{"id":21,"date":"2019-10-08T12:30:11","date_gmt":"2019-10-08T12:30:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilsileno.it\/filosofiesemiotiche\/?page_id=21"},"modified":"2022-09-29T17:06:26","modified_gmt":"2022-09-29T17:06:26","slug":"callforpapers_2014_2019","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.ilsileno.it\/filosofiesemiotiche\/callforpapers_2014_2019\/","title":{"rendered":"Call for papers (2014-2019)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>CALL SCADUTE<br \/>\nFilosofi(e)Semiotiche pubblica due numeri l&#8217;anno, raccolti in un volume<\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\"><strong>Filosofi(e)Semiotiche, Vol. 6, n. 2 (Dicembre 2019)\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\"><strong>Call for papers<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\"><strong>Rossi Landi. Il linguaggio tra teoria e prassi sociale<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\">Editors: Giorgio Borrelli, Moira De Iaco (Universit\u00e0 di Bari);<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\"><strong>Scadenza presentazione contributi: <\/strong>\u03361\u03360\u0336 \u0336n\u0336o\u0336v\u0336e\u0336m\u0336b\u0336r\u0336e\u0336 \u03362\u03360\u03361\u03369\u0336 ; <span style=\"color: #ff0000;\">(Prorogata al 29 novembre 2019)<\/span><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\"><strong>Notifica approvazione contributi:<\/strong> 30 novembre 2019;<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\"><strong>Pubblicazione:<\/strong> 31 dicembre 2019;<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Ferruccio Rossi Landi (1921-1985) \u00e8 stato uno degli autori che ha maggiormente contribuito al consolidamento disciplinare della semiotica e della filosofia del linguaggio in Italia.<br \/>\nSin dai primi studi su Morris, Ryle e Vailati \u2013 senza tralasciare la rilettura \u201cmarxiana\u201d di Wittgenstein \u2013 il carattere originale e pionieristico dell\u2019opera di Rossi-Landi si \u00e8 manifestato nella costante necessit\u00e0 di coniugare teoria del linguaggio e teoria della societ\u00e0. In questa prospettiva, si pu\u00f2 affermare che la tensione tra il linguaggio e la prassi sociale caratterizzi l\u2019intera evoluzione del pensiero di Rossi-Landi, articolandone di volta in volta gli interessi di ricerca.<br \/>\nSar\u00e0 infatti \u201csociale\u201d l\u2019apriori linguistico che Rossi-Landi chiamer\u00e0 \u2013 in una fase non ancora materialistico-dialettica \u2013 \u201cparlare comune\u201d: \u201ccomune\u201d perch\u00e9 non possono che essere sociali le tecniche che rendono possibile ogni forma di comunicazione e significazione; tecniche che ciascun essere umano \u2013 pi\u00f9 o meno consapevolmente \u2013 condivide. Queste tesi troveranno una strutturazione compiuta in una monografia fondamentale, intitolata \u2013 appunto \u2013 Significato, comunicazione e parlare comune (1961).<br \/>\nIn un rapporto di continuit\u00e0 e discontinuit\u00e0 con gli studi precedenti, il nesso tra teoria del linguaggio e prassi sociale trover\u00e0 un\u2019elaborazione ancora pi\u00f9 articolata nell\u2019ipotesi dell\u2019omologia tra produzione materiale e produzione linguistica, negli studi sul carattere semiotico del lavoro umano, nell\u2019analisi dell\u2019ideologia e dell\u2019alienazione linguistica. In questo modo, il lungo percorso che comprende Il linguaggio come lavoro e come mercato (1968), Semiotica e ideologia (1972), Linguistics and Economics (1974), Ideologia (1978) assumer\u00e0 la forma di una filosofia della prassi debitrice nei confronti di Vico, Hegel e Marx.<br \/>\nNella sua ultima monografia, Metodica filosofica e scienza dei segni (1985), Rossi Landi cercher\u00e0 di dare una sistemazione unitaria alle ricerche degli anni precedenti, approfondendole. Il progetto di un libro filosofico-antropologico dal titolo Segni, linguaggio e ideologia \u2013 di cui ci ha raccontato Ponzio (2006) \u2013 rester\u00e0 purtroppo irrealizzato.<br \/>\nAd ogni modo, quelli elencati sono solo alcuni nodi \u2013 tutti strettamente interconnessi \u2013 delle ricerche di Rossi-Landi e non vogliono certo esaurirne il potenziale inesplorato.<br \/>\nQuesto numero di Filosofi(e)Semiotiche si propone di raccogliere tanto i contributi in grado di inquadrare, in modo originale, gli aspetti centrali del pensiero di Rossi Landi quanto quelli capaci di illuminare relazioni inesplorate tra il suo lavoro edito e inedito, tra la semiotica e la filosofia del linguaggio.<br \/>\nL\u2019archivio Rossi Landi \u2013 attualmente conservato presso la Facolt\u00e0 di Filosofia dell\u2019Universit\u00e0 di Padova \u2013 restituisce il quadro di un\u2019intensa produzione costituita da molto materiale preparatorio agli scritti editi, diversi progetti per volumi e riviste, scritti inediti, corrispondenze e collezioni di autografi, anche antichi, spesso neppure catalogati. Riteniamo pertanto che ci sia ancora tanto da lavorare su e con Rossi Landi. L\u2019intento di questa call \u00e8 quello di ravvivare l\u2019interesse verso le sue ricerche provando ad ampliarne la conoscenza.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\"><strong>Parole chiave<\/strong>:<br \/>\nRossi Landi; linguaggio; prassi sociale; filosofia del linguaggio; semiotica; parlare comune; comunicazione; significazione; omologia; lavoro; ideologia; alienazione linguistica; archivio Rossi Landi<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\"><strong>Riferimenti bibliografici<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Borrelli, G.<br \/>\n2018 \u201cCommodity-Form as Oppositional Structure. The Versus of a Social Relation\u201d, Versus. VS, 2, 127.<br \/>\nBorrelli, G., A. Santangelo e G. Sgro\u2019<br \/>\n2017 Il linguaggio nel valore e nell\u2019economia, Libellula Edizioni, Tricase<br \/>\nPetrilli, S.<br \/>\n1987 (a cura di) Per Ferruccio Rossi-Landi, Il Protagora, IV, 11-12.<br \/>\n1992 (a cura di) \u201cThe Correspondence between Charles Morris and Ferruccio Rossi-Landi\u201d, Semiotica, 88, 1-2, pp. 37-122.<br \/>\n2004 (a cura di), Athanor. Lavoro immateriale, XIV, 7.<br \/>\nPonzio, A.<br \/>\n1976 La semiotica in Italia. Fondamenti teorici, Bari, Dedalo libri.<br \/>\n2004 Semiotica e dialettica, Bari, Edizioni dal Sud.<br \/>\n2008 Linguaggio, lavoro e mercato globale. Rileggendo Rossi-Landi, Milano-Udine, Mimesis.<br \/>\n2012 Ferruccio Rossi-Landi e la filosofia del linguaggio, Lecce, Pensa MultiMedia.<br \/>\n2013 Fuori luogo. L\u2019esorbitante nella riproduzione dell\u2019identico, Milano-Udine, Mimesis.<br \/>\nRossi-Landi, F.<br \/>\n1948 \u201cConsiderazioni semantiche sulla musica\u201d, La Rassegna Musicale, 2, XVIII (XXVI \u201cIl Pianoforte\u201d), Aprile 1948, pp. 113-122.<br \/>\n1971 \u201cSul contributo di Mao alla dialettica\u201d, in Ideologie. Per lo studio della Rivoluzione cinese, 12-13, pp. 519-540.<br \/>\n1975 Charles Morris e la semiotica novecentesca, Milano, Feltrinelli.<br \/>\n1977 Linguistics and Economics, L\u2019Aia-Parigi, Mouton.<br \/>\n1992a \u201cDialettica dei valori linguistici\u201d, Athanor, Augusto Ponzio (ed.), 3, pp. 133-144.<br \/>\n1992b Between Signs and Non-Signs, Susan Petrilli (ed.), Amsterdam-Philadelphia, John Benjamins Publishing Company.<br \/>\n1998 [1961] Significato, comunicazione e parlare comune, Venezia, Marsilio.<br \/>\n2002 \u201cIl corpo del testo tra riproduzione sociale ed eccedenza. Dialogo\u201d, Corposcritto, 2, pp. 18-43, con una presentazione di Susan Petrilli, \u201cRossi-Landi, l\u2019ideologia dell\u2019autore e la riproduzione sociale\u201d, ibid., pp. 7-17.<br \/>\n2003 [1968] Il linguaggio come lavoro e come mercato. Una teoria della produzione e dell&#8217;alienazione linguistiche, Milano, Bompiani.<br \/>\nEng. Trans. Language as Work and Trade. A Semiotic Homology for Linguistics and Economics, South Hadley (Mass, USA) Bergin &amp; Garvey1983).<br \/>\n2005 [1978] Ideologia, Roma, Meltemi.<br \/>\nEng. Trans. Marxism and Ideology. Oxford: Clarendon Press, 1990.<br \/>\n2006 [1985] Metodica filosofica e scienza dei segni. Nuovi saggi sul linguaggio e l\u2019ideologia, Milan, Bompiani.<br \/>\n2011 [1972] Semiotica e ideologia, Milano, Bompiani.<br \/>\n2016 Linguistica ed economia, Cristina Zorzella Cappi (ed.), Milano-Udine, Mimesis.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\"><strong>Filosofi(e)Semiotiche, Vol. 6, no. 2 (December 2019)<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\"><strong>Call for papers<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\"><strong>Rossi Landi. Language between Theory and Social Praxis<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\"><em>Editors: Giorgio Borrelli, Moira De Iaco (Universit\u00e0 di Bari);<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\"><strong>Submission Deadline<\/strong>: \u03361\u03360\u0336 \u0336N\u0336o\u0336v\u0336e\u0336m\u0336b\u0336e\u0336r\u0336 \u03362\u03360\u03361\u03369\u0336; <span style=\"color: #ff0000;\">(Extended to November 29, 2019)<\/span><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\"><strong>Notification of Acceptance<\/strong>: 30 November 2019;<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\"><strong>Publication Date<\/strong>: 31 December 2019;<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Ferruccio Rossi Landi (1921-1985) gave one of the most important contributions in strengthening the philosophy of language and semiotics in Italy. From his first studies on Morris, Ryle and Vailati \u2013 and not forgetting his original Marxian interpretation of Wittgenstein \u2013 have been pioneering. Rossi-Landi\u2019s investigations were constantly characterized by the necessity to combine the Theory of Language with the Theory of Society.<br \/>\nIndeed, the relationship between language and social praxis constituted his fundamental research interest, characterising the entire development of his studies. During a phase, not yet materialistic-dialectic, of his thoughts, Rossi-Landi identifies a linguistic a priori n what he defines as \u201cCommon Speech\u201d; i.e. the set of social techniques which makes every form of communication and meaning possible: a set of social techniques which human beings share more or less consciously. Rossi Landi structures this idea in the book Significato, comunicazione e parlare comune [Meaning, Communication and Common Speech] (1961), proposing a new intriguing approach in the investigation of language.<br \/>\nStarting from these works, Rossi-Landi will thematise some of the fundamental topics of his research work: e.g., the hypothesis of the homology between material production and linguistic production, the studies on the semiotic character of human work, the analysis of ideology and linguistic alienation. In this regard, monographs like Il linguaggio come lavoro e come mercato (1968) [Eng. Trans. Language as Work &amp; Trade (1983)], Semiotica e ideologia [Semiotics and Ideology] (1972), Linguistics and Economics (1974), Ideologia [Eng. Trans. Marxism and Ideology (1978)] can be all considered as exemplary works in which the link between language and social praxis becomes the object of a proper philosophy of praxis inspired by Vico, Hegel, and Marx.<br \/>\nIn his last book, Metodica filosofica e scienza dei segni [Philosophical Methodics and the Science of Signs] (1985), Rossi Landi tries to organise and examine his research outcomes further. The project of a philosophical-anthropological book entitled Segni, linguaggio e ideologia [Signs, Language and Ideology] \u2013 as Ponzio (2006) underlines \u2013 will unfortunately remain unpublished.<br \/>\nObviously, this is just a partial list of Rossi-Landi&#8217;s investigations, and it does not even come close to exhausting the unexplored implications of his thought.<br \/>\nThis number of the review Filosofi(e) Semiotiche aims at collecting both original papers which frame the central aspects of Rossi Landi&#8217;s thoughts and contributions which illuminate new relationships between his published and unpublished work and between semiotics and philosophy of language.<br \/>\nThe Rossi Landi\u2019s archive, which is currently reserved at the Library of Philosophy of Padua University, gives us a strong impression, showing an intense production of writings with a lot of preparatory material to the published works. Among Rossi Landi\u2019s Papers we can find several projects for volumes and journals, many unpublished writings, a lot of correspondence and collections of autographs, some are even ancient: much material has not yet been catalogued.<br \/>\nTherefore, we believe that there is still much work to do on Rossi- Landi\u2019s research. The goal of this call is to rekindle the interest on his thought, trying to expand and improve the knowledge of it.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\"><strong>Keywords<\/strong>:<br \/>\nRossi Landi; language; social praxis; philosophy of language; semiotics; common speech; communication; meaning; homology; work; linguistic alienation; ideology; Rossi Landi\u2019s archive<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\"><strong>References<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Borrelli, G.<br \/>\n2018 \u201cCommodity-Form as Oppositional Structure. The Versus of a Social Relation\u201d, Versus. VS, 2, 127.<br \/>\nBorrelli, G., A. Santangelo e G. Sgro\u2019<br \/>\n2017 Il linguaggio nel valore e nell\u2019economia, Libellula Edizioni, Tricase<br \/>\nPetrilli, S.<br \/>\n1987 (a cura di) Per Ferruccio Rossi-Landi, Il Protagora, IV, 11-12.<br \/>\n1992 (a cura di) \u201cThe Correspondence between Charles Morris and Ferruccio Rossi-Landi\u201d, Semiotica, 88, 1-2, pp. 37-122.<br \/>\n2004 (a cura di), Athanor. Lavoro immateriale, XIV, 7.<br \/>\nPonzio, A.<br \/>\n1976 La semiotica in Italia. Fondamenti teorici, Bari, Dedalo libri.<br \/>\n2004 Semiotica e dialettica, Bari, Edizioni dal Sud.<br \/>\n2008 Linguaggio, lavoro e mercato globale. Rileggendo Rossi-Landi, Milano-Udine, Mimesis.<br \/>\n2012 Ferruccio Rossi-Landi e la filosofia del linguaggio, Lecce, Pensa MultiMedia.<br \/>\n2013 Fuori luogo. L\u2019esorbitante nella riproduzione dell\u2019identico, Milano-Udine, Mimesis.<br \/>\nRossi-Landi, F.<br \/>\n1948 \u201cConsiderazioni semantiche sulla musica\u201d, La Rassegna Musicale, 2, XVIII (XXVI \u201cIl Pianoforte\u201d), Aprile 1948, pp. 113-122.<br \/>\n1971 \u201cSul contributo di Mao alla dialettica\u201d, in Ideologie. Per lo studio della Rivoluzione cinese, 12-13, pp. 519-540.<br \/>\n1975 Charles Morris e la semiotica novecentesca, Milano, Feltrinelli.<br \/>\n1977 Linguistics and Economics, L\u2019Aia-Parigi, Mouton.<br \/>\n1992a \u201cDialettica dei valori linguistici\u201d, Athanor, Augusto Ponzio (ed.), 3, pp. 133-144.<br \/>\n1992b Between Signs and Non-Signs, Susan Petrilli (ed.), Amsterdam-Philadelphia, John Benjamins Publishing Company.<br \/>\n1998 [1961] Significato, comunicazione e parlare comune, Venezia, Marsilio.<br \/>\n2002 \u201cIl corpo del testo tra riproduzione sociale ed eccedenza. Dialogo\u201d, Corposcritto, 2, pp. 18-43, con una presentazione di Susan Petrilli, \u201cRossi-Landi, l\u2019ideologia dell\u2019autore e la riproduzione sociale\u201d, ibid., pp. 7-17.<br \/>\n2003 [1968] Il linguaggio come lavoro e come mercato. Una teoria della produzione e dell&#8217;alienazione linguistiche, Milano, Bompiani.<br \/>\nEng. Trans. Language as Work and Trade. A Semiotic Homology for Linguistics and Economics, South Hadley (Mass, USA) Bergin &amp; Garvey1983).<br \/>\n2005 [1978] Ideologia, Roma, Meltemi.<br \/>\nEng. Trans. Marxism and Ideology. Oxford: Clarendon Press, 1990.<br \/>\n2006 [1985] Metodica filosofica e scienza dei segni. Nuovi saggi sul linguaggio e l\u2019ideologia, Milan, Bompiani.<br \/>\n2011 [1972] Semiotica e ideologia, Milano, Bompiani.<br \/>\n2016 Linguistica ed economia, Cristina Zorzella Cappi (ed.), Milano-Udine, Mimesis.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\"><strong>Filosofi(e)Semiotiche, Vol. 6, n. 2 (D\u00e9cembre 2019)<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\"><strong>Call for papers<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\"><strong>Rossi Landi. Le langage entre th\u00e9orie et pratique sociale<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\"><em>Editeurs: Giorgio Borrelli, Moira De Iaco (Universit\u00e0 di Bari);<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\"><strong>Date limite de soumission<\/strong>: \u03361\u03360\u0336 \u0336N\u0336o\u0336v\u0336e\u0336m\u0336b\u0336r\u0336e\u0336 \u03362\u03360\u03361\u03369\u0336; <span style=\"color: #ff0000;\">(Prolong\u00e9 jusqu&#8217;au 29 novembre 2019)<\/span><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\"><strong>Notification d&#8217;acceptation<\/strong>: 30 Novembre 2019;<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\"><strong>Date de publication<\/strong>: 31 D\u00e9cembre 2019;<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Ferruccio Rossi Landi (1921-1985) est un des auteurs qui a le plus contribu\u00e9 \u00e0 la consolidation de la s\u00e9miotique et de la philosophie du langage en Italie.<br \/>\nDepuis les premi\u00e8res \u00e9tudes sur Morris, Ryle e Vailati \u2013 sans oublier la relecture &#8220;marxienne&#8221; de Wittgenstein \u2013 le caract\u00e8re original et pionnier de l\u2019\u0153uvre de Rossi Landi s\u2019est manifest\u00e9 \u00e0 travers la n\u00e9cessit\u00e9 constante de conjuguer la th\u00e9orie du langage e la th\u00e9orie de la soci\u00e9t\u00e9. Dans cette perspective, on peut affirmer que la tension entre le langage et la pratique sociale caract\u00e9rise toute l\u2019\u00e9volution de la pens\u00e9e de Rossi Landi, autour de laquelle s\u2019articulent ses int\u00e9r\u00eats de recherche.<br \/>\nEn effet, c\u2019est dans une phase non encore mat\u00e9rialiste-dialectique que Rossi Landi nomme l\u2019apriori linguistique &#8220;parler commun&#8221; : &#8220;commun&#8221; car les techniques qui permettent toute forme de communication et de signification ne peuvent \u00eatre que sociales; ces techniques \u00e9tant \u2013 plus ou moins consciemment \u2013 partag\u00e9es par tout \u00eatre humain. Ces th\u00e8ses seront l\u2019objet d\u2019une monographie fondamentale, intitul\u00e9e Significato, comunicazione e parlare comune (1961).<br \/>\nDans un rapport de continuit\u00e9 et de discontinuit\u00e9 avec les \u0153uvres pr\u00e9c\u00e9dentes, le lien entre th\u00e9orie du langage et pratique sociale s\u2019articule dans l\u2019hypoth\u00e8se de l\u2019homologie entre production mat\u00e9rielle et production linguistique, dans les \u00e9tudes sur le caract\u00e8re s\u00e9miotique du travail humain, dans l\u2019analyse de l\u2019id\u00e9ologie et de l\u2019ali\u00e9nation linguistique. Ainsi, le long parcours qui comprend Il linguaggio come lavoro e come mercato (1968), Semiotica e ideologia (1972), Linguistics and Economics (1974), Ideologia (1978) prendra la forme d\u2019une philosophie de la pratique redevable \u00e0 l\u2019\u00e9gard de Vico, Hegel e Marx.<br \/>\nDans sa derni\u00e8re monographie, Metodica filosofica e scienza dei segni (1985), Rossi Landi essaie de donner une forme unitaire aux recherches des ann\u00e9es pr\u00e9c\u00e9dentes, tout en les approfondissant. Malheureusement, le projet de son livre philosophique-anthropologique Segni, linguaggio e ideologia \u2013 dont nous parle Ponzio (2006) \u2013 ne sera pas r\u00e9alis\u00e9.<br \/>\nEvidemment, l\u2019objet de notre analyse ne repr\u00e9sente que certains points centraux \u2013 \u00e9troitement interconnect\u00e9s &#8211; du travail de Rossi landi et ne pr\u00e9tend en aucun cas r\u00e9duire l\u2019\u00e9tendue inexplor\u00e9e de ses recherches.<br \/>\nCe num\u00e9ro de Filosofi(e)Semiotiche propose de recueillir \u00e0 la fois les contributions capables d\u2019encadrer, de fa\u00e7on originale, les aspects fondamentaux de la pens\u00e9e de Rossi Landi et celles qui permettront d\u2019identifier des relations inexplor\u00e9es entre son travail publi\u00e9 et non publi\u00e9, entre la s\u00e9miotique et la philosophie du langage.<br \/>\nL\u2019archive Rossi Landi \u2013 actuellement conserv\u00e9e \u00e0 la facult\u00e9 de Philosophie de l\u2019Universit\u00e9 de Padoue \u2013 repr\u00e9sente l\u2019ensemble d\u2019une intense production constitu\u00e9e d\u2019un riche mat\u00e9riel pr\u00e9paratoire aux textes publi\u00e9s, de diff\u00e9rents projets pour des volumes et des revues, de textes in\u00e9dits, de correspondances et de collections d\u2019autographes, voire anciens, souvent non catalogu\u00e9s. Par cons\u00e9quent, nous pensons qu\u2019il y ait encore beaucoup \u00e0 travailler sur et avec Rossi Landi. Cet appel \u00e0 papier a pour but de raviver l\u2019int\u00e9r\u00eat pour ses recherches tout en essayant d\u2019en accro\u00eetre la connaissance.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\"><strong>Mots-cl\u00e9s<\/strong>:<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Rossi Landi, langage; pratique sociale; philosophie du langage; s\u00e9miotique; parler commun; communication; sens; homologie; travail; id\u00e9ologie; ali\u00e9nation linguistique; archive.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\"><strong>Bibliographie <\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Borrelli, G.<br \/>\n2018 \u201cCommodity-Form as Oppositional Structure. The Versus of a Social Relation\u201d, Versus. VS, 2, 127.<br \/>\nBorrelli, G., A. Santangelo e G. Sgro\u2019<br \/>\n2017 Il linguaggio nel valore e nell\u2019economia, Libellula Edizioni, Tricase<br \/>\nPetrilli, S.<br \/>\n1987 (a cura di) Per Ferruccio Rossi-Landi, Il Protagora, IV, 11-12.<br \/>\n1992 (a cura di) \u201cThe Correspondence between Charles Morris and Ferruccio Rossi-Landi\u201d, Semiotica, 88, 1-2, pp. 37-122.<br \/>\n2004 (a cura di), Athanor. Lavoro immateriale, XIV, 7.<br \/>\nPonzio, A.<br \/>\n1976 La semiotica in Italia. Fondamenti teorici, Bari, Dedalo libri.