<li>Romenti, S. (2010). Reputation and stakeholder engagement: an Italian case study.<em>Journal of Communication Management<\/em>,\u00a0<em>14<\/em>(4), 306-318.<\/li>\n<li>Sz\u00e1mad\u00f3, S., Balliet, D., Giardini, F., Power, E. A., &amp; Tak\u00e1cs, K. (2021). The language of cooperation: reputation and honest signalling.<em>Philosophical Transactions of the Royal Society B<\/em>,\u00a0<em>376<\/em>(1838), 20200286.<\/li>\n<li>Yekini, K. C., Omoteso, K., &amp; Adegbite, E. (2021). CSR communication research: A theoretical-cum-methodological perspective from semiotics.<em>Business &amp; Society<\/em>,\u00a0<em>60<\/em>(4), 876-908.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Scadenze<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Scadenza per l\u2019invio dei testi:<\/em> 15 settembre 2024;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Notifica a seguito della peer review<\/em>: 30 settembre 2024;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Scadenza per l\u2019invio dei testi revisionati:<\/em> 15 ottobre 2024;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Pubblicazione:<\/em> novembre 2024;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I testi devono avere una lunghezza massima di 40000 caratteri ed essere accompagnati da un abstract in inglese di massimo 1000 caratteri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Inviare le proposte a: <a href=\"mailto:philosophiesofcommunication@gmail.com\">philosophiesofcommunication@gmail.com, aprencipe@unite.it<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Call for Book Chapters<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Reputation, communication and governance in organizations: the roots of value creation<\/strong><\/p>\n<p>Editor: Antonio Principe (Universit\u00e0 di Teramo)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">The scientific series \u201cPhilosophies of Communication\u201d invites researchers and scholars to contribute to its next issue, dedicated to the theme \u201cReputation, communication and governance in organizations: the roots of value creation\u201d. This issue aims to explore the strategic role of communication in building and maintaining the reputation of organizations, a key factor for their success and sustainability in a complex and dynamic socio-economic environment. In an increasingly multifaceted and interconnected global context, these dimensions have become crucial elements for the success and sustainability of organizations.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">This issue seeks to offer a platform for in-depth and interdisciplinary reflection on how governance and related practices influence organizational reputation and how communication, together with related information processes and outputs, can be strategically used to create and sustain value.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Communication, whether informative or narrative-symbolic, is a fundamental element for managing relationships with stakeholders and for the creation of value (understood from a multidimensional profile). The purpose of this issue is to explore the theories and practices that underlie communication, with particular attention to the value impact it produces on organizations and their reputational level. Therefore, contributions that explore the ethical, theoretical, and applicative foundations that underlie these dynamics are strongly encouraged, offering new perspectives and approaches.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In this context, authors are invited to present original and innovative research that analyzes communication in organizations from different perspectives, including governance dynamics, stakeholder engagement, communication strategies, and processes aimed at improving organizations&#8217; reputation, and outputs of communication processes including information of different nature. Intersectoral studies are also encouraged, with reflective scientific contaminations of an economic, economic-business, semiotic-philosophical, sociological, and psychological nature, among others.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">The call for book chapters is open to a variety of methodological approaches, including case studies, quantitative and qualitative research, as well as theoretical analyses.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In detail, the topics covered by this issue may concern, among others and in a non-limited way, the following:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li>Theoretical frameworks for understanding the role of communication in organizational reputation.<\/li>\n<li>Empirical studies on the impact of communication on the reputation of organizations and on the creation of value.<\/li>\n<li>Case studies of effective communication governance strategies in various sectors.<\/li>\n<li>The relationship between stakeholder engagement and governance in the context of communication.<\/li>\n<li>The role of narrative and symbolic communication in building and maintaining the reputation of organizations.<\/li>\n<li>The challenges and opportunities of online and offline communication in reputation management in organizations.<\/li>\n<li>Ethical considerations and the importance of transparency in organizational communication.<\/li>\n<li>Philosophical analyses of organizational governance practices and communication-reputational dynamics.<\/li>\n<li>The role of ethical communication in managing the reputation of organizations.<\/li>\n<li>Communication strategies for crisis management and building trust in organizations.<\/li>\n<li>Empirical studies on cases of success and failure in reputation management in organizations.<\/li>\n<li>Interdisciplinary approaches to creating value in organizations through communication.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>References<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify\">Ajayi, O. A., &amp; Mmutle, T. (2021). Corporate reputation through strategic communication of corporate social responsibility.<em>Corporate Communications: An International Journal<\/em>,\u00a0<em>26<\/em>(5), 1-15.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\">Ali, H., Yin, J., Manzoor, F., &amp; An, M. (2023). The impact of corporate social responsibility on firm reputation and organizational citizenship behavior: The mediation of organic organizational cultures.<em>Frontiers in psychology<\/em>,\u00a0<em>13<\/em>, 1100448.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\">Baldarelli, M. G., &amp; Gigli, S. (2014). Exploring the drivers of corporate reputation integrated with a corporate responsibility perspective: Some reflections in theory and in praxis.<em>Journal of Management &amp; Governance<\/em>,\u00a0<em>18<\/em>, 589-613.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\">Bitektine, A., Hill, K., Song, F., &amp; Vandenberghe, C. (2020). Organizational legitimacy, reputation, and status: Insights from micro-level measurement.<em>Academy of Management Discoveries<\/em>,\u00a0<em>6<\/em>(1), 107-136.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\">Corradini, I., &amp; Nardelli, E. (2016).<em>La reputazione aziendale. Aspetti sociali, di misurazione e di gestione<\/em>. FrancoAngeli.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\">Cuomo, M., Tortora, D., &amp; Metallo, G. (2013). Misurare il contributo della comunicazione alla corporate reputation per la creazione di valore.<em>SINERGIE<\/em>,\u00a0<em>90<\/em>, 167-190.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\">Doorley, J., &amp; Garcia, H. F. (2015).<em>Reputation management: The key to successful public relations and corporate communication<\/em>. Routledge.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\">Freeman, R. E. (2023). Stakeholder management: framework and philosophy. In<em> Edward Freeman\u2019s Selected Works on Stakeholder Theory and Business Ethics<\/em>\u00a0(pp. 61-88). Cham: Springer International Publishing.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\">Kerr, A., Barry, M., &amp; Kelleher, J. D. (2020). Expectations of artificial intelligence and the performativity of ethics: Implications for communication governance.<em>Big Data &amp; Society<\/em>,\u00a0<em>7<\/em>(1), 2053951720915939.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\">Marsen, S. (2020). Navigating crisis: The role of communication in organizational crisis.<em>International Journal of Business Communication<\/em>,\u00a0<em>57<\/em>(2), 163-175.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\">Petroni, S. (2020). How to construct corporate identity and reputation. Is the \u2018about us\u2019 page a micro-genre?.<em>Lingue e Linguaggi<\/em>,\u00a0<em>40<\/em>, 267-290.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\">R\u00f6dder, S. (2020). Organisation matters: towards an organisational sociology of science communication.<em>Journal of Communication Management<\/em>,\u00a0<em>24<\/em>(3), 169-188.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\">Romenti, S. (2008). Corporate governance e reputazione: dallo stakeholder relationship management allo stakeholder engagement.<em>Impresa Progetto-Electronic Journal of Management<\/em>, (2).<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\">Romenti, S. (2010). Reputation and stakeholder engagement: an Italian case study.