La Porta Bronzea della Chiesa di Portosalvo a Siderno, un capolavoro di bellezza artistica

Chiesa di Portosalvo con relativa porta bronzea

Il 13 Febbraio 1988, fu inaugurata la Porta Bronzea della Chiesa di Maria SS. di Portosalvo a Siderno, fortemente voluta dal concittadino emigrato Joe Bumbaca, che per devozione della Vergine ha offerto un contributo di ottanta milioni di lire per la realizzazione della suddetta. Lo scultore sidernese Giuseppe Correale fu scelto per quest’importante impresa scultorea, impegnandosi nella realizzazione degli otto pannelli che raffigurano scene della vita di Maria e Gesù.
Giuseppe Correale nasce a Siderno (RC) il 6 gennaio 1926 da Francesco e Vittoria Gozzi. Fin da ragazzo, la sua dote naturale di artista è espressa attraverso il disegno, che praticava anche a scuola e soprattutto durante le lezioni di matematica. La sua passione lo porta a maneggiare inizialmente la creta e a soli diciassette anni, crea la sua prima vera scultura, la “Madonna della Pace” (Legno, h. m. 1,70, 1944) conservata nella chiesa di S. Maria dell’Arco a Siderno. La statua si trova su un’elegante base intagliata, con due angeli accanto ad una nuvola tondeggiante, che reggono nelle mani un cartiglio con scritto “Regina Pacis Ora Pro Nobis”;  incantato, notò con occhio perspicace la scultura, anche il domenicano Isnardo Bologni.
Lo scultore Giuseppe Correale