<br \/>\n2004 Semiotica e dialettica, Bari, Edizioni dal Sud.<br \/>\n2008 Linguaggio, lavoro e mercato globale. Rileggendo Rossi-Landi, Milano-Udine, Mimesis.<br \/>\n2012 Ferruccio Rossi-Landi e la filosofia del linguaggio, Lecce, Pensa MultiMedia.<br \/>\n2013 Fuori luogo. L\u2019esorbitante nella riproduzione dell\u2019identico, Milano-Udine, Mimesis.<br \/>\nRossi-Landi, F.<br \/>\n1948 \u201cConsiderazioni semantiche sulla musica\u201d, La Rassegna Musicale, 2, XVIII (XXVI \u201cIl Pianoforte\u201d), Aprile 1948, pp. 113-122.<br \/>\n1971 \u201cSul contributo di Mao alla dialettica\u201d, in Ideologie. Per lo studio della Rivoluzione cinese, 12-13, pp. 519-540.<br \/>\n1975 Charles Morris e la semiotica novecentesca, Milano, Feltrinelli.<br \/>\n1977 Linguistics and Economics, L\u2019Aia-Parigi, Mouton.<br \/>\n1992a \u201cDialettica dei valori linguistici\u201d, Athanor, Augusto Ponzio (ed.), 3, pp. 133-144.<br \/>\n1992b Between Signs and Non-Signs, Susan Petrilli (ed.), Amsterdam-Philadelphia, John Benjamins Publishing Company.<br \/>\n1998 [1961] Significato, comunicazione e parlare comune, Venezia, Marsilio.<br \/>\n2002 \u201cIl corpo del testo tra riproduzione sociale ed eccedenza. Dialogo\u201d, Corposcritto, 2, pp. 18-43, con una presentazione di Susan Petrilli, \u201cRossi-Landi, l\u2019ideologia dell\u2019autore e la riproduzione sociale\u201d, ibid., pp. 7-17.<br \/>\n2003 [1968] Il linguaggio come lavoro e come mercato. Una teoria della produzione e dell&#8217;alienazione linguistiche, Milano, Bompiani.<br \/>\nEng. Trans. Language as Work and Trade. A Semiotic Homology for Linguistics and Economics, South Hadley (Mass, USA) Bergin &amp; Garvey1983).<br \/>\n2005 [1978] Ideologia, Roma, Meltemi.<br \/>\nEng. Trans. Marxism and Ideology. Oxford: Clarendon Press, 1990.<br \/>\n2006 [1985] Metodica filosofica e scienza dei segni. Nuovi saggi sul linguaggio e l\u2019ideologia, Milan, Bompiani.<br \/>\n2011 [1972] Semiotica e ideologia, Milano, Bompiani.<br \/>\n2016 Linguistica ed economia, Cristina Zorzella Cappi (ed.), Milano-Udine, Mimesis.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\"><strong>Filosofi(e)Semiotiche, Vol. 6, n. 1 (Luglio 2019)<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Call for papers<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\"><strong>Pensieri prestampati. Lo stereotipo tra scienze del linguaggio e comunicazione visiva<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Editors: Donata Chiric\u00f2 e Giovanni De Luca (Universit\u00e0 della Calabria);<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Scadenza presentazione contributi: 20 giugno 2019;<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Notifica approvazione contributi: 10 luglio 2019;<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Pubblicazione: 30 luglio 2019;<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Incisore di grandissima fama discendente da un\u2019illustre famiglia di stampatori, nel 1798 \u00e8 Firmin Didot (1764-1836) a coniare il termine stereotipo. Anzi, per essere pi\u00f9 precisi, a lui si deve l\u2019invenzione del processo di stampa detto, appunto, stereotipia, e di cui lo stereotipo \u00e8 l\u2019esito. Nella fattispecie si tratta di rendere fissa una pagina di caratteri altrimenti mobili preparandone delle matrici. Stampare in stereotipia, ovvero, \u201cstereotipare\u201d, significava velocizzare il processo e ridurre le possibilit\u00e0 di errori. La fissit\u00e0 era garanzia di agevole riproducibilit\u00e0. L\u2019arte dispositiva di Didot \u2013 a cui dobbiamo, tra l\u2019altro, la progettazione di un carattere ancora oggi in uso \u2013 assicurava alla stampa un importante balzo in avanti nella direzione delle modernit\u00e0 alla cui nascita, del resto, gi\u00e0 Gutenberg aveva contribuito quanto Cartesio. E la modernit\u00e0, si sa, \u00e8 una nuova et\u00e0 dell\u2019innocenza. Getta le basi per un differente ordine sociale e la nascita delle democrazie moderne, abolisce privilegi, fonda diritti, instaura nuove forme di potere. Ci\u00f2 che era nelle mani di uno, viene distribuito nelle mani di molti. I parlamenti soppiantano le corti. Ci\u00f2 che prima veniva semplicemente affermato e asserito, a quel punto doveva essere almeno argomentato, votato, discusso. Poter e dover \u201cparlare chiaramente\u201d (Olympe de Gouges, 1791, p. 3) viene considerato il primo segno della democrazia. Dalle nuove costituzioni, unanimemente considerate \u201cil germe dell\u2019istruzione pubblica\u201d si vuole bandita \u201cogni proposizione o espressione astratta o indeterminata che possa produrre conseguenze arbitrarie\u201d (Pison Du Galland, s.d., p. 3). Alle spalle di queste idea \u201clinguistica\u201d della politica e del diritto, una grande filosofia politica del linguaggio intenzionata a sovvertire l\u2019ordine presunto naturale dell\u2019organizzazione sociale attraverso la padronanza della lingua quale passaggio necessario per cambiare il mondo. L\u2019\u201dabilit\u00e0 a servirsi dei segni\u201d \u00e8, infatti, chiaramene riconosciuta come quella specifica capacit\u00e0 di cui, fin da bambini, \u00e8 indispensabile dotare \u201ctutti gli esseri umani\u201d in modo che sia loro garantita la conseguente possibilit\u00e0 di controbilanciare le forze e i poteri che generano e alimentano disuguaglianze (Condillac, 1746, p. 72).<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Raramente nella storia le scienze del linguaggio sono stata cos\u00ec manifestamente militanti, cos\u00ec impegnate in una guerriglia contro il potere di negare potere. Questa forza sovvertitrice sar\u00e0 totalmente dispersa nel corso dell\u2019Ottocento. Dovranno passare pi\u00f9 di due secoli prima che quell\u2019aria di eversione che aleggiava tra i filosofi del linguaggio dell\u2019illuminismo tornasse a spirare. Bisogner\u00e0 che sopraggiunga il poeticissimo disincanto a cui ci ha consegnato la riflessione di Roland Barthes. \u00c8 lui che ci insegna che per padroneggiare veramente una lingua bisogna essere consapevoli del fatto che essa stessa rappresenta una sistema di classificazione-esclusione (1977, trad. it. pp. 7-8). \u00c8 lui che ci ricorda che ogni segno incarna un pericolo, ovvero la possibilit\u00e0 che in esso finisca per dimorare qualcosa di profondamente mostruoso: lo stereotipo (ivi, p. 9). Ma questa volta non si tratta della virtuosissima ripetizione che caratterizza la tecnica di stampa di Didot e il cui effetto \u00e8 quello di sostenere e accelerare il processo della conoscenza. Questa volta si tratta del rischio di consegnarsi ad una \u201cgregariet\u00e0\u201d violenta interessata specificamente a \u201csottomettere\u201d (ivi, pp. 8-9), a negare che ci sia \u201cuna distinzione tra il nostro universo e l\u2019universo\u201d e che \u201cmolte cose ci avrebbero tentato\u201d prima che finissero \u201caccomodate nelle pieghe di uno stampo\u201d (Lippman, 1922, trad. it. pp. 73). Laddove lo stereotipo si installa esso pretende di dire una volta per tutte, e certamente per un tempo cos\u00ec lungo da diventare infinito nella memoria umana, ci\u00f2 che, invece, ha bisogno di \u201cslittare\u201d e \u201cruotare\u201d (ivi, pp. 11-12), essere \u201ctradito\u201d ed \u201celuso\u201d (ivi, pp. 26-27).<br \/>\nLa presente Call \u00e8 quindi rivolta tanto a studiosi di scienze del linguaggio e professionisti della comunicazione visiva quanto a filosofi, storici, psicologi, sociologi, studiosi di arti performative e visive, di letteratura, di scienze dell\u2019educazione. Ancor pi\u00f9 propriamente \u00e8 rivolta a chiunque voglia cogliere la sfida di Barthes e, quindi, svolgere quel lavoro eminentemente \u201cpolitico\u201d che consiste nel provare a capire, o almeno descrivere, come le societ\u00e0 producano quegli \u201ceccessi di artificio\u201d che sono gli stereotipi e finisca per \u201cconsumarli\u201d come \u201csensi innati\u201d (ivi, pp. 24-25).<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\"><strong>Riferimenti bibliografici:<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Barthes, R., Lezione, Torino, Einaudi, 1981 (ed. or. 1978);<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Boero, M., La famiglia della pubblicit\u00e0: stereotipi, ruoli, identit\u00e0, Milano, FrancoAngeli, 2018.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Condillac, E. B. (de) (1746), Essai sur l\u2019origine des connaissances humaines, in \u0152uvres Compl\u00e8tes, t. I, Gen\u00e8ve, Slatkine Reprints, 1970.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Eco, U. (1997), Kant e l\u2019ornitorinco, Milano, La nave di Teseo, 2016;<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Flusser, V. (2006), Per una filosofia della fotografia, Milano, Bruno Mondadori (ed. or. 1983);<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Gardner, H. Educare al comprendere. Stereotipi infantili e apprendimento scolastico, Milano, Feltrinelli, 2005 (III ed.)<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Gouges, O. de (1791), D\u00e9claration des droits de la femme et de la citoyenne, s.n., s.l.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Lippmann, W., L\u2019opinione pubblica, Roma, Donzelli, 2004 (ed. or. 1922).<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Pison Du Galland, A.-F. (s.d.), D\u00e9claration des Droits de l\u2019Homme et du Citoyen, chez Baudouin, Imprimeur de l\u2019Assembl\u00e9e Nationale, Versailles;<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Sartori, G. (2000), Homo videns, Roma-Bari, Laterza (ed. or. 1997).<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\"><strong>Parole chiave<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Alterit\u00e0, Carattere, Codice, Concetto, Credenza, Design, Differenza, Identit\u00e0, Ideologia, Immagine, Lingua, Marginalit\u00e0, Matrice, Mistificazione, Opinione, Politica, Potere, Pregiudizio, Propaganda, Pubblicit\u00e0, Stampa, Verit\u00e0, Violenza.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\"><strong>Filosofi(e)Semiotiche, Vol. 6, no. 1 (July 2019)<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Call for papers<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\"><strong>Pre-printed thoughts. Stereotype between sciences of languages and visual communication<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Editors: Donata Chiric\u00f2 &amp; Giovanni De Luca (Universit\u00e0 della Calabria)<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Submission Deadline: June 20, 2019;<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Notification of acceptance: July 10, 2019;<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Publication date: July 30, 2019;<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">One of the most distinguished engraver and descentant of an illustrious family of printers, in 1798 was Firmin Didot (1764-1836) the first to use stereotype as a term. In fact, he was the creator of the print process called stereotypy print and the resulting stereotype. In the present case this is to tighten a page that would present moving letters in order to prepare the stubs. To print in stereotypy, that is \u201cto stereotype\u201d means to fasten the process and reduce the mistakes.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Fixity was an easy riproducibility guarantee. The substantive art of Didot, to whom we owe the design of letters that we use nowadays, was able to guarantee a huge step forward to the modernity, where we find the input of Gutemberg and Cartesio as well.<br \/>\nAfter all, modernity is a brand new age of ingenuity. It lays the foundations for a different d social order and for the emergence of modern democracies, it abolishes privileges, it founds entitlements and creates new form of power. All that was owned by one was distribuited to the masses. Parliaments supplant courts. What was once just said and claimed now it has to be discussed, argued and finally voted.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Be able to speak freely and clearly (Olympe De Gouges, 1791, p.3) is considered the first sign of democracy. From new establishments, unanimously considered the germ of public education, must be banned every single abstract expression that can lead to arbitrary consequences (Pison du Galland, s.d., p.3).<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Behind this \u201clinguistic\u201d idea of politics and law there is a notable political philisophy of language willing to subvert the alleged natural order of the social organization through the grasp of language seen as the main process to change the world.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">The ability to use signs is that special quality that every human being must be taught to in oder to guarantee them the chance to counterbalance forces and power that lead and keep alive inequalities (Condillac., 1746, p.72.).<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Sciences of language rarely used to be so \u201cactivists\u201d, so involved in a guerriglia against authority and against the power to deny authority.<br \/>\nThis subversion has been completely lost in the nineteenth century and it began to arise only two decades later, when that atmosphere began to floating around thanks to Languages philosophers of the Enlightenment.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">We have to be thankful to Roland Barthes who left us that magnific and poetic disenchantement.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">As he taught us, in order to master about a language we have to be aware that it represents a complex system of classification and exclusion. He also was convinced that a sign could embodies a danger and a risk too, that is the fear that something monstrous could happen: the stereotype. In this case this is not the process through which education is supported and fastened. Where the stereotype is fixed it claims to say, loudly enough to be everlasting, that it needs to roll and slide instead, betrayed and circumvented.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">This is addressed to the scientists of languages and communication professionals, as well as historians, psychologists, sociologists, philosophers, performing and visual art, literature and science of education scholars. More effectively addressed to anyone who would try to understand and discuss something merely \u201cpolitic\u201d that lies, at least, into describe how societies produce that surplus of affectation, that is stereotype and lead to consume them as innate senses.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\"><strong>References<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Barthes, R., Lezione, Torino, Einaudi, 1981 (ed. or. 1978).<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Boero, M., La famiglia della pubblicit\u00e0: stereotipi, ruoli, identit\u00e0, Milano, FrancoAngeli, 2018.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Condillac, E. B. (de) (1746), Essai sur l\u2019origine des connaissances humaines, in \u0152uvres Compl\u00e8tes, t. I, Gen\u00e8ve, Slatkine Reprints, 1970;<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Eco, U. (1997), Kant e l\u2019ornitorinco, Milano, La nave di Teseo, 2016.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Flusser, V. (2006), Per una filosofia della fotografia, Milano, Bruno Mondadori (ed. or. 1983).<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Gardner, H. Educare al comprendere. Stereotipi infantili e apprendimento scolastico, Milano, Feltrinelli, 2005 (III ed.)<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Gouges, O. de (1791), D\u00e9claration des droits de la femme et de la citoyenne, s.n., s.l.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Lippmann, W., L\u2019opinione pubblica, Roma, Donzelli, 2004 (ed. or. 1922).<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Pison Du Galland, A.-F. (s.d.), D\u00e9claration des Droits de l\u2019Homme et du Citoyen, chez Baudouin, Imprimeur de l\u2019Assembl\u00e9e Nationale, Versailles.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Sartori, G. (2000), Homo videns, Roma-Bari, Laterza (ed. or. 1997).<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\"><strong>Keywords<\/strong><br \/>\nOtherness, Character, Code, Concept, Belief, Design, Difference, Identity, Ideology, Image, Language, Marginality, Matrix, Mistification, Opinion, Politics, Power, Prejudice, Propaganda, Advertising, Press, Truth, Violence.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\"><strong>Filosofi(e)Semiotiche, Vol. 6, n. 1 (Juillet 2019)<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Appel \u00e0 communications<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\"><strong>Pens\u00e9es pr\u00e9-imprim\u00e9es. Le st\u00e9r\u00e9otype entre science du langage et communication visuelle<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">\u00c9diteurs: Donata Chiric\u00f2 et Giovanni De Luca (Universit\u00e0 della Calabria);<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Date d\u2019\u00e9ch\u00e9ance de pr\u00e9sentation des contributions : 20 Juin 2019;<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Notification d\u2019approbation : 10 Juillet 2019;<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Publication : 30 Juillet 2019;<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Firmin Didot (1764-1836), graveur hautement renomm\u00e9 descendant d\u2019une illustre famille d\u2019imprimeurs, inventa, en 1798, le terme st\u00e9r\u00e9otype. Pour \u00eatre plus pr\u00e9cis, c\u2019est \u00e0 lui que l\u2019on doit l\u2019invention du processus d\u2019imprimerie appel\u00e9, st\u00e9r\u00e9otypie, et dont le st\u00e9r\u00e9otype est le r\u00e9sultat. Il s\u2019agit notamment de fixer sur une page des caract\u00e8res qui seraient autrement mobiles en pr\u00e9parant des planches. Imprimer en st\u00e9r\u00e9otypie, voire, \u00abst\u00e9r\u00e9otyper\u00bb, signifiait acc\u00e9l\u00e9rer le processus et r\u00e9duire les possibilit\u00e9s d\u2019erreur. La fixit\u00e9 \u00e9tait une garantie pour une facile reproductibilit\u00e9. L\u2019art substantiel de Didot &#8211; auquel nous devons, d\u2019ailleurs, la conception d\u2019un caract\u00e8re encore utilis\u00e9 aujourd\u2019hui &#8211; assurait \u00e0 l\u2019imprimerie un progr\u00e8s consid\u00e9rable en vue d\u2019une modernit\u00e9 \u00e0 laquelle Gutenberg avait d\u00e9j\u00e0 contribu\u00e9 ainsi que Descartes. Et la modernit\u00e9, on le sait, est un nouvel \u00e2ge de l\u2019innocence. Elle pose les bases pour un ordre social diff\u00e9rent et la naissance des d\u00e9mocraties modernes, elle abolit les privil\u00e8ges, fonde des droits, instaure de nouvelles formes de pouvoir. Ce qui \u00e9tait dans les mains d\u2019un seul homme, sera distribu\u00e9 dans les mains de plusieurs. Les parlements supplantent les cours. Ce qui auparavant \u00e9tait simplement affirm\u00e9 et d\u00e9clar\u00e9, devait \u00e0 ce moment-l\u00e0 au moins \u00eatre argument\u00e9, vot\u00e9, discut\u00e9. Pouvoir et devoir \u00abparler clairement\u00bb (Olympe de Gouges, 1791, p.3) est consid\u00e9r\u00e9 comme le premier signe de d\u00e9mocratie. Toute proposition ou expression abstraite ou ind\u00e9termin\u00e9e qui puisse produire des cons\u00e9quences arbitraires est \u00e9limin\u00e9e des nouvelles constitutions, unanimement consid\u00e9r\u00e9es comme \u00able germe de l\u2019instruction publique\u00bb, (Pison Du Galland, s.d., p. 3). Derri\u00e8re cette id\u00e9e &#8220;linguistique&#8221; de la politique et du droit, une grande philosophie politique du langage vise \u00e0 renverser le pr\u00e9tendu ordre naturel de l\u2019organisation sociale \u00e0 travers la ma\u00eetrise de la langue comme passage n\u00e9cessaire pour changer le monde. L\u2019habilit\u00e9 \u00e0 se servir des signes est, en effet, clairement reconnue comme cette capacit\u00e9 sp\u00e9cifique qu\u2019il est indispensable de fournir \u00e0 tous les \u00eatres humains, d\u00e8s leur enfance, de fa\u00e7on \u00e0 ce que leur soit garantie la possibilit\u00e9 de compenser les forces et les pouvoirs qui engendrent et alimentent les in\u00e9galit\u00e9s (Condillac, 1746, p. 72).<br \/>\nRarement dans l\u2019Histoire les sciences du langage ont \u00e9t\u00e9 si ouvertement militantes. Aussi engag\u00e9es dans une guerriglia contre le pouvoir de nier le pouvoir. Cette force subversive aura compl\u00e8tement disparu au cours du dix-neuvi\u00e8me si\u00e8cle. Plus de deux si\u00e8cles devront passer avant que ce vent de s\u00e9dition qui r\u00e9gnait parmi les philosophes du langage de l\u2019illuminisme souffle \u00e0 nouveau. Il faudra attendre qu\u2019arrive le d\u00e9senchantement po\u00e9tique auquel nous a amen\u00e9 la r\u00e9flexion de Roland Barthes. C\u2019est lui qui nous enseigne que pour ma\u00eetriser r\u00e9ellement une langue l\u2019on doit \u00eatre conscient du fait qu\u2019elle-m\u00eame repr\u00e9sente un syst\u00e8me de classification-exclusion (1977, trad. it. pp. 7-8). C\u2019est lui qui nous rappelle que tout signe incarne un danger, c\u2019est-\u00e0-dire la possibilit\u00e9 que quelque chose de profond\u00e9ment monstrueux finisse par demeurer en lui : le st\u00e9r\u00e9otype (ivi, p. 9). Mais cette fois il ne s\u2019agit pas de la tr\u00e8s vertueuse r\u00e9p\u00e9tition qui caract\u00e9rise la technique de presse de Didot et dont l\u2019effet est celui de soutenir et acc\u00e9l\u00e9rer le proc\u00e8s de la connaissance. Cette fois il s\u2019agit du risque de s\u2019en remettre \u00e0 une gr\u00e9garit\u00e9 violente int\u00e9ress\u00e9e surtout \u00e0 soumettre (ivi, pp. 8-9), \u00e0 nier qu\u2019il y ait une distinction entre notre univers et l\u2019univers et que beaucoup de choses nous auraient tent\u00e9 avant de finir arrang\u00e9es entre les plis d\u2019un moule (Lippman, 1922, trad. it. pp. 73). L\u00e0 o\u00f9 le st\u00e9r\u00e9otype s\u2019installe, il pr\u00e9tend dire une fois pour toutes, et s\u00fbrement pendant un temps assez long pour qu\u2019il devienne infini dans la m\u00e9moire humaine, ce qui, au contraire, a besoin de glisser et de tourner (ivi, pp. 11-12), d\u2019\u00eatre trahi et exclu (ivi, pp. 26-27).