<em>Journal of Communication Management<\/em>,\u00a0<em>14<\/em>(4), 306-318.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\">Sz\u00e1mad\u00f3, S., Balliet, D., Giardini, F., Power, E. A., &amp; Tak\u00e1cs, K. (2021). The language of cooperation: reputation and honest signalling.<em>Philosophical Transactions of the Royal Society B<\/em>,\u00a0<em>376<\/em>(1838), 20200286.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\">Yekini, K. C., Omoteso, K., &amp; Adegbite, E. (2021). CSR communication research: A theoretical-cum-methodological perspective from semiotics.<em>Business &amp; Society<\/em>,\u00a0<em>60<\/em>(4), 876-908.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Deadlines<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Deadline for submission of essays<\/em>: 15 September 2024;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Notification following peer review<\/em>: 30 September 2024;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Deadline for submission of revised essays<\/em>: 15 October 2024;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Publication<\/em>: November 2024.<\/p>\n<p>Papers should have a maximum length of 40000 characters and may be submitted together with an abstract in English of a maximum of 1000 characters.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Send proposals to: <a href=\"mailto:philosophiesofcommunication@gmail.com\">philosophiesofcommunication@gmail.com, <\/a><a href=\"mailto:philosophiesofcommunication@gmail.com\">aprencipe@unite.it<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Call for Book Chapters<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong> Volume 1, n. 2 (2023)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><strong>LE IMMAGINI DELLA CITT\u00c0. COMICS, STREET ART, ADVERTISEMENTS<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Curatori:<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Emilio Cocco (Universit\u00e0 di Teramo);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Federico Montanari (Universit\u00e0 degli Studi di Modena e Reggio Emilia);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il volume rappresenta una selezione ragionata di saggi sul tema delle immagini e figure dei linguaggi urbani, visivi e non. Si tratta di un progetto che ha lo scopo di aggiornare il tema delle ricerche sugli spazi e i linguaggi urbani. In particolare dai graffiti alla street culture, ma anche graphic novel, comics e pubblicit\u00e0, nelle varie forme in cui si manifestano negli assetti urbani. Con particolare attenzione alle interazioni e le ibridazioni tra le varie fenomenologie, sottolineando tuttavia l&#8217;importanza della dimensione visuale.\u00a0 La citt\u00e0 contemporanea viene inquadrata tanto come luogo di produzione culturale quanto tema della produzione culturale stessa; un luogo specifico in cui una popolazione eterogenea crea un legame sociale differenziato attraverso dei mezzi di comunicazione peculiari, come gi\u00e0 Robert E. Park ricordava a proposito dell&#8217;importanza della &#8220;cronaca&#8221; giornalistica come narrazione condivisa metropolitana. In citt\u00e0 infatti si sviluppa un linguaggio specifico, fatto di codici e medium particolari che richiedono l&#8217;esplorazione di metodologie di analisi qualitative degli spazi urbani (rinnovando l&#8217;idea di percorsi, urban walking, flaneries). \u00a0Miti, riti e leggende urbane; il ruolo del sacro e degli eroi e delle vittime espiatorie. Il tempo, la paura, la vertigine e lo straniamento. Questi sono solo alcuni tra i temi di un\u00a0 glossario ragionato di culture urbane che possono emergere dall&#8217;analisi trasversale dei linguaggi della citt\u00e0 e delle loro commistioni reciproche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sulla base di quanto sopra, i contributi possono prendere in considerazione, senza limitarsi a questo, i seguenti argomenti:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify\">Arte Pubblica e Performativit\u00e0<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\">Street Art e graffitismo<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\">Graphic Novel e spazi urbani<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\">Leggende metropolitane e credenze urbane<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\">Metodologie: Flaneries, percorsi urbani e metodi partecipati<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\">Forme della spazio e dimensione del tempo nella citt\u00e0<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\">Musica e spazi urbani<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\">Sensorialit\u00e0 e corporeit\u00e0 nella dimensione urbana<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\">Trasformazioni turistiche e marketing urbano<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\">Memoria, trasformazione, monumenti e restauri<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\">Segni, graffiti e messaggi in codice<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\">Spazi urbani e tecnologie digitali<\/li>\n<li style=\"text-align: justify\">Miti, riti e culture urbane<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Riferimenti bibliografici<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cocco, E. 2010 Performing Maritime Imperial Legacies: Tourism and Cosmopolitanism in Odessa and Trieste. Anthropological Notebooks 16, no. 1: 37\u201357.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cocco E. 2012 Looking for a Relationship with the Sea: Urban-scape and Cosmopolitan memories in Contemporary Odessa. Academica Turistica, 11.2: 11-116<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Codeluppi, E., Dusi, D., Granelli, T. 2008. \u201dIntroduzione a Riscrivere lo spazio pratiche e performance urbane\u201d. E\/C II: 5-19.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">de Souza e Silva, A., Frith, J., 2012, Mobile interfaces in Public Spaces: Locational privacy, control, Urban sociability, Routledge, London and New York.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lacy, Suzanne,1995 Mapping the Terrain: New Genre Public Art, Seattle, Bay Press.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Marrone, Gianfranco, Pezzini, Isabella (a cura di)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lynch, K, 1960, L&#8217;immagine della citt\u00e0, Padova, Marsilio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Marrone, Gianfranco, Pezzini, Isabella (a cura di) 2006 Senso e metropoli I. Per una semiotica posturbana, Roma, Meltemi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Montanari, F., 2014, \u201cMapping Cities: The Bologna Self-Mapping Project\u201d, in: Liberto, F., Contours of the City, La Mandragora, Bologna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Montanari, F., 2016, \u201cAncora un \u201cturn\u201d? La svolta Locative nei media e sue possibili implicazioni socio-semiotiche. Casi, esempi, e questioni.\u201d, in: Ferraro, G., Lorusso A. M., eds., Nuove forme di interazione. Dal Web al Mobile, Libellula, Lecce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nuvolati, G., 2013, L&#8217; interpretazione dei luoghi. Fl\u00e2nerie come esperienza di vita, Firenze University Press, 2013.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Park Robert E., Burgess Ernest W. &amp; McKenzie Roderick D. 1925 The City. Suggestions for Investigations of Human Behavior in the Urban Environment. Chicago: University of Chicago Press.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Peverini, Paolo, 2017 Social Guerrilla. Semiotica della comunicazione non convenzionale, Roma, Luiss University Press.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Pezzini, Isabella, Finocchi, Riccardo (a cura di), 2020, Dallo spazio alla citt\u00e0. Letture e fondamenti di semiotica urbana, Milano-Udine, Mimesis.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Pioselli, Alessandra, 2015, L&#8217;arte nello spazio urbano. L&#8217;esperienza italiana dal 1968 a oggi, Milano, Johan &amp; Levi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Scadenze:<\/strong><\/p>\n<p><em>31 marzo 2024<\/em>: invio capitolo;<\/p>\n<p><em>30 aprile 2024<\/em>: notifica di review;<\/p>\n<p><em>Maggio 2024<\/em>: sottomissione del capitolo revisionato;<\/p>\n<p>Giugno 2024: Pubblicazione dell&#8217;e-book;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I testi devono avere una lunghezza massima di 40000 caratteri ed essere accompagnati da un abstract in inglese di massimo 1000 caratteri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Inviare le proposte a: <a href=\"mailto:philosophiesofcommunication@gmail.com\">philosophiesofcommunication@gmail.com<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Volume 1, n. 2 (2023)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><strong>IMAGES OF THE CITY. COMICS, STREET ART, ADVERTISEMENTS<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Editors:<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Emilio Cocco (University of Teramo, Italy);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Federico Montanari (University of Modena and Reggio Emilia, Italy);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">This volume represents a carefully selected collection of essays on the theme of images and figures of urban languages, both visual and non-visual. It is a project aimed at updating research on urban spaces and languages, focusing particularly on graffiti and street culture, but also on graphic novels, comics, and advertisements in various forms as they manifest in urban settings. Special attention is given to interactions and hybridizations among various phenomenologies, emphasizing the importance of the visual dimension. The contemporary city is framed not only as a place of cultural production but also as a theme within cultural production itself; a specific place where a heterogeneous population creates a differentiated social bond through unique means of communication, as Robert E. Park highlighted with regards to the importance of journalistic &#8220;reporting&#8221; as shared metropolitan narration. In the city, a specific language develops, consisting of codes and particular media that require the exploration of qualitative analysis methodologies of urban spaces (renewing the idea of paths, urban walking, \u201cflaneries\u201d). Myths, rituals, and urban legends. The role of the sacred and of heroes and scapegoats. Time, fear, vertigo, and alienation. These are just a few of the themes in a reasoned glossary of urban cultures that can emerge from the transversal analysis of city languages and their mutual intermingling.