Quest’ultimo, supportò il trasferimento del giovane Correale a Firenze, dove in seguito frequenterà il Corso libero di Disegno del Nudo all’Orfanotrofio Madonnina nel Grappa diretto dal Padre Fondatore Don Giulio Facibeni. Erano periodi difficili, per tutti, e in quel luogo dove molti erano piccoli orfani, e si viveva solo di elemosina, a differenza sua che era partito dal suo paese natale per studiare. La madre Vittoria, a quel tempo, preoccupata per il figlio, gli mandò 1000 lire per potersi comprare da mangiare, soldi che Giuseppe rimanda indietro, esempio dei suoi principi forti sul rispetto della famiglia. Siamo negli anni intorno al 1947, e Correale frequenta lo studio dello scultore Corrado Vigni e quello famoso del pittore Pietro Annigoni; quest’ultimo, vedendo l’immagine della Madonna della Pace, esclamò: “ci troviamo di fronte ad un genio, è come un fil di ferro che va raddrizzato”. Lo volle come suo allievo, anche se non era di solito farlo, ma solo a una condizione: vederlo sempre con un album da disegno sotto il braccio in qualsiasi momento della giornata. Quindi, Correale doveva esercitarsi a disegnare, anche di notte, perché il disegno, per Annigoni, è alla base di tutto. Nel 1956, dopo aver lasciato la sua città natale, abbandona anche Firenze per spostarsi a New York: il suo primo viaggio però, presenta qualche difficoltà iniziale; s’iscrive all’Accademia Art Student’s League, sezione disegno e plastica e per potersi pagare gli studi lavora sotto falso nome, impossibilitato a mantenersi vista la sua condizione di studente-emigrato. In seguito ad un incendio nella ditta in cui lavorava, fu scoperto il suo vero nome e trattenuto per qualche giorno nella foresteria situata ai piedi della Statua della Libertà e successivamente rimpatriato in Italia. Ritorna a Firenze, dove inizia a lavorare per gli antiquari locali, guadagnando bene per potersi pagare gli studi alla Scuola del Nudo presso l’Accademia di Belle Arti, nella città dell’imponente cupola del Brunelleschi. Riparte per tornare nella sua amata Siderno, dove soggiorna e lavora fino a quando, il professore Graziani, presidente dell’YMCA, incoraggiando il suo genio artistico, gli prepara i documenti e lo fa tornare a New York dove stavolta conoscerà la sua compagna di vita e figlia di emigrati, Maria Proto, insegnante di lingue che sposerà il 10 ottobre 1963. La voglia di tornare a casa però, è sempre presente nella sua vita di uomo, e di artista. E così sarà. Tornerà a Siderno nel suo studio di via Paolo Romeo. Importanti saranno le commissioni che riceverà, sia da Enti pubblici e religiosi, che da collezionisti privati. Vorrei chiudere la sua parentesi biografica con quello che scrisse a proposito di Correale, uno dei critici d’arte più attivi del nostro secolo, ovvero Achille Bonito Oliva: “la scultura di Correale insegue antichi ideali legati ai modelli aurei del Rinascimento. Modelli che poggiano e trovano il loro valore nella simmetria e nella proporzione. La pietra, il bronzo e il marmo acquistano una trasfigurazione e una trasformazione e una plasticità attraversata dalla luce. I corpi scolpiti restano come sospesi, in bilico tra la concretezza dell’apparire e l’astrazione del rappresentare. Infatti, la scultura di Correale è rappresentazione di una assenza, di una temporalità repressa nell’attimo della forma. La forma, e la sua forma, si inserisce nella tradizione di una scultura che trova la sua iniziale ascendenza nella scultura lignea medioevale, fatta di segmenti asciutti ed essenziali, per attraversare poi i canoni albertiani di stampo rinascimentale e ad approdare infine a Rodin, Matisse, Brancusi, fino a Giacometti e Manzù. In definitiva questi riferimenti per Correale sono anche idealità culturali con cui misurarsi, per calarsi in un duello con la materia e portare ad affioramento nella scultura la nostalgia di una materia mediterranea, fatta nello stesso tempo di movimento e di contemplazione”.
Ritornando alla porta bronzea della Chiesa, il lancio della proposta è descritto nell’omonimo documento del 6 ottobre 1986 [ref] Lancio della proposta in Maria SS. di Portosalvo a Siderno, La porta bronzea, 1989 pag. 55 [/ref]:
“COMITATO PRO PORTA BRONZEA
Chiesa Maria SS. di Portosalvo
-SIDERNO-
SIDERNESI,
Sollecitati dalla generosità e dalla esaltante manifestazione di riconoscenza di un concittadino, che, emigrato in America, ha mantenuto vivo il pensiero consolante e coadiuvante di Maria SS. di Portosalvo, e desiderosi di rendere sempre più degna, più bella ed accogliente, la casa che i nostri padri hanno edificato per onorare la Celeste Protettrice e Patrona, ci siamo costituiti in Comitato per raccogliere i fondi necessari per la messa in opera di una porta bronzea istoriata all’ingresso principale della nostra chiesa arcipretale. Il tempio, abbellito ed impreziosito da tale opera d’arte diverrà così ancora più caro ai fedeli e canterà, fin dalla soglia, le virtù le grazie ed i miracoli della Madonna che ha maternamente vigilato ed accompagnato la nascita e la crescita della nostra cittadina.