<br \/>\nCe pr\u00e9sent appel \u00e0 papiers s\u2019adresse donc aussi bien aux sp\u00e9cialistes des sciences du langage et de la communication visuelle qu\u2019aux philosophes, aux historiens, aux psychologues, aux sociologues. Ainsi qu\u2019aux sp\u00e9cialistes d\u2019arts performatifs et visuels, de litt\u00e9rature, de sciences de l\u2019\u00e9ducation. Mais plus proprement dit, elle s\u2019adresse \u00e0 quiconque veuille relever le d\u00e9fi de Barthes et, par cons\u00e9quent, exercer ce travail \u00e9minemment politique qui consiste \u00e0 essayer de comprendre, ou du moins d\u00e9crire, comment les soci\u00e9t\u00e9s produisent ces exc\u00e8s d\u2019artifice que sont les st\u00e9r\u00e9otypes et finissent par les consommer comme des sens inn\u00e9s (ivi, pp. 24-25).<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\"><strong>Bibliographie<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Barthes, R., Lezione, Torino, Einaudi, 1981 (ed. or. 1978);<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Boero, M., La famiglia della pubblicit\u00e0: stereotipi, ruoli, identit\u00e0, Milano, FrancoAngeli, 2018.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Condillac, E. B. (de) (1746), Essai sur l\u2019origine des connaissances humaines, in \u0152uvres Compl\u00e8tes, t. I, Gen\u00e8ve, Slatkine Reprints, 1970.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Eco, U. (1997), Kant e l\u2019ornitorinco, Milano, La nave di Teseo, 2016.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Flusser, V. (2006), Per una filosofia della fotografia, Milano, Bruno Mondadori (ed. or. 1983).<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Gardner, H. Educare al comprendere. Stereotipi infantili e apprendimento scolastico, Milano, Feltrinelli, 2005 (III ed.).<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Gouges, O. de (1791), D\u00e9claration des droits de la femme et de la citoyenne, s.n., s.l.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Lippmann, W., L\u2019opinione pubblica, Roma, Donzelli, 2004 (ed. or. 1922).<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Pison Du Galland, A.-F. (s.d.), D\u00e9claration des Droits de l\u2019Homme et du Citoyen, chez Baudouin, Imprimeur de l\u2019Assembl\u00e9e Nationale, Versailles.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Sartori, G. (2000), Homo videns, Roma-Bari, Laterza (ed. or. 1997).<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\"><strong>Mots-cl\u00e9s<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Alt\u00e9rit\u00e9, caract\u00e8re, code, concept, croyance, design, diff\u00e9rence, identit\u00e9, id\u00e9ologie, image, marginalit\u00e9, souche, mystification, opinion, politique, pouvoir, pr\u00e9jug\u00e9, propagande, publicit\u00e9, presse, v\u00e9rit\u00e9, violence.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\"><strong>Filosofi(e)Semiotiche, Vol. 5, n. 2 (Dicembre 2018)<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Call for papers<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\"><strong>Passeggiate nei nuovi boschi narrativi\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Editor: Claudia Stancati (Universit\u00e0 della Calabria)<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Scadenza presentazione contributi: 20 novembre 2018;<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Notifica approvazione contributi: 30 novembre 2018;<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Pubblicazione: 31 dicembre 2018;<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Uno dei fenomeni pi\u00f9 vistosi degli ultimi anni \u00e8 la pervasivit\u00e0 del modello narrativo che si \u00e8 progressivamente esteso ad ambiti e funzioni un tempo riservati al modello argomentativo e si \u00e8 sganciato, attraverso i nuovi canali di comunicazione, dal legame con una nozione \u2018forte\u2019 di autore, come dimostra l&#8217;esempio di <em>Instagram<\/em>. Ma la caratteristica pi\u00f9 importante di molti di questi nuovi testi narrativi \u00e8 la serialit\u00e0. Nata nel XIX secolo col romanzo d\u2019appendice per fidelizzare il pubblico popolare, la serialit\u00e0 \u00e8 diventata oggi l\u2019elemento cruciale di testi televisivi e digitali che si sono sostituiti al romanzo costruendo nuovi e molteplici universi narrativi capaci di esplorare temi che coinvolgono fino in fondo la sensibilit\u00e0 condivisa. Il formato seriale di questi testi basato su archi narrativi ampi e distesi (molte e molte stagioni nella maggioranza dei casi) permette di indagare la psicologia dei personaggi e la costruzione della loro tipologia. Il loro formato permette di illustrare nei dettagli il legame tra eventi e situazioni, consente di descrivere la complessit\u00e0 del mondo narrativo proposto sia esso utopico, distopico o realistico.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Nel 1994 venivano pubblicate le <em>\u201cSei passeggiate nei boschi narrativi\u201d<\/em> ossia il testo delle <em>Norton Lectures<\/em> tenute da Eco nel 1992-93. I saggi di Eco ripropongono e offrono molte delle categorie fondamentali per l&#8217;analisi delle narrazioni.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Vogliamo dunque interrogare i nostri autori potenziali sull\u2019uso e l\u2019efficacia di queste categorie di fronte alle nuove forme di narrazione. Questi testi sembrano infatti essere tutt\u2019altro che \u2018macchine pigre\u2019 e sfidano il lettore di primo e secondo livello tanto che tutti, o moltissimi almeno, ne siamo stregati, quasi ci proponessero un mondo pi\u00f9 ricco di quello reale.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\"><strong>Filosofi(e)Semiotiche, Vol. 5, n. 2 (December 2018)<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Call for papers<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\"><strong>Walks in the new narrative woods<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Editor: Claudia Stancati (Universit\u00e0 della Calabria)<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Submission Deadline: November 20, 2018;<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Notification of acceptance: November 30, 2018;<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Publication date: December 31, 2018;<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">One of the most striking phenomena of recent years is the pervasiveness of the narrative model which has progressively extended to areas and functions once reserved for the argumentative model and has released itself, through the new communication channels, from the link with a \u2018strong\u2019 notion of author, as shown by the example of <em>Instagram<\/em>. But the most important feature of many of these new narrative texts is seriality. Founded in the nineteenth century with the appendix novel to retain the popular public, the serial has now become the crucial element of television and digital texts that have replaced the novel by building new and multiple narrative universes capable of exploring issues that involve all the way shared sensitivity. The serial format of these texts based on large and relaxed narrative arcs (many and many seasons in most cases) allows to investigate the psychology of the characters and the construction of their typology. Their format allows us to illustrate in detail the link between events and situations, it allows us to describe the complexity of the narrative world proposed, be it utopian, dystopian or realistic.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">In 1994 were published <em>\u201cSix walks in the narrative woods\u201d<\/em> or the text of the <em>Norton Lectures<\/em> held by Eco in 1992-93. Eco\u2019s essays revive and offer many of the basic categories for storytelling analysis.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">We therefore want to question our potential authors on the use and effectiveness of these categories in the face of new forms of narration. These texts seem in fact to be anything but \u2018lazy machines\u2019 and challenge the reader of the first and second level so that everyone, or very many at least, we are bewitched, almost propose us a world richer than the real one.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\"><strong>Filosofi(e)Semiotiche, Vol. 5, n. 2 (D\u00e9cembre 2018)<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Appel \u00e0 contribution<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\"><strong>Promenades dans les nouveaux bois narratifs<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">\u00c9diteur : Claudia Stancati (Universit\u00e0 della Calabria)<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Date d\u2019\u00e9ch\u00e9ance de pr\u00e9sentation des contributions : 20 Novembre 2018<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Notification d\u2019approbation : 30 Novembre 2018<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Publication : 31 D\u00e9cembre 2018<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">Un des ph\u00e9nom\u00e8nes les plus voyants de ces derni\u00e8res ann\u00e9es est celui de l\u2019omnipr\u00e9sence du mod\u00e8le narratif qui s\u2019est progressivement \u00e9tendu \u00e0 des domaines et des fonctions alors r\u00e9serv\u00e9s \u00e0 l\u2019argumentation et qui s\u2019est d\u00e9gag\u00e9 du lien avec une notion forte d\u2019auteur, gr\u00e2ce\u00a0\u00a0aux nouveaux canaux de communication, tels que par exemple <em>Instagram<em>. <\/em><\/em>Mais la caract\u00e9ristique la plus importante de nombres de ces nouveaux textes narratifs est la s\u00e9rialit\u00e9. N\u00e9e au XIX si\u00e8cle avec les romans-feuilletons pour fid\u00e9liser le public populaire, la s\u00e9rialit\u00e9 est devenue aujourd\u2019hui l\u2019\u00e9l\u00e9ment crucial de textes t\u00e9l\u00e9vis\u00e9s et digitaux qui se sont substitu\u00e9s au roman en construisant de nouveaux et multiples univers narratifs capables d\u2019explorer des th\u00e8mes qui impliquent profond\u00e9ment la sensibilit\u00e9 partag\u00e9e. Le format s\u00e9rial de ces textes qui repose sur des arcs narratifs amples et \u00e9tendus, (de tr\u00e8s nombreuses saisons dans la plupart des cas) permet d\u2019enqu\u00eater la psychologie des personnages et la construction de leur typologie. Leur format permet d\u2019illustrer dans le d\u00e9tail les liens entre \u00e9v\u00e8nements et\u00a0\u00a0situations, permet \u00e9galement de d\u00e9crire la complexit\u00e9 du monde narratif propos\u00e9 qu\u2019il soit utopique, dystopique ou bien r\u00e9aliste.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px; text-align: justify;\">En 1994 sont publi\u00e9es les <em>&#8216;Six promenades dans les bois du roman et d\u2019ailleurs\u2019<\/em>, c\u2019est-\u00e0-dire le texte des <em>Norton lectures<\/em> donn\u00e9es par Eco en 1992-93. Les essais de Eco reproposent et offrent un nombre consid\u00e9rables de cat\u00e9gories fondamentales pour l\u2019analyse des narrations. Nous voulons donc interroger nos \u2018auteurs potentiels\u2019 sur l\u2019utilisation et l\u2019efficacit\u00e9 de ces cat\u00e9gories face aux nouvelles formes de narration. En effet, ces textes, loin d\u2019\u00eatre des \u2018machines paresseuses\u2019, semblent d\u00e9fier les lecteurs de premier et de deuxi\u00e8me niveau puisque nous\u00a0\u00a0tous, ou beaucoup d\u2019entre nous, en sommes captur\u00e9s et envo\u00fbt\u00e9s, comme s\u2019ils nous proposaient un monde plus riche par rapport au monde r\u00e9el.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Call for papers (scadute)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><br \/>\n<strong>Filosofi(e)Semiotiche, Vol. 5, n. 1 (Luglio 2018)<\/strong><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Call for papers<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Terminus a quo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Editor: Giorgio Lo Feudo (Universit\u00e0 della Calabria)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scadenza presentazione contributi: 20 giugno 2018<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Notifica approvazione contributi: 10 luglio 2018<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Pubblicazione: 30 luglio 2018<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di una locuzione latina che Umberto Eco (1932-2016) ha utilizzato la prima volta nel Trattato di Semiotica Generale (1975) e che ha poi approfondito nel successivo Kant e l&#8217;ornitorinco (1997). Letteralmente significa limite dal quale e la funzione che essa svolge nella semiotica filosofica di Eco, consiste nell&#8217;indicazione dell&#8217;elemento reale o comunque extra linguistico che spinge, meglio spingerebbe, a comunicare originando di fatto segni e semiosi. La conseguenza di tale assunto \u00e8 che le costruzioni rappresentative operate dalla mente non avanzerebbero liberamente ma sempre sotto l&#8217;egida di alcuni precisi e stabili vincoli epistemologici se non ontologici.<br \/>\nLa call che ora si lancia intende proporre un&#8217;analisi delle basi o origini extralinguistiche della semiosi e nel farlo non vuole ovviamente tralasciare l&#8217;ampio e articolato dibattito che da tempo \u00e8 incentrato sull&#8217;esistenza o meno di tali basi. A favore di questa ipotesi c&#8217;\u00e8 il gi\u00e0 nominato terminus a quo mentre a suo sfavore c&#8217;\u00e8 l&#8217;altra locuzione di matrice Echiana, terminus ad quem, anch&#8217;essa elaborata nel Trattato, che significa limite al quale e che, al contrario della prima, perora l&#8217;idea secondo cui l&#8217;oggetto extra linguistico, posto evidentemente in gioco dalla semiosi, possa essere raggiunto e conosciuto solo per via logico-inferenziale. Tra coloro che in qualche modo concordano sulla necessit\u00e0 di presupporre il terminus a quo, troviamo C.S. Peirce secondo il quale, com&#8217;\u00e8 noto, \u201ci principi generali sono operativi in natura\u201d (2003), ma anche le teorie secondo cui l&#8217;origine del segno \u00e8 dovuta a \u201c&#8230;un processo di progressiva denaturalizzazione di un comportamento spontaneo\u201d (Cimatti, 1999, 67). Insomma, il tema che verr\u00e0 trattato nel prossimo numero di Filosofi(e)semiotiche si riassume, senza esaurirsi, in ci\u00f2 che abbiamo esposto nelle righe precedenti; esso \u00e8 evidentemente molto pi\u00f9 ampio e pertanto risulta afferrabile con profitto da molteplici contesti disciplinari quali, per citarne alcuni, quelli logico-semiotici, linguistico-comunicativi, traduttologici, ontologici ed espistemologici, ma anche fisici, matematici e quant&#8217;altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Riferimenti bibliografici:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cimatti F., Manuale della comunicazione, Carocci, Roma, 1999;<br \/>\nEco U., Trattato di Semiotica generale, Bompiani, Milano, 1975;<br \/>\nId., Kant e l&#8217;ornitorinco, Bompiani, Milano, 1997;<br \/>\nPeirce C.S., Opere, M. Bonfantini (a c. di), Bompiani, Milano, 2003;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono accettati articoli in italiano, inglese e francese. Tutti i contributi inviati devono essere preparati dall\u2019autore per la valutazione in forma anonima. Pertanto \u00e8 necessario che il nome, l\u2019eventuale appartenenza ad una istituzione e il titolo dell\u2019articolo siano indicati in un file diverso da quello che contiene il testo. Il contributo deve essere inviato in formato elettronico .doc o .rtf a filosofiesemiotiche.ilsileno@gmail.com.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Note per gli autori<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lunghezza massima contributi: 40000 battute (spazi inclusi) per gli articoli (compresa la bibliografia); 20000 battute (spazi inclusi) per le interviste e le rassegne; 10000 battute (spazi inclusi) per le recensioni.<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Filosofi(e)Semiotiche, Vol. 5, n. 1 (Luglio 2018)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Call for papers<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Terminus a quo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Editor: Giorgio Lo Feudo (Universit\u00e0 della Calabria)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Submission Deadline: Giugno 20, 2018<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Notification of acceptance: Luglio, 10, 2018<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Publication date: Luglio, 30, 2018<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">This is a Latin phrase that Umberto Eco (1932-2016) used for the first time in the Trattato di Semiotica generale (1975) and which he then explored in the following Kant e l&#8217;ornitorinco (1997). Literally it means limit from which and the function that it carries out in the philosophical semiotics of Eco, consists in the indication of the real element or anyway extra linguistic that pushes, better may push, to communicate originating in fact signs and semiosis. The consequence of this assumption is that the representative constructions made by the mind would not move freely but always under the aegis of some precise and stable epistemological if not ontological constraints.<br \/>\nThe call that now launches intends to propose an analysis of the bases or extra-linguistic origins of semiosis and in doing so does not want to leave out the wide and articulated debate that has long focused on the existence or otherwise of such bases. In favor of this hypothesis there is the already named terminus a quo while to his disadvantage there is the other term of Echian matrix, terminus ad quem, also elaborated in the Trattato, which means limit to which and that, on the contrary of the first, perpetuates the idea that the extra-linguistic object, evidently placed at stake by semiosis, can be reached and known only through a logical-inferential way. Among those who somehow agree on the need to presuppose the terminus a quo, we find C.S. Peirce according to which, as it is known, &#8220;the general principles are operative in nature&#8221; (2003), but also the theories according to which the origin of the sign is due to &#8220;&#8230; a process of progressive denaturalization of spontaneous behavior&#8221; (Cimatti, 1999, 67). In short, the theme that will be dealt with in the next issue of Filosofi(e)semiotiche is summarized, without running out, in what we have shown in the previous lines; it is evidently much wider and therefore can be grasped profitably by multiple disciplinary contexts such as, to name a few, the logical-semiotic, linguistic-communicative, translatological, ontological and expystemological, but also physical, mathematical and so on.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Riferimenti bibliografici:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cimatti F., Manuale della comunicazione, Carocci, Roma, 1999;<br \/>\nEco U., Trattato di Semiotica generale, Bompiani, Milano, 1975;<br \/>\nId., Kant e l&#8217;ornitorinco, Bompiani, Milano, 1997;<br \/>\nPeirce C.S., Opere, M.Bonfantini (a c. di), Bompiani, Milano, 2003.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Articles are accepted in English, Italian and French. All entries submitted must be prepared by the author for anonymous evaluation. Therefore it is necessary that the author\u2019s name, his\/her possible membership to an institution, and the title of the article are reported in a different file from the one containing the text. The contribution must be sent in electronic format. Doc or. RTF to filosofiesemiotiche.ilsileno@gmail.com.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Notes for authors<\/strong><br \/>\nMaximum length of contributions: 40,000 characters (including spaces) for items (including bibliography); 20,000 characters (including spaces) for interviews and exhibitions; 10,000 characters (including spaces) for reviews.