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Based on the above, contributions may consider, but are not limited to, the following topics:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li>Public Art and Performativity<\/li>\n<li>Street Art and Graffiti<\/li>\n<li>Graphic Novel and Urban Spaces<\/li>\n<li>Urban Legends and Beliefs<\/li>\n<li>Methodologies: Flaneries, urban paths, and participatory methods<\/li>\n<li>Forms of space and the dimension of time in the city<\/li>\n<li>Music and Urban Spaces<\/li>\n<li>Sensory and corporeal experiences in the urban dimension<\/li>\n<li>Tourist transformations and urban marketing<\/li>\n<li>Memory, transformation, monuments, and restoration<\/li>\n<li>Signs, graffiti, and coded messages<\/li>\n<li>Urban spaces and digital technologies<\/li>\n<li>Myths, rituals, and urban cultures<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>References<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cocco, E. 2010 Performing Maritime Imperial Legacies: Tourism and Cosmopolitanism in Odessa and Trieste. Anthropological Notebooks 16, no. 1: 37\u201357.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cocco E. 2012 Looking for a Relationship with the Sea: Urban-scape and Cosmopolitan memories in Contemporary Odessa. Academica Turistica, 11.2: 11-116<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Codeluppi, E., Dusi, D., Granelli, T. 2008. \u201dIntroduzione a Riscrivere lo spazio pratiche e performance urbane\u201d. E\/C II: 5-19.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">de Souza e Silva, A., Frith, J., 2012, Mobile interfaces in Public Spaces: Locational privacy, control, Urban sociability, Routledge, London and New York.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lacy, Suzanne,1995 Mapping the Terrain: New Genre Public Art, Seattle, Bay Press.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Marrone, Gianfranco, Pezzini, Isabella (a cura di)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lynch, K, 1960, L&#8217;immagine della citt\u00e0, Padova, Marsilio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Marrone, Gianfranco, Pezzini, Isabella (a cura di) 2006 Senso e metropoli I. Per una semiotica posturbana, Roma, Meltemi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Montanari, F., 2014, \u201cMapping Cities: The Bologna Self-Mapping Project\u201d, in: Liberto, F., Contours of the City, La Mandragora, Bologna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Montanari, F., 2016, \u201cAncora un \u201cturn\u201d? La svolta Locative nei media e sue possibili implicazioni socio-semiotiche. Casi, esempi, e questioni.\u201d, in: Ferraro, G., Lorusso A. M., eds., Nuove forme di interazione. Dal Web al Mobile, Libellula, Lecce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nuvolati, G., 2013, L&#8217; interpretazione dei luoghi. Fl\u00e2nerie come esperienza di vita, Firenze University Press, 2013.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Park Robert E., Burgess Ernest W. &amp; McKenzie Roderick D. 1925 The City. Suggestions for Investigations of Human Behavior in the Urban Environment. Chicago: University of Chicago Press.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Peverini, Paolo, 2017 Social Guerrilla. Semiotica della comunicazione non convenzionale, Roma, Luiss University Press.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Pezzini, Isabella, Finocchi, Riccardo (a cura di), 2020, Dallo spazio alla citt\u00e0. Letture e fondamenti di semiotica urbana, Milano-Udine, Mimesis.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Pioselli, Alessandra, 2015, L&#8217;arte nello spazio urbano. L&#8217;esperienza italiana dal 1968 a oggi, Milano, Johan &amp; Levi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Deadlines<\/strong><\/p>\n<p><em>March 31, 2024<\/em>: Full Chapter Submission;<\/p>\n<p><em>April 30, 2024<\/em>: Review notification;<\/p>\n<p><em>May 2024<\/em>: Final version chapter submission;<\/p>\n<p><em>June 2024<\/em>: Final e-book version available<\/p>\n<p>The texts must have a maximum length of 40,000 characters and be accompanied by an abstract in English of a maximum of 1,000 characters.<\/p>\n<p>Send proposals to: philosophiesofcommunication@gmail.com<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Volume 1, n. 1 (2023)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>Differenze di genere. Linguaggi, diritti, societ\u00e0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>Curatori:<\/em><\/p>\n<p>Marianna Boero (Dipartimento di Scienze della Comunicazione, Universit\u00e0 di Teramo)<\/p>\n<p>Danilo Boffa (Dipartimento di Scienze della Comunicazione, Universit\u00e0 di Teramo)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cRaggiungere l\u2019uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze\u201d \u00e8 il quinto obiettivo per lo Sviluppo Sostenibile dell\u2019ONU dell\u2019Agenda 2030. In tutto il mondo, la parit\u00e0 di genere appare infatti ancora un traguardo da raggiungere pienamente, sia da un punto di vista economico che socio-culturale. L\u2019analisi del contesto sociale italiano e internazionale rivela la permanenza di forti disuguaglianze di genere in ogni ambito: l\u2019Indice sull\u2019uguaglianza di genere 2022 (Gender Equality Index 2022), recentemente pubblicato dall\u2019European Institute for Gender Equality (Eige), evidenzia chiaramente gli effetti negativi che la pandemia ha generato sulla condizione delle donne, situazione che appare ancor pi\u00f9 critica in Italia che si colloca al 14\u00b0 posto su 27 nell\u2019Unione europea, con un punteggio di 65 punti su 100 e con 3,6 punti in meno rispetto alla media dell\u2019Unione europea. Pi\u00f9 nello specifico, a livello europeo, si riscontrano segnali negativi nell\u2019ambito occupazionale, in quanto il basso tasso di partecipazione femminile risente fortemente di lunghi periodi di assenza dal mercato del lavoro, spesso per rispondere a esigenze di natura assistenziale, con evidenti ripercussioni sui percorsi di carriera e sulle prospettive di pensionamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel 2021, l\u2019occupazione femminile raggiungeva il 67,7 %, mentre l\u2019occupazione maschile era pari al 78,5 %, con un gap occupazionale pari a 10,8 punti percentuali, diminuito solo leggermente negli ultimi 10 anni. Si assiste, inoltre, a un divario significativo anche dal punto di vista della retribuzione: secondo i dati Istat (febbraio 2022), in Italia la retribuzione oraria \u00e8 pari a 15,2 euro per le donne e a 16,2 euro per gli uomini e il gender pay gap \u00e8 pi\u00f9 alto tra i dirigenti (27,3%) e i laureati (18%). A ci\u00f2 consegue un minore potere di acquisto delle donne, acuito da carenze specifiche di natura assistenziale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oltre a ci\u00f2, la pressione esercitata dalla pandemia ha ridotto l\u2019accesso ai servizi, ancora pi\u00f9 difficile per la parte di popolazione femminile pi\u00f9 fragile (anziane, migranti). L\u2019unico dominio che ha registrato una crescita in termini di pari opportunit\u00e0 \u00e8 quello legato al potere, ambito in cui la presenza delle donne nei processi decisionali \u00e8 significativamente cresciuta. Ci\u00f2 anche a causa dell\u2019effetto positivo prodotto dalle quote introdotte per legge nei diversi Stati Membri dell\u2019Ue, risultato che evidenzia l\u2019importanza della cosiddetta direttiva \u201cWomen on boards\u201d, approvata dal Consiglio dell\u2019Ue il 17 ottobre 2022, che mira a promuovere una rappresentanza di genere pi\u00f9 equilibrata nei consigli di amministrazione delle societ\u00e0 quotate in tutta l\u2019Unione Europea. In questa direzione, vanno segnalate le iniziative, inquadrate nell\u2019ambito del Public Management, relative alla promozione di Gender Equality Plan orientati alla pianificazione strategica di attivit\u00e0 per la valorizzazione del patrimonio di diversit\u00e0 e per favorire lo sviluppo delle donne all\u2019interno delle organizzazioni, nonch\u00e9 