Pensiamo di affidare l’esecuzione dell’opera al nostro scultore Giuseppe Correale, al quale, così facendo, manifesteremo tangibilmente il nostro apprezzamento per le doti artistiche di cui gode e consentiremo di dare a Siderno un prezioso bene artistico e di testimoniare a Maria SS. di Portosalvo l’affetto filiale.
Per tale realizzazione è necessaria la raccolta di una somma considerevole, per la quale occorre il concorso di tutti, di ognuno secondo le proprie possibilità, sia per donare, sia, sopratutto, per sensibilizzare ed entusiasmare.
Il comitato, costituitosi necessariamente con poche persone, è ovviamente aperto all’adesione di tutti coloro che pensano di poterlo aiutare ad espletare meglio il gravoso compito che si è assunto.
Si stanno intanto esaminando le modalità per la raccolta dei fondi che verranno divulgate non appena saranno stati completati alcuni necessari adempimenti burocratici.
IL COMITATO
Bumbaca Domenico, D’agostino Enzo, De Leo Domenico, De Leo Michelangelo, Dolfin Albarosa, Galluzzo Grazia, Gargano Nicola, Incognito Mons. Antonino, Lupis Crisafi Domenico, Mittica Giuseppe, Romeo Giuseppe, Sanci Maria, Strati Vincenzo, Tamburrini Diego, Tedesco Francesco, Vento Luigi.
Siderno, 6 ottobre 1986”.
Dalla presente comunicazione, passarono meno di due anni dall’emozionante inaugurazione che avvenne il 13 febbraio 1988 alla presenza, tra gli altri, del Vescovo Mons. Francesco Tortora e al Vicario Generale della Diocesi di Locri-Gerace  Mons. Antonino Sgro, quest’ultimo, per questa occasione, scrisse un interessante intervento per quel pomeriggio di festa [ref] Inaugurazione della porta in Maria SS. di Portosalvo.., pag. 64 [/ref]:
“Ecc.za Rev.ma Signor Sindaco,
Autorità, Revv. di Confratelli,
Fedeli tutti:
La cerimonia di stasera è come un altro anello di una catena preziosa: la devozione  alla Madonna, dimostrata con le mille forme di pietà mariana proprie della Città di Siderno, durante i secoli. La porta di bronzo dedicata a Maria dona una voce nuova a questa tradizione. Aggiungo anch’io una parola di lode a quanti l’hanno voluta, ai promotori, ai devoti di questa Città, al Comitato, al compianto Arciprete Don Incognito. Voleva vivere e godere quest’ora. La contempla dal cielo. Maria, Madonna di Portosalvo. Abbiamo ascoltato la Parola di Dio: Gesù è l’unico Mediatore tra noi e il Padre, l’unica porta che ci apre il Regno di Dio: Gesù è l’unico Mediatore tra noi e il Padre, l’unica porta che ci apre il Regno di Dio. E Maria?  La Chiesa canta a Maria e Le dona pure questo titolo: Maria, felice porta del cielo! Perchè Essa è la Madre del Salvatore. Per questa porta è venuto al mondo il Figlio di Dio fatto uomo… Sicchè Maria è porta che fa entrare il cielo sulla terra: Dio fatto uomo; ed è porta che fa entrare la terra, cioè i redenti, i salvati, su nel cielo: l’uomo fatto figlio di Dio, con la vocazione alla vita eterna. Per questo la Fede canta a Maria: “Benedetta tu tra le donne e benedetto il frutto del tuo seno”! Fratelli, è questo il canto e il saluto che si eleva d’ora in poi in Siderno, Città di Maria, anche dalla monumentale porta di bronzo della Chiesa di Portosalvo. Gli otto Pannelli che la adorano- nella squisita fattura che rivela l’artista e il credente – esprimono tutta la Teologia mariana: in un linguaggio che è di silenzio eloquente, chiaro e vibrante: come una Catechèsi sulla vita di Maria, sulla sua celeste missione; un poema su la sua eccelsa grandezza e la sua dignità ineffabile e unica.  I pannelli sono otto. I primi quattro: L’Annunziazione dell’Angelo  – La nascita di Gesù a Betlem – La fuga in Egitto – La visita di Maria a Santa Elisabetta. E’ il Vangelo dell’infanzia. E si può chiamare, a giusto titolo, il Vangelo della Madre. Questa Donna benedetta che l’Angelo saluta e alla quale dona i titoli di una santità e dignità che trascendono ogni misura della terra. In questi pannelli è configurata la Teologia mariana: questa creatura è innalzata alla dignità di Madre di Dio, e perciò è piena di grazia, tutta santa, tutta bella, Madre e Vergine, Madre del Re, del Re Universale, il cui Regno non ha confini e non avrà mai fine. Da questa divina grandezza del Figlio rimbalza e rifulge la grandezza della Madre. Il poeta della Fede la canta:
Vergine Madre, Figlia del tuo Figlio,
Umile ed alta più creatura,
Termine fisso di eterno consiglio.
Un breve accenno ai singoli pannelli.
Formella 1: L'Annunciazione