<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Filosofi(e)Semiotiche, Vol. 5, n. 1 (Juillet 2018)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Call for papers<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Terminus a quo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c9diteur : Giorgio Lo Feudo (Universit\u00e9 de Calabre)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Date d\u2019\u00e9ch\u00e9ance de pr\u00e9sentation des contributions : 20 Juin, 2018<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Notification d\u2019approbation : 10 Juillet, 2018<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Publication : 30 Juillet, 2018<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il s\u2019agit d\u2019une locution latine qu\u2019Umberto Eco a utilis\u00e9 la premi\u00e8re fois dans le Trattato di Semiotica generale (1975) et a approfondit ensuite dans le Kant e l&#8217;ornitorinco (1997) litt\u00e9ralement cela signifie limite de laquelle et la fonction qu\u2019elle exerce dans la s\u00e9mitique philosophique d\u2019Eco, consiste dans l\u2019indication de l\u2019\u00e9l\u00e9ment r\u00e9el ou n\u00e9anmoins extra linguistique qui pousse, ou mieux qui pousserait, \u00e0 communiquer donnant ainsi vie \u00e0 des signes et des s\u00e9mioses. La cons\u00e9quence d\u2019une telle hypoth\u00e8se est que les constructions repr\u00e9sentatives r\u00e9alis\u00e9es par l\u2019esprit ne progresseraient pas librement mais sous l\u2019\u00e9gide de certains liens \u00e9pist\u00e9mologiques pr\u00e9cis et stables, si ce n\u2019est ontologiques. Le but de cet article est de proposer une analyse des bases ou des origines extralinguistiques de la s\u00e9miose mais il ne veut certainement pas omettre le d\u00e9bat ample et articul\u00e9 qui depuis longtemps se concentre sur l\u2019existence de telles bases. En faveur de cette hypoth\u00e8se il y a le terminus a quo d\u00e9j\u00e0 nomm\u00e9 tandis que contre cette supposition nous avons l\u2019autre locution tir\u00e9e d\u2019Umberto Eco, terminus ad quem, elle aussi \u00e9labor\u00e9e dans le Trattato, qui signifie limite \u00e0 laquelle et qui, contrairement \u00e0 la premi\u00e8re, plaide l\u2019id\u00e9e selon laquelle l\u2019objet extralinguistique, \u00e9videmment mis en jeu par la s\u00e9miose, puisse \u00eatre connue seulement \u00e0 travers un canal logico-inf\u00e9rentiel. Parmi ceux qui concordent en quelque sorte sur la n\u00e9cessit\u00e9 de pr\u00e9supposer le terminus a quo, nous trouvons C.S. Peirce selon lequel, comme on le sait, &#8220;les principes g\u00e9n\u00e9raux sont r\u00e9ellement op\u00e9ratifs dans la nature&#8221; (2003), mais \u00e9galement les th\u00e9ories selon lesquelles l\u2019origine du signe est due \u00e0 un proc\u00e8s de progressive d\u00e9naturalisation d&#8217;un comportement spontan\u00e9 (Cimatti, 1999, 67). Bref, le th\u00e8me qui sera trait\u00e9 dans le prochain num\u00e9ro de Filosofi(e)semiotiche se r\u00e9sume, sans pour autant s\u2019\u00e9puiser, en ce que nous avons expos\u00e9 dans les lignes pr\u00e9c\u00e9dentes; celui-ci est \u00e9videmment bien plus vaste et peut \u00eatre, par cons\u00e9quent, envisag\u00e9 par de nombreux contextes disciplinaires parmi lesquels, pour en citer quelques-uns, les contextes logico-s\u00e9miotiques, linguistico-communicatifs, traductologiques, ontologiques, et \u00e9pist\u00e9mologiques, mais aussi, physiques, math\u00e9matiques et ainsi de suite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Riferimenti bibliografici:<br \/>\n<\/strong><br \/>\nCimatti F., Manuale della comunicazione, Carocci, Roma, 1999;<br \/>\nEco U., Trattato di Semiotica generale, Bompiani, Milano, 1975;<br \/>\nId., Kant e l&#8217;ornitorinco, Bompiani, Milano, 1997;<br \/>\nPeirce C.S., Opere, M.Bonfantini (a c. di), Bompiani, Milano, 2003;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Les articles sont accept\u00e9s en italien, en anglais et en fran\u00e7ais. Toutes les contributions envoy\u00e9es pour l\u2019\u00e9valuation doivent \u00eatre pr\u00e9par\u00e9es par l\u2019auteur sous forme anonyme. Il est donc n\u00e9cessaire que le nom, l\u2019\u00e9ventuelle appartenance \u00e0 une institution et le titre de l\u2019article soient indiqu\u00e9s dans un dossier diff\u00e9rent de celui qui contient le texte.La contribution doit \u00eatre envoy\u00e9e sous forme \u00e9lectronique .doc ou .rtf a filosofiesemiotiche.ilsileno@gmail.com.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Notes pour les auteurs<br \/>\n<\/strong><br \/>\nLongueur maximum des contributions<br \/>\n40000 signes (espaces y compris) pour les articles (y compris la bibliographie) ;<br \/>\n20000 signes (espaces y compris) pour les interview et les revues ;<br \/>\n10000 signes (espaces y compris) pour les recensions.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Filosofi(e)Semiotiche, Vol. 4, n. 2 (Dicembre 2017)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La dimensione pragmatica nella comunicazione interculturale<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Editor: Anna De Marco (Universit\u00e0 della Calabria);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scadenza presentazione contributi: 10 novembre 2017;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Notifica approvazione contributi: 30 novembre 2017;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pubblicazione: 27 dicembre 2017;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le interazioni sociali (siano esse verbali e non verbali) sono sempre guidate dal rispetto delle norme culturali che determinano l\u2019efficacia della comunicazione. La lingua \u00e8 infatti \u201can essential instrument and component of culture, whose reflection in linguistic structure is pervasive and quite significant\u201d (Langacker, 1999:16) e le categorie complesse sono strutturate da domini esperienziali che possono dirsi propri di ogni cultura (Lakoff, 1987: 95).<br \/>\nIl tema proposto in questo numero di Filosofi(e)Semiotiche riguarda proprio il rapporto tra lingua e cultura affrontato nell\u2019ottica della comunicazione interculturale. Negli studi di pragmatica, la pragmatica interculturale e contrastiva sono due prospettive di ricerca al centro delle riflessioni e degli studi sull\u2019agire linguistico nel contatto fra parlanti di lingue diverse. In particolare, la pragmatica contrastiva (cross-cultural pragmatics) riguarda il confronto tra le norme che regolano l\u2019uso della lingua in sistemi culturali differenti, mentre la pragmatica interculturale si interessa dello studio delle interazioni tra nativi e non nativi di una determinata lingua in un precipuo sistema culturale. Lo studio del significato del parlante e dell\u2019ascoltatore, parte di azioni congiunte di continua creazione nell\u2019uso della lingua nelle interazioni sociali, \u00e8 al centro delle ricerche che affrontano il territorio di confine in cui i comportamenti linguistici (verbali e non verbali) si interfacciano con le norme (socio)culturali. Tale interfaccia \u00e8 senz\u2019altro complessa poich\u00e9 ha a che fare con le percezioni sociali dell\u2019agire linguistico che spesso conduce a conflitti e realizzazioni \u201cinfelici\u201d della comunicazione fra parlanti di culture diverse.<br \/>\nIl fulcro dell\u2019attivit\u00e0 comunicativa che permette agli individui di \u201cfare qualcosa\u201d con la lingua in un determinato contesto sociale e a realizzare quella competenza di azione comunicativa interculturale \u00e8 ben presente nei modelli linguistici e pedagogici dell\u2019insegnamento\/apprendimento delle lingue (Mariani, 2015). Queste tematiche rappresentano dei possibili spazi di riflessione a cui \u00e8 dedicata questa call. Tuttavia, ricerche teoriche ed applicate che, da prospettive diverse e connesse ad altre discipline (filosofia, semiotica, psicologia, scienze sociali e cognitive, linguistica applicata), indagano aspetti della comunicazione interculturale e cross-culturale saranno accolte fra i contributi di questo numero della rivista.<br \/>\nAspetti sociali e linguistici della pragmatica interculturale e contrastiva<br \/>\nLinguistica acquisizionale e pragmatica interculturale (apprendimento, insegnamento di L1, L2)<br \/>\nSociopragmatica (fenomeni di politeness, incomprensioni interculturali)<br \/>\nDimensioni culturali del discorso<br \/>\nComunicazione mediata dal computer<br \/>\nPragmatica classica (teoria degli atti linguistici, Grice e le implicature conversazionali, presupposizioni)<br \/>\nRecenti prospettive della pragmatica (teoria della pertinenza, approcci socio-cognitivi)<br \/>\nInterfacce della pragmatica (sintassi, semantica, morfologia, prosodia)<br \/>\nPragmatica sperimentale<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Filosofi(e)Semiotiche, Vol. 4, n. 2 (December 2017)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Call for papers\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>The pragmatic dimension in the intercultural communication<\/strong><br \/>\nEditor: Anna De Marco (Universit\u00e0 della Calabria)<br \/>\nSubmission Deadline: November 10, 2017;<br \/>\nNotification of acceptance: November 30, 2017;<br \/>\nPublication date: December 27, 2017;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Social interactions (whether verbal or non-verbal) are always guided by respect of cultural norms which determine the effectiveness of communication. In fact, the language is \u00aban essential instrument and component of culture, whose reflection in linguistic structure is pervasive and quite significant\u00bb(Langacker, 1999: 16) and the complex categories are structured by experiential domains which can be considered of every culture (Lakoff, 1987: 95).<br \/>\nThe theme proposed in this issue of Filosofi(e)Semiotiche concerns the relationship between language and culture in the context of the intercultural communication. In pragmatics studies, intercultural and contrastive pragmatics are two research perspectives at the center of reflections and studies about linguistic action in the contact among speakers of different languages. In particular, contrastive pragmatics (cross-cultural pragmatics) deals with the comparison among the rules governing the use of language in different cultural systems, while the intercultural pragmatics deals with the study of the interactions among native and non-native of a specific language in a leading cultural system. The study of the meaning of the speaker and the listener, part of joint efforts of continuous creation in the use of language in social interactions, is at the center of the researches which address the border territory in which linguistic (nonverbal and verbal) behaviors interfere with the (social) cultural standards. This interface is certainly complex as it concerns the social perceptions of the linguistic activity, which often leads to \u201cunhappy\u201d conflicts and realizations of communication among speakers of different cultures.<br \/>\nThe focus of communicative activity which allows individuals to \u201cdo something\u201d with their language in a given social context and to realize that competence of intercultural communication, is well present in the linguistic and pedagogical models of language teaching and learning (Mariani, 2015). These themes represent the possible areas of reflection to which this call is dedicated. However, theoretical and applied research which, from different perspectives and related to other disciplines (philosophy, semiotics, psychology, social and cognitive sciences, applied linguistics), investigate aspects of intercultural and cross-cultural communication will be welcomed among the contributions of this issue.<br \/>\nSocial and linguistic aspects of intercultural and contrastive pragmatics<br \/>\nAcquisitional linguistics and intercultural pragmatics (learning, L1, L2 teaching)<br \/>\nSociopragmatics (phenomena of politeness, intercultural misunderstanding)<br \/>\nCultural dimension of speech<br \/>\nComputer-mediated communication<br \/>\nClassical Pragmatics (theory of linguistic acts, Grice and conversational implications, assumptions)<br \/>\nRecent perspectives of pragmatics (relevance theory, social and cognitive approaches)<br \/>\nPragmatics interfaces (syntax, semantics, morphology, prosody)<br \/>\nExperimental Pragmatics<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Filosofi(e)Semiotiche, Vol. 4, n. 2 (D\u00e9cembre 2017)<\/strong><br \/>\nAppel \u00e0 Contribution<br \/>\n<strong>La dimension pragmatique de la communication interculturelle<\/strong><br \/>\n\u00c9diteur : Anna De Marco (Universit\u00e9 de Calabre)<br \/>\nDate d\u2019\u00e9ch\u00e9ance de pr\u00e9sentation des contributions : 10 Novembre 2017<br \/>\nNotification d\u2019approbation : 20 Novembre 2017<br \/>\nPublication : 27 D\u00e9cembre 2017<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Les interactions sociales (verbales ou non verbales) sont toujours guid\u00e9es par le respect des normes culturelles qui d\u00e9terminent l&#8217;efficacit\u00e9 de la communication. La langue est en effet \u00ab an essential instrument and component of culture, whose reflection in linguistic structure is pervasive and quite significant \u00bb (Langacker, 1999: 16) et les cat\u00e9gories complexes sont structur\u00e9es comme des domaines exp\u00e9rimentaux qui peuvent \u00eatre dits sp\u00e9cifiques \u00e0 chaque culture (Lakoff, 1987: 95).<br \/>\nLe th\u00e8me propos\u00e9 dans ce num\u00e9ro de Filosofi(e)Semiotiche concerne la relation entre langue et culture trait\u00e9e dans le contexte de la communication interculturelle. Dans les \u00e9tudes pragmatiques, la pragmatique interculturelle et contrastive sont deux points de vue de la recherche au c\u0153ur des r\u00e9flexions et des \u00e9tudes sur l\u2019action linguistique dans le contact entre les locuteurs de langues diff\u00e9rentes. En particulier, la contrastive pragmatique (cross-cultural pragmatics) se rapporte \u00e0 la comparaison entre les r\u00e8gles qui r\u00e9gissent l\u2019utilisation de la langue dans diff\u00e9rents syst\u00e8mes culturels, alors que la pragmatique interculturelle concerne l\u2019\u00e9tude des interactions entre les locuteurs natifs et non natifs d\u2019une langue particuli\u00e8re dans un syst\u00e8me culturel de premier plan. L&#8217;\u00e9tude du sens de l\u2019orateur et l&#8217;auditeur, une partie des actions communes de cr\u00e9ation continue dans l\u2019utilisation du langage dans les interactions sociales, est l\u2019objet de recherches qui portent sur le territoire frontalier o\u00f9 le comportements linguistiques (verbaux et non verbaux) interf\u00e8rent avec les normes (sociales) culturelles. Cette interface est certainement complexe, car il a \u00e0 voir avec les perceptions sociales de l\u2019action linguistique qui conduit souvent \u00e0 des conflits et \u00e0 des r\u00e9alisations \u00ab malheureux \u00bb de la communication entre locuteurs de diff\u00e9rentes cultures.<br \/>\nLe centre de l\u2019activit\u00e9 communicative qui permet aux individus de \u00ab faire quelque chose \u00bb avec la langue dans un d\u00e9termin\u00e9 contexte social et de r\u00e9aliser la comp\u00e9tence de l\u2019action communicative interculturelle est clairement pr\u00e9sente dans les mod\u00e8les linguistiques et p\u00e9dagogiques de l&#8217;enseignement \/ apprentissage des langues (Mariani, 2015). Ces th\u00e8mes repr\u00e9sentent des espaces possibles de r\u00e9flexion auxquels cet appel est d\u00e9di\u00e9. Cependant, des recherches th\u00e9oriques et appliqu\u00e9es, qui \u00e0 partir de perspectives diff\u00e9rentes et li\u00e9es \u00e0 d\u2019autres disciplines (philosophie, s\u00e9miologie, psychologie, sciences sociales et cognitives, linguistique appliqu\u00e9e), enqu\u00eatent sur les aspects de la communication interculturelle et cross-culturelle seront accept\u00e9es entre les contributions de ce num\u00e9ro.<br \/>\nAspects sociaux et linguistiques de la pragmatique interculturelle et contrastive\u00a0;<br \/>\nLinguistique acquisitionnelle et pragmatique interculturelle (apprentissage, enseignement de L1, L2) ;<br \/>\nSociopragmatique (ph\u00e9nom\u00e8nes de politeness, malentendus interculturels) ;<br \/>\nDimensions culturels du discours ;<br \/>\nCommunication m\u00e9diatis\u00e9e par computer ;<br \/>\nPragmatique classique (th\u00e9orie des actes linguistiques, Grice et implications conversationnelles, hypoth\u00e8ses) ;<br \/>\nPerspectives r\u00e9centes de la pragmatique (th\u00e9orie de la pertinence, approches sociaux-cognitives) ;<br \/>\nInterfaces pragmatiques (syntaxe, s\u00e9mantique, morphologie, prosodie) ;<br \/>\nPragmatique exp\u00e9rimentale<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Filosofi(e)Semiotiche, Vol. 4, n. 1 (Luglio 2017)<\/strong><br \/>\nCall for papers<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La lingua come luogo, il luogo come lingua. Per una teoria della cittadinanza \u201caccessibile\u201d (PUBBLICATA E SCADUTA)<br \/>\nEditor: Donata Chiric\u00f2 (Universit\u00e0 della Calabria)<br \/>\nScadenza presentazione contributi: 17 giugno 2017 (prorogata al 30 giugno 2017)<br \/>\nNotifica approvazione contributi: 7 luglio 2017<br \/>\nPubblicazione: 31 luglio 2017<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le societ\u00e0 contemporanee sono caratterizzate da una pervasiva presenza di forme di comunicazione \u201cglobali\u201d (McLuhan, 1962, 1968). Questa condizione implica un surplus di democrazia e libert\u00e0 e, da questo punto di vista, pu\u00f2 contribuire all\u2019inclusione sociale e politica. In effetti, masse sempre crescenti di uomini e donne hanno instaurato con l\u2019informazione e la comunicazione un\u2019aspettativa di \u201caccessibilit\u00e0\u201d che nella storia non ha precedenti. Allo stesso tempo, bisogna sottolineare che il ritmo con il quale le nostre societ\u00e0 e le forme di comunicazione-relazione sono diventate \u201cglobali\u201d, non corrisponde a quello con cui esse si stanno mostrando \u201caccessibili\u201d, ovvero almeno in grado di garantire il rispetto del principio giuridico di pari opportunit\u00e0.<br \/>\n\u00c8 noto che per suo tramite le societ\u00e0 contemporanee sono esplicitamente chiamate a provvedere alla rimozione degli ostacoli che si frappongono alla partecipazione economica, politica e sociale di un qualsiasi individuo per ragioni connesse al genere, razza e origine etnica, disabilit\u00e0, et\u00e0, orientamento sessuale, religione e convinzioni personali e opinioni politiche. In effetti, per quanto riguarda l\u2019Italia, i diritti a cui quel principio fa riferimento sono di fatto garantiti dalla Costituzione (art. 3). Tuttavia, essi si collocano nell\u2019ambito di quei diritti non perfettamente esigibili. Si tratta, infatti, di diritti che, proprio perch\u00e9 chiamano in causa la nozione stessa di uguaglianza, sono specificamente esposti al rischio di inadempimento da parte di chi dovrebbe attuarli. Del resto, \u201caccessibilit\u00e0\u201d \u00e8 termine la cui difficolt\u00e0 ad entrare nei dizionari, soprattutto nella sua accezione politico-culturale, \u00e8 pari solo alla difficolt\u00e0 ad affermarsi che storicamente hanno avuto ed hanno le questioni che pone. Giustamente considerato un \u00absapere dagli oggetti e metodi in evoluzione\u00bb (Diodati M., Accessibilit\u00e0. Guida Completa, Apogeo, 2007, p. 3), esso tuttavia avanza equipaggiato di linee guida, raccomandazioni, norme nazionali e sovranazionali, agenzie, uffici. Eppure, tutto questo dispiegamento di forze insospettisce pi\u00f9 che rassicurare. Sembra piuttosto il sintomo di una modernit\u00e0 mancata, di un illuminismo mai pienamente realizzato.<br \/>\nSe infine teniamo conto che ogni luogo \u00e8 una lingua in quanto con quest\u2019ultima condivide l\u2019uso di segni, il carattere storico-sociale e a tratti \u201ctotale\u201d, il rapporto con la natura e la sua irreggimentazione, la sua radicata relazione con il sacro e le forme del potere, si tratta di interpretare e pensare diversamente la progettazione di qualsiasi spazio, la sua qualit\u00e0 percettiva ed ergonomica, la sua capacit\u00e0 di riconoscere ed esprimere le differenze. Un tale punto di vista pu\u00f2, ad esempio, risultare di grande utilit\u00e0, prima di tutto nel caso di luoghi fisici e virtuali deputati alla trasmissione e condivisione del sapere: citt\u00e0, scuole, universit\u00e0, biblioteche, musei, teatri, sale concerti, cinema, rete. Non meno importante risulta nel caso di luoghi che potremmo dire a frequentazione non specificamente volontaria: ospedali, istituti penitenziari. Altrettanto si pu\u00f2 dire di quei cosiddetti non luoghi (Aug\u00e9, 1992) i quali, attraversati e non abitati, hanno finito per introiettare la cattiva o la mancata accessibilit\u00e0 dei luoghi antropologici. Questi ultimi, proprio in quanto identitari, relazionali, storici, non sono neutri e non possono esserlo. Esattamente come le lingue. Incarnano strutture di potere, metafisiche del corpo, vere e proprie ontologie.<br \/>\nParole chiave\/Temario<br \/>\nAbitabilit\u00e0, architetture accessibili, arte, \u00a0barriere architettoniche, cittadinanza, comprensibilit\u00e0, diritto all\u2019informazione, diritto all\u2019istruzione, disabilit\u00e0, ergonomia, inclusione, intelligibilit\u00e0, leggibilit\u00e0, knowledge management, lingua, linguaggio, luogo, navigabilit\u00e0, parit\u00e0, praticabilit\u00e0, qualit\u00e0 percettiva degli spazi, realt\u00e0 aumentata, realt\u00e0 virtuale, uguaglianza, usabilit\u00e0, semplificazione, visitabilit\u00e0, web design.<br \/>\nSono accettati articoli in italiano, inglese e francese. Tutti i contributi inviati devono essere preparati dall\u2019autore per la valutazione in forma anonima. Pertanto \u00e8 necessario che il nome, l\u2019eventuale appartenenza ad una istituzione e il titolo dell\u2019articolo siano indicati in un file diverso da quello che contiene il testo. Il contributo deve essere inviato in formato elettronico .doc o .rtf a filosofiesemiotiche.ilsileno@gmail.com.<br \/>\nNote per gli autori<br \/>\nLunghezza massima contributi: 40000 battute (spazi inclusi) per gli articoli (compresa la bibliografia); 20000 battute (spazi inclusi) per le interviste e le rassegne; 10000 battute (spazi inclusi) per le recensioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Call for papers<br \/>\n<strong>&#8220;Language as place, place as language&#8221;. For a theory of &#8220;accessible&#8221; citizenship<\/strong><br \/>\nEditor: Donata Chiric\u00f2 (University of Calabria)<br \/>\nSubmission Deadline: June 17, 2017<br \/>\nNotification of acceptance: July 7, 2017<br \/>\nPublication date: July 31, 2017<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contemporary societies are characterized by a widespread presence of &#8220;global&#8221; forms of communication (McLuhan, 1962, 1968). This condition implies a surplus of democracy and freedom and, from this point of view, it can contribute to social and political inclusion. Indeed, an increasing number of men and women have put in place, through information and communication, an expectation of &#8220;accessibility&#8221; that is unprecedented in history. At the same time, it must be stressed that the rate at which our societies and the forms of communication-relationship have become &#8220;global&#8221;, does not correspond to the rate at which they are revealing themselves &#8220;accessible&#8221;, or at least able to guarantee respect for the principle of equal opportunities.