gli orientamenti a modulare e ripensare l\u2019attivit\u00e0 di budgeting delle organizzazioni introducendo concetti e processi come quello del Gender Budgeting, che mira ad includere le dinamiche caratterizzanti le differenze di genere nel processo di allocazione delle risorse di un\u2019organizzazione. In ambito lavorativo, il concetto di parit\u00e0 di genere entra, inoltre, in stretto contatto con quello di \u201cGender Diversity Management\u201d, con cui si intendono tutte quelle pratiche e politiche che mirano a promuovere non solo la parit\u00e0 tra uomini e donne nell\u2019ambiente lavorativo, ma anche a favorire l\u2019inclusione e il rispetto delle diversit\u00e0 nell\u2019orientamento sessuale e nell\u2019identit\u00e0 di genere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tali premesse conducono a una riflessione sul ruolo che la societ\u00e0 e le organizzazioni possono svolgere per favorire il perseguimento degli obiettivi di uguaglianza di genere e di tutela dei diritti delle donne. Dal punto di vista socio-culturale, tuttavia, permane una forte stereotipizzazione di genere, nella considerazione che a uomini e donne siano associabili differenti posizioni in campo sociale, politico, dirigenziale, rappresentativo. Le differenze di genere sono strettamente collegate alla cultura di una societ\u00e0: il genere, infatti, \u00e8 un prodotto culturale e come tale storicamente e socialmente situato. \u00c8 in base a esso che agli individui vengono attribuiti caratteristiche, aspettative, aspirazioni, atteggiamenti ritenuti adeguati rispetto a ci\u00f2 che viene considerato maschile e femminile in quella societ\u00e0 e in quel momento storico. Il genere, in quanto costrutto simbolico che scaturisce da modelli culturali, genera aspettative, motivazioni, comportamenti, valutabili come appropriati o devianti rispetto ai modelli che ogni cultura o societ\u00e0 reputa adeguati e ammessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il ruolo della comunicazione, nelle sue diverse forme, risulta fondamentale in questo processo. La comunicazione pu\u00f2 acuire o ridurre la differenza di genere. Dai dibattiti politici ai programmi di intrattenimento, dalla pubblicit\u00e0 al discorso giornalistico, dalla comunicazione politica a quella istituzionale, le scelte linguistiche riflettono dei modi di concepire ruoli e identit\u00e0 di genere nella famiglia, nell\u2019ambito lavorativo e, in definitiva, nella societ\u00e0. Il linguaggio, espresso nelle diverse forme della comunicazione contemporanea, d\u00e0 forma e voce al modo in cui gli esseri umani pensano, interpretano la realt\u00e0 e agiscono nel mondo. Di conseguenza, esso non \u00e8 mai uno strumento neutro. L\u2019uso di un linguaggio rispettoso delle differenze di genere, in sintonia con le indicazioni europee e nazionali, risponde all\u2019esigenza che i cambiamenti della societ\u00e0 e l\u2019affermazione della parit\u00e0 di genere trovino riconoscimento e supporto nelle parole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il volume ha l\u2019obiettivo di indagare il tema delle differenze di genere attraverso lo sguardo incrociato delle diverse discipline che si occupano dello studio della comunicazione.<\/p>\n<p>Di seguito alcuni dei possibili ambiti di approfondimento:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Teorie e stato dell\u2019arte<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Il concetto di identit\u00e0 di genere nelle scienze umane e sociali<\/li>\n<li>Studi sulle differenze genere: dal femminismo ai nuovi paradigmi interpretativi<\/li>\n<li>Linguaggio di genere<\/li>\n<li>Stereotipi di genere e i paradossi del linguaggio politicamente corretto<\/li>\n<li>Educazione di genere<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Ambiti di indagine<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Differenze di genere nelle arti e nella scienza<\/li>\n<li>Differenze di genere nei vecchi e nuovi media<\/li>\n<li>Differenze di genere nella letteratura<\/li>\n<li>Differenze di genere nei discorsi sociali (moda, politica, pubblicit\u00e0, ecc.)<\/li>\n<li>Differenze di genere in ambito economico e aziendale<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Modelli e prospettive<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Normativa e diritti<\/li>\n<li>Modelli per la parit\u00e0 di genere<\/li>\n<li>Verso un linguaggio inclusivo: Proposte ed esperienze<\/li>\n<li>Media education e comunicazione<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Riferimenti bibliografici<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">BERTRAND, M., GOLDIN, C., &amp; KATZ, L. F. (2010). Dynamics of the gender gap for young professionals in the financial and corporate sectors. American economic journal: applied economics, 2(3), 228-255.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">BISHU, S. G., &amp; ALKADRY, M. G. (2017). A systematic review of the gender pay gap and factors that predict it. Administration &amp; Society, 49(1), 65-104.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">BOCK, G. (2000), Frauen in der europ\u00e4ischen Geschichte. Vom Mittelalter bis zur Gegenwart, M\u00fcnchen, C. H. Beck Verlag (trad. it. a cura di Benedetta Heinemann Campana, Le donne nella storia europea. Dal Medioevo ai nostri giorni, 2006, 1st ed., Bari &#8211; Roma: Editori Laterza).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">BOERO, M. (2018), La famiglia della pubblicit\u00e0. Stereotipi, ruoli, identit\u00e0, Milano: FrancoAngeli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">BOERO M., GRECO C. (2022), How Advertising Preserves Cultural Identities while Communicating Societal Changes: A Comparative Study of the Representation of Women between Italy and Saudi Arabia. Lexia, 41-42<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">BUDLENDER, D., ELSTON, D., HEWITT, G., &amp; MUKHOPADHYAY, T. (Eds.). (2002). Gender budgets make cents: understanding gender responsive budgets. Commonwealth Secretariat.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">CHUNG, H., &amp; VAN DER LIPPE, T. (2020). Flexible working, work\u2013life balance, and gender equality: Introduction. Social Indicators Research, 151(2), 365-381.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">CLAVERO, S., &amp; GALLIGAN, Y. (2021). Delivering gender justice in academia through gender equality plans? Normative and practical challenges. Gender, Work &amp; Organization, 28(3), 1115-1132.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">DEMARIA, C., TIRALONGO, A. (2019), Teorie di genere. Femminismi e semiotica, Milano: Bompiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">GALIZZI, G., &amp; SIBONI, B. (2016). Positive action plans in Italian universities: Does gender really matter?. Meditari Accountancy Research, 24(2), 246-268.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">GHENO, V. (2019), Potere alle parole. Perch\u00e9 usarle meglio, Torino: Einaudi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">HJ\u00c1LMSD\u00d3TTIR, A., &amp; BJARNAD\u00d3TTIR, V. S. (2021). \u201cI have turned into a foreman here at home\u201d: Families and work\u2013life balance in times of COVID\u201019 in a gender equality paradise. Gender, Work &amp; Organization, 28(1), 268-283.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">POLZER, T., NOLTE, I. M., &amp; SEIWALD, J. (2021). Gender budgeting in public financial management: a literature review and research agenda. International Review of Administrative Sciences, ahead of print.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">PRENCIPE, A., BOFFA, D., PAPA, A., CORSI, C., &amp; MUELLER, J. (2022). Unmasking intellectual capital from gender and nationality diversity on university spin-offs\u2019 boards: a study on non-linear effects upon firm innovation. Journal of Intellectual Capital.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">RUSPINI E., Le identit\u00e0 di genere, Roma: Carocci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">STOTSKY, M. J. G. (2016). Gender budgeting: Fiscal context and current outcomes. International Monetary Fund.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Scadenza per l\u2019invio dei testi:<\/em> 15 settembre 2023;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Notifica a seguito della peer review<\/em>: 30 settembre 2023;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Scadenza per l\u2019invio dei testi revisionati:<\/em> 15 ottobre 2023;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Pubblicazione:<\/em> novembre 2023;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I testi devono avere una lunghezza massima di 40000 caratteri ed essere accompagnati da un abstract in inglese di massimo 1000 caratteri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Inviare le proposte a: <a href=\"mailto:philosophiesofcommunication@gmail.com\">philosophiesofcommunication@gmail.com<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>Gender Differences in Language, Rights, and Society<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Editors<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Marianna Boero (Department of Communication Sciences, University of Teramo)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Danilo Boffa (Department of Communication Sciences, University of Teramo)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cAchieving Gender Equality and Empowering Women and Girls\u201d is the fifth Sustainable Development Goal of the UN Agenda 2030. Despite global efforts, gender equality remains an elusive goal in both economic and socio-cultural domains. The analysis of the Italian and international social context reveals persistent and pervasive gender inequalities in every area. The Gender Equality Index 2022, recently published by the European Institute for Gender Equality (EIGE), underscores the adverse impact that the pandemic has had on the status of women, which is even more critical in Italy. The country ranks 14th out of 27 in the European Union, with a score of 65 out of 100, which is 3.6 points lower than the EU average of 68.6 points. Specifically, at the European level, negative indicators emerge in the employment sector, where the low female participation rate is significantly affected by prolonged absence from the labor market, often due to welfare needs. This situation has clear implications for career development and retirement prospects.