"Lacrime di Ferro"

Lacrime di ferro
scendevano
graffiando,
steso su cuscini
di delusioni e chiodi,
la sua essenza
una valvola impazzita
pompava olio e rabbia.
Intorno
sguardi meccanici
lo guardavano compassionevoli.
“Perché?”
a fatica le parole scorrevano
bulloni rotti
che non comprendevano più
quell’animo arrugginito,
in corto circuito
spasmi irregolari
lo contornavano
mentre ricordava,
una discarica
di storie d’alluminio accartocciate.
Le dita
come fili di rame
avvolgevano una fantasia di vapore
che svaniva
sulle labbra scricchiolanti
“Perché?”