<br \/>\nIt is known that, through this principle, contemporary societies are explicitly called upon to eliminate obstacles to the economic, political and social participation of any individual on the grounds of sex, race and ethnic origin, disability, age, sexual orientation, religion and belief, and political opinion. As far as Italy is concerned, the rights to which this principle refers are guaranteed by the Constitution (Article 3). However, these principles are part of those non-enforceable rights. Indeed, these are the rights which, questioning the very notion of equality, are particularly exposed to the risk of non-fulfilment on the part of those who should implement them. Moreover, &#8220;accessibility&#8221; is a term whose difficulty in entering dictionaries, especially in its political and cultural meaning, is matched only by the difficulty of asserting that historically these rights have been questioned and have raised questions. Rightly regarded as a \u201cKnowledge from objects and evolving methods &#8220;sapere dagli oggetti e metodi in evoluzione\u00bb (Diodati M., Accessibilit\u00e0. Guida Completa, Apogeo, 2007, p. 3), this, however, advances with guidelines, recommendations, national and supranational norms, agencies and offices. Yet, all this unfolding of forces rather than reassuring, arouses suspicion. This seems rather a symptom of a lack of modernity, an enlightenment never fully realized.<br \/>\nFinally, if we consider that each place is a language because they have in common the use of signs, the historical and social, and sometimes \u201ctotal\u201d nature, the connection with nature and its strict discipline, its rooted relationship with the sacred and the forms of power, it means interpreting and thinking differently about the design of any space, its perceptual and ergonomic qualities, its ability to recognize and express differences. Such a point of view may, for example, be very useful, especially in the case of physical and virtual places dedicated to the transmission and sharing of knowledge: cities, schools, universities, libraries, museums, theatres, concert halls, cinemas, network. Not least, is the case of places that we might consider non-specifically of voluntary attendance: hospitals, prisons. The same can be said of these so-called non-places (Aug\u00e9, 1992) that are crossed and uninhabited, have ended up introjecting the bad or the lack of accessibility of anthropological places. The latter, being identity-making, relational, historical, are not neutral and cannot be neutral. Exactly like languages. They embody the structures of power, metaphysics of the body, real ontologies.<br \/>\nKeywords<br \/>\nHabitability, accessible architectures, art, architectural barriers, citizenship, comprehensibility, right to information, right to education, disability, ergonomics, inclusion, intelligibility, clarity, knowledge management, language, location, navigability, parity, practicality, perceptual quality of spaces, augmented reality, virtual reality, equality, usability, simplification, visitability, web design.<br \/>\nArticles are accepted in English, Italian and French. All entries submitted must be prepared by the author for anonymous evaluation. Therefore it is necessary that the author\u2019s name, his\/her possible membership to an institution, and the title of the article are reported in a different file from the one containing the text. The contribution must be sent in electronic format. Doc or. RTF to filosofiesemiotiche.ilsileno@gmail.com.<br \/>\nNotes for authors<br \/>\nMaximum length of contributions: 40,000 characters (including spaces) for items (including bibliography); 20,000 characters (including spaces) for interviews and exhibitions; 10,000 characters (including spaces) for reviews.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Appel \u00e0 Contribution<br \/>\n<strong>&#8220;La Langue en tant que lieu, le lieu en tant que langue&#8221;. Pour une th\u00e9orie de la citoyennet\u00e9 &#8220;accessible&#8221;<\/strong><br \/>\n\u00c9diteur : Donata Chiric\u00f2 (Universit\u00e9 de Calabre)<br \/>\nDate d\u2019\u00e9ch\u00e9ance de pr\u00e9sentation des contributions : 17 Juin 2017<br \/>\nNotification d\u2019approbation :\u00a07 Juillet 2017<br \/>\nPublication :\u00a031 Juillet 2017<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Les soci\u00e9t\u00e9s contemporaines sont caract\u00e9ris\u00e9es par une pr\u00e9sence g\u00e9n\u00e9ralis\u00e9e de formes de communication \u00abglobales\u00bb (McLuhan, 1962, 1968). Cette condition implique un surplus de d\u00e9mocratie et de libert\u00e9 et, de ce point de vue, elle peut contribuer \u00e0 l\u2019inclusion sociale et politique. En effet, un nombre croissant d&#8217;hommes et de femmes ont mis en place par l&#8217;information et la communication une attente de \u00abl&#8217;accessibilit\u00e9\u00bb qui est sans pr\u00e9c\u00e9dent dans l&#8217;histoire. En m\u00eame temps, il faut souligner que le rythme avec lequel nos soci\u00e9t\u00e9s et les formes de communication et relation sont devenues \u00abglobales\u00bb, ne correspond pas au rythme avec lequel ces derni\u00e8res se montrent \u00abaccessibles\u00bb, ou au moins en mesure de garantir le respect du principe d&#8217;\u00e9galit\u00e9 des chances.<br \/>\nIl est connu qu\u2019\u00e0 travers ce principe les soci\u00e9t\u00e9s contemporaines sont explicitement invit\u00e9es \u00e0 \u00e9liminer les obstacles \u00e0 la participation \u00e9conomique, politique et sociale de tout individu fond\u00e9s sur le sexe, la race et l&#8217;origine ethnique, l\u2019handicap, l\u2019\u00e2ge, l\u2019orientation sexuelle, la religion et la croyance, et l\u2019opinion politique. En effet, en ce qui concerne l&#8217;Italie, les droits auxquels ce principe fait r\u00e9f\u00e9rence sont garantis par la Constitution (art. 3). Toutefois, ces principes font partie de ces droits non enti\u00e8rement contraignants. En effet, il s\u2019agit des droits qui, mettant en cause la notion m\u00eame d&#8217;\u00e9galit\u00e9, sont particuli\u00e8rement expos\u00e9s au risque de ne pas \u00eatre appliqu\u00e9s de la part de ceux qui devraient les mettre en \u0153uvre. En outre, \u00abl&#8217;accessibilit\u00e9\u00bb est un terme dont la difficult\u00e9 \u00e0 entrer dans les dictionnaires, en particulier dans sa signification politique et culturelle, n&#8217;a d&#8217;\u00e9gal que la difficult\u00e9 d\u2019affirmer que, historiquement, ces droits ont \u00e9t\u00e9 remis en cause et ont soulev\u00e9 des questions. Consid\u00e9r\u00e9 \u00e0 juste titre une \u00abconnaissance des objets et des m\u00e9thodes en \u00e9volution\u00bb sapere dagli oggetti e metodi in evoluzione\u00bb (Diodati M., Accessibilit\u00e0. Guida Completa, Apogeo, 2007, p. 3), ceci, n\u00e9anmoins, avance avec des lignes directrices, des recommandations, des normes nationales et supranationales, des agences, des bureaux. Pourtant, tout ce d\u00e9ploiement de forces plut\u00f4t que de rassurer, suscitent la suspicion. Cela semble plut\u00f4t un sympt\u00f4me d&#8217;un manque de modernit\u00e9, un si\u00e8cle des lumi\u00e8res jamais pleinement r\u00e9alis\u00e9.<br \/>\nEnfin, si l&#8217;on consid\u00e8re que chaque lieu est une langue car ils ont en commun l&#8217;usage des signes, la nature historique et sociale, et parfois \u00abtotale\u00bb, la relation avec la nature et sa discipline stricte, sa relation enracin\u00e9e avec le sacr\u00e9 et les formes du pouvoir, il s\u2019agit d&#8217;interpr\u00e9ter et de penser diff\u00e9remment la conception de tout espace, ses qualit\u00e9s perceptuelles et ergonomiques, sa capacit\u00e9 \u00e0 reconna\u00eetre et \u00e0 exprimer les diff\u00e9rences. Un tel point de vue peut, par exemple, \u00eatre tr\u00e8s utile, surtout dans le cas des lieux physiques et virtuels d\u00e9di\u00e9s \u00e0 la transmission et au partage des connaissances: les villes, les \u00e9coles, les universit\u00e9s, les biblioth\u00e8ques, les mus\u00e9es, les th\u00e9\u00e2tres, les salles de concert, cin\u00e9mas, r\u00e9seau. Tout aussi important, le cas des lieux que nous pourrions consid\u00e9r\u00e9 comme \u00e9tant \u00e0 fr\u00e9quentation non sp\u00e9cifiquement volontaire: les h\u00f4pitaux, les prisons. On peut en dire autant de ces soi-disant non-lieux (Aug\u00e9, 1992) qui sont travers\u00e9s et inhabit\u00e9s, qui ont fini par int\u00e9rioriser la mauvaise accessibilit\u00e9 ou le manque d\u2019accessibilit\u00e9 des lieux anthropologiques. Ces derniers, \u00e9tant identitaires, relationnelles, historiques, ne sont pas neutres et ne peuvent l\u2019\u00eatre. Exactement comme les langues. Elles incarnent les structures du pouvoir, la m\u00e9taphysique du corps, v\u00e9ritables ontologies.<br \/>\nMots-cl\u00e9s<br \/>\nHabitabilit\u00e9, architectures accessibles, art, barri\u00e8res architecturales, citoyennet\u00e9, compr\u00e9hensibilit\u00e9, droit \u00e0 l&#8217;information, droit \u00e0 l&#8217;\u00e9ducation, \u00a0handicap, ergonomie, inclusion, intelligibilit\u00e9, clart\u00e9, gestion des connaissances, langue, language, emplacement, navigabilit\u00e9, parit\u00e9, praticit\u00e9, qualit\u00e9 de perception des espaces, r\u00e9alit\u00e9 augment\u00e9e, r\u00e9alit\u00e9 virtuelle, \u00e9galit\u00e9, convivialit\u00e9, simplification, visitabilit\u00e9, web design.<br \/>\nLes articles sont accept\u00e9s en italien, en anglais et en fran\u00e7ais. Toutes les contributions envoy\u00e9es pour l\u2019\u00e9valuation doivent \u00eatre pr\u00e9par\u00e9es par l\u2019auteur sous forme anonyme. Il est donc n\u00e9cessaire que le nom, l\u2019\u00e9ventuelle appartenance \u00e0 une institution et le titre de l\u2019article soient indiqu\u00e9s dans un dossier diff\u00e9rent de celui qui contient le texte.La contribution doit \u00eatre envoy\u00e9e sous forme \u00e9lectronique .doc ou .rtf\u00a0 a filosofiesemiotiche.ilsileno@gmail.com.<br \/>\nNotes pour les auteurs<br \/>\nLongueur maximum des contributions<br \/>\n40000 signes (espaces y compris) pour les articles (y compris la bibliographie) ;<br \/>\n20000 signes (espaces y compris) pour les interview et les revues ;<br \/>\n10000 signes (espaces y compris) pour les recensions.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>CALL FOR PAPERS PRECEDENTI E SCADUTE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Filosofi(e)Semiotiche, Vol. 3, n. 2 (Dicembre 2016)<\/strong><br \/>\nCall for papers<br \/>\n<strong>Semiotica del testo. Stato dell&#8217;arte e prospettive (PUBBLICATA E SCADUTA)<\/strong><br \/>\nEditor: \u00a0Maria Pia Pozzato<br \/>\nScadenza presentazione contributi: 10 novembre 2016<br \/>\nNotifica approvazione contributi: 30 novembre 2016<br \/>\nPubblicazione: 27 dicembre 2016<br \/>\nDa sempre le scienze umane si sono confrontate con l\u2019analisi dei testi: la storia con i documenti, la psicoanalisi con i discorsi dei pazienti, l\u2019antropologia con i miti e i rituali sociali, la critica d\u2019arte con le opere letterarie e pittoriche, per citare solo i casi pi\u00f9 ovvi. In molti ambiti, per ottenere interpretazioni pi\u00f9 verificabili inter-soggettivamente, si \u00e8 sentita l\u2019esigenza di andare oltre l\u2019esercizio esegetico puro, anche se talvolta sostanziato da brillanti intuizioni e da vasta cultura. In ambito artistico l\u2019idea di analizzare i testi utilizzando una metodologia condivisa \u00e8 stata fortemente osteggiata: contro i principi del nascente strutturalismo letterario si \u00e8 creata una forte opposizione (si pensi a Erich Auerbach in Europa, o a Northrop Frye negli Stati Uniti) all\u2019idea che l\u2019analisi del testo tarpasse le ali alla infinitezza della circolazione simbolica.<br \/>\nNei decenni successivi, sino ai nostri giorni, abbiamo assistito a una parabola paradossalmente ascendente e discendente dell\u2019approccio semio-linguistico all\u2019analisi testuale: ascendente perch\u00e9 i metodi messi a punto sia in ambito saussuriano-greimasiano (semiotica generativa), sia in ambito peirceano-echiano (semiotica interpretativa) sono entrati di prepotenza in molte professioni, come strumenti operativi nella messa a punto di campagne pubblicitarie, strategie politiche, progettazione web, analisi e produzione televisiva, ecc.; discendente in quanto, a livello teorico, \u00e8 parso che la forte spinta degli anni Sessanta-Ottanta fosse andata scemando in una serie di \u201cpost\u201d (post greimasismo, post strutturalismo, post semiotica tout-court), mal coordinati fra loro.<br \/>\nQuello che si potrebbe, e dovrebbe fare, \u00e8 di conciliare di fatto questi due fenomeni trovando nelle pratiche di analisi sia le ragioni di un indubbio successo operativo sia le ragioni di una necessit\u00e0 di progressione, di discussione, di nuovo coordinamento nelle pratiche di analisi stesse. Vediamo quindi, con riferimenti bibliografici assolutamente di massima, alcuni spunti.<br \/>\nQuesto numero si propone di raccogliere le analisi di una serie testi intesi nella accezione allargata che da tempo si d\u00e0 a questo termine (cfr. G. Marrone, L\u2019invenzione del testo, 2010; F. Rastier, Arti e scienze del testo 2003; La misura e la grana, 2013) :<br \/>\n&#8211; Testi letterari e poetici, nei confronti dei quali la semiotica si \u00e8 tutt\u2019altro che arresa proseguendo negli ultimi decenni nella messa punto di strumenti innovativi sul solco di quelli tradizionali fondati da R. Jakobson, J. Lotman, R. Barthes (Cfr. J. Geninasca La parola letteraria, 2000; D. Bertrand, Basi di semiotica letteraria, 2000; D. Barbieri, Nel corso del testo, 2004 ; T. Lancioni, Immagini narrate, 2009; D. Panosetti, Semiotica del testo letterario, 2015)<br \/>\n&#8211; Testi \u201csociali\u201d, intesi come spazi, forme di vita, pratiche collettive (F. Marsciani, Tracciati di etnosemiotica, 2007; M.P.Pozzato, Foto di matrimonio e altri saggi, 2012; A. Giannitrapani, Introduzione alla semiotica dello spazio, 2013)<br \/>\n&#8211; Testi dedicati al mondo dei consumi, quindi pubblicit\u00e0 commerciali (J.M. Floch Identit\u00e0 visive 1995; G. Marrone, Il discorso di marca 2010), pubblicit\u00e0 di impegno per le cause sociali (P. Peverini, Social guerrilla, 2014) ma anche spazi dei consumi (I. Pezzini e P. Cervelli, a cura, Scene del consumo, 2007).<br \/>\n&#8211; Testi mediali: televisione, internet, cinema (R. Eugeni, Semiotica del cinema, 2013; La condizione postmediale, 2015; G. Cosenza, Introduzione alla semiotica dei nuovi media, 2014)<br \/>\n&#8211; Testi artistici di tipo visivo e audiovisivo (O. Calabrese, Come si legge un\u2019opera d\u2019arte, 2007; L. Corrain, Il velo dell\u2019arte, 2016; L. Spaziante, Icone pop, 2016)<br \/>\nNegli ultimi anni si \u00e8 molto riflettuto sul concetto-cardine di \u201cnarrativit\u00e0\u201d (P. Violi, AM. Lorusso, C. Paolucci, a cura, Narrativit\u00e0, 2012; G. Ferraro, Teorie della narrazione, 2015) o su tematiche culturali specifiche, come ad esempio la comunicazione del cibo (su cui esiste una ricchissima bibliografia della scuola palermitana). Non si \u00e8 inteso tuttavia promuovere in questa sede n\u00e9 un tema specifico di tipo culturale n\u00e9 un tema specifico di tipo metodologico ma proprio un confronto \u201csul campo\u201d tramite una serie di analisi testuali all\u2019interno delle quali avanzare proposte teoriche innovative e\/o critiche a strumenti metodologici ritenuti non pi\u00f9 produttivi. Questo nella convinzione che misurandosi con un testo vi sia, come diceva Umberto Eco, un limite collettivo (U. Eco, I limiti dell\u2019interpretazione, 1995) che fa da sponda a derive interpretative e da spazio comune di confronto.<br \/>\nSono accettati articoli in italiano, inglese e francese. Tutti i contributi inviati devono essere preparati dall\u2019autore per la valutazione in forma anonima. Pertanto \u00e8 necessario che il nome, l\u2019eventuale appartenenza ad una istituzione e il titolo dell\u2019articolo siano indicati in un file diverso da quello che contiene il testo. Il contributo deve essere inviato in formato elettronico .doc o .rtf a filosofiesemiotiche.ilsileno@gmail.com<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Note per gli autori<br \/>\nLunghezza massima contributi: 40000 battute (spazi inclusi) per gli articoli (compresa la bibliografia); 20000 battute (spazi inclusi) per le interviste e le rassegne; 10000 battute (spazi inclusi) per le recensioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Call for papers<br \/>\n<strong>Text semiotics. State of the arts and perspectives<\/strong><br \/>\nEditor: \u00a0Maria Pia Pozzato<br \/>\nSubmission deadline: October 30, 2016<br \/>\nNotification of acceptance: November 25, 2016<br \/>\nPublication date: December 27, 2016<br \/>\nHumans science has always been dealing with text analysis: history with documents, psychoanalysis with patients, anthropology with myths and social ritual, art critics with literary and pictorial arts, and these are only a few examples. In many fields, in order to gain more verifiable inter-subjectively interpretation, it has been needed the need to go further the pure exegetic exercise, sometimes made of brilliant intuitions by ample culture. In the artistic sphere the idea of analyzing text by using a shared methodology has been deeply opposed: against the principles of literary structuralism raised a high antithesis (for example Eric Auerbach in Europe, or Northrop Frye in the United States) to the idea that text analysis could clip wings to the vast symbolic circulation.<br \/>\nIn the following decades until nowadays, we have been witness of a trend paradoxically raising and falling semiotics-linguistic approach to the text analysis: raising because the methods used both in saussurian-greimasian field (generative semiotics), and in peirceian-echian (semiotics interpretative) has been prevaricating in many careers, as operational tools in advertising campaign, politics plan of action, planning internet, television analysis and production, ect.; descendant because, theoretically, seems that the big push of the \u201870s and \u201880s has been decrease in a series of \u201cpost\u201d (post greimasism, post structuralism, post semiotics tout-court), not well intercoordinated.<br \/>\nWhat is necessary is to organize these two events finding in to the analysis practices both reasons of uncontested operative success and reasons of a necessity of progression, debate, new coordination of the practices itself. Let\u2019s see trough a literature review some starting points.<br \/>\nThe main goal of this issue is to collect analyses of some text, referred to as (G.Marrone, L\u2019invenzione del testo, 2010; F.Rastier, Arti e scienze del testo 2003; La misura e la grana, 2013);<br \/>\n-Literary and poetical text, about which semiotics did not have an accommodating attitude, proceeding instead in the last decades in construct innovative tools on the previous ones given by R.Jakobson, J.Lotman, R.Barthes(J.Geninasca La parola letteraria, 2000; D.Bertrand, Basi di semiotica letteraria, 2000; D.Barbieri, Nel corso del testo, 2004; T.Lancioni, immagini narrate, 2009; D. Panosetti, Semiotica del testo letterario, 2015)<br \/>\n-\u201cSocial\u201d text, thought as space, vital forms, collective pratices(F.Marsciani, Tracciati di etnosemiotica, 2007; M.P.Pozzato, Foto di matrimonio e altri saggi, 2012; A. Giannitrapani, Introduzione alla semiotica dellon spazio, 2013)<br \/>\n-Text devoted to consumptions, advertising as well (J.M.Floch Identit\u00e0 visive1995; G.Marrone, il discorso di marca 2010), advertising for social purpose (P.Peverini, Social guerrilla, 2014) also space of consumer (I.Pezzini e Cervelli, a cura, Scene del consumo, 2007)<br \/>\n-Medial text: television, internet, cinema (R.Eugeni, Semiotica del cinema, 2013; Lw condizione post-medioevale, 2015; G.Cosenza, Introduzione alla semiotica dei nuovi media, 2014)<br \/>\n-Visual and audiovisual artistic text (O.Calabrese, Come si legge un\u2019opera d\u2019arte, 2007; L. Corrain, Il velo dell\u2019arte, 2016; L.Sapiente, Icone pop, 2016)<br \/>\nLast years had been full of discussions about the fundamental principles idea of \u201cnarrativit\u00e0\u201d(P. Violi, Am.Lorusso, C. Paolucci, Narrativit\u00e0, 2012; G. Ferraro, Teorie della narrazione, 2015) or about specific cultural topics, such as food communication (see the exhaustive bibliography of Palermo\u2019s semiotics group).<br \/>\nIt was not a purpose of this section to promote neither a specific cultural topic nor a methodologicalspecific type but a real debate through a series of textual analyses in which offer innovating and critic theoretical proposes to methodological tools not considered productive anymore. Umberto Eco said that we challenge ourselves with a text there can be a common boundary (U.Eco, I limiti dell\u2019interpretazione, 1995) which gives a shared collective debate.<br \/>\nArticles are accepted in English, Italian and French. All entries submitted must be prepared by the author for anonymous evaluation. Therefore it is necessary that the author\u2019s name, his\/her possible membership to an institution, and the title of the article are reported in a different file from the one containing the text. The contribution must be sent in electronic format. Doc or. RTF to filosofiesemiotiche.ilsileno@gmail.com<br \/>\nNotes for authors<br \/>\nMaximum length of contributions: 40,000 characters (including spaces) for items (including bibliography); 20,000 characters (including spaces) for interviews and exhibitions; 10,000 characters (including spaces) for reviews.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Call for papers\/ Appel \u00e0 communications<br \/>\n<strong>S\u00e9miotique du texte. \u00c9tat de l\u2019art et prospectives.