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In 2021, female employment stood at 67.7%, while male employment was at 78.5%, resulting in a gender employment gap of 10.8 percentage points, which has only slightly decreased in the past decade. Moreover, there is a significant wage gap between genders. According to Istat data (as of February 2022), women earn an hourly wage of 15.2 euros, while men earn 16.2 euros, with the gender pay gap being highest among executives (27.3%) and graduates (18%). This translates to lower purchasing power for women, compounded by specific welfare shortcomings.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">The pandemic has exacerbated these issues by reducing access to services, which has disproportionately affected the more vulnerable female population, such as the elderly and migrants. However, there has been growth in the area of equal opportunities, particularly in terms of women\u2019s representation in decision-making processes, which is partly attributed to the positive impact of quotas introduced by law in various EU Member States. The \u201cWomen on boards\u201d directive, approved by the EU Council on 17 October 2022, aims to promote more balanced gender representation on the boards of directors of listed companies across the European Union.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Initiatives aimed at promoting Gender Equality Plans within the Public Management sphere should also be highlighted, as they are geared towards the strategic planning of activities for enhancing diversity and supporting women\u2019s development within organizations. The introduction of Gender Budgeting, which aims to include gender differences in the process of allocating resources, is another process that should be encouraged. In the workplace, Gender Diversity Management practices and policies are critical, not only for promoting equality between men and women but also for fostering inclusion and respect for diversity in sexual orientation and gender identity.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">These premises give rise to a reflection on the role that society and organizations can play in promoting gender equality and women\u2019s rights. However, strong gender stereotypes persist from a socio-cultural point of view, where men and women are associated with different positions in social, political, managerial, and representative fields. Gender differences are closely linked to the culture: gender is a cultural product and is therefore historically and socially situated. Based on this, individuals are attributed characteristics, expectations, aspirations, and attitudes deemed appropriate or inadequate with respect to what is considered male or female in that society and at that historical moment. Gender, as a symbolic construct that arises from cultural models, generates expectations, motivations, and behaviors that can be evaluated as acceptable or deviant in relation to the models that each culture or society deems appropriate and accepted.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">The role of communication is crucial in promoting gender equality and breaking down gender differences. Whether it is in political debates, entertainment programs, advertising, journalistic discourse, or institutional communication, language choices reflect societal beliefs about gender roles and identities in the family, workplace, and society at large. Language is a powerful tool that shapes the way individuals think, perceive reality, and behave in the world. As a result, language is never neutral. Using language that respects gender differences and aligns with European and national guidelines is essential for promoting societal change and achieving gender equality.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Possible research lines are:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Theories and state of the art<\/strong><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li>The concept of gender identity in the human and social sciences<\/li>\n<li>Studies on gender differences: from feminism to new interpretative paradigms<\/li>\n<li>Gender language and the paradoxes of politically correct language<\/li>\n<li>Gender stereotypes<\/li>\n<li>Gender education<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fields<\/strong><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li>Gender differences in the arts and science<\/li>\n<li>Gender differences in old and new media<\/li>\n<li>Gender differences in social discourses (fashion, politics, advertising, etc.)<\/li>\n<li>Gender differences in economics and business<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Models and perspectives<\/strong><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li>Legislation and rights<\/li>\n<li>Models for gender equality<\/li>\n<li>Towards an inclusive language: Proposals and experiences<\/li>\n<li>Media education and communication<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>References<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">BERTRAND, M., GOLDIN, C., &amp; KATZ, L. F. (2010). Dynamics of the gender gap for young professionals in the financial and corporate sectors. American economic journal: applied economics, 2(3), 228-255.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">BISHU, S. G., &amp; ALKADRY, M. G. (2017). A systematic review of the gender pay gap and factors that predict it. Administration &amp; Society, 49(1), 65-104.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">BOCK, G. (2000), Frauen in der europ\u00e4ischen Geschichte. Vom Mittelalter bis zur Gegenwart, M\u00fcnchen, C. H. Beck Verlag.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">BOERO, M. (2018), La famiglia della pubblicit\u00e0. Stereotipi, ruoli, identit\u00e0, Milano: FrancoAngeli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">BOERO M., GRECO C. (2022), How Advertising Preserves Cultural Identities while Communicating Societal Changes: A Comparative Study of the Representation of Women between Italy and Saudi Arabia. Lexia, 41-42<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">BUDLENDER, D., ELSTON, D., HEWITT, G., &amp; MUKHOPADHYAY, T. (Eds.). (2002). Gender budgets make cents: understanding gender responsive budgets. Commonwealth Secretariat.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">CHUNG, H., &amp; VAN DER LIPPE, T. (2020). Flexible working, work\u2013life balance, and gender equality: Introduction. Social Indicators Research, 151(2), 365-381.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">CLAVERO, S., &amp; GALLIGAN, Y. (2021). Delivering gender justice in academia through gender equality plans? Normative and practical challenges. Gender, Work &amp; Organization, 28(3), 1115-1132.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">DEMARIA, C., TIRALONGO, A. (2019), Teorie di genere. Femminismi e semiotica, Milano: Bompiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">GALIZZI, G., &amp; SIBONI, B. (2016). Positive action plans in Italian universities: Does gender really matter?. Meditari Accountancy Research, 24(2), 246-268.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">GHENO, V. (2019), Potere alle parole. Perch\u00e9 usarle meglio, Torino: Einaudi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">HJ\u00c1LMSD\u00d3TTIR, A., &amp; BJARNAD\u00d3TTIR, V. S. (2021). \u201cI have turned into a foreman here at home\u201d: Families and work\u2013life balance in times of COVID\u201019 in a gender equality paradise. Gender, Work &amp; Organization, 28(1), 268-283.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">POLZER, T., NOLTE, I. M., &amp; SEIWALD, J. (2021). Gender budgeting in public financial management: a literature review and research agenda. International Review of Administrative Sciences, ahead of print.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">PRENCIPE, A., BOFFA, D., PAPA, A., CORSI, C., &amp; MUELLER, J. (2022). Unmasking intellectual capital from gender and nationality diversity on university spin-offs\u2019 boards: a study on non-linear effects upon firm innovation. Journal of Intellectual Capital.