1) L’ANNUNZIAZIONE
Un quadro plastico. Richiama le altre opere d’arte profuse nei secoli. Riflettono cielo e terra e l’istante meraviglioso in cui Maria dialogò con l’Angelo e tornò la riconciliazione tra l’uomo e Dio. Invece del serpente, ora Gabriele parla per primo, e invece di Eva, Maria gli presta ascolto. L’Annunziazione si conclude con l’ineffabile “si” di Maria: “Ecco l’Ancella del Signore”. E’ il segreto e il segno della santità di Maria: fare la volontà di Dio, farla sempre anche con sacrifizio, dire sempre “si” a Dio. Programma della vita di Maria. Programma dei veri devoti di Maria.
Formella 2: Natività

2) LA NASCITA DI GESU’ A BETLEM
Anche qui una scena incantevole: “La mira Madre in poveri – panni il Figliol compose – e nell’umil presepio – soavemente il pose – e l’adorò: Beata! – Innanzi al Dio prostrata – che il pure sen le apri”. Questa scena e questo mistero, ineffabile, dolcissimo, come commuove i cuori, li riempie di tenerezza; e come ispira gli artisti! Ed è scena che ci presenta la Madre col Figlio: Maria e Gesù insieme. Ed è impossibile pensarli separati. I fratelli evangelici, protestanti, in un momento buio della storia delle eresie, lo hanno pensato e tentato; hanno concluso “Cristo si, Maria no”. Gesù invece, unico Mediatore tra noi e il Padre, ha scelto Maria per esere Mediatrice tra Lui e noi, è venuto in messo a noi per mezzo di Maria. Ed è così che lo troveremo: ad Iesum per Mariam.
Formella 3: La fuga in Egitto

3) LA FUGA IN EGITTO
Gesù è segno di contraddizione. C’è chi lo accoglie e c’è chi lo rifiuta. Entra la prova e il dolore nella piccola grande storia della Sacra Famiglia; ed essa diventa il modello di tutte le famiglie umane, dove il dolore ha tanta parte. Ma dalla Sacra Famiglia viene l’esempio della Fede forte, della speranza certa nella Provvidenza che tutto rivolte al vero bene di quelli che amano Dio. Molte possono essere le tribolazioni dei giusti, ma da tutte li libererà il Signore.
Formella 4: La visita di Maria a Santa Elisabetta

4) LA VISITA DI MARIA A S. ELISABETTA
Maria comincia il suo cammino per le strade della tera e porta il Signore, la sua grazia, la sua pace. E’ la sua missione. Appena Elisabetta ode la voce di Maria – dice il Vangelo – è ripiena di Spirito Santo e la saluta “Madre del suo Signore, Madre di Dio”; e il bambino che è nel suo seno balza di gioia ed è santificato. Sono le grazie del mistero. E sono le grazie che i veri devoti di Maria ricevono tutte le volte che la salutano con fede e amore.
Osservate i pannelli, guardate i personaggi, i loro volti, i loro atteggiamenti tutte le volte che passate davanti alla vostra Chiesa, tutte le volte che entrate nel Tempio. Sono come un Vangelo vivo… E potrete rivivere queste scene, meditare e contemplare la divina lezione che da essa viene, e meditare la grazia che racchiudono come in uno scrigno d’oro ma che si apre a tutti quelli che hanno fede e amore. L’artista ha per primo contemplato il mistero, lo ha meditato profondamente nel suo genio, gli ha dato volti e voci e ha tentato di aprire un varco verso l’infinito, illuminando ed elevando i cuori verso le cose celesti, verso le cose belle e vere e sante della vita.
Formella 5: Le nozze di Cana

Ed ecco gli altri quattro pannelli: Le nozze di Cana – Gesù deposto dalla Croce- La discesa dello Spirito Santo – Maria Assunta in Cielo. Si compendia e si conclude, in stretta unione con l’opera salvifica del Messia Salvatore, Suo Divin Figlio, la vita di Maria. Il racconto del Vangelo getta sprazzi di luce soprannaturale e noi siamo educati a comprendere cose celesti e a fare la lettura cristiana della vita e della storia. Comincia la vita pubblica di Gesù, la storia dei suoi miracoli. Ed è presente Maria. Il primo miracolo – l’acqua mutata in vino –  si compie dietro preghiera e intercessione di Maria. Non la prega nessuno; e il decreto di Dio, che segna l’inizio per così dire ufficiale del tempo dei miracoli non si deve compiere ancora. Ma prega Maria. E la sua preghiera è esaudita. Comincia la prima grazia di una storia infinita di grazie. Canta il poeta cristiano:
La tua benignità non pur soccorre
A chi dimanda ma molte fiate
Liberamente il dimandar precorre.
Donna, sei tanto grande e tanto vali
Che qual vuol grazie a te non ricorre
Sua disianza vuol volar senz’ali.
Formella 6: La Deposizione di Cristo