<\/strong><br \/>\n\u00c9diteur : Maria Pia Pozzato<br \/>\nDate d\u2019\u00e9ch\u00e9ance de pr\u00e9sentation des contributions : 30 Octobre 2016<br \/>\nNotification d\u2019approbation : 25 Novembre 2016<br \/>\nPublication : 27 D\u00e9cembre 2016<br \/>\nDepuis toujours les sciences humaines se sont confront\u00e9es avec l\u2019analyse des textes : l\u2019histoire avec les documents, la psychanalyse avec les discours des patients, l\u2019anthropologie avec les mythes et les rituals sociaux, la critique d\u2019art avec les \u0153uvres litt\u00e9raires et picturales, pour citer les cas les plus \u00e9vidents. Dans de nombreux domaines, pour obtenir des interpr\u00e9tations plus v\u00e9rifiables inter-subjectivement, on a senti l\u2019exigence d\u2019aller au-del\u00e0 de l\u2019exercice ex\u00e9g\u00e9tique pur, m\u00eame si parfois soutenu par de brillantes intuitions et par une vaste culture. Dans le domaine de l\u2019art l\u2019id\u00e9e d\u2019analyser les textes en utilisant une m\u00e9thodologie commune a \u00e9t\u00e9 fortement contrecarr\u00e9e : contre les principes du structuralisme litt\u00e9raire naissant une forte opposition a contrast\u00e9 (il suffit de penser \u00e0 Erich Auerbach en Europe, ou \u00e0 Northrop Frye aux \u00c9tats-Unis) l\u2019id\u00e9e que l\u2019analyse du texte puisse limiter l\u2019infinitude de la circulation symbolique. Depuis les d\u00e9cennies successives, jusqu\u2019\u00e0 nos jours, nous avons assist\u00e9 \u00e0 une parabole paradoxalement ascendante et descendante de l\u2019approche s\u00e9miolinguistique \u00e0 l\u2019analyse textuelle : ascendante parce que les m\u00e9thodes mises au point dans le domaine saussurien-greimasien (s\u00e9miotique g\u00e9n\u00e9rative) aussi bien que dans le domaine peircien-ecoien (s\u00e9miotique interpr\u00e9tative) sont entr\u00e9es de force dans de nombreuses professions, en tant qu\u2019instruments op\u00e9ratifs dans la mise au point de campagnes publicitaires, strategies politiques, conceptions web, analyses et productions t\u00e9l\u00e9visuelles, etc. ; descendante car, au niveau th\u00e9orique, il semble que la forte impulsion des ann\u00e9es Soixante- Quatre-vingts ait diminu\u00e9 \u00e0 travers une s\u00e9rie de &#8220;post&#8221; (post greimasisme, post structuralisme, post s\u00e9miotique tout-court ), mal coordonn\u00e9s entre eux.<br \/>\nCe qui pourrait, et devrait se faire, est concilier de fait ces deux ph\u00e9nom\u00e8nes en trouvant dans les pratiques d\u2019analyse les raisons d\u2019un succ\u00e8s op\u00e9ratif incontestable et les raisons d\u2019une n\u00e9cessit\u00e9 de progression, de discussion, de nouvelle coordination dans les pratiques d\u2019analyse m\u00eame. Voyons donc, selon des references bibliographiques dans les grandes lignes, certaines id\u00e9es.<br \/>\nCe num\u00e9ro se propose de recueillir les analyses d\u2019une s\u00e9rie textes consid\u00e9r\u00e9s dans l\u2019acception \u00e9tendue que l\u2019on donne depuis longtemps \u00e0 ce terme (cf. G. Marrone, L\u2019invention du texte, 2010 ; F. Rastier, Arts et sciences du texte, 2003 ; La mesure et le grain, 2013) :<br \/>\n&#8211; Textes litt\u00e9raires et po\u00e9tiques, par rapport auxquels la s\u00e9miotique ne s\u2019est absolument pas rendue en continuant dans les derni\u00e8res d\u00e9cennies dans la mise au point d\u2019instruments innovateurs dans le sillage de ceux fond\u00e9s par R. Jakobson, J. Lotman, R. Barthes (Cfr. J. Geninasca La parola letteraria, 2000; D. Bertrand, Basi di semiotica letteraria, 2000; D. Barbieri, Nel corso del testo, 2004 ; T. Lancioni, Immagini narrate, 2009; D. Panosetti, Semiotica del testo letterario, 2015)<br \/>\n&#8211; Textes \u201csociaux\u201d, consid\u00e9r\u00e9s comme espaces, formes de vie, pratiques collectives (F. Marsciani, Tracciati di etnosemiotica, 2007; M.P.Pozzato, Foto di matrimonio e altri saggi, 2012; A. Giannitrapani, Introduzione alla semiotica dello spazio, 2013)<br \/>\n&#8211; Textes d\u00e9di\u00e9s au monde des biens de consommation, c\u2019est-\u00e0- dire publicit\u00e9s commerciales (J.M. Floch Identit\u00e0 visive 1995; G. Marrone, Il discorso di marca 2010), publicit\u00e9s engag\u00e9es pour les causes sociales (P. Peverini, Social guerrilla, 2014) mais aussi espaces des biens de consommation (I. Pezzini e P. Cervelli, a cura, Scene del consumo, 2007).<br \/>\n&#8211; Textes m\u00e9diatiques: t\u00e9l\u00e9vision, internet, cin\u00e9ma (R. Eugeni, Semiotica del cinema, 2013; La condizione postmediale, 2015; G. Cosenza, Introduzione alla semiotica dei nuovi media, 2014)<br \/>\n&#8211; Textes artistiques de type visuel et audiovisuel (O. Calabrese, Come si legge un\u2019opera d\u2019arte, 2007; L. Corrain, Il velo dell\u2019arte, 2016; L. Spaziante, Icone pop, 2016)<br \/>\nAu cours des derni\u00e8res ann\u00e9es, on a beaucoup r\u00e9fl\u00e9chi sur le concept principal de la narrativit\u00e9 (P. Violi, AM. Lorusso, C. Paolucci, a cura, Narrativit\u00e0, 2012; G. Ferraro, Teorie della narrazione, 2015) ou sur les th\u00e9matiques culturelles sp\u00e9cifiques, comme par exemple la communication de la nourriture (sur laquelle il existe une tr\u00e8s riche bibliographie de l\u2019\u00e9cole palermitaine). Toutefois, l\u2019intention de notre propos n\u2019est pas de promouvoir un th\u00e8me sp\u00e9cifique de type culturel ni un th\u00e8me sp\u00e9cifique de type m\u00e9thodologique mais pr\u00e9cis\u00e9ment une confrontation &#8220;sur le terrain&#8221; \u00e0 travers une s\u00e9rie d\u2019analyses textuelles \u00e0 l\u2019int\u00e9rieur desquelles il est possible de pr\u00e9senter des propositions th\u00e9oriques innovatrices et\/ou critiques contre des instruments m\u00e9thodologiques consid\u00e9r\u00e9s comme de moins en moins productifs. Ceci avec la conviction que en se mesurant \u00e0 un texte, comme le disait Umberto Eco, il y a une limite collective (U. Eco, I limiti dell\u2019interpretazione, 1995) qui donne naissance \u00e0 des d\u00e9rives interpr\u00e9tatives et qui offre un espace commun de confrontation.<br \/>\nLes articles sont accept\u00e9s en italien, en anglais et en fran\u00e7ais. Toutes les contributions envoy\u00e9es pour l\u2019\u00e9valuation doivent \u00eatre pr\u00e9par\u00e9es par l\u2019auteur sous forme anonyme. Il est donc n\u00e9cessaire que le nom, l\u2019\u00e9ventuelle appartenance \u00e0 une institution et le titre de l\u2019article soient indiqu\u00e9s dans un dossier diff\u00e9rent de celui qui contient le texte.La contribution doit \u00eatre envoy\u00e9e sous forme \u00e9lectronique .doc ou .rtf\u00a0 a filosofiesemiotiche.ilsileno@gmail.com<br \/>\nNotes pour les auteurs<br \/>\nLongueur maximum des contributions<br \/>\n40000 signes (espaces y compris) pour les articles (y compris la bibliographie) ;<br \/>\n20000 signes (espaces y compris) pour les interview et les revues ;<br \/>\n10000 signes (espaces y compris) pour les recensions.<br \/>\n_______________________________________________________________<br \/>\nCall for papers (Vol. 3, n. 1, Luglio 2016) (PUBBLICATA E SCADUTA)<br \/>\n<strong>Riflessioni sulla scrittura.<\/strong><br \/>\nEditor: Massimo Prampolini<br \/>\nScadenza presentazione contributi: 15 giugno 2016<br \/>\nNotifica approvazione contributi: 30 giugno 2016<br \/>\nPubblicazione: 31 Luglio 2016<br \/>\nScrittura: 1.rappresentazione del linguaggio mediante segni e codici grafici \u2013 scrittura latina, araba, unciale, alfabetica, ideogrammatica. 2. Complesso di tecniche di comunicazione e rappresentazione di stati di cose e pensieri \u2013 scrittura a mano, a macchina, digitale. 3. Attivit\u00e0 di registrazione, corpo di registrazioni. 4. Mezzo d\u2019espressione realizzato con intento artistico \u2013 scrittura poetica, in prosa. 5. Stile di registrazione e d\u2019espressione scritta \u2013 scrittura semplice, barocca, scientifica, amministrativa. 6. Opera o testo scritto. 7. (giur.) atto, contratto, documento scritto che impegna le parti contraenti \u2013 scrittura privata, le scritture sono depositate in tribunale, abbiamo fatto una scrittura. 8. (rag.) registrazione su libri contabili, partita di banco. 9. (relig.) Parola di Dio &#8211; Scritture sacre, personalizz. come dicono le scritture, la Scrittura dice.<br \/>\nDedichiamo alla scrittura il prossimo numero de \u201cIl Sileno.Filosofi(e)Semiotiche\u201d per almeno due ragioni.<br \/>\nLa prima si evidenzia leggendo la voce di dizionario sopra riportata. L\u2019ampiezza dei riferimenti fa del termine scrittura una parola che attraversa molteplici attivit\u00e0 e saperi. Paleontologia, archeologia, antropologia, linguistica, estetica, teoria e storia del testo e della letteratura, enigmistica, psicologia, grafologia, sociologia, filosofia sono ambiti disciplinari che hanno accumulato nel tempo sull\u2019argomento della scrittura una saggistica pressoch\u00e9 illimitata. Di fatto, in tema di scrittura, ognuna di queste discipline \u00e8 in relazione di complementarit\u00e0 con le altre. Nessuna basta a se stessa, e le indagini spesso si collocano in spazi interstiziali, formalmente poco identificati: Michel Serres avrebbe detto \u201cnelle terre di mezzo\u201d, in ambiti di cui chi ricerca deve difendere innanzi tutto il diritto alla territorialit\u00e0, al riconoscimento. Siamo nella No Man\u2019s Land, dove le discipline s\u2019attraversano, i paradigmi non commensurabili devono trovare metri di confronto. Metri, misure \u2026 scritture.<br \/>\nLa seconda ragione si riassume nella parola attualit\u00e0. La scrittura \u00e8 una memoria sviluppata dagli umani per conservare e trasferire messaggi nel tempo e nello spazio. Consideriamo le tecniche mnemoniche: i bastoni da messaggio, i quipu, le pittografie rupestri, alcuni sistemi di misurazione di beni, di estensioni coltivate, di durate. A torto tali \u201cnotazioni per oggetti\u201d sono considerate forme di scrittura impropria o marginale. Sintetizza Roland Barthes: \u201cLa civilt\u00e0 nasce con i contabili e con i notai\u201d. Allo stato attuale delle conoscenze le forme pi\u00f9 remote di contabilit\u00e0 (bullae, cretule) risalgono almeno al IX millennio a.C. Da allora, i progressi della scrittura hanno segnato altrettanti radicali cambiamenti nell\u2019intelligenza individuale e sociale del Sapiens. Se la lingua \u00e8 istituzione, la scrittura \u00e8 una delle condizioni costitutive della sua natura istituzionale.<br \/>\nVenendo al presente. Negli ultimi decenni siamo stati travolti da trasformazioni politiche, tecniche, sociali straordinarie. Siamo tecnologia vivente, e la nostra intrinseca tecnonatura ci trascina verso nuove forme di vita, nuove forme d\u2019identit\u00e0. Raccoglitori, cacciatori, agricoltori, manufattori artigianali e industriali, e ora digitanti, scriventi compulsivi: non c\u2019\u00e8 alimento, abito, lavoro, trasferimento, affetto, pausa, libert\u00e0 che non siano preceduti, accompagnati, inguainati da digitazioni scrittorie. E allora: forse non \u00e8 casuale che la trasformazione della nostra forma di vita corra intrecciata alle trasformazioni della nostra pi\u00f9 studiata, come della pi\u00f9 irriflessa, attivit\u00e0 di digitanti. E forse merita riflettere sulle condizioni che caratterizzano questa mutazione della scrittura, il suo pervasivo potenziamento.<br \/>\nSono accettati articoli in italiano, inglese e francese. Tutti i contributi inviati devono essere preparati dall\u2019autore per la valutazione in forma anonima. Pertanto \u00e8 necessario che il nome, l\u2019eventuale appartenenza ad una istituzione e il titolo dell\u2019articolo siano indicati in un file diverso da quello che contiene il testo. Il contributo deve essere inviato in formato elettronico .doc o .rtf a filosofiesemiotiche.ilsileno@gmail.com<br \/>\nNote per gli autori<br \/>\nLunghezza massima contributi: 40000 battute (spazi inclusi) per gli articoli (compresa la bibliografia); 20000 battute (spazi inclusi) per le interviste e le rassegne; 10000 battute (spazi inclusi) per le recensioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Call for papers<br \/>\n<strong>Reflections on writing<\/strong>.<br \/>\nEditor: Massimo Prampolini<br \/>\nSubmission deadline: June 15, 2016<br \/>\nNotification of acceptance: June 30, 2016<br \/>\nPublication date: July 31, 2016<br \/>\nWriting: 1. Language representation across signs and graphic codex- latin writing, arabic, uncial, alphabetic, ideogramatic. 2. Group of communication techniques and representation of state of affairs and thoughts- handwriting, typewriting. 3. Activity records 4. Modality of expression obtained with artistic ends.- prose and poetic writings. 5. registration and expressive writing style, simple writing, Baroque, scientific and administrative. 6. Play or writing text.7. (jur.) acts, contracts, documents, agreements between two different parts.8. (rag) records on book-keeping and bank-account. 9. (relig.) As the Good Lord says., Sacred Scripture.<br \/>\nHere we have two main reasons because publishing this issue in \u201cIl Sileno.Filosofi(e)Semiotiche\u201d.<br \/>\nWe can see the first reason, reading up above, that the wideness of references makes the act of writing itself a word that go through many activity and acknowledgement. Paleontology, archeology, anthropology, linguistic, theory and history of the text and literature, aesthetics, psychology, graphology, sociology, philosophy are all ranges which have a boundless literaly essays and every single discipline is complementary to the other. None can work on its own, on the contrary studies are located in restricted spaces, not well identified as the Good Lord says: Michel Serres would say \u201c nelle terre di mezzo\u201d, in specific areas of interest, in which research has to defend its right to territoriality and identification. We are in No Man\u2019s Land, where one discipline passes through the others, where Praduigms have to find a comparison criteria. Meter, measurement\u2026writings.<br \/>\nThe second reason is Modernity. Writing is a memory, a record developed by human beings to save and transfer messages throughtout time and space. Let\u2019s consider mnemonic techniques: a walking stick message, quipu, cave art, some kind of measuring goods, coltivate extencions, lasting. Wrongdoing, these \u201cnotazioni per oggetti\u201d, notation objects are considered inappropriate or secondary modality of writing. Roland Barthes says: \u201cCivilization is born thanks to accountants and notarys\u201d. The oldest record of accounting go back to IX millennium a.C. From this period improvements of writing have marked very drastic changes for individual and social intellect of Sapiens. If Language is an institution, writing is a fundamental condition of its institutional character.<br \/>\nConsidering nowadays. In the last decades we have been overwhelmed by political, techniques, social amazing transformations. All of these changes bring us to new kinds of identity and lifestyle. Picker, hunters, farmers, artisans are now very compulsive digital writers: every single job, outfit, transfer, feeling and freedom now go with digital composition. It is not a coincidence that man\u2019s life is combined with all these changes. We should now focus, meditade on the conditions of this writing alteration, its pervading building-up.<br \/>\nArticles are accepted in English, Italian and French. All entries submitted must be prepared by the author for anonymous evaluation. Therefore it is necessary that the author\u2019s name, his\/her possible membership to an institution, and the title of the article are reported in a different file from the one containing the text. The contribution must be sent in electronic format. Doc or. RTF to filosofiesemiotiche.ilsileno@gmail.com<br \/>\nNotes for authors<br \/>\nMaximum length of contributions: 40,000 characters (including spaces) for items (including bibliography); 20,000 characters (including spaces) for interviews and exhibitions; 10,000 characters (including spaces) for reviews.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Call for papers\/ Appel \u00e0 communications<br \/>\n<strong>R\u00e9flexions sur l\u2019\u00e9criture<\/strong><br \/>\n\u00c9diteur: Massimo Prampolini<br \/>\nDate d\u2019\u00e9ch\u00e9ance de pr\u00e9sentation des contributions : 15 Juin 2016<br \/>\nNotification d\u2019approbation : 30 Juin 2016<br \/>\nPublication : 31 Juillet 2016<br \/>\n\u00c9criture : 1. Repr\u00e9sentation du langage au moyen de signes et de codes graphiques \u2013 \u00e9criture latine, arabe, alphab\u00e9tique, id\u00e9ogrammatique. 2. Ensemble de techniques de communication et repr\u00e9sentation d\u2019\u00e9tats de choses et de pens\u00e9es \u2013 \u00e9criture \u00e0 la main, \u00e0 la machine, digitale. 3. Activit\u00e9 d\u2019enregistrement, corps d\u2019enregistrements. 4. Moyen d\u2019expression r\u00e9alis\u00e9 avec intention artistique \u2013 \u00e9criture po\u00e9tique, en prose. 5. Style d\u2019enregistrement et d\u2019expression \u00e9crite \u2013 \u00e9criture simple, baroque, scientifique, administrative. 6. \u0152uvre ou texte \u00e9crit. 7. (jur.) acte, contrat, document \u00e9crit qui engage les parties contractantes \u2013 \u00e9criture priv\u00e9e, les \u00e9critures sont d\u00e9pos\u00e9es au tribunal, nous avons fait un \u00e9crit. 8. (compt.) enregistrement sur livres comptables, cr\u00e9dits clients. 9. (relig.) La Parole de Dieu \u2013 Saintes \u00c9critures, personalis. comme disent les \u00e9critures, l\u2019\u00c9criture dit.<br \/>\nNous d\u00e9dions \u00e0 l\u2019\u00e9criture le prochain num\u00e9ro du \u201cIl Sileno.Filosofi(e)Semiotiche\u201d pour au moins deux raisons.<br \/>\nLa premi\u00e8re appara\u00eet \u00e9vidente si on lit l\u2019entr\u00e9e du dictionnaire pr\u00e9c\u00e9demment indiqu\u00e9e. L\u2019ampleur des r\u00e9f\u00e9rences fait du terme \u00e9criture un mot qui croise de multiples activit\u00e9s et de nombreux savoirs. Pal\u00e9ontologie, arch\u00e9ologie, linguistique, esth\u00e9tique, th\u00e9orie et histoire du texte et de la litt\u00e9rature, \u00e9nigmes, psychologie, graphologie, sociologie, philosophie sont des domaines de disciplines qui ont accumul\u00e9 dans le temps sur le sujet de l\u2019\u00e9criture un nombre d\u2019essais plut\u00f4t illimit\u00e9. En fait, en th\u00e8me d\u2019\u00e9criture, chacune de ces disciplines est en relation de compl\u00e9mentarit\u00e9 avec les autres. Aucune ne se suffit \u00e0 elle-m\u00eame, et les enqu\u00eates se trouvent souvent dans des espaces interstitiels, formellement peu identifi\u00e9s : Michel Serres aurait dit \u00ab dans les terres du milieu \u00bb, dans des domaines dans lesquels ceux qui font de la recherche doivent avant tout d\u00e9fendre le droit \u00e0 la territorialit\u00e9 , \u00e0 la reconnaissance. Nous sommes dans le No Man\u2019s Land, o\u00f9 les disciplines se croisent, les paradigmes non mesurables doivent trouver des m\u00e8tres de confrontation. M\u00e8tres, mesures, \u2026 \u00e9critures.<br \/>\nLa seconde raison se r\u00e9sume dans le mot actualit\u00e9. L\u2019\u00e9criture est une m\u00e9moire d\u00e9velopp\u00e9e par les humains pour conserver et transf\u00e9rer des messages dans le temps et l\u2019espace. Consid\u00e9rons les techniques mn\u00e9moniques : les b\u00e2tons de messages, les quipu, les pictographies rupestres, certains syst\u00e8mes de mesure des biens, d\u2019extensions cultiv\u00e9es, de dur\u00e9es. \u00c0 tort de telles \u00ab notations pour objets \u00bb sont consid\u00e9r\u00e9es comme des formes d\u2019\u00e9criture impropre ou marginale. Roland Barthes synth\u00e9tise : \u00ab la civilisation na\u00eet avec les comptables et les notaires \u00bb. Dans l\u2019\u00e9tat actuel des connaissances les formes les plus anciennes de comptabilit\u00e9 (bullae, cretule) remontent au moins au IX mill\u00e9naire av. J.-C. Depuis, les progr\u00e8s de l\u2019\u00e9criture ont marqu\u00e9 d\u2019autres changements radicaux dans l\u2019intelligence individuelle et sociale du Sapiens. Si la langue est institution, l\u2019\u00e9criture est une des conditions constitutives de sa nature institutionnelle.<br \/>\nRevenons au pr\u00e9sent. Au cours des derni\u00e8res d\u00e9cennies nous avons \u00e9t\u00e9 renvers\u00e9s par des transformations politiques, techniques, sociales extraordinaires. Nous sommes de la technologie vivante, et notre technonature intrins\u00e8que nous pousse vers de nouvelles formes de vie, de nouvelles formes d\u2019identit\u00e9. Cueilleurs, chasseurs, agriculteurs, producteurs artisans et industriels, et maintenant num\u00e9riques, tapeurs compulsifs : il n\u2019y a pas d\u2019aliment, de v\u00eatement, de travail, de transfert, d\u2019affection, de pause, de libert\u00e9 qui ne soient pr\u00e9c\u00e9d\u00e9s, accompagn\u00e9s, recouverts d\u2019 inscriptions digitales. Et alors : ce n\u2019est peut- \u00eatre pas un hasard si la transformation de notre forme de vie se m\u00eale aux transformations de notre plus \u00e9tudi\u00e9e, ainsi que plus irr\u00e9fl\u00e9chie activit\u00e9 de r\u00e9dacteurs digitaux. Et peut-\u00eatre convient-il de r\u00e9fl\u00e9chir sur les conditions qui caract\u00e9risent cette mutation de l\u2019\u00e9criture, son renforcement omnipr\u00e9sent.<br \/>\nLes articles sont accept\u00e9s en italien, en anglais et en fran\u00e7ais. Toutes les contributions envoy\u00e9es pour l\u2019\u00e9valuation doivent \u00eatre pr\u00e9par\u00e9es par l\u2019auteur sous forme anonyme. Il est donc n\u00e9cessaire que le nom, l\u2019\u00e9ventuelle appartenance \u00e0 une institution et le titre de l\u2019article soient indiqu\u00e9s dans un dossier diff\u00e9rent de celui qui contient le texte.La contribution doit \u00eatre envoy\u00e9e sous forme \u00e9lectronique .doc ou .rtf a filosofiesemiotiche.ilsileno@gmail.com<br \/>\nNotes pour les auteurs<br \/>\nLongueur maximum des contributions<br \/>\n40000 signes (espaces y compris) pour les articles (y compris la bibliographie) ;<br \/>\n20000 signes (espaces y compris) pour les interview et les revues ;<br \/>\n10000 signes (espaces y compris) pour les recensions.<br \/>\n_______________________________________________________________<br \/>\nCall for Papers\u00a0(Vol. 2, n. 2, Dicembre 2015) (PUBBLICATA E SCADUTA)<br \/>\n<strong>SEGNO, REALT\u00c0, REFERENTE<\/strong><br \/>\nEditor: Luca Peloso (Universit\u00e0 dell&#8217;Insubria)<br \/>\nScadenza presentazione contributi: 14 dicembre 2015<br \/>\nNotifica approvazione contributi: 23 dicembre 2015<br \/>\nPubblicazione: 31 dicembre 2015<br \/>\nIn una delle sue Poesie disperse Montale descrive il semiologo come un \u201cmago \/ che in un giro totale \/ abbraccia tutti i segni del visibile, \/ del toccabile, udibile, fiutabile \/ e gustabile\u201d. Con ironia, il poeta coglie un aspetto essenziale dell&#8217;attivit\u00e0 propria di chi lavora coi segni: dare vita a pratiche \u2013\u00a0 oltre che a teorie \u2013 in grado di interpretare e &#8216;contenere&#8217; la realt\u00e0 nella sua interezza.