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">RUSPINI E., Le identit\u00e0 di genere, Roma: Carocci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">STOTSKY, M. J. G. (2016). Gender budgeting: Fiscal context and current outcomes. International Monetary Fund.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Deadline for submission of essays<\/em>: 15 September 2023;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Notification following peer review<\/em>: 30 September 2023;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Deadline for submission of revised essays<\/em>: 15 October 2023;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Publication<\/em>: November 2023.<\/p>\n<p>Papers should have a maximum length of 40000 characters and may be submitted together with an abstract in English of a maximum of 1000 characters.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Send proposals to: <a href=\"mailto:philosophiesofcommunication@gmail.com\">philosophiesofcommunication@gmail.com<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>Diff\u00e9rences de genre. Langues, droits, soci\u00e9t\u00e9<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Sous la direction de:<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Marianna Boero (D\u00e9partement des sciences de la communication, Universit\u00e9 de Teramo)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Danilo Boffa (D\u00e9partement des sciences de la communication, Universit\u00e9 de Teramo)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cParvenir \u00e0 l\u2019\u00e9galit\u00e9 des sexes et autonomiser toutes les femmes et les filles\u201d est le cinqui\u00e8me objectif de d\u00e9veloppement durable de l\u2019Agenda 2030 de l\u2019ONU. Partout dans le monde, l\u2019\u00e9galit\u00e9 des sexes reste un objectif \u00e0 atteindre pleinement, tant sur le plan \u00e9conomique que socioculturel. L\u2019analyse du contexte socio-\u00e9conomique et culturel italien et international r\u00e9v\u00e8le la persistance de fortes in\u00e9galit\u00e9s entre les sexes dans tous les domaines. L\u2019indice d\u2019\u00e9galit\u00e9 entre les sexes 2022, publi\u00e9 r\u00e9cemment par l\u2019Institut europ\u00e9en pour l\u2019\u00e9galit\u00e9 entre les hommes et les femmes (Eige), met clairement en \u00e9vidence les effets n\u00e9gatifs que la pand\u00e9mie a g\u00e9n\u00e9r\u00e9s sur la condition des femmes, une situation qui appara\u00eet encore plus critique en Italie. En effet, l\u2019Italie se classe 14\u00e8me sur 27 pays dans l\u2019Union europ\u00e9enne, avec un score de 65 points sur 100 et 3,6 points de moins que la moyenne de l\u2019Union europ\u00e9enne, dont le score moyen est de 68,6 points.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Plus pr\u00e9cis\u00e9ment, au niveau europ\u00e9en, des signes n\u00e9gatifs sont observ\u00e9s dans le domaine de l\u2019emploi, o\u00f9 le faible taux d\u2019activit\u00e9 des femmes est fortement affect\u00e9 par de longues p\u00e9riodes d\u2019absence du march\u00e9 du travail, souvent pour r\u00e9pondre \u00e0 des besoins de nature sociale, avec des r\u00e9percussions \u00e9videntes sur les parcours professionnels et les perspectives de retraite. En 2021, le taux d\u2019emploi des femmes s\u2019\u00e9levait \u00e0 67,7 %, tandis que celui des hommes \u00e9tait de 78,5 %, avec un \u00e9cart d\u2019emploi entre les sexes de 10,8 points de pourcentage, qui n\u2019a que l\u00e9g\u00e8rement diminu\u00e9 au cours des 10 derni\u00e8res ann\u00e9es.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">De plus, il existe \u00e9galement un \u00e9cart important du point de vue des salaires : selon les donn\u00e9es de l\u2019Istat (f\u00e9vrier 2022), le salaire horaire en Italie est \u00e9gal \u00e0 15,2 euros pour les femmes et 16,2 euros pour les hommes, et l\u2019\u00e9cart de r\u00e9mun\u00e9ration entre les sexes est plus \u00e9lev\u00e9 chez les cadres (27,3 %) et les dipl\u00f4m\u00e9s (18 %). Il en r\u00e9sulte une baisse du pouvoir d\u2019achat des femmes, exacerb\u00e9e par des carences sp\u00e9cifiques de nature sociale<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">De plus, la pression exerc\u00e9e par la pand\u00e9mie a r\u00e9duit l\u2019acc\u00e8s aux services, ce qui est encore plus difficile pour la partie la plus fragile de la population f\u00e9minine (personnes \u00e2g\u00e9es, migrantes). Le seul domaine qui a enregistr\u00e9 une croissance en termes d\u2019\u00e9galit\u00e9 des chances est celui li\u00e9 au pouvoir, domaine dans lequel la pr\u00e9sence des femmes dans les processus d\u00e9cisionnels s\u2019est consid\u00e9rablement accrue. Cela est \u00e9galement d\u00fb \u00e0 l\u2019effet positif produit par les quotas introduits par la loi dans les diff\u00e9rents \u00c9tats membres de l\u2019UE, un r\u00e9sultat qui souligne l\u2019importance de la directive dite \u201cFemmes dans les conseils d&#8217;administration\u201d, approuv\u00e9e par le Conseil de l\u2019UE le 17 octobre 2022. Cette directive vise \u00e0 promouvoir une repr\u00e9sentation plus \u00e9quilibr\u00e9e des femmes et des hommes au sein des conseils d\u2019administration des soci\u00e9t\u00e9s cot\u00e9es \u00e0 travers l&#8217;Union europ\u00e9enne. Dans ce sens, il convient de souligner les initiatives encadr\u00e9es dans la sph\u00e8re de la gestion publique visant \u00e0 promouvoir les plans d\u2019\u00e9galit\u00e9 des sexes. Ces plans sont orient\u00e9s vers la planification strat\u00e9gique des activit\u00e9s pour valoriser la diversit\u00e9 et favoriser le d\u00e9veloppement des femmes au sein des organisations, ainsi que pour moduler et repenser l\u2019activit\u00e9 budg\u00e9taire des organisations en introduisant des concepts et des processus tels que celui de la budg\u00e9tisation sensible au genre. Cette budg\u00e9tisation vise \u00e0 inclure les dynamiques caract\u00e9risant les diff\u00e9rences de genre dans le processus d\u2019allocation des ressources d\u2019une organisation. Sur le lieu de travail, le concept d\u2019\u00e9galit\u00e9 hommes-femmes entre \u00e9galement en contact \u00e9troit avec celui de \u201cGestion de la Diversit\u00e9 de Genre\u201d. Ce concept d\u00e9signe l\u2019ensemble des pratiques et politiques visant \u00e0 promouvoir non seulement l\u2019\u00e9galit\u00e9 entre les hommes et les femmes au travail, mais aussi \u00e0 promouvoir l&#8217;inclusion et le respect de la diversit\u00e9 en mati\u00e8re d\u2019orientation sexuelle et d\u2019identit\u00e9 de genre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ces pr\u00e9misses conduisent \u00e0 une r\u00e9flexion sur le r\u00f4le que la soci\u00e9t\u00e9 et les organisations peuvent jouer dans la promotion de la poursuite des objectifs d\u2019\u00e9galit\u00e9 des genres et de protection des droits des femmes. D\u2019un point de vue socioculturel, cependant, il subsiste un fort st\u00e9r\u00e9otype de genre, dans la consid\u00e9ration que les hommes et les femmes peuvent \u00eatre associ\u00e9s \u00e0 des positions diff\u00e9rentes dans les domaines social, politique, manag\u00e9rial, repr\u00e9sentatif. Les diff\u00e9rences de genre sont \u00e9troitement li\u00e9es \u00e0 la culture d\u2019une entreprise : le genre, en effet, est un produit culturel et en tant que tel historiquement et socialement situ\u00e9. C\u2019est sur cette base que l\u2019on attribue aux individus des caract\u00e9ristiques, des attentes, des aspirations, des attitudes jug\u00e9es ad\u00e9quates par rapport \u00e0 ce qui est consid\u00e9r\u00e9 comme masculin et f\u00e9minin dans cette soci\u00e9t\u00e9 et \u00e0 ce moment historique. Le genre, en tant que construction symbolique issue de mod\u00e8les culturels, g\u00e9n\u00e8re des attentes, des motivations, des comportements, qui peuvent \u00eatre \u00e9valu\u00e9s comme appropri\u00e9s ou d\u00e9viants<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le r\u00f4le de la communication est crucial dans la promotion de l\u2019\u00e9galit\u00e9 des sexes et l\u2019\u00e9limination des diff\u00e9rences entre les sexes. Que ce soit dans les d\u00e9bats politiques, les programmes de divertissement, la publicit\u00e9, le discours journalistique ou la communication institutionnelle, les choix linguistiques refl\u00e8tent les croyances soci\u00e9tales sur les r\u00f4les et les identit\u00e9s de genre dans la famille, le lieu de travail et la soci\u00e9t\u00e9 en g\u00e9n\u00e9ral. Le langage est un outil puissant qui fa\u00e7onne la fa\u00e7on dont les individus pensent, per\u00e7oivent la r\u00e9alit\u00e9 et se comportent dans le monde. Par cons\u00e9quent, la langue n\u2019est jamais neutre. L\u2019utilisation d\u2019un langage qui respecte les diff\u00e9rences entre les sexes et s\u2019aligne sur les directives europ\u00e9ennes et nationales est essentielle pour promouvoir le changement soci\u00e9tal et parvenir \u00e0 l&#8217;\u00e9galit\u00e9 des genre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Th\u00e9ories et \u00e9tat de l\u2019art<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li>Le concept d&#8217;identit\u00e9 de genre dans les sciences humaines et sociales<\/li>\n<li>\u00c9tudes sur les diff\u00e9rences de genre : du f\u00e9minisme aux nouveaux paradigmes interpr\u00e9tatifs<\/li>\n<li>Le langage de genre et les paradoxes du langage politiquement correct<\/li>\n<li>St\u00e9r\u00e9otypes de genre<\/li>\n<li>\u00c9ducation au genre<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\">Champs d\u2019investigation<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li>Diff\u00e9rences de genre dans les arts et les sciences<\/li>\n<li>Diff\u00e9rences de genre dans les anciens et les nouveaux m\u00e9dias<\/li>\n<li>Diff\u00e9rences de genre dans les discours sociaux (mode, politique, publicit\u00e9, etc.)