Gli ultimi tre pannelli compendiano i temi della Passione e della Gloria. Ed è presente Maria, e dopo Gesù Maria è glorificata. Presente ai piedi della Croce, il cuore trafitto dalla spada del dolore; con il Figlio morto, vittima dei peccati degli uomini; e presente nel Cenacolo, Madre e Regina degli Apostoli, il giorno di Pentecoste, data di inizio della Chiesa. E anche qui: contemplate i pannelli, osservateli con l’occhio penetrate della Fede. Anche qui, soprattutto qui, l’arte vi eleva verso Dio. Potenza dell’arte che esprime l’anelito e lo sforzo umano di poter varcare i confini della terra ed elevarsi fino alla infinita bellezza e perfezione di Dio. Come è squallida, come è falsa e vuota tanta così detta arte del nostro tempo, che si chiude a questi orizzonti e finisce per degradarsi e degradare verso modelli fatui, senza ideali e tante volte corrotta e corrompitrice!.. Resta ora l’ultimo pannello: Maria assunta in cielo. La Fede nell’Assunzione di Maria non deriva da racconti storici. E’ la fede della Chiesa, che, guidata dallo Spirito Santo, ha preso progressivamente coscienza della dignità di Maria, Madre – Vergine – Immacolata.
Formella 7: La Discesa dello Spirito Santo

Finito il corso della sua vita terrestre fu assunta alla gloria celeste in corpo e anima, e dal Signore esaltata quale Regina dell’universo: perchè fosse conformata col Figlio suo, Signore dei Dominanti e Vincitore del peccato e della morte>. (LG, VIII, Concilio Vaticano II). Ancora di più: l’Assunzione di Maria proclama che il nostro corpo è salvato ed è degno di stare presso Dio…La povera nostra carne – che alcuni adorano e altri odiano e disprezzano – è già fatta degna di contemplare e godere Dio…; e non solo la carne del Figlio di Dio – fatto uomo, che viene dall’alto, ma anche la carne di una figlia della comunità umana, che come noi, viene dalla terra! Abbiamo espresso in rapida sintesi tutto quanto insegna la Chiesa intorno a Maria, in quel trattato mirabile che porta il titolo di “Teologia Mariana”. Ma ha fatto lo stesso, col linguaggio semplice e prestigioso della sua arte, un degno figlio di Siderno, un devoto alla Madonna di Portosalvo: uno di voi, cari fedeli di questa bella ridente città. Ed è la nota di un canto, che è canto di Fede. La strofa di un poema, che è poema di amore. Fede e amore. Possano brillare come stella che segna il nostro cammino cristiano per i sentieri del tempo; e ci guidi, nella pace e nella gioia, fino all’approdo ai lidi dell’eternità, sotto il dolce sorriso di Maria, Madonna di Portosalvo”. [ref] Inaugurazione della porta 13 – 02 – 1988: Intervento di Mons. Antonino Sgro, Vicario Generale della Diocesi di Locri – Gerace in Maria SS. di Portosalvo…, pag. 64. [/ref]
Pannello 8: l'Ascensione di Maria

Le parole di Mons. Sgro descrivono in modo esaustivo l’aspetto teologico delle otto scene rappresentate. La trama narrativa, presentata come bozzetto da Correale e approvata in seguito dal Comitato, rispecchia echi di un classicismo vivo e plastico, caratteristica dello stile dello scultore. Ogni pannello, lavorato con semplicità ed eleganza, è privo di sfondo, a voler focalizzare l’attenzione dell’osservatore sull’episodio narrato. Un commovente realismo è ritratto in alcuni momenti: osserviamo ad esempio lo sguardo d’intesa tra Maria ed il suo Bambino nel secondo pannello, così come il concreto abbraccio tra la Madonna e Santa Elisabetta. La porta è  segnata da un plasticismo che vuole uscire al di fuori di ogni limite divisorio: osserviamo il piede destro di Gesù nella scena della Deposizione, modellato sulla linea che separa i due episodi. Stesso discorso vale per i panneggi delle vesti, trattati come se fossero dipinti. Negli ultimi due soggetti, l’artista arricchisce le scene con dei soggetti che gli stanno particolarmente a cuore, ovvero i pescatori: la gente di mare è tra i temi più trattati del suo percorso artistico. L’Ascensione della Vergine, affiancata da due angeli, trova inoltre raffigurata al di sotto di questi, la Chiesa di Maria SS. di Portosalvo.  Purtroppo oggi la porta bronzea trova il suo apparato narrativo mal conservato. In queste immagini del 2008, esso si può osservare limpidamente. Speriamo in un urgente lavoro di recupero e restauro.
Fonti img porta bronzea: www.premioletterariosiderno.it a cura di Rocco Futia, 2008;
Fonte img Giuseppe Correale: www.giuseppecorreale.it;
Fonte img Chiesa: Giuseppina Laura Dominici.