<br \/>\nL&#8217;altra faccia di questa attivit\u00e0 tuttavia vanifica, secondo alcuni, la sua aspirazione ad essere esauriente, &#8216;totale&#8217;: il fatto di muovere dalla sfera dei sensi, che per la semiologia e la semiotica \u00e8 sinonimo di rigore scientifico, appare infatti ai detrattori come volont\u00e0 di negare legittimazione scientifica a qualsiasi discorso sulla trascendenza, a tutto vantaggio di un&#8217;immanenza rigida, limitata agli aspetti sensibili dell&#8217;esistenza umana. Quest&#8217;accusa, bench\u00e8 riposi sull&#8217;irrefutabile constatazione per cui il semiologo e il metafisico spesso diffidano l&#8217;uno dell&#8217;altro, dimentica per\u00f2 che grandi interpreti del pensiero filosofico-teologico, da Agostino a Florenskij, hanno offerto vere e proprie teorie dei segni e dei simboli. Insomma, la riflessione sul rapporto tra segni e realt\u00e0 attraversa da secoli le correnti, le ideologie e persino le religioni e le fedi, dimostrandosi pi\u00f9 importante degli esiti particolari delle singole dispute (si pensi alla portata del dibattito sull&#8217;alternativa nominalismo\/realismo, o alla posta in gioco delle critiche wittgensteiniane a Russell sul rapporto tra linguaggio e mondo).<br \/>\nNon appena si constata la dimensione attuale e insieme &#8216;eterna&#8217; (eterna in quanto perennemente attuale) che il nesso segni-realt\u00e0 porta con s\u00e9, diventa ineludibile la questione del referente, vale a dire l&#8217;entit\u00e0 extralinguistica in quanto designata da un&#8217;espressione linguistica: se \u00e8 vero che il linguaggio \u2013 in qualit\u00e0 di sistema di segni \u2013 pone l&#8217;uomo in una relazione mediata con la natura, il designato, che gli studiosi hanno reso indissolubile dal significante e dal significato, ha un&#8217;esistenza concreta oppure no?\u00a0 E ancora: questo problema concerne le premesse di ogni scienza segnica, oppure non \u00e8 decisivo, in quanto il suo presupposto dev&#8217;essere il dato e non lo statuto epistemologico di quest&#8217;ultimo? In altri termini, fino a che punto pu\u00f2 spingersi la teoria semiologica? E la pratica?<br \/>\nSono domande che vanno oltre lo specialismo, l&#8217;estrazione culturale o le affiliazioni accademiche: basti citare, a questo proposito, Gramsci, che nei Quaderni del Carcere pone la questione dell&#8217; \u201coggettivit\u00e0 esterna del reale\u201d in relazione al metodo scientifico e agli organi di senso \u2013 a riprova del fatto che la riflessione intorno a temi propri della filosofia del linguaggio, della linguistica e della semiologia\/semiotica s&#8217;impone come necessaria e universale, al di l\u00e0 di prospettive incompatibili come possono essere, ad esempio, il materialismo storico e la teologia, lo strutturalismo e la psicologia analitica: il problema del rapporto tra i segni, la realt\u00e0 e il referente \u00e8 in definitiva rilanciato da ogni riflessione (purch\u00e9 rigorosa) sul mondo e sull&#8217;uomo.<br \/>\nQuesta terza call aspira dunque a raccogliere contributi concernenti il rapporto tra segni e realt\u00e0, tra segno linguistico e referente extralinguistico, nella misura in cui i due concetti o entit\u00e0 (realt\u00e0 e referente) si richiamano e s&#8217;intersecano; viceversa, bench\u00e9 la matrice sia perlopi\u00f9 semiotico-linguistica, non intende porsi particolari vincoli di carattere disciplinare o &#8216;storico&#8217;: sono\u00a0 perci\u00f2 incoraggiati gli scritti relativi tanto a dibattiti in corso, quanto a figure del pensiero antico, medievale o moderno che hanno attraversato i temi della realt\u00e0 e del referente nel corso dei loro studi.<br \/>\nGli ambiti proposti sono i seguenti:<br \/>\nSemiotica<br \/>\nSemiologia<br \/>\nLinguistica<br \/>\nFilosofia del Linguaggio<br \/>\nFilosofia analitica<br \/>\nFilosofia della religione<br \/>\nEpistemologia<br \/>\nTeoria della comunicazione e dell&#8217;interpretazione<br \/>\nPragmatica e Retorica<br \/>\nFilosofia trascendentale<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Call for Papers<br \/>\n<strong>SIGN, REALITY, REFERENT<\/strong><br \/>\nEditor: Luca Peloso (University of Insubria)<br \/>\nSubmission deadline: December 14, 2015<br \/>\nNotification of acceptance:\u00a0December 23, 2015<br \/>\nIssue publication:\u00a0December 31, 2015.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eugenio Montale once wrote in a poem that the semiologist is a magician whose activity embrasses\u00a0 all \u201cvisible, touchable, audible, smellable and tastable signs\u201d. Ironically, the Italian Poet grasps a fundamental aspect of semiotic studies: the creation of practices and theories that are able to interpret and encompass reality.<br \/>\nAccording to some scholars, in doing so Semiology fails in its purpose of completeness: keeping to senses would be the consequence of banning trascendence from science, in favor of an immanence where nothing out of five senses is considered. This charge, although it is strengthened by distrust between semiologists and metaphysicians, doesn&#8217;t consider the theories on signs and symbols written by theologians like, for instance, Saint Augustin or Pavel Florenskij. In short, reflection on the relationship between signs and reality is more important than the outcome of any philosophical disputation about it (just think of the debate on nominalism\/realism, or the dispute between Wittgenstein and Russell about language and world).<br \/>\nWhen we realize the importance of this argument, the question of reference becomes inescapable: that is, the matter of extra-linguistic entity, meant as what is designate by a linguistic expression. Given that language \u2013 as a system of signs \u2013 put man in a mediate relationship with nature, does this entity actually exist? Does this problem concern the Science of Signs, or else it&#8217;s not crucial for its basis, since its theoretical potential? In other words, how far can we go with theory? And with practice?<br \/>\nThese questions go beyond cultural influences and fashions: in this regard just mention Antonio Gramsci, that in his Prison Notebooks faces the problem of the objectivity related to scientific method and sense organs. This proves that reflection on key issues in Philosophy of Language, Linguistics and Semiotics (or Semiology) is absolutely necessary, regardless of different perspectives like Historical Materialism and Theology, or Structuralism and Analytical Psychology. Ultimately, the question concerning the relationship between reality and referent is involved in any investigation on humans and world.<br \/>\nIn conclusion, this call aims to include a multiplicity of contributions about linguistic signs, reality and referent, insofar as they are thematically linked. We invite the submission of papers both on current debates and on ancient, medieval or modern philosophers who studied that issues.<br \/>\nThe disciplines that we indicate are:<br \/>\nSemiotics<br \/>\nSemiology<br \/>\nLinguistics<br \/>\nPhilosophy of Language<br \/>\nAnalytic Philosophy<br \/>\nPhilosophy of Religion<br \/>\nEpistemology<br \/>\nCommunication and Interpretation Theory<br \/>\nPragmatics and Rhetoric<br \/>\nTranscendental Philosophy<br \/>\n&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<br \/>\nCall \/Appel \u00e0 communications<br \/>\n<strong>SIGNE, R\u00c9ALIT\u00c9, R\u00c9F\u00c9RENT<\/strong><br \/>\n\u00c9diteur: Luca Peloso (Universit\u00e9 de l&#8217;Insubrie)<br \/>\nDate d\u2019\u00e9ch\u00e9ance de pr\u00e9sentation des contributions:\u00a014 D\u00e9cembre 2015<br \/>\nNotification d\u2019approbation: 23 D\u00e9cembre 2015<br \/>\nPublication: 31 D\u00e9cembre 2015<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dans une de ses \u201cPoesie disperse\u201d Montale d\u00e9crit le s\u00e9miologue comme un \u201cmagicien\/qui dans un tour complet\/embrasse tous les signes du visible, \/ du touchable, audible, flairable\/ et go\u00fbtable.\u201d Avec ironie, le po\u00e8te saisit un aspect essentiel de l\u2019activit\u00e9 m\u00eame de celui qui travaille avec les signes : engendrer des pratiques \u2013 ainsi que des \u00a0th\u00e9ories \u2013 capables d\u2019interpr\u00e9ter et de \u2018contenir \u2018 la r\u00e9alit\u00e9 dans sa totalit\u00e9 (int\u00e9gralit\u00e9).<br \/>\nL\u2019autre visage de cette activit\u00e9 r\u00e9duit toutefois \u00e0 n\u00e9ant, selon certains, son aspiration \u00e0 \u00eatre exhaustive, \u2018totale\u2019 : le fait de s\u2019\u00e9loigner de la sph\u00e8re des sens, ce qui pour la s\u00e9miologie et la s\u00e9miotique est synonyme de rigueur scientifique, appara\u00eet en fait aux d\u00e9tracteurs comme une volont\u00e9 de nier la l\u00e9gitimation scientifique \u00e0 tout discours sur la transcendance, au profit d\u2019une immanence rigide, limit\u00e9e aux aspects sensibles de l\u2019existence humaine. Cette accusation, bien qu\u2019elle repose sur l\u2019irr\u00e9futable constatation pour laquelle le s\u00e9miologue et le m\u00e9taphysicien se m\u00e9fient l\u2019un de l\u2019autre, oublie cependant que les grands interpr\u00e8tes de la pens\u00e9e philosophique et th\u00e9ologique, de Agostino \u00e0 Florenskij, ont offert de v\u00e9ritables th\u00e9ories des signes et des symboles. Bref, la r\u00e9flexion sur le rapport entre signes et r\u00e9alit\u00e9 traverse depuis des si\u00e8cles les courants, les id\u00e9ologies et m\u00eame les religions et les fois, apparaissant plus importante que les r\u00e9sultats particuliers des simples discutions (il suffit de penser \u00e0 l\u2019envergure du d\u00e9bat sur l\u2019alternative nominalisme\/r\u00e9alisme, ou \u00e0 l\u2019enjeu des critiques wittgensteiniennes \u00e0 Russel sur le rapport entre langage et monde).<br \/>\nD\u00e8s que l\u2019on constate la dimension actuelle et en m\u00eame temps \u2018\u00e9ternelle\u2019 (\u00e9ternelle en tant que perp\u00e9tuellement actuelle) que le lien signes-r\u00e9alit\u00e9 porte en soi, la question du r\u00e9f\u00e9rent devient in\u00e9luctable, c\u2019est-\u00e0-dire l\u2019entit\u00e9 extralinguistique en tant que d\u00e9sign\u00e9e par une expression linguistique : s\u2019il est vrai que le langage \u2013 en qualit\u00e9 de syst\u00e8me de signes- place l\u2019homme dans une relation concili\u00e9e avec la nature, le d\u00e9sign\u00e9, que les savants ont rendu indissoluble du signifiant et du signifi\u00e9, a-t-il une existence concr\u00e8te ou pas ? et encore : ce probl\u00e8me concerne-t-il les pr\u00e9misses de chaque science s\u00e9gnique, ou bien cela n\u2019est pas d\u00e9cisif, car son fondement doit \u00eatre le fait et non pas le statut \u00e9pist\u00e9mologique de ce dernier? En d\u2019autres termes, jusqu\u2019o\u00f9 peut aller la th\u00e9orie s\u00e9miologique? Et la pratique?<br \/>\nCe sont des questions qui vont au-del\u00e0 de la sp\u00e9cialisation, de l\u2019extraction culturelle ou des affiliations acad\u00e9miques: il suffit de \u00a0citer, \u00e0 ce propos, Gramsci, qui dans les Cahiers de Prison pose la question de \u00ab l\u2019objectivit\u00e9 externe du r\u00e9el \u00bb par rapport \u00e0 la m\u00e9thode scientifique et aux organes des sens \u2013 \u00e0 d\u00e9monstration du fait que la r\u00e9flexion sur les th\u00e8mes m\u00eames de la philosophie du langage de la linguistique et de la s\u00e9miologie\/s\u00e9miotique s\u2019impose comme n\u00e9cessaire et universelle, au-del\u00e0 des perspectives incompatibles comme, par exemple, le mat\u00e9rialisme historique et la th\u00e9ologie, le structuralisme et la psychologie analytique : le probl\u00e8me du rapport entre les signes, la r\u00e9alit\u00e9 et le r\u00e9f\u00e9rent est en r\u00e9alit\u00e9 relanc\u00e9 par chaque r\u00e9flexion (pourvu qu\u2019elle soit rigoureuse) sur le monde et sur l\u2019homme.<br \/>\nCe troisi\u00e8me appel \u00e0 communications aspire donc \u00e0 recueillir des contributions concernant le rapport entre signes et r\u00e9alit\u00e9, entre signe linguistique et r\u00e9f\u00e9rent extralinguistique, dans la mesure o\u00f9 les deux concepts ou entit\u00e9s (r\u00e9alit\u00e9 et r\u00e9f\u00e9rent) se rappellent l\u2019un l\u2019autre et se croisent ; vice-versa, bien que la matrice soit surtout s\u00e9miotique-linguistique, il n\u2019a pas l\u2019intention d\u2019 imposer certaines contraintes de caract\u00e8re disciplinaire ou \u2018historique\u2019: pour cette raison, il encourage des lettres relatives aussi bien aux d\u00e9bats en cours qu\u2019 aux figures de la pens\u00e9e antique, m\u00e9di\u00e9vale ou moderne qui ont travers\u00e9 les th\u00e8mes de la r\u00e9alit\u00e9 et du r\u00e9f\u00e9rent au cours de leurs \u00e9tudes.<br \/>\nLes domaines propos\u00e9s sont les suivants :<br \/>\nS\u00e9miotique<br \/>\nS\u00e9miologie<br \/>\nLinguistique<br \/>\nPhilosophie du langage<br \/>\nPhilosophie analytique<br \/>\nPhilosophie de la religion<br \/>\nEpist\u00e9mologie<br \/>\nTh\u00e9orie de la communication et de l\u2019interpr\u00e9tation<br \/>\nPragmatique et Rh\u00e9torique<br \/>\nPhilosophie transcendantale<br \/>\n_______________________________________________________________<br \/>\nCall for Papers (Vol. 2, n. 1, Luglio 2015)<br \/>\n<strong>La dialettica tra linguaggio e lingue: natura e cultura (PUBBLICATA E SCADUTA)<\/strong><br \/>\nEditor: Valeria Dattilo<br \/>\nScadenza presentazione contributi: 31 Maggio 2015<br \/>\nNotifica approvazione: Giugno 2015<br \/>\nPubblicazione: Luglio 2015<br \/>\nLa call aspira ad evidenziare il vivo legame fra l\u2019uomo e la societ\u00e0, chiamando in causa diversi studi e approcci sul linguaggio e le lingue, al fine di superare una certa logica dicotomica e riduzionista (basti pensare al dialogo tra Noam Chomsky e Michel Foucault a Eindhoven, nel novembre del 1971, sulla \u201cnatura umana\u201d) partendo dallo studio dei segni.<br \/>\nLo studio dei segni reca un contributo alla grande riflessione sul linguaggio, che \u00e8 fruttuosa solo se ha per oggetto l\u2019analisi di quei fatti naturali e storici che sono le lingue. Gli approcci attraverso cui si possono individuare le caratteristiche delle lingue sono molti. A questo proposito \u00e8 sufficiente richiamare il pensiero del linguista ginevrino Ferdinand de Saussure, fondatore della linguistica novecentesca, a cui si ispirano, consapevolmente o inconsapevolmente, molti degli approcci contemporanei. I termini di questo binomio \u2013 linguaggio e lingue \u2013 potrebbero avere, dunque, come base la linguistica saussuriana, al fine di comprendere meglio la struttura della lingua intesa come sistema di segni, come langue nell\u2019accezione saussuriana.<br \/>\nI punti di contatto tra linguaggio e lingue possono essere definiti seguendo svariate angolazioni. Fra queste ci sono le osservazioni di uno dei pi\u00f9 grandi prosecutori della Scuola di Ferdinand de Saussure: Emile Benveniste. Come sostiene Benveniste la societ\u00e0 \u00e8 possibile solo grazie alla lingua, e grazie alla lingua \u00e8 possibile l\u2019individuo. Individuo e societ\u00e0 sono, cio\u00e8, fondati nella lingua. La ragione di ci\u00f2 \u2013 afferma Benveniste \u2013 risiede nel fatto che il linguaggio rappresenta la facolt\u00e0 di simbolizzare, intesa come la facolt\u00e0 di rappresentare la realt\u00e0 con un segno e di capire il segno come rappresentante il reale, stabilendo cos\u00ec un rapporto di significazione tra qualcosa e qualcos\u2019altro.<br \/>\nDa ci\u00f2 emerge che il linguaggio umano produce segni che si sostituiscono alla realt\u00e0, organizzando il pensiero e rendendo possibile il linguaggio verbale. Tale sistema di simboli pone l\u2019uomo in una relazione mediata (e non immediata) con la natura e, mediante il linguaggio, l\u2019uomo pone la societ\u00e0.<br \/>\nPer quanto riguarda il linguaggio inteso come facolt\u00e0, viene subito in mente Chomsky e la sua teoria secondo il quale le lingue sarebbero effimere epifanie o maschere variopinte di quell\u2019unica realt\u00e0 che \u00e8 la facolt\u00e0 di linguaggio.<br \/>\nQuesti pochi esempi sono solo un suggerimento per affrontare il tema in questione, mostrando aspetti essenziali del rapporto tra facolt\u00e0 e lingue, natura e cultura.<br \/>\nIn conclusione, la call che il secondo numero de \u201cIl Sileno Filosofi(e)Semiotiche\u201d intende lanciare mira a mettere in evidenza l\u2019intera realt\u00e0 del linguaggio a partire, appunto, dal rapporto tra facolt\u00e0 di linguaggio e lingue.<br \/>\nGli ambiti disciplinari che indichiamo sono tanti, in modo da affrontare il tema nell\u2019ambito di diverse discipline: filosofico, sociologico, linguistico, biologico, antropologico, semiotico.<br \/>\nFilosofia del linguaggio<br \/>\nLinguistica<br \/>\nSemiotica<br \/>\nFilosofia della storia<br \/>\nFilosofia della mente<br \/>\nAntropologia<br \/>\nSociologia<br \/>\nScienze cognitive<br \/>\nSemiologia<br \/>\nTeoria della comunicazione<br \/>\nScienze biologiche e ambientali<br \/>\nEtologia<br \/>\nSono accettati articoli in italiano, inglese, francese e spagnolo. Tutti i contributi inviati devono essere preparati dall\u2019autore per la valutazione in forma anonima. E\u2019 necessario, quindi, che il nome, l\u2019afferenza ad una istituzione e il titolo del contributo siano indicati in un file diverso da quello che contiene il testo. Il contributo deve essere inviato in formato elettronico\u00a0.doc o .rtf\u00a0a\u00a0filosofiesemiotiche.ilsileno@gmail.com.<br \/>\nNote per gli autori<br \/>\nLunghezza massima contributi:<br \/>\n40.000 battute (spazi inclusi) per gli articoli (compresa la bibliografia); 20.000 battute (spazi inclusi) per le interviste e le rassegne; 10.000 battute (spazi inclusi) per le recensioni.<br \/>\n&#8212;<br \/>\nCall for Papers, July 2015<br \/>\n<strong>The dialectic between language and languages: nature and culture<\/strong><br \/>\nEditor: Valeria Dattilo<br \/>\nSubmission deadline: 31.05.2015<br \/>\nNotification of acceptance: June 2015<br \/>\nIssue publication: July 2015<br \/>\nThis call aspires to show the relationship between man and society, calling into question different studies and approaches on language and languages, with the aim of to overcome this dichotomy (just think of the dialogue between Noam Chomsky and Michel Foucault to Eindhoven, in November 1971, about \u201chuman nature\u201d), starting from the study of signs.<br \/>\nThe study of signs bears a great contribution to the reflection of language, that is productive only if it has as its object the analysis of those natural and historical facts that are languages. Approaches through which we can identify the characteristics of the languages are many. In this regard it is sufficient to call the thought of the Genevan linguist Ferdinand de Saussure, founder of the twentieth-century linguistics, that inspired, consciously or unconsciously, many of the contemporary approaches. The terms of this binomial \u2013 language and languages \u2013 could have, therefore, as the base the linguistic of Saussure with the aim of better understand the structure of language as a system of signs, as langue to use an expression of Saussure.<br \/>\nThe points of contact between language and languages can be defined using different angulations. Between these, there are the observations of one of the largest prosecutors of the School of Ferdinand de Saussure: Emile Benveniste. As claimed by Benveniste the society is only possible thanks to the language, and the individual is possible thanks to the language. Individual and society are, therefore, justified in the language. The reason for this &#8211; says Benveniste &#8211; is the fact that the language is the faculty to symbolize, meant as the faculty of represent reality with a sign and understand the sign as a representative of real, thus establishing a relationship of meaning between something and something else.<br \/>\nThis indicates that a human language produces signs that replace the reality, organizing thought and making possible the verbal language. This system of symbols puts man in a relationship mediated (not immediate) with nature and, through language, the man puts the society.<br \/>\nAs for the language as faculty, immediately comes to mind Chomsky and his theory who considers the languages mayflies epiphanies or colorful masks of that one reality that is the faculty of language.<br \/>\nIn conclusion, the call that the second issue of \u201cIl Sileno Filosofi(e)Semiotiche\u201d intends to launch aims to highlight the entire reality of language starting, precisely, from the relationship between the faculty of language and languages.<br \/>\nThe disciplines that we indicate are so many, in order to address the issue in many different disciplines: philosophical, sociological, linguistic, biological, anthropological, semiotic.<br \/>\nPhilosophy of Language<br \/>\nLinguistics<br \/>\nSemiotics<br \/>\nPhilosophy of History<br \/>\nPhilosophy of Mind<br \/>\nAnthropology<br \/>\nSociology<br \/>\nCognitive Sciences<br \/>\nSemiology<br \/>\nCommunication Theory<br \/>\nBiological and Environmental Sciences<br \/>\nEthology<br \/>\nArticles are accepted in English, Italian, French and Spanish. All entries submitted must be prepared by the author for anonymous evaluation. Therefore it is necessary that the author\u2019s name, his\/her possible membership to an institution, and the title of the article are reported in a different file from the one containing the text. The contribution must be sent in electronic format .doc or. rtf to filosofiesemiotiche.ilsileno@gmail.com.<br \/>\nNotes for authors<br \/>\nMaximum length of contributions: 40,000 characters (including spaces) for items (including bibliography); 20,000 characters (including spaces) for interviews and exhibitions; 10,000 characters (including spaces) for reviews.<br \/>\n&#8212;<br \/>\nCall for Papers \/Appel \u00e0 communications,<br \/>\nJuillet 2015<br \/>\n<strong>La dialectique entre le langage et les langues: nature et culture<\/strong><br \/>\n\u00c9diteur: Valeria Dattilo<br \/>\nDate d\u2019\u00e9ch\u00e9ance de pr\u00e9sentation des contributions: 31 mai 2015<br \/>\nNotification d\u2019approbation: Juin 2015<br \/>\nPublication: Juillet 2015<br \/>\nL&#8217;appel met en \u00e9vidence les liens \u00e9troits entre l&#8217;homme et la soci\u00e9t\u00e9, mettant en cause plusieurs \u00e9tudes et approches sur la langue et les langues, afin de surmonter une certaine logique dichotomique et r\u00e9ductrice (il suffit de penser au dialogue entre Noam Chomsky et Michel Foucault Eindhoven, au mois de Novembre 1971, sur la \u00abnature humaine\u00bb) \u00e0 partir de l&#8217;\u00e9tude des signes.<br \/>\nL&#8217;\u00e9tude des signes porte une grande contribution \u00e0 la r\u00e9flexion sur la langue, qui est fructueuse si elle se rapporte \u00e0 l&#8217;analyse de ces faits naturels et historiques qui sont les langues. Les approches par lesquels nous pouvons identifier les caract\u00e9ristiques des langues sont nombreux. \u00c0 cet \u00e9gard, il suffit de rappeler la pens\u00e9e du linguiste genevois Ferdinand de Saussure, fondateur de la linguistique du XX\u00e8me si\u00e8cle, auquel beaucoup d\u2019approches contemporaines s\u2019inspirent, consciemment ou inconsciemment. Les termes de ce partenariat &#8211; Langage et langues &#8211; pourraient avoir, par cons\u00e9quent, que la linguistique de Saussure, afin de mieux comprendre la structure de la langue comme un syst\u00e8me de signes, comme la langue dans le sens du terme de Saussure.<br \/>\nLes points de contact entre la langue et les langues peuvent \u00eatre d\u00e9finis en utilisant une vari\u00e9t\u00e9 de points de vue. Parmi ceux-ci, il y a les observations de l&#8217;un des plus grands procureurs de l\u2019\u00e9cole de Ferdinand de Saussure: Emile Benveniste. Selon Benveniste la soci\u00e9t\u00e9 est possible gr\u00e2ce \u00e0 la langue, et la langue est possible gr\u00e2ce \u00e0 l&#8217;individu. C\u2019est-\u00e0-dire que l\u2019individu et la soci\u00e9t\u00e9 sont fond\u00e9s sur la langue. La raison de cela &#8211; dit Benveniste &#8211; r\u00e9side dans le fait que la langue est la capacit\u00e9 de symboliser, entendue comme le droit de repr\u00e9senter la r\u00e9alit\u00e9 avec un signe et comprendre le signe en tant que repr\u00e9sentant de la r\u00e9alit\u00e9, \u00e9tablissant ainsi une relation de sens entre quelque chose et autre chose.<br \/>\nPar cons\u00e9quent, le langage humain produit des signes qui remplacent la r\u00e9alit\u00e9, en organisant la pens\u00e9e et en rendant possible le langage verbal. Ce syst\u00e8me de symboles met l&#8217;homme dans une relation m\u00e9diate (non instantan\u00e9e) avec la nature et, par le langage, l&#8217;homme met la soci\u00e9t\u00e9.<br \/>\nQuant \u00e0 la langue entendue comme facult\u00e9, vient imm\u00e9diatement \u00e0 l&#8217;esprit Chomsky et sa th\u00e9orie selon laquelle les langues seraient \u00e9piphanies \u00e9ph\u00e9m\u00e8res ou masques color\u00e9s de cette seule r\u00e9alit\u00e9 qui est la facult\u00e9 de langage.<br \/>\nCes exemples ne sont qu&#8217;une suggestion pour r\u00e9soudre le probl\u00e8me en question, en montrant les aspects essentiels de la relation entre la facult\u00e9 et les langues, la nature et la culture.<br \/>\nEn conclusion, l&#8217;appel que le deuxi\u00e8me num\u00e9ro de \u201cIl Sileno \/ Filosofi(e)Semiotiche&#8221; a l&#8217;intention de lancer vise \u00e0 mettre en \u00e9vidence toute la r\u00e9alit\u00e9 de la langue comme, en fait, la relation entre la facult\u00e9 de langage et les langues.<br \/>\nLes disciplines que nous indiquons sont si nombreux, afin d&#8217;aborder la question dans de nombreuses disciplines diff\u00e9rentes: philosophie, sociologie, linguistique, biologie, anthropologie, s\u00e9miotique.<br \/>\nPhilosophie du langage<br \/>\nLinguistique<br \/>\nS\u00e9miotique<br \/>\nPhilosophie de l&#8217;histoire<br \/>\nPhilosophie de l&#8217;esprit<br \/>\nAnthropologie<br \/>\nSociologie<br \/>\nSciences cognitives<br \/>\nS\u00e9miologie<br \/>\nTh\u00e9orie des communications<br \/>\nSciences de la vie et de l&#8217;environnement<br \/>\n\u00c9thologie<br \/>\nLes articles sont accept\u00e9s en italien, en anglais et en fran\u00e7ais. Toutes les contributions envoy\u00e9es pour l\u2019\u00e9valuation doivent \u00eatre pr\u00e9par\u00e9es par l\u2019auteur sous forme anonyme. Il est donc n\u00e9cessaire que le nom, l\u2019\u00e9ventuelle appartenance \u00e0 une institution et le titre de l\u2019article soient indiqu\u00e9s dans un dossier diff\u00e9rent de celui qui contient le texte. La contribution doit \u00eatre envoy\u00e9e sous forme \u00e9lectronique .doc ou .rtf\u00a0 \u00e0 l\u2019adresse e-mail: filosofiesemiotiche.ilsileno@gmail.com.<br \/>\nNotes pour les auteurs<br \/>\nLongueur maximum des contributions<br \/>\n40.000 signes (espaces y compris) pour les articles (y compris la bibliographie) ; 20.000 signes (espaces y compris) pour les interview et les revues ; 10.000 signes (espaces y compris) pour les recensions.<br \/>\n_______________________________________________________________<br \/>\nCall for Papers (Vol. 1, n. 1, Dicembre 2014) (PUBBLICATA E SCADUTA)<br \/>\n<strong>Segni in azione: sguardi, gesti, parole<\/strong><br \/>\nEditor: Giorgio Lo Feudo<br \/>\nScadenza presentazione contributi: 31 Ottobre 2014<br \/>\nNotifica approvazione: 21 Novembre 2014<br \/>\nPubblicazione: Dicembre 2014<br \/>\nLa coppia segno\/azione costituisce da sempre un caposaldo teorico della filosofia del linguaggio, della epistemologia, dell\u2019ontologia e della semiotica generale. Ragionando sommariamente su tale connubio viene subito in mente il titolo della pi\u00f9 famosa opera di J.L. Austin\u00a0\u201cHow to do things with words\u201d,\u00a0nella quale \u00e8 palesemente esibita quella primaria concezione teorica che considera il significato linguistico uno strumento concreto per agire e incidere costruttivamente sul mondo. Sovviene altres\u00ec alla mente con analoga rapidit\u00e0 Wittgenstein e la sua seconda pi\u00f9 famosa riflessione teorica sulla natura del significato, la quale, com\u2019\u00e8 noto, \u00e8 incentrata sulla nozione di gioco linguistico, di uso e sulla necessit\u00e0 di seguire una regola. L\u2019elenco degli esempi sarebbe oltremodo lungo e crescerebbe ancor pi\u00f9 se lo redigessimo tenendo conto anche dei tre criteri cognitivi e comunicativi che accompagnano la traccia: \u201csguardi, gesti, parole\u201d. Per quanto riguarda lo sguardo, L.S. Vygotskij consider\u00f2 quello inintenzionale del bambino (ma anche il gesto, il protrarsi verso un oggetto, ecc.) l\u2019elemento delineante il contesto transindividuale che, implicitamente semiotico, consente di trasformare quello sguardo (o quel gesto) casuale in indicazione comunicativa. J.S.Bruner assegn\u00f2 allo sguardo una notevole importanza laddove lo intese come una primaria modalit\u00e0 di convergenza comunicativa basata sulla presenza reciproca e sulla condivisione e comprensione delle cose.<br \/>\nOvviamente anche i gesti imporrebbero la stesura di un ricchissimo elenco di studi. Sono infatti tantissimi gli studiosi secondo i quali essi non sono altro che gli anticipatori fisici di ogni modalit\u00e0 comunicativa e conoscitiva astratta e simbolica. Sulle parole, infine, \u00e8 meglio tacere; la sfilza di ricerche e teorie che le intendono sia come azione che come semplici portatrici di significato, riempirebbe un arco di tempo plurisecolare. A questo proposito \u00e8 sufficiente pensare, oltre i gi\u00e0 nominati Austin e Wittgenstein, ai numerosi filosofi, linguisti e semiologi accomunati dalla concezione del cosiddetto significato incarnato \u2013embodied cognition-.<br \/>\nDai pochi esempi tratteggiati emerge un chiaro riferimento all\u2019assunto che vede l\u2019esistenza di una realt\u00e0 (fenomenica, dinamica, ecc.) conoscibile o comunque in qualche modo avvicinabile tramite i segni. Ci\u00f2 non vuole, tuttavia, togliere spazio a quell\u2019insieme di riflessioni e teorie che prescindono da ogni esplicito ancoraggio al referente e trattano la coppia segno\/azione da un punto di vista esclusivamente semiotico e linguistico.<br \/>\nIn conclusione, la call che il primo numero de \u201cIl Sileno\/filosofi(e)semiotiche\u201d intende lanciare aspira ad assommare in s\u00e9 una molteplicit\u00e0 di temi, problemi e soprattutto approcci filosofici e semiotici a partire, appunto, dal rapporto tra segno e azione.<br \/>\nL\u2019auspicio \u00e8 che tale tematica possa suscitare l\u2019interesse di studiosi e ricercatori di varia e composita estrazione teorico-disciplinare.<br \/>\nGli articoli da presentare dovranno rientrare nel seguente elenco teorico-disciplinare:<br \/>\nFilosofia del linguaggio<br \/>\nOntologia<br \/>\nEpistemologia<br \/>\nPragmatica<br \/>\nLinguistica e retorica<br \/>\nSemiotica e semiotica del testo<br \/>\nSemantica<br \/>\nTeoria del gesto<br \/>\nEmbodied cognition<br \/>\nPsicologia e neuroscienze<br \/>\nSono accettati articoli in italiano, inglese e francese. Tutti i contributi inviati devono essere preparati dall\u2019autore per la valutazione in forma anonima. Pertanto \u00e8 necessario che il nome, l\u2019eventuale appartenenza ad una istituzione e il titolo dell\u2019articolo siano indicati in un file diverso da quello che contiene il testo.<br \/>\nIl contributo deve essere inviato in formato elettronico .doc o .rtf\u00a0 a<br \/>\nfilosofiesemiotiche.ilsileno@gmail.com<br \/>\nNote per gli autori<br \/>\nLunghezza massima contributi:<br \/>\n40000 battute (spazi inclusi) per gli articoli (compresa la bibliografia); 20000 battute (spazi inclusi) per le interviste e le rassegne; 10000 battute (spazi inclusi) per le recensioni.<br \/>\n&#8212;<br \/>\nCall for Papers, December 2014<br \/>\n<strong>Signs in action: looks, gestures, words<\/strong><br \/>\nEditor: Giorgio Lo Feudo<br \/>\nSubmission deadline: October 31, 2014<br \/>\nNotification of acceptance: November 21, 2014<br \/>\nIssue publication: December 2014<br \/>\nThe word pair sign \/ action has always been a theoretical cornerstone of philosophy of language, epistemology, ontology and general semiotics. If we just think about this combination we are reminded straightaway of JL Austin\u2019s most famous work,\u00a0How to do things with words, in which that primary theoretical approach that considers the linguistic meaning as a concrete tool to act and to influence the world constructively is clearly exhibited. We are also immediately reminded of the later Wittgenstein and his most famous theoretical reflection on the nature of meaning, which is notoriously based on the notion of language game, of language use and on the need to follow rules. The list of examples would grow much longer if we also took into account the three cognitive and communicative criteria which accompany the track: \u201clooks, gestures, words&#8221;. Regarding the gaze, L.S. Vygotsky considered children\u2019s unintentional gaze(but also their gestures, for example their stretching themeselves towards an object, etc&#8230;)as the element outlining the transindividual context that, being implicitly semiotic, can transform the accidental glance (or gesture) into a communicative indication. J.S.Bruner gave great importance to the gaze when he designated it as a primary mode of communicative convergence based on co-presence and on the sharing and understanding of things. Of course, gestures would also require the reference to a long list of studies, as they are considered by many scholars as nothing less than the physical forerunners of every communicative and cognitive method, both abstract and symbolic. As for words, both when they are meant as actions and as simple carriers of meaning, the amount of research and theories on the subject is so huge, that it is not even worth trying to list them. It is sufficient to think of the many philosophers , linguists and semioticians, besides the already mentioned Austin and Wittgenstein, united by the concept of embodied cognition . In the few examples mentioned above, we can see a clear reference to the assumption that a reality exists (phenomenical, dynamic, etc.)which can be known, or anyway somehow grasped through signs. However, this does not involve undermining that set of ideas and theories that leave aside any explicit allusion to the referent and treat the binomial pair sign \/ action from an exclusively semiotic and linguistic point of view. In conclusion, the first issue of\u00a0Il Sileno\/filosofi(e) semiotiche\u00a0intends to launch a call for papers that aspires to include a multiplicity of issues, problems, and especially philosophical and semiotic approaches, starting from the relation between sign and action. The hope is that this issue can arouse the interest of scholars and researchers of various and composite \u00a0 theoretical and disciplinary backgrounds .<br \/>\nThe items to be submitted must be within the following list of theoretical and disciplinary fields:<br \/>\nPhilosophy of Language<br \/>\nOntology<br \/>\nEpistemology<br \/>\nPragmatics<br \/>\nLinguistics and Rhetoric<br \/>\nSemiotics and semiotics of the text<br \/>\nSemantics<br \/>\nTheory of gesture<br \/>\nEmbodied cognition<br \/>\nPsychology and Neuroscience<br \/>\nArticles are accepted in English, Italian and French. All entries submitted must be prepared by the author for anonymous evaluation. Therefore it is necessary that the author\u2019s name, his\/her possible membership to an institution, and the title of the article are reported in a different file from the one containing the text. The contribution must be sent in electronic format. Doc or. RTF\u00a0 to\u00a0filosofiesemiotiche.ilsileno@gmail.com<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Notes for authors<br \/>\nMaximum length of contributions: 40,000 characters (including spaces) for items (including bibliography); 20,000 characters (including spaces) for interviews and exhibitions; 10,000 characters (including spaces) for reviews.<br \/>\n\u2026<br \/>\nCall for Papers \/ Appel \u00e0 communications, D\u00e9cembre 2014<br \/>\n<strong>Signes en action\u00a0: regards, gestes, mots<\/strong><br \/>\n\u00c9diteur: Giorgio Lo Feudo<br \/>\nDate d\u2019\u00e9ch\u00e9ance de pr\u00e9sentation des contributions: 31 octobre 2014<br \/>\nNotification d\u2019approbation: 21 novembre 2014<br \/>\nPublication: D\u00e9cembre 2014<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le couple signe\/action constitue depuis toujours un bastion th\u00e9orique de la philosophie du langage, de l\u2019\u00e9pist\u00e9mologie, de l\u2019ontologie et de la s\u00e9miotique g\u00e9n\u00e9rale. En raisonnant sommairement sur une telle union on pense imm\u00e9diatement au titre de la c\u00e9l\u00e8bre \u0153uvre de J.L Austin \u00ab How to do things with words \u00bb, dans laquelle l\u2019auteur exhibe clairement cette conception th\u00e9orique primaire qui consid\u00e8re le sens linguistique comme un instrument concret pour agir et pour avoir, de fa\u00e7on constructive, des r\u00e9percussions sur le monde . On pense aussi imm\u00e9diatement au deuxi\u00e8me\u00a0 Wittgenstein et \u00e0 sa deuxi\u00e8me plus c\u00e9l\u00e8bre r\u00e9flexion th\u00e9orique sur la nature de la signification, laquelle , comme on sait , est concentr\u00e9e sur la notion de jeu linguistique, d\u2019utilisation et sur la n\u00e9cessit\u00e9 de suivre une r\u00e8gle. La liste des exemples serait bien trop longue et augmenterait encore plus si l\u2019on tenait compte des trois crit\u00e8res cognitifs et communicatifs qui accompagnent la piste : \u00ab regards, gestes, mots \u00bb. En ce qui concerne les regards, L.S. Vygotskij consid\u00e9rait celui non intentionnel de l\u2019enfant (mais le geste aussi, le prolongement vers un objet, etc. ) l\u2019\u00e9l\u00e9ment d\u00e9lin\u00e9ant le contexte transindividuel , qui, implicitement s\u00e9miotique, permet de transformer ce regard (ou ce geste) al\u00e9atoire en indication communicative. J.S. Bruner attribuait une remarquable importance au regard l\u00e0 o\u00f9 il le voyait comme une modalit\u00e9 primaire de convergence communicative bas\u00e9e sur la pr\u00e9sence r\u00e9ciproque et sur le partage et la compr\u00e9hension des choses \u00e0 partir, pr\u00e9cis\u00e9ment, du regard. \u00c9videmment les geste eux-m\u00eames imposeraient l\u2019\u00e9laboration d\u2019une tr\u00e8s longue liste d\u2019\u00e9tudes. En effet, nombreux sont les chercheurs pour lesquels les gestes ne sont que les anticipateurs physiques de toute modalit\u00e9 communicative et cognitive abstraite et symbolique. Pour les mots, enfin, il convient de se taire ; le grand nombre de recherches et de th\u00e9ories qui les concernent aussi bien comme action que comme simple porteurs de signification, remplirait un arc de temps s\u00e9culaire. \u00c0 ce propos il suffit de penser, outre les Austin et Wittgenstein d\u00e9j\u00e0 cit\u00e9s, aux nombreux philosophes, linguistes et s\u00e9miologues li\u00e9s par la conception de la cognition incarn\u00e9e &#8211; embodied cognition. Les quelques exemples soulign\u00e9s d\u00e9montrent une claire r\u00e9f\u00e9rence \u00e0 la supposition qui consid\u00e8re l\u2019existence d\u2019une r\u00e9alit\u00e9 (ph\u00e9nom\u00e9nique, dynamique, etc.) connaissable et en quelque sorte quand meme approchable gr\u00e2ce aux signes . Ceci ne met pas en marge l\u2019importance de l\u2019ensemble des r\u00e9flexions et des th\u00e9ories ind\u00e9pendamment de tout ancrage explicite au r\u00e9f\u00e9rent et traite le couple signe\/action d\u2019un point de vue exclusivement s\u00e9miotique et linguistique. En conclusion, ce que le premier num\u00e9ro de \u00ab Il Sileno\/filosofi (e) semiotiche \u00bb pr\u00e9tend lancer est un appel de soumissions qui aspire \u00e0 regrouper en soi une multiplicit\u00e9 de th\u00e8mes, de probl\u00e8mes et surtout d\u2019 approches philosophiques et s\u00e9miotiques \u00e0 partir, pr\u00e9cis\u00e9ment, du rapport entre le signe et l\u2019action.<br \/>\nLe souhait est que telle th\u00e9matique puisse susciter l\u2019int\u00e9r\u00eat des chercheurs et des savants d\u2019extraction th\u00e9orico-disciplinaire diff\u00e9rente et h\u00e9t\u00e9rog\u00e8ne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Les articles \u00e0 pr\u00e9senter devront rentrer dans la liste:<br \/>\nPhilosophie du langage<br \/>\nOntologie<br \/>\n\u00c9pist\u00e9mologie<br \/>\nPragmatique<br \/>\nLinguistique et rh\u00e9torique<br \/>\nS\u00e9miotique et s\u00e9miotique du texte<br \/>\nS\u00e9mantique<br \/>\nTh\u00e9orie du geste<br \/>\nEmbodied cognition (cognition incarn\u00e9e)<br \/>\nPsychologie et neuroscience<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Les articles sont accept\u00e9s en italien, en anglais et en fran\u00e7ais. Toutes les contributions envoy\u00e9es pour l\u2019\u00e9valuation doivent \u00eatre pr\u00e9par\u00e9es par l\u2019auteur sous forme anonyme. Il est donc n\u00e9cessaire que le nom, l\u2019\u00e9ventuelle appartenance \u00e0 une institution et le titre de l\u2019article soient indiqu\u00e9s dans un dossier diff\u00e9rent de celui qui contient le texte.<br \/>\nLa contribution doit \u00eatre envoy\u00e9e sous forme \u00e9lectronique .doc ou .rtf\u00a0 a<br \/>\nfilosofiesemiotiche.ilsileno@gmail.com<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Notes pour les auteurs<br \/>\nLongueur maximum des contributions<br \/>\n40000 signes (espaces y compris) pour les articles (y compris la bibliographie) ;<br \/>\n20000 signes (espaces y compris) pour les interview et les revues ;<br \/>\n10000 signes (espaces y compris) pour les recensions.<br \/>\n&#8212;<br \/>\nL&#8217;Associazione Scientifico-Culturale &#8220;Il Sileno&#8221; edita una rivista specialistica on-line denominata &#8220;Filosofi(e)Semiotiche&#8221;, ISSN 2531-9434, che ospita saggi di Filosofia del Linguaggio e Semiotica generale e specifiche. La qualit\u00e0 scientifica degli articoli \u00e8 garantita da una procedura anonima di referaggio &#8220;doppio cieco&#8221; (double blind peer review). Filosofi(e)Semiotiche pubblica due numeri l&#8217;anno, raccolti in un volume.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CALL SCADUTE Filosofi(e)Semiotiche pubblica due numeri l&#8217;anno, raccolti in un volume &nbsp; Filosofi(e)Semiotiche, Vol. 6, n. 2 (Dicembre 2019)\u00a0 Call for papers Rossi Landi. Il linguaggio tra teoria e prassi sociale Editors: Giorgio Borrelli, Moira De Iaco (Universit\u00e0 di Bari); Scadenza presentazione contributi: \u03361\u03360\u0336 \u0336n\u0336o\u0336v\u0336e\u0336m\u0336b\u0336r\u0336e\u0336 \u03362\u03360\u03361\u03369\u0336 ; (Prorogata al 29&#8230; <a class=\"continue-reading-link\" href=\"https:\/\/www.ilsileno.it\/filosofiesemiotiche\/callforpapers_2014_2019\/\">Continue reading<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ilsileno.it\/filosofiesemiotiche\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/21"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ilsileno.it\/filosofiesemiotiche\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ilsileno.it\/filosofiesemiotiche\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilsileno.it\/filosofiesemiotiche\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilsileno.it\/filosofiesemiotiche\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=21"}],"version-history":[{"count":12,"href":"https:\/\/www.ilsileno.it\/filosofiesemiotiche\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/21\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":544,"href":"https:\/\/www.ilsileno.it\/filosofiesemiotiche\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/21\/revisions\/544"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ilsileno.it\/filosofiesemiotiche\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=21"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}