<\/li>\n<li>Diff\u00e9rences de genre dans l\u2019\u00e9conomie et les affaires<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\">Mod\u00e8les et perspectives<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li>L\u00e9gislation et droits<\/li>\n<li>Mod\u00e8les pour l\u00e9galit\u00e9 des genre<\/li>\n<li>Vers un langage inclusif : propositions et exp\u00e9riences<\/li>\n<li>\u00c9ducation aux m\u00e9dias et communication<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\">BERTRAND, M., GOLDIN, C., &amp; KATZ, L. F. (2010). Dynamics of the gender gap for young professionals in the financial and corporate sectors. American economic journal: applied economics, 2(3), 228-255.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">BISHU, S. G., &amp; ALKADRY, M. G. (2017). A systematic review of the gender pay gap and factors that predict it. Administration &amp; Society, 49(1), 65-104.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">BOCK, G. (2000), Frauen in der europ\u00e4ischen Geschichte. Vom Mittelalter bis zur Gegenwart, M\u00fcnchen, C. H. Beck Verlag.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">BOERO, M. (2018), La famiglia della pubblicit\u00e0. Stereotipi, ruoli, identit\u00e0, Milano: FrancoAngeli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">BOERO M., GRECO C. (2022), How Advertising Preserves Cultural Identities while Communicating Societal Changes: A Comparative Study of the Representation of Women between Italy and Saudi Arabia. Lexia, 41-42<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">BUDLENDER, D., ELSTON, D., HEWITT, G., &amp; MUKHOPADHYAY, T. (Eds.). (2002). Gender budgets make cents: understanding gender responsive budgets. Commonwealth Secretariat.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">CHUNG, H., &amp; VAN DER LIPPE, T. (2020). Flexible working, work\u2013life balance, and gender equality: Introduction. Social Indicators Research, 151(2), 365-381.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">CLAVERO, S., &amp; GALLIGAN, Y. (2021). Delivering gender justice in academia through gender equality plans? Normative and practical challenges. Gender, Work &amp; Organization, 28(3), 1115-1132.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">DEMARIA, C., TIRALONGO, A. (2019), Teorie di genere. Femminismi e semiotica, Milano: Bompiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">GALIZZI, G., &amp; SIBONI, B. (2016). Positive action plans in Italian universities: Does gender really matter?. Meditari Accountancy Research, 24(2), 246-268.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">GHENO, V. (2019), Potere alle parole. Perch\u00e9 usarle meglio, Torino: Einaudi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">HJ\u00c1LMSD\u00d3TTIR, A., &amp; BJARNAD\u00d3TTIR, V. S. (2021). \u201cI have turned into a foreman here at home\u201d: Families and work\u2013life balance in times of COVID\u201019 in a gender equality paradise. Gender, Work &amp; Organization, 28(1), 268-283.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">POLZER, T., NOLTE, I. M., &amp; SEIWALD, J. (2021). Gender budgeting in public financial management: a literature review and research agenda. International Review of Administrative Sciences, ahead of print.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">PRENCIPE, A., BOFFA, D., PAPA, A., CORSI, C., &amp; MUELLER, J. (2022). Unmasking intellectual capital from gender and nationality diversity on university spin-offs\u2019 boards: a study on non-linear effects upon firm innovation. Journal of Intellectual Capital.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">RUSPINI E., Le identit\u00e0 di genere, Roma: Carocci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">STOTSKY, M. J. G. (2016). Gender budgeting: Fiscal context and current outcomes. International Monetary Fund.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>D\u00e9lai de soumission des chapitres<\/em> : 15 septembre 2023;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Notification suite \u00e0 l&#8217;examen par les pairs<\/em> : 30 septembre 2023;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>D\u00e9lai de soumission des chapitres r\u00e9vis\u00e9s<\/em> : 15 octobre 2023;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Publication<\/em> : novembre 2023;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Les textes doivent avoir une longueur maximale de 40000 caract\u00e8res et doivent \u00eatre accompagn\u00e9s d\u2019un r\u00e9sum\u00e9 en anglais de 1000 caract\u00e8res maximum.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Envoyer les propositions \u00e0 : <a href=\"mailto:philosophiesofcommunication@gmail.com\">philosophiesofcommunication@gmail.com<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>Diferencias de g\u00e9nero. Idiomas, derechos, sociedad<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Editado por:<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Marianna Boero (Departamento de Ciencias de la Comunicaci\u00f3n, Universidad de Teramo)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Danilo Boffa (Departamento de Ciencias de la Comunicaci\u00f3n, Universidad de Teramo)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cLograr la igualdad de g\u00e9nero y empoderar a todas las mujeres y ni\u00f1as\u201d es el quinto objetivo para el Desarrollo Sostenible de la Agenda 2030 de la ONU. En todo el mundo, la igualdad de g\u00e9nero todav\u00eda parece ser un objetivo por alcanzar plenamente, tanto econ\u00f3mica como socioculturalmente. El an\u00e1lisis del contexto socioecon\u00f3mico y cultural italiano e internacional revela la persistencia de fuertes desigualdades de g\u00e9nero en todos los \u00e1mbitos: el \u00cdndice de Igualdad de G\u00e9nero 2022, publicado recientemente por el Instituto Europeo para la Igualdad de G\u00e9nero (Eige), destaca claramente los efectos negativos que la ha generado la pandemia sobre la condici\u00f3n de las mujeres, situaci\u00f3n que se presenta a\u00fan m\u00e1s cr\u00edtica en Italia que ocupa el puesto 14 de 27 en la Uni\u00f3n Europea, con una puntuaci\u00f3n de 65 puntos sobre 100 y con 3,6 puntos menos que la media de la Uni\u00f3n Europea, cuya la media se sit\u00faa en 68,6 puntos. M\u00e1s concretamente, a nivel europeo, se observan se\u00f1ales negativas en el \u00e1mbito laboral, ya que la baja tasa de participaci\u00f3n femenina se ve fuertemente afectada por largos periodos de ausencia del mercado laboral, a menudo para cubrir necesidades de car\u00e1cter asistencial, con claras repercusiones en las trayectorias profesionales y perspectivas de jubilaci\u00f3n.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">En 2021, el empleo femenino ascendi\u00f3 al 67,7 %, mientras que el empleo masculino fue del 78,5 %, con una brecha laboral de g\u00e9nero de 10,8 puntos porcentuales, que ha disminuido s\u00f3lo levemente en los \u00faltimos 10 a\u00f1os. Adem\u00e1s, tambi\u00e9n existe una brecha significativa desde el punto de vista de los salarios: seg\u00fan datos de Istat (a febrero de 2022), en Italia el salario por hora es igual a 15,2 euros para las mujeres y 16,2 euros para los hombres y la brecha salarial de g\u00e9nero es m\u00e1s alto entre los ejecutivos (27,3%) y los graduados (18%). Esto se traduce en un menor poder adquisitivo de las mujeres, exacerbado por carencias espec\u00edficas de car\u00e1cter asistencial.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sumado a esto, la presi\u00f3n ejercida por la pandemia ha reducido el acceso a los servicios, lo que es a\u00fan m\u00e1s dif\u00edcil para la parte m\u00e1s fr\u00e1gil de la poblaci\u00f3n femenina (ancianas, migrantes). El \u00fanico dominio que ha registrado un crecimiento en t\u00e9rminos de igualdad de oportunidades es el vinculado al poder, \u00e1mbito en el que la presencia de mujeres en los procesos de toma de decisiones ha crecido significativamente. Esto se debe tambi\u00e9n al efecto positivo que han producido las cuotas introducidas por ley en los distintos Estados miembros de la UE, resultado que pone de relieve la importancia de la denominada directiva \u201cMujeres en los directorios\u201d, aprobada por el Consejo de la UE el 17 de octubre de 2022, cuyo objetivo es promover una representaci\u00f3n de g\u00e9nero m\u00e1s equilibrada en los consejos de administraci\u00f3n de las empresas que cotizan en bolsa en toda la Uni\u00f3n Europea. En este sentido, cabe destacar las iniciativas enmarcadas en el \u00e1mbito de la Gesti\u00f3n P\u00fablica de la promoci\u00f3n de Planes de Igualdad de G\u00e9nero, orientados a la planificaci\u00f3n estrat\u00e9gica de actividades para la puesta en valor del patrimonio de la diversidad y para favorecer el desarrollo de la mujer dentro de las organizaciones, as\u00ed como como los lineamientos para modular y repensar la actividad presupuestaria de las organizaciones introduciendo conceptos y procesos como el de Presupuesto de G\u00e9nero, que pretende incluir las din\u00e1micas que caracterizan las diferencias de g\u00e9nero en el proceso de asignaci\u00f3n de recursos de una organizaci\u00f3n. En el \u00e1mbito laboral, el concepto de igualdad de g\u00e9nero tambi\u00e9n entra en estrecho contacto con el de \u201cGesti\u00f3n de la Diversidad de G\u00e9nero\u201d, que hace referencia a todas aquellas pr\u00e1cticas y pol\u00edticas que tienen como objetivo promover no s\u00f3lo la igualdad entre hombres y mujeres en el \u00e1mbito laboral, sino tambi\u00e9n promover inclusi\u00f3n y respeto a la diversidad en la orientaci\u00f3n sexual y la identidad de g\u00e9nero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Estas premisas conducen a una reflexi\u00f3n sobre el papel que la sociedad y las organizaciones pueden jugar en la promoci\u00f3n de la consecuci\u00f3n de los objetivos de igualdad de g\u00e9nero y protecci\u00f3n de los derechos de las mujeres. Sin embargo, desde un punto de vista sociocultural, persiste un fuerte estereotipo de g\u00e9nero, en la consideraci\u00f3n de que hombres y mujeres pueden ser asociados a diferentes posiciones en los campos social, pol\u00edtico, gerencial, representativo. Las diferencias de g\u00e9nero est\u00e1n estrechamente ligadas a la cultura. de una empresa: el g\u00e9nero, en efecto, es un producto cultural y como tal hist\u00f3rica y socialmente situado. Es en base a ella que se atribuyen a los individuos caracter\u00edsticas, expectativas, aspiraciones, actitudes que se estiman adecuadas respecto de lo que se considera masculino y femenino en esa sociedad y en ese momento hist\u00f3rico. El g\u00e9nero, como construcci\u00f3n simb\u00f3lica que surge de modelos culturales, genera expectativas, motivaciones, comportamientos, que pueden ser evaluados como adecuados o desviados respecto a los modelos que cada cultura o sociedad considere adecuados y aceptados<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">El papel de la comunicaci\u00f3n, en sus diversas formas, es fundamental en este proceso. La comunicaci\u00f3n puede hacer o deshacer la diferencia de g\u00e9nero. Desde los debates pol\u00edticos hasta los programas de entretenimiento, desde la publicidad hasta el discurso period\u00edstico, desde la comunicaci\u00f3n pol\u00edtica hasta la institucional, las elecciones ling\u00fc\u00edsticas reflejan formas de concebir los roles e identidades de g\u00e9nero en la familia, en el lugar de trabajo y, en \u00faltima instancia, en la sociedad. El lenguaje, expresado en las diversas formas de comunicaci\u00f3n contempor\u00e1nea, da forma y voz a la forma en que los seres humanos piensan, interpretan la realidad y act\u00faan en el mundo. En consecuencia, nunca es una herramienta neutral. El uso de un lenguaje que respete las diferencias de g\u00e9nero, en l\u00ednea con las indicaciones europeas y nacionales, responde a la necesidad de cambios en la sociedad y la afirmaci\u00f3n de la igualdad de g\u00e9nero para encontrar reconocimiento y apoyo en las palabras.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Partiendo de premisas similares, esta convocatoria pretende indagar en la cuesti\u00f3n de las diferencias de g\u00e9nero a trav\u00e9s del cruce de las distintas disciplinas que se ocupan del estudio de la comunicaci\u00f3n.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Estas son algunas de las posibles \u00e1reas de estudio:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Teor\u00edas y estado del arte<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li>El concepto de identidad de g\u00e9nero en las ciencias humanas y sociales<\/li>\n<li>Estudios sobre las diferencias de g\u00e9nero: del feminismo a los nuevos paradigmas interpretativos<\/li>\n<li>Lenguaje de g\u00e9nero y las paradojas del lenguaje pol\u00edticamente correcto<\/li>\n<li>Estereotipos de g\u00e9nero y las paradojas del lenguaje pol\u00edticamente correcto<\/li>\n<li>Educaci\u00f3n de g\u00e9nero<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\">Campos de investigaci\u00f3n<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li>Diferencias de g\u00e9nero en las artes y las ciencias<\/li>\n<li>Diferencias de g\u00e9nero en los medios viejos y nuevos<\/li>\n<li>Diferencias de g\u00e9nero en la literatura<\/li>\n<li>Las diferencias de g\u00e9nero en los discursos sociales (moda, pol\u00edtica, publicidad, etc.)<\/li>\n<li>Diferencias de g\u00e9nero en la econom\u00eda y los negocios<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\">Modelos y perspectivas<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li>Legislaci\u00f3n y derechos<\/li>\n<li>Modelos para la igualdad de g\u00e9nero<\/li>\n<li>Hacia un lenguaje inclusivo: Propuestas y experiencias<\/li>\n<li>Educaci\u00f3n en medios y comunicaci\u00f3n.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Referencias bibliogr\u00e1ficas<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">BERTRAND, M., GOLDIN, C., &amp; KATZ, L. F. (2010). Dynamics of the gender gap for young professionals in the financial and corporate sectors. American economic journal: applied economics, 2(3), 228-255.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">BISHU, S. G., &amp; ALKADRY, M. G. (2017). A systematic review of the gender pay gap and factors that predict it. Administration &amp; Society, 49(1), 65-104.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">BOCK, G. (2000), Frauen in der europ\u00e4ischen Geschichte. Vom Mittelalter bis zur Gegenwart, M\u00fcnchen, C. H. Beck Verlag.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">BOERO, M. (2018), La famiglia della pubblicit\u00e0. Stereotipi, ruoli, identit\u00e0, Milano: FrancoAngeli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">BOERO M., GRECO C. (2022), How Advertising Preserves Cultural Identities while Communicating Societal Changes: A Comparative Study of the Representation of Women between Italy and Saudi Arabia. Lexia, 41-42<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">BUDLENDER, D., ELSTON, D., HEWITT, G., &amp; MUKHOPADHYAY, T. (Eds.). (2002). Gender budgets make cents: understanding gender responsive budgets. Commonwealth Secretariat.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">CHUNG, H., &amp; VAN DER LIPPE, T. (2020). Flexible working, work\u2013life balance, and gender equality: Introduction. Social Indicators Research, 151(2), 365-381.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">CLAVERO, S., &amp; GALLIGAN, Y. (2021). Delivering gender justice in academia through gender equality plans? Normative and practical challenges. Gender, Work &amp; Organization, 28(3), 1115-1132.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">DEMARIA, C., TIRALONGO, A. (2019), Teorie di genere. Femminismi e semiotica, Milano: Bompiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">GALIZZI, G., &amp; SIBONI, B. (2016). Positive action plans in Italian universities: Does gender really matter?. Meditari Accountancy Research, 24(2), 246-268.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">GHENO, V. (2019), Potere alle parole. Perch\u00e9 usarle meglio, Torino: Einaudi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">HJ\u00c1LMSD\u00d3TTIR, A., &amp; BJARNAD\u00d3TTIR, V. S. (2021). \u201cI have turned into a foreman here at home\u201d: Families and work\u2013life balance in times of COVID\u201019 in a gender equality paradise. Gender, Work &amp; Organization, 28(1), 268-283.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">POLZER, T., NOLTE, I. M., &amp; SEIWALD, J. (2021). Gender budgeting in public financial management: a literature review and research agenda. International Review of Administrative Sciences, ahead of print.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">PRENCIPE, A., BOFFA, D., PAPA, A., CORSI, C., &amp; MUELLER, J. (2022). Unmasking intellectual capital from gender and nationality diversity on university spin-offs\u2019 boards: a study on non-linear effects upon firm innovation. Journal of Intellectual Capital.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">RUSPINI E., Le identit\u00e0 di genere, Roma: Carocci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">STOTSKY, M. J. G. (2016). Gender budgeting: Fiscal context and current outcomes. International Monetary Fund.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Fecha l\u00edmite para la presentaci\u00f3n de textos:<\/em> 15 de septiembre de 2023;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Notificaci\u00f3n despu\u00e9s de la revisi\u00f3n por pares:<\/em> 30 de septiembre de 2023;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Fecha l\u00edmite para la presentaci\u00f3n de textos revisados:<\/em> 15 de octubre de 2023;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Publicaci\u00f3n:<\/em> Noviembre de 2023;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Los textos deber\u00e1n tener una extensi\u00f3n m\u00e1xima de 40000 caracteres e ir acompa\u00f1ados de un resumen en ingl\u00e9s de 1000 caracteres como m\u00e1ximo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Env\u00ede sus propuestas a: <a href=\"mailto:philosophiesofcommunication@gmail.com\">philosophiesofcommunication@gmail.com<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Call for Book Chapters \u00a0Vol. 4, n. 1 (2026) Corpi